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Ai confini della realtà

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Rod Serling
Ai confini della realtà
Tradotto da Giorgio Pagliaro, Isabella Elizabeth Nizza, Lea Grevi
Mondadori 1990
10 righe da pagina 93:

A mezzanotte cominciò a fare quasi altrettanto caldo che a mezzogiorno... e la luminosità era quasi la stessa. Sparirono il buio e la notte. Tutti i piccoli lussi umani - condizionatori d’aria, frigoriferi, ventilatori elettrici - in breve non furono più lussi, ma pietosi tentativi, dettati dal panico, per sopravvivere anche solo temporaneamente. New York era ormai un gigantesco animale malato, che lentamente si mummificava, mentre la sua linfa vitale evaporava. […]. La Terra era un mondo infuocato. Ogni giorno il Sole aumentava di dimensioni ed ogni giorno il calore si aggiungeva al calore, finché il liquido nei termometri non ribollì, e respirare, parlare, muoversi divenne un perpetuo tormento. La Terra era un mondo dall’eterno mezzogiorno.

inviato il 14/08/2019

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Rodman Edward Serling
Syracuse, 25 dicembre 1924 – Rochester, 28 giugno 1975 (USA)

Breviario Mediterraneo

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Predrag Matvejevic
Breviario Mediterraneo
Tradotto da Silvio Ferrari
Garzanti 2004
10 righe da pagina 40:

Ho ascoltato e annotato i modi in cui la gente che vive sulle rive del mare parla degli odori del mare, sia sul versante settentrionale che su quello meridionale. Questi odori non sono gli stessi in ogni punto e in ogni momento (questo si ripete dovunque), all’alba e all’imbrunire, nelle profondità e in superficie. Sono diversi quando il mare è calmo e quando è agitato; quando evapora per la calura e il vento o quando lo bagnano le piogge e l’umidità; quando si stende sui ciottoli o va a frangersi sulle rocce; quando lo frustano la bora e la tramontana o lo fanno rotolare il levante e lo scirocco. Gli odori del mare si mescolano (anche questo viene ripetuto) con quelli dei pini e delle loro resine, dei vari alberi, piante, erbe. Molti posti lungo la riva hanno un odore particolare che ricordiamo e sappiamo riconoscere.

inviato il 13/08/2019
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Predrag Matvejević
Mostar (Bosnia Erzegovina), 7 ottobre 1932 – Zagabria (Croazia), 2 febbraio 2017

Jimi Hendrix Experience

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Giancarlo Nanni
Jimi Hendrix Experience
Castelvecchi 1998
10 righe da pagina 14:

Cosi Jimmy resta solo, come sempre, di fronte alla scelta da compiere. Una piccola valigia e la chitarra, il suo bagaglio. Chi mai avrebbe potuto pensare che quel ragazzo magro e dalle buone maniere, gregario con Isley Brothers, Little Richard, Jackie Wilson, Sam Cooke e altri ancora, sarebbe riuscito a stravolgere e dominare la scena musicale inglese e a tornare negli States da trionfatore, solo nove mesi più tardi. Gli amici e i colleghi ancora lo ricordano alla disperata ricerca d'ingaggi in giro per il Village, subito prima di scomparire misteriosamente. Quando lo incontreranno nuovamente sarà alla guida di un gruppo chiamato Experience, con il nome di Jimi Hendrix.

inviato il 12/08/2019
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Libro incentivo, grazie allo staff

Giancarlo Nanni (Faenza, 1959)

Giacomo l'idealista

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Emilio De Marchi
Giacomo l'idealista
Scrivere 2017
10 righe da pagina 13:

Quantunque si sforzasse di cantarellare sul suo patimento, una tenera commozione tremolò nella sua voce. Povero Giacomo! A questo suo amore aveva consacrato la parte migliore della giovinezza [...] Nel suo ascetismo filosofico aveva accesa una lampada davanti a una cara immagine, e in questa luce mite che emanava dal suo cuore, insieme alla sua virtù aveva potuto trattenerlo un santo rispetto per la celeste creatura, che l'amore monello piglia col vischio. Il tempo che egli aveva occupato in aspettare non era stato perduto per lui e nemmeno per la bella Celestina, se è vero che anche la donna migliori nel pensiero dell'uomo che l'adora.

inviato il 12/08/2019
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Emilio De Marchi (Milano 1851 – Milano 1901).

