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MOBY DICK

HERMAN MELVILLE
MOBY DICK
Tradotto da Ottavio Fatica
Einaudi (collana Supercoralli) e-book
10 righe da pagina 2672:

(...) le vostre balene, per ucciderle, occorre prima avvistarle; e un giovane platonico dagli occhi infossati vi trascinerà dieci volte intorno al mondo e non ci guadagnerete una pinta. (...) E magari ce ne saranno stati di banchi all'orizzonte senonché la mescidanza cadenza dell'onde coi pensieri culla il nostro giovane svagato in un tal letargo oppiaceo di fantasticherie vacue e incoscienti che finisce per perdere l'identità, scambia l'arcano oceano ai piedi per l'immagine visibile di quell'anima profonda, azzurra, illimite che pervade umanità e natura; e ogni cosa strana, intravista, guizzante, bellissima che gli sfugga, ogni pinna d'incerta forma da lui confusamente scorta che affiori, gli sembra l'incarnazione di quei pensieri sfuggenti che senza posa sciamano attraverso l'anima.

inviato il 17/11/2017
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Il Gattopardo

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Feltrinelli

Ma esiste un dio protettore dei principi. Esso si chiama Buone Creanze. E spesso interviene a salvare i gattopardi dai mali passi.

inviato il 16/11/2017
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Aurora nel buio

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Barbara Baraldi
Aurora nel buio
Giunti Editore 2017
10 righe da pagina 255:

La pazzia non esiste.
Nevrosi,disturbi della personalità,persino le psicosi possono essere scatenate da gravi eventidi natura traumatica.
Noi cerchiamo di dare conforto a coloro che hanno subito un crollo,li aiutiamo a convivere con le proprie debolezze.
La natura della psiche umana è complessa,e non è ancora decifrata.
Va tutto bene finchè riudsciamo a confinare la sofferenza dentro a un muro,nella nostra mente.
Fece una pausa. Ma a volte osservare quel muro è spaventoso al punto da rendere l'esistenza stessa insopportabile.

inviato il 16/11/2017
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Silvia...tocc tocc queste 10 righe mi hanno ricordato la lettura di un libro scritto da Antonio Ferrara "Batti il muro"...parla di una bambina che si rifugia in un armadio a causa della malattia della madre...ciao ,naty

Non lasciarmi

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KAZUO ISHIGURO
Non lasciarmi
Tradotto da Paola Novarese
Einaudi 2005
10 righe da pagina 129:

Durante quei primi mesi,,avevamo in qualche modo elaborato la teoria che il nostro inserimento della comunità dei Cottages-quanto eravamo bravi a copiare- dipendeva da quanti libri si erano letti.Potrà sembrare strano ma è così,quest'idea prese piede nel nostro gruppo,tra quelli che provenivano da Hailsham .Tutto l'insieme era deliberatamente un pò nebuloso - e infatti aveva molti tratti in comune con il modo in cui avevamo affrontato il problema del sesso a Hailsham. Andavamo in giro con l'aria di chi aveva letto ogni genere di cose, annuendo con fare consapevole quando qualcuno menzionava per esempio "Guerra e pace",sottintendendo che nessuno avrebbe sondato nel dettaglio questa affermazione.Non bisogna dimenticare che, dal momento che eravamo stati quasi sempre insieme dal nostro arrivo ai Cottages,sarebbe stato impossibile per uno di noi leggere "Guerra e pace"senza che gli altri se ne accorgessero.

inviato il 15/11/2017
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Uno per tutti

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Gaetano Savatteri
Uno per tutti
Sellerio 2015
10 righe da pagina 35:

Succede che la mamma di Gil dorme di giorno. Se noi giochiamo si alza stanca e dice:
- Bambini, fate piano, ho il turno di notte.
Il turno di notte è quando uno dorme di giorno. Un pomeriggio mi sono messo nel mio letto, con gli occhi chiusi e stretti, ma entrava tanta luce.
- Che fai? - ha chiesto mamma.
- Faccio il turno di notte.

inviato il 15/11/2017
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Prima edizione: 2008.

