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Il visconte

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Paolo Brera e Andrea Carlo Cappi
Il visconte
Sperling & Kupfer 2011
10 righe da pagina 4:

Di tanto in tanto qualcuno spara, giusto per rammentarci che la guerra non è ancora finita, qui in Crimea. La flotta del Mar Nero non è uscita dal porto, ma non è più in grado di nuocere: ciò che non hanno fatto i nostri cannoni l'ha compiuto la Marina dello Zar, affondando le tue stesse navi. Gli alberi ora fanno capolino dalle acque azzurre come un'irreale foresta spuntata dal mare. Il ponte di barche è stato dato alle fiamme e i suoi resti carbonizzati vanno ad aggiungersi gli altri segni della guerra: trincee, palazzi traforati dalle cannonate, macerie e cumuli di corpi abbandonati alla putrefazione. Eppure, tra le rovine fetide di morte, questa sera le strade di Sebastopoli riprendono vita. A fare festa sono i soldati venuti dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Turchia e persino dal Regno di Sardegna.

inviato il 21/09/2018
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Emmaus

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Alessandro Baricco
Emmaus
Feltrinelli (collana Universale economica) 2017
10 righe da pagina 21:

Così non è di nessuno, Andre - ma noi sappiamo che, anche, è di tutti. Può esserci una parte di leggenda, indubbiamente, ma quello che si racconta in giro è ricco di particolari, come di chi avesse visto, e sa. E noi la riconosciamo, in quei racconti - ci è faticoso visualizzare tutto il resto, ma lei, lì in mezzo, è proprio lei. Il suo modo di fare. Aspetta nei bagni del cinema, appoggiata alla parete, e loro vanno uno dopo l'altro, a prendersela, senza che lei nemmeno si volti.

inviato il 21/09/2018
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Il canto delle sirene

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Val McDermid
Il canto delle sirene
Tradotto da Federica Ressi
Fanucci 2012
10 righe da pagina 9:

‘Le vittime’ diceva laconicamente la didascalia ‘dopo la tortura spesso si allungavano dai quindici ai venti centimetri’. Che menti straordinarie avevano gli inquisitori. Non paghi d’interrogare gli eretici da vivi e in preda ai tormenti, dovevano cercare ulteriori risposte dai loro corpi martoriati.
L’esposizione era un monumento all’ingegno dell’uomo. Come non ammirare le menti che avevano esaminato il corpo umano in modo così approfondito da progettare un dolore talmente squisito e minuziosamente calibrato? Con la loro tecnologia relativamente grezza, quei geni medievali avevano messo a punto sistemi di tortura così raffinati da essere ancora in uso ai giorni nostri. Sembra che l’unico progresso apportato dalla società postindustriale sia il fremito addizionale dato dall’introduzione dell’elettricità.

inviato il 19/09/2018
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Val McDermid, Kirkcaldy, 4 giugno 1955

Giorni Felici

Samuel Beckett
Giorni Felici
Einaudi tascabili

[...]non chiedo altro, e non cianciare e cianciare per così dire sulla fiducia, senza sapere, mentre c'è qualcosa che mi rode. (Pausa per prendere fiato) Il dubbio. (Si porta l'indice e il medio all'altezza del cuore, li muove in tondo, li ferma) Qui. Intorno. (Abbassa la mano) Oh, lo so bene, verrà il giorno in cui prima di poter pronunciare una parola dovrò assicurarmi che tu abbia sentito la precedente, e poi, lo so bene, verrà un altro giorno in cui dovrò imparare a parlare da sola, cosa che mi è sempre riuscita intollerabile in questo deserto. (Pausa). O guardare davanti a me con le labbra serrate. (Esegue) Tutto il giorno. No. (sorride) No no. Naturalmente, c'è la sporta. Ci sarà sempre la sporta. Sì, con ogni probabilità. (Pausa) Anche quando te ne sarai andato, Willie. Te ne stai andando, Willie. non è vero? (Pausa. Più forte) Te ne andrai presto, Willie. non è così? (Pausa. Più forte) Willie!

inviato il 19/09/2018
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Grazie Matteo :)

Traduzione di Carlo Fruttero, pagina 226 della raccolta "Teatro", Einaudi Tascabili, 2002

Benvenuto Matteo :) Nome del traduttore, anno di edizione e numero della pagina?