Il gioco del mondo

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Anders de la Motte
Il gioco del mondo
Tradotto da Elisabetta Duina
Elliot 2011
10 righe da pagina 238:

C’erano anche molti libri. Non ne fu sorpresa: a Henrik piaceva leggere, fin da piccolo. All'inizio lo aveva aiutato a imparare, ma lui apprendeva velocemente e quando aveva sei anni era bravo quanto lei. Suo padre teneva numerosi vecchi classici illustrati in una scatola, e Henrik li aveva letti più volte. Le versioni a fumetti di “Robinson Crusoe” e “Moby Dick” probabilmente avevano salvato i suoi voti in svedese per l’intero ciclo della scuola dell’obbligo. E poi lui era brillante, per cui un’occhiata veloce a un testo bastava per dare l’impressione di essere ben preparato. Davvero tipico di Hernik, campione di scorciatoie.

inviato il 12/08/2019
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Errata corrige: il titolo corretto è "Il gioco"...

Si tratta del libro incentivo, pertanto ringrazio lo staff di 10righe per il regalo. Anders De la Motte (Billesholm 1971), scrittore svedese.

Comunicazione dello staff

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10righe dai libri
Comunicazione dello staff
estate 2019

Cari Lettori,
il libro incentivo riprenderà il 2 settembrte.
Indipendentemente da ciò, voi continuate a leggere e a postare le vostre 10 righe, divulgando e condividendo la Passione per i Libri.
Buone Vacanze a Tutti!!!
***************************************************************
“Dimmi, bel sole”
chiede il bambino
“che fai levandoti
presto al mattino?”.

Risponde il sole:
“Spengo le stelle,
che della notte
sono le fiammelle.

Fasci di rose
spargo sul mare,
tutta la terra
vado a destare.

Bacio coi raggi
fiori e uccellini,
batto ai balconi,
sveglio i bambini.

Essi vorrebbero
sempre dormire:
furbetti, fingono
di non sentire.

E poi mi pregano:
“Lasciamo qui!”.
Ma i galli cantano:
“Chicchirichì!”.

(Arpalice Cuman Pertile)

inviato il 08/08/2019
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Jean Santeuil

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Marcel Proust
Jean Santeuil
Tradotto da Salvatore Santorelli
Theoria 2019
10 righe da pagina 414:

I luoghi sono persone, ma persone che non cambiano e che spesso ritroviamo dopo molto tempo, meravigliandoci di ritrovarle uguali. […] Perché i luoghi cambiano meno rapidamente degli uomini, per i quali la cortina di salici, il sentiero in salita o il mulinello dell’acqua sotto il ponte tra le ninfee sono come le fotografie che restano in una casa, irriconoscibili da parte di chi non ha mai visto le persone immortalate […] Perché nulla fuori di noi può renderci un’impressione che abbiamo avuto, tesoro che può custodirsi in un solo scrigno, la memoria, e che può essere donato agli altri solo attraverso una specie d’illusione, la poesia.

inviato il 05/08/2019
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Marcel Proust (Parigi 1871 – Parigi 1922).

GNAM! Storia sociale della nutella

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Gigi Padovani
GNAM! Storia sociale della nutella
Castelvecchi 1999
10 righe da pagina 16:

Quella sera gli venne l'idea giusta: «Già, perché non usare il burro di cocco per ammorbidire l'impasto?», e lo versò quasi tutto nel paiolo. Poi lo assaggiò. Era buono, dolce e compatto: una specie di marmellata semisolida. Più nocciole tritate vi metteva, più diventava consistente. Lo lasciò raffreddare, in uno stampo rettangolare, finché si trasformò in una sorta di grosso panetto solido, da tagliare con il coltello. «A jè», pensò, in dialetto. Un'esclamazione che significa «c'è, ce l'ho fatta».

inviato il 05/08/2019
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nocciole...gustose...cremose...e famose...