Terapia di coppia per amanti

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Diego De Silva
Terapia di coppia per amanti
Einaudi Super ET 2017
10 righe da pagina 3:

Se pensate che gli amanti siano partigiani della felicità; gente abbastanza disillusa da aver capito che l'unico modo per resistere all'andazzo mortifero della vita matrimoniale sia farsene un'altra in cui negare ideologicamente le norme vigenti nella prima, e dunque abolire ogni ruolo, ogni dovere, ogni ambizione di stabilità in nome di un unico fine superiore (il solo che poi conta veramente), quello di vedersi quando si ha voglia senza aspettarsi dall'altro più di quanto ti dà; bene, se è questo che pensate, allora lasciate che vi dica che non avete la minima idea di cosa state parlando.

inviato il 14/11/2017
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La fabbrica delle stelle

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Gaetano Savatteri
La fabbrica delle stelle
Sellerio 2016
10 righe da pagina 36:

Sfoglio il "Giornale di Sicilia". [...]
Mi appassiono alla storia del muratore di Castelvetrano che ha tappezzato la città con le foto della moglie e del suo amante, peraltro mezzo parente, con la scritta: fedifrago. Apprezzo la raffinatezza dell'insulto tardo ottocentesco. Ormai solo i carpentieri frequentano certe ricercatezze linguistiche.
- Ecco qui, tutto pronto - Armando mi consegna il pacchetto, tiepido di gratitudine e ricotta. Lancia un'occhiata alla pagina del giornale con la storia del muratore di Castelvetrano.
- Cornuto - sussurra.
I baristi non amano i vocaboli desueti, non quanto i manovali edili.

inviato il 14/11/2017
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Mary Poppins

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Pamela Lyndon Travers
Mary Poppins
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 12:

Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganciò il lucchetto del cancello e i bimbi poterono vedere che si trattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l’altra portava una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembrò che il vento la sollevasse, portandola in volo verso la casa. Fu come se l’avesse trascinata fino al cancello, avesse atteso che si aprisse e poi di nuovo soffiando avesse sollevato lei, la grande borsa e tutto fino alla soglia di casa. I bimbi, sempre protesi a guardare, udirono un terribile rumore e, come lei ebbe posto piede a terra, l’intera casa si scosse.

inviato il 13/11/2017
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

La donna che scriveva racconti

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Lucia Berlin
La donna che scriveva racconti
Tradotto da Federica Aceto
Bollati Boringhieri 2016
10 righe da pagina 32:

Ogni volta che per strada si sentiva una sirena, vicina o lontana, suor Cecilia ci faceva smettere di fare quello che stavamo facendo; appoggiavamo la testa sul banco e recitavamo un'Ave Maria. Io lo faccio ancora. Dire un'Ave Maria, intendo. Bè, appoggio anche la testa sulle scrivanie di legno, per ascoltarle, perché fanno dei rumori, come rami al vento, come se fossero ancora alberi. All'epoca c'erano un sacco di cose che mi turbavano, tipo cosa fosse a dar vita alle candele e da dove venisse il rumore dei banchi. Se nel mondo di Dio ogni cosa ha un'anima, persino i banchi, che hanno una voce, allora deve esserci un paradiso. In paradiso io non potevo andarci perché ero protestante. Sarei andata nel limbo. Avrei preferito andare all'inferno piuttosto che nel limbo: che brutta parola, sembrava dumbo, o bimbo, un posto senza un briciolo di dignità.

inviato il 13/11/2017
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Si.. Ha il candore e la profondità dei bambini, che guardano a tutto con occhi nuovi e non assuefatti. A me è piaciuta molto pure la parte dell'Ave Maria.. Io non credo, ma per anni anche a me, quelle parole, che ero stata educata a considerare consolatorie, mi sono venute alle labbra nei momenti di paura, o di sconforto. Quasi una formula magica, o il ricordo del sollievo provato. O anche solo la nostalgia di quant'era naturale credere che sarebbe bastato.

Ho messo il mio segnalibro per l'immagine di quelle scrivanie che fanno ancora rumore di albero; il legno nelle varie forme che prende, anche se lavorato, conserva un filo con il bosco da cui proviene; e per la considerazione sulla parola limbo che sembra non avere dignità.