Tutte le poesie

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Dario Bellezza
Tutte le poesie
Oscar Mondadori 2015
10 righe da pagina 436:

Le intermittenze del cuore, a freddo,
di mattina, appena alzati a velare
già di malinconia il nostro finito
esistere, la fata Morgana
sono di un pallido accostarsi
al tuo inquieto lasciarti andare
alla serie impropria e multipla
degli addii in una terra abitata
da bambini per sempre. Ed io
che guardo attraverso la tua Luce
il mio ricordo posso anche alzarmi
di scatto, andare alla finestra
e piangere: Qualcuno, più
antico di me e di te, potrà dire
soltanto la forza dell'arte;
noi abituati ad un'epoca ormai
cinicamente votata alla morte
restiamo perplessi nell'immagine
sacra di un tempo che ci è stato
tolto, il tempo che "fu"!

inviato il 19/09/2018
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Dario Bellezza nato a Roma il 5 settembre 1944

Ninfee nere

Michel Bussi
Ninfee nere
edizioni e/o
10 righe da pagina 13:

Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny. La prima abitava in un grande mulino in riva a un ruscello, sul chemin du Roy; la seconda in una mansarda sopra la scuola, in rue Blanche-Hoschedé-Monet; la terza con la madre in una casetta di rue Chateau-d'Eau dai muri scrostati. Neanche avevano la stessa età. Proprio per niente. La prima aveva più di ottant'anni ed era vedova. O quasi. La seconda ne aveva trentasei e non aveva mai tradito il marito. Per il momento. La terza stava per compierne undici e tutti i ragazzi della scuola erano innamorati di lei. La prima si vestiva sempre di nero, la seconda si truccava per l'amante, la terza si faceva le trecce perché svolazzassero al vento.

inviato il 19/09/2018
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Benvenuta Cecilia :) Nome del traduttore, anno di edizione e numero della pagina?

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

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Jaron Lanier
Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social
Tradotto da Francesca Mastruzzo
Il Saggiatore 2018
10 righe da pagina 28:

Il nostro cervello ha sicuramente dei processi adottivi; e può essere portato a cercare delle sorprese, perché alla natura non piace la routine. Così scopriamo che quando un algoritmo procura delle esperienze a una persona, la casualità che lubrifica l'adattamento algoritmico può anche procurare dipendenza negli uomini. L'algoritmo sta cercando di individuare i parametri perfetti per manipolare il cervello, mentre quest'ultimo, dovendo cercare un significato più profondo, cambia in risposta agli esperimenti dell'algoritmo; è il gioco del gatto e del topo, ma beato su pura matematica.

inviato il 18/09/2018
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Tu l'hai detto

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Connie Palmen
Tu l'hai detto
Tradotto da Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo
Iperborea 2018
10 righe da pagina 44:

Per tutta la vita era dipesa dalla benevolenza altrui, dalla tendenza al sacrificio di una madre soffocante, da premi e borse di studio, dal supporto mentale e finanziario di un certo numero di benefattrici, una delle quali si era arricchita scrivendo un mediocre melodramma poi trasposto in pellicola, e un'altra si era creata una certa fama a livello locale come docente femminista che da sempre alloggiava nel campus dello Smith con un'amica e un cane. Tutte donne che in lei vedevano una loro appendice, la proiezione ideale dei loro sogni falliti, o di se stesse più giovani in un'epoca diversa, una in cui una donna scrittrice non veniva più guardata con diffidenza e disprezzo.

inviato il 18/09/2018
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Grazie Claudia, abbiamo integrato il post :)

Traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, anno di edizione 2018

Claudia, nome del traduttore e anno di edizione? :)

La vendetta del diavolo

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Joe Hill
La vendetta del diavolo
Tradotto da Andrea Carlo Cappi
Sperling & Kupfer 2012
10 righe da pagina 110:

«Ti piace solo la musica con cui puoi ammazzare la gente.»
«No. Serve soltanto a preparare la scena. Non è quello il senso della musica? È una specie di sfondo a quello che stai facendo.»
Ig non intendeva discutere con lui, ma il fatto che fosse così ignorante lo addolorava. C’era da sperare che, dopo essere stati grandi amici per anni, Lee avrebbe scoperto la verità sulla musica. Era la terza rotaia della vita. Serviva a scuoterti dalla noiosa routine delle ore, a provare qualcosa, a bruciare di tutte le emozioni che non capitava di assaporare nel normale corso della giornata, tra scuola, televisione e lavastoviglie da caricare dopo cena. Ig immaginava che, crescendo in un parcheggio di roulotte, Lee si fosse perso molte delle cose migliori della vita. Gli sarebbe occorso qualche anno per rimettersi in pari.

inviato il 18/09/2018
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Joe Hill (nome d’arte di Joseph Hillstrom King), Hermon, 4 giugno 1972

Se avessero

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Vittorio Sermonti
Se avessero
Garzanti 2016
10 righe da pagina 7:

E io paura? Risponderei, sapessi di che paura vuoi sapere. Quella di morire? Perché ci sono anche paure molto più petulanti della paura di morire, intendendo morire come sarebbe potuto succedere lì cioè di botto, un improvviso odoraccio per altri nasi, e non essere più di botto quello che aveva avuto paura: vuoi sapere di quella paura lì o di quelle altre, le petulanti, che s'altre son maggio nulle sì spiacenti sono, e che giustamente si compendiano per dileggio sotto la voce “fifa”? Non lo so. Ebbene non lo so. In tutti i casi, fifa o paura o terrore, magari proprio terrore che fosse (un terrore in tutti i casi …), all'atto mi risultava, poco ma sicuro, più fiacco, più sguaiato e misero dell'amore che mi brancava dentro come un polpo incandescente e mi bruciava tutte insieme l'anima il corpo. Amore per chi?

.

inviato il 18/09/2018
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La testimone del tempo

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Tahmima Anam
La testimone del tempo
Tradotto da Stefano Beretta
Garzanti 2016
10 righe da pagina 47:

Quando mi guardai attorno vidi che eravamo gli ultimi due rimasti. Stavo per suggerire di andare da qualche altra parte e invece decisi che avremmo dovuto aspettare finché il locale non avesse chiuso e ci avessero costretti ad andarcene. Il tuo sguardo era ancora fisso su di me ed io mi spostavo sulla sedia. Tu sembravi a tuo agio nelle pause delle conversazione, ma io sentivo il bisogno di riempire il silenzio, così ti raccontai degli scavi. "La settimana prossima vado in Pakistan. Vado ad estrarre il fossile di una balena" Ti dissi che mi univo ad una spedizione per cercare le ossa dell'Ambulocetus natans, la balena che cammina.

inviato il 18/09/2018
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Un amore partigiano

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Mirella Serri
Un amore partigiano
Longanesi 2014
10 righe da pagina 162:

«Carissima Vincenzina», aveva scritto Gianna nella sua ultima lettera all'amica, «purtroppo questa lettera sarà mal scritta perché non sono certa delle mie attuali facoltà mentali; prima i fascisti ed ora i miei compagni, gli uomini che guidano il mio Partito, il Partito per il quale ho vissuto, per cui vivo, hanno contribuito a rendermi così: essi mi hanno tolto l'onore, mi hanno quasi messa nell'impossibilità di vivere almeno e mi hanno tolto anche la persona cara per cui avrei dato volentieri la mia vita. Non credo che sopporterò a lungo il mio travaglio, anche quando si è tanto forti come lo fui io in passato certi colpi inferti contro la nostra dignità, contro i nostri ideali, quando si vede morire il proprio compagno come un vile mentre si sa che ha vissuto per un puro ideale, ci si sente oppressi e si desidera la morte.

inviato il 17/09/2018
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Mirella Serri, Roma, 15 marzo 1949

Triade minore

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Luigi Ferrari
Triade minore
Ponte alle Grazie 2018
10 righe da pagina 137:

Sono in ufficio e avrei parecchio da fare, stando alla lista che Eirlys mi ha preparato. La scorro: nulla di straordinario, per fortuna. Al momento, il pensiero dei due libri che Gwenda ha appena menzionato mi distrae irresistibilmente. Dovrei invece considerarli letali come il canto delle sirene. Se avendoli qui cominciassi a sfogliarli, la fragile navicella della mia indagine si infrangerebbe sugli scogli del caos. A farmelo temere non è ciò che vi è stampato: posso tranquillamente immaginarmelo, dopo quanto ho appreso dalle registrazioni. No: mi inquietano soprattutto le "annotazioni a matita", che a detta di Gwenda riempiono i bordi delle pagine

inviato il 17/09/2018
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Grazie, vi sto scrivendo.

Elena, scrivi a libroincentivo@10righedailibri.it

Staff, io vorrei pubblicare i libri vinti ma ancora non ne arriva uno.

Luigi Ferrari nato a Milano nel 1951

Storia del camminare

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Rebecca Solnit
Storia del camminare
Tradotto da Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini
Ponte alle Grazie 2018
10 righe da pagina 372:

Camminare è una delle costellazioni del cielo stellato della cultura umana, una costellazione formata da tre stelle: il corpo, la fantasia e il mondo aperto, e sebbene ciascuna di esse abbia un’esistenza indipendente, sono le linee tracciate tra di esse – tracciate dall’atto del camminare con scopi culturali – a farne una costellazione. Le costellazioni non sono fenomeni naturali, ma imposizioni culturali; le linee tracciate tra le stelle sono come sentieri consumati dall’immaginazione di coloro che li hanno calcati in precedenza. La costellazione chiamata ‘camminare’ ha una storia, la storia percorsa da tutti quei poeti e quei filosofi e quei rivoluzionari, da pedoni distratti, da passeggiatrici, da pellegrini, turisti, escursionisti, alpinisti, ma il suo futuro dipende dal fatto che quei sentieri di collegamento vengano percorsi ancora.

inviato il 17/09/2018
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Rebecca Solnit, Bridgeport, 24 giugno 1961

La principessa sposa

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William Goldman
La principessa sposa
Tradotto da Massimiliana Brioschi
Marcos y Marcos 2007
10 righe da pagina 24:

Per la prima volta in vita mia mi interessai attivamente a un libro. Io, fanatico degli sport; io, mostro dei giochi; io, unico ragazzino di dieci anni dell’Illinois con un odio cronico per l’alfabeto, volevo sapere cosa succedeva dopo.
Cosa ne era della bella Buttercup, del povero Westley e di Inigo, il più grande spadaccino del mondo? E quanto era forte veramente Fezzik, e c’erano limiti alla crudeltà di Vizzini, il perfido siciliano?
Ogni sera mio padre leggeva, capitolo dopo capitolo, sempre lottando per pronunciare correttamente le parole, per afferrarne il senso. E io giacevo con gli occhi chiusi e il corpo che recuperava lentamente le forze. Ci volle, come ho detto, un mese, forse, e in quell'arco di tempo mio padre mi lesse La principessa sposa due volte.

inviato il 17/09/2018
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William Goldman (Chicago, 12 agosto 1931)

La casa del pittore

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Adèle Geras
La casa del pittore
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Mondadori 2003
10 righe da pagina 164:

Quella fu l'ultima volta in cui Alex ricordava di aver visto piangere Efe. Era a terra, vicino a Markie, e stringeva in grembo la testa del bambino e piangeva come una ragazza. Più di qualsiasi ragazza Alex avesse mai visto. Aveva il viso arrossato e bagnato e gli occhi gonfi, quasi chiusi per le lacrime.
Alex aveva chiuso a sua volta gli occhi per cancellare l'immagine del fratello maggiore, del suo eroe, della persona che aveva amato più di ogni altro, ridotto a quel povero essere tremante, disperato. Allora non aveva saputo che cosa fare, e anche adesso dopo tanti anni si vergognava a pensare quanto fosse stato inutile.