Moscerine

Anna Marchesini
Moscerine
Rizzoli formato e-book
10 righe da pagina 806:

gli Svizzeri tostavano il caffè (...) Sin dal mattino, da quella misteriosa specie di antro artificioso e fantastico, nell'innocente segreto del retrobottega dove nessuno aveva mai assistito all'alacre armeggio di quella fastosa vasta ingegnosa ubbidiente orologeria meccanica umana che sono gli Svizzeri, cominciava a salire un profumo forte e acre come di foglie bruciate, un aroma amaro e intenso si infilava su per la cappa del camino; tuttavia non si poteva dire che si trattasse solo di quello; subito intorno si diffondeva come l'avvertimento che si trattasse di altro, di qualcosa di più (...) Era come se in quel profumo inebriante e irresistibile si solidificassero una mezza dozzina di fragranze di allusioni di attimi, memorie persistenti, di odori, di aliti sfiorati, di fragili essenze evaporate, eppure eternamente capaci di trattenere nelle loro goccioline appena palpabili, ricordi lontanissimi e fedeli, istanti inarrivabili in cui qualcuno o qualcosa che abbiamo incontrato nel tempo ha lasciato impressa una traccia, ha lasciato per noi il suo il suo istante di posa.

inviato il 13/11/2017
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Mi piace come Anna Marchesini sapeva usare le parole, in modo fantasioso, le affiancava incalzanti e pirotecniche. Qui sa definire la proverbiale e trita e ritrita precisione degli Svizzeri con una frase completamente nuova e sa raccontare quanto il caffè sia evocativo, rendendo omaggio ad ogni sua goccia e al suo profumo che sa aprire la mente ad infinite immagini.

Appunti di Geofantastica

immagine copertina
Gianluca Caporaso - Sergio Olivotti
Appunti di Geofantastica
Lavieri 2015
10 righe da pagina 59:

Al corsaro fu anche dedicato il MUSEO DEI RIMASUGLI. una baracca dove la mattina si vendeva frutta e verdura e la sera, nelle stesse cassette delle mele e delle pere, venivano esposti i palloni bucati, le lettere d'amore mai spedite e tutti gli esiti più strampalati delle scorribande del corsaro e di quelle dei suoi amici corsanesi.
I corsanesi non se ne sono accorti, ma la follia del corsaro si è impossessata anche delle loro parole. Così mentre si illudono di dire delle cose, in realtà ne pronunciano altre. Al posto della parola amico, per esempio, usano la parola ammiraglio; mentre per dire amore, con voce rispettosa dicono comandante. Perché tutti sappiamo che chi come loro ha conosciuto venti di burrasca e mare grosso, sulla nave degli AMORI ha bisogno di trovare qualcuno che non perda mai la ROTTA.

inviato il 12/11/2017
Nei segnalibri di:

I delitti di via Medina Sidonia

immagine copertina
Santo Piazzese
I delitti di via Medina Sidonia
Sellerio

Lo sappiamo tutti cosa si dovrebbe fare. L'abbiamo visto e letto in milioni di film e libri del genere polizardo. Di solito, lo sbirro di turno insinua la mano nelle tasche del morto e ne tira fuori carte d'identità, scatole di cerini con numeri di telefono miracolosi scarabocchiati sopra, ricevute di deposito bagagli, o biglietti del tram usati, dai quali poi Filováns deduce che il morto ha una figliastra zoppa, incinta di un portoricano miope.

inviato il 11/11/2017
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Grazie! L'edizione che ho io è Sellerio - La Rosa dei venti. Anno di pubblicazione 2009, pag. 26.

Ciao Oliva, sei nella classifica di novembre, 10 righe scelte da Voi utenti. Ricorda di scrivere qui nei commenti, anno di pubblicazione del libro e numero di pagina. Grazie.

Guida galattica per gli autostoppisti

immagine copertina
Douglas Adams
Guida galattica per gli autostoppisti
Tradotto da Laura Serra
Mondadori (collana Piccola biblioteca oscar) 1999
10 righe da pagina 83:

"E' spaventoso " disse fra sè Arthur " La statua Nelson non c'è più, i McDonald's non ci sono più, e tutto ciò che è rimasto della Terra sono io e le parole " Praticamente innocuo". Da un momento all'altro io non ci sarò più, e rimarranno solo le parole "Praticamente innocuo". E pensare che ieri il pianeta sembrava così normale"
Si sentì un ronzio di motori.
Ci fu un leggero fischio, poi il rumore assordante dell'aria che veniva vomitata fuori dal portello aperto, nella vuota oscurità tempestata di minuscoli punti di luce irrealmente lucenti. Ford e Arthur furono proiettati nello spazio come tappi sparati da una pistola gioccatolo.

inviato il 10/11/2017
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Grazie!

Ciao Rebecca, sei nella finale di novembre. 10 righe scelte dalla redazione.

Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso

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Francesco Sabatini
Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso
Mondadori 2016
10 righe da pagina 26:

E lo 0 (zero)? Ha tutta un'altra storia. Il concetto di "zero" (ossia di "nulla", ma come posizione che conta nella numerazione) forse fu elaborato dai Sumeri, dai quali si diffuse tra vari popoli del Vicino e Medio Oriente, specialmente tra i matematici indiani, dai quali passò agli Arabi e da questi giunse fino a noi nel XIII secolo [...], a opera del matematico Leonardo Fibonacci (1175 c. - 1235 c.). Gli Arabi avevano chiamato questo numero sifr "nulla", parola che Fibonacci tradusse con zephyrus, nome latino di un vento (per l'impalpabilità dei venti), e che nei volgari italiani fu pronunciata anche zefro, zevro, zero: con quest'ultima forma è entrata poi in altre lingue. Ma si diffuse, in Italia, anche l'adattamento di sifr in cifra, con il significato sia di "zero" sia, più in generale, di "numero".

inviato il 10/11/2017
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Moby Dick

Herman Melville
Moby Dick
Tradotto da Ottavio Fatica
Einaudi (collana Supercoralli) e-book
10 righe da pagina 825:

Avvitata all'asse contro la fiancata della nave, una lucerna pensile oscilla lievemente nella cabina di Giona; e con la nave che con il peso degli ultimi colli caricati s'ingavona verso il pontile, la lucerna, con la fiamma e tutto il resto, malgrado il movimento lieve, mantiene una costante inclinazione rispetto alla cabina; anzi, nella sua inoppugnabile verticalità, non fa che evidenziare i piani falsi e menzogneri in mezzo ai quali è appesa. Quel lume inquieta e spaura Giona che, steso nella cabina, volge all'intorno l'occhio tormentato; il fuggiasco finora fortunato non trova asilo allo sguardo senza pace. E il controsenso della lucerna sempre più lo riempie di sgomento. Il madiere, la volta, la fiancata sono tutti sbilenchi. "Oh", si lamenta, "così è appesa in me la mia coscienza! Così arde diritta verso l'alto; le camere dell'anima mia invece sono una stortura!"

inviato il 10/11/2017
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LA piccola Dorrit

Charles Dickens
LA piccola Dorrit
Tradotto da Federico Verdinois
E-book
10 righe da pagina 706:

E sempre così, di giorno e di notte, sotto il sole e sotto le stelle, poggiando per le polverose colline o affaticandosi per le pianure sterminate, viaggiando per mare e viaggiando per terra, andando e venendo in tante strane guise, per incontrarci ed agire e reagire gli uni sugli altri, ci muoviamo noi tutti, irrequieti viaggiatori in questo pellegrinaggio della vita.

inviato il 10/11/2017
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Quel che resta del giorno

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Kazuo Hisshiguro
Quel che resta del giorno
Tradotto da Maria Antonietta Saracino
Einaudi Tascabili 1990
10 righe da pagina 200:

Mi domando che cosa sarà mai quello che state leggendo, Mr Stevens.
Nient'altro che un libro, Miss Kenton.
Questo lo vedo, Mr Stevens .Ma che tipo di libro? È questa la cosa che mi interessa.
Alzai lo sguardo e vidi Miss Kenton che avanzava verso di me. Richiusi il libro e, tenendolo stretto a me, mi alzai in piedi.
Davvero Miss Kenton, dissi, mi vedo costretto a chiedervi di rispettare la mia intimità.
Ma perché mai siete così timido a proposito di quel libro, Mr Stevens? Mi viene il sospetto che possa trattarsi di una cosa audace.
È del tutto impensabile, Miss Kenton, che qualcosa di "audace", come dite voi, possa rinvenirsi sugli scaffali di sua signoria.
Ho sentito dire che molti libri eruditi contengono i brani più audaci, ma non ho mai avuto il coraggio di guardare. Ora Mr Stevens, vi prego di consentirmi di vedere cosa state leggendo.
Miss Kenton, devo chiedervi di lasciarmi in pace. È del tutto assurdo che voi dobbiate persistere nell'inseguirmi in questo modo nel corso dei pochissimi momenti di tempo libero che posso trascorrere da solo.