inviato il 17/09/2018
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Delle donne non si sa niente

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Natalia Aspesi
Delle donne non si sa niente
Il Saggiatore 2015
10 righe da pagina 50:

La donna ha imparato a usare l'amore come ricatto o come merce di scambio in denaro contante o in assicurazione sulla vita. Ha imparato a difendersi dal dolore che poteva procurarle accettando spesso l'amore di un uomo non amato. Lo ha messo in cima ai suoi pensieri sin dall'infanzia, senza spontaneità, e lavorando su se stessa dentro e fuori per essere degna dell'amore; sognando l'amore ed accontentandosi di ogni surrogato dell'amore; scambiando per amore la solitudine, l'invidia, la paura, la sessualità, il denaro, la violenza, la soggezione, il potere, il disgusto, l'uomo.

inviato il 17/09/2018
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Natalia Aspesi, Milano, 24 giugno 1929

la provvidenza - la brevità della vita

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Lucio Anneo Seneca
la provvidenza - la brevità della vita
Tradotto da Alfonso Traina
BUR rizzoli 2009
10 righe da pagina 24:

Il valore è avido di pericoli, pensa a dove vuoi giungere e non a ciò che soffrirà, perchè anche tali sofferenze sono una parte della sua gloria. Gli uomini d'arme si gloriano delle ferite, sono fieri di mostrare il sangue più felicemente versato; siano pur state identiche le azioni di quelli che tornano sani e salvi, attira di più gli sguardi chi ritorna ferito. Dio, lo ripeto, pensa proprio al bene degli uomini, che vuole più onorati, ogni volta che gli offre la materia di un'azione animosa e coraggiosa, che ha bisogno di qualche difficoltà: il pilota lo vedrai nella tempesta, il soldato nella mischia. (...) Non abbiate paura, vi scongiuro, di cotesti patimenti che gli dei immortali usano come stimoli per i vostri cuori: la sventura è occasione di virtù.

inviato il 17/09/2018
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La campana di vetro

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Sylvia Plath
La campana di vetro
Tradotto da adriana bottini e anna ravano
mondadori oscar moderni 2016
10 righe da pagina 84:

"Coraggio un bel sorriso".
Ero seduta sul divanetto di velluto rosa nell'ufficio di Jay Cee, con in mano una rosa di carta, di fronte al fotografo della rivista. Ero l'ultima di noi dodici a essere fotografata. Avevo tentato di nascondermi nella toilette, ma non aveva funzionato. Betsy aveva notato i miei piedi sotto la porta.Non volevo farmi fotografare, perchè mi veniva da piangere, non sapevo perchè mi venisse da piangere, ma sapevo che se qualcuno mi avesse rivolto la parola o mi avesse guardato in faccia, le lacrime sarebbero sgorgate dagli occhi e i singhiozzi sarebbero esplosi dalla gola e io sarei andata avanti a piangere per una settimana. Me le sentivo, le lacrime, sciaguattare dentro, pronte a traboccare come acqua in un bicchiere traboccante e troppo pieno.

inviato il 17/09/2018
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Lo Scudiero di Umberto Biancamano

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Cesare Ruberti
Lo Scudiero di Umberto Biancamano
Edoardo Perino 1894
10 righe da pagina 55:

Geroldo, furente di vedersi sfuggire la preda agognata e urlando di rabbia,
si rivolse a Clarence che, preso di largo, si avanza su lui a spada alzata.
D’un balzo di fianco egli ne schivò l’urto e in pari tempo brandendo la spada,
calò un si poderoso fendente all’elmo di Clarence che questi allargò le braccia e,
perdendo i sensi andò a batter col viso sul collo del cavallo; l’animale non più
retto dal freno, trascorse via di galoppo nella direzione dei fuggenti.
Ammazza!... Ammazza!... urlarono i due soldati, slanciandosi uno dopo l’altro contro Geroldo. Il primo gli vibrò un colpo di punta che Geroldo, pronto come il lampo,
riparò col braccio, nel mentre che la sua spada spariva fino all’elsa nel fianco del soldato che stramazzò a terra.

inviato il 17/09/2018
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