inviato il 09/11/2017
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Il drago verde

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Scarlett Thomas
Il drago verde
Tradotto da Beatrice Messineo
Newton Compton 2017
10 righe da pagina 16:

La biblioteca di Griffin Truelove non era che una stanza quadrata dal soffitto altissimo, piena di mensole di legno scuro. C’era un tavolino con una lampada di vetro verde, al cui interno brillava una candela, non una lampadina. (Molte persone leggevano a lume di candela ora che le lampadine erano poche e costosissime). La stanza profumava vagamente di pelle, incenso e cera. I libri erano giganteschi, tutti con spesse copertine rilegate in pelle, velluto o in un tessuto morbido di varie sfumature di rosso, viola o blu. Le pagine erano color crema e quando le aprivi le lettere erano nere, di foggia antica. Parlavano di gradi avventure in terre sconosciute.
[…] «Ragazzina, tutti i libri sono magici. Pensa», le disse, «a cosa fanno fare alle persone. C’è chi va in guerra sulla base di quel che legge. La gente crede ai “fatti” solo perché sono messi per iscritto. Decidono di adottare sistemi politici, di viaggiare verso un luogo a dispetto di un altro, di lasciare il lavoro e partire all’avventura, di amare o odiare. Tutti i libri hanno un potere tremendo. E il potere è magia».

inviato il 09/11/2017
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Travels with Charley. In Search of America

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John Steinbeck
Travels with Charley. In Search of America
Penguin 2001

Charley is a tall dog. As he sat in the seat beside me, his head was almost as high as mine. He put his nose close to my ear and said, "Ftt." He is the only dog I ever knew who could pronounce the consonant F. This is because his front teeth are crooked, a tragedy which keeps him out of dog shows; because his upper front teeth slightly engage his lower lip Charley can pronounce F. The word "Ftt" usually means he would like to salute a bush or a tree.

inviato il 09/11/2017
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L'arte di correre

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Haruki Murakami
L'arte di correre
Tradotto da Antonietta Pastore
einaudi super et 2007
10 righe da pagina 35:

Ciò che penso, semplicemente, è che, una volta usciti dalla prima giovinezza, nella vita è necessario stabilire delle priorità. Una sorta di graduatoria che permetta di distribuire al meglio tempo ed energia. Se entro una certa età non si definisce in maniera chiara questa scala dei valori, l'esistenza finisce col perdere il suo punto focale, e di conseguenza anche le sfumature. A me non interessava avere tanti amici in carne ed ossa, privilegiavo il bisogno di condurre una vita tranquilla in cui potermi concentrare nella scrittura. Perché per me le relazioni umane veramente importanti, più che con persone specifiche, erano quelle che avrei costruito con i miei lettori. Se dopo aver posato le fondamenta della mia vita ed essermi creato un ambiente favorevole al mio lavoro, avessi scritto delle opere di un certo valore, un gran numero di persone le avrebbe accolte con gioia. E dar loro questa gioia non era forse per me, in quanto scrittore professionista, il primo dovere? Ancor oggi non ho cambiato opinione in proposito. I lettori non li posso vedere in faccia, e in un certo senso la

inviato il 07/11/2017
Nei segnalibri di:

Commenti

Salve Staff! Ho scelto queste come 10 righe http://scrivi.10righedailibri.it/la-fabbrica-delle-stelle

Ciao Davide, sei nella classifica settimanale del mese di novembre. Scegli da oggi lunedi 13 a domenica 19 novembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui il link.

''relazione con loro è soltanto concettuale, tuttavia per me quell'invisibile relazione «concettuale» è qualcosa della massima importanza, e con questa convinzione ho vissuto finora''

Haruki Murakami (Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese.

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