Grazie infinite allo Staff per questo "gustoso" libro incentivo

Ragazzi che amano ragazzi

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Piergiorgio Paterlini
Ragazzi che amano ragazzi
Feltrinelli 2005
10 righe da pagina 155:

Voglio solo essere accettato e non sentirmi gridare insulti con disprezzo o che la gente mi dica (come ho letto) di cambiare a tutti i costi o di andare da uno psicologo o psicoanalista solo perché sono omosessuale. Forse i ragazzi eterosessuali vanno dagli psicologi perché amano le ragazze? Vorrei tanto che un giorno le mie paure se ne vadano: la paura di non finire la scuola, di essere scacciato, di essere per così dire ripudiato dalla mia famiglia; come quei genitori che considerano i loro figli ormai definitivamente morti. Prego tanto che ciò non succeda mai! Nel mio futuro vedo più sofferenza di chiunque altro, mi batterò, non solo per me, ma anche per tutti gli altri ragazzi. Tutto questo perché il mio più grande progetto è quello di potermi dedicare a quei ragazzi che ancora hanno paura di come sono.

inviato il 03/08/2019
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Piergiorgio Paterlini
Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia), 17 giugno 1954

Recuperate il Titanic!

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Clive Cussler
Recuperate il Titanic!
Tradotto da Paola Montagner
Longanesi 2012
10 righe da pagina 189:

«Quella nave emana un fascino particolare, non c'è dubbio.» «C'è qualcosa di magico nel Titanic» disse Sandecker a bassa voce. «Se si cade nelle reti del suo incantesimo, non ci se ne libera più.» «Ma perché? Che cosa c'è nel Titanic che soggioga l'immaginazione?» «Perché è il relitto di un naufragio che eclissa tutti gli altri» disse Sandecker. «È il tesoro più leggendario e più inafferrabile della storia moderna. Basta vederlo in fotografia per avere subito una scarica di adrenalina. È la conoscenza della sua storia, dell'equipaggio che lo fece navigare, della gente che affollò i suoi ponti in quei pochi e brevi giorni della sua vita che accende l'immaginazione, Silverstein. Il Titanic è una testimonianza monumentale di un'era che non tornerà più.»

inviato il 01/08/2019
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Clive Eric Cussler
Aurora, 15 luglio 1931 (USA)

Mary Terror

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Robert R. McCammon
Mary Terror
Tradotto da Simone De Crescenzo
Gargoyle 2010
10 righe da pagina 324:

«Che cos’era che ti cresceva dentro, Bedelia?»
«Un desiderio ardente», rispose Didi. «Di essere… diversa. Di sapere, di conoscere il mondo, di andare in posti di cui i miei potevano al massimo leggere sul giornale. Guarda lo schermo della televisione…», Didi indicò la sit-com che stava passando sul canale scelto da Laura, «… vedi, se cominci a guardare programmi del genere alla Tv, una sera dopo l’altra, anno dopo anno, inevitabilmente cominci a pensare che quello sia tutto ciò che il mondo ha da offrire. Chiacchiere in cucina e un hamburger al fast-food del paese. I miei avevano paura della vita vera, Laura. E volevano che neanche io la scoprissi e la affrontassi».

inviato il 01/08/2019
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Robert R. McCammon
Birmingham, 17 luglio 1952 (USA)

Se il fiume fosse whisky

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T. Coraghessan Boyle
Se il fiume fosse whisky
Tradotto da Marisa Caramella
Einaudi 2001

Willa Frank. Quel nome era amaro, sulla lingua di Albert.
Willa, Willa, Willa. Era un nome ossuto, magro e scarso, privo di sensualità: l’antitesi del rotondo, corposo Leonora. Sapeva di nodosa durezza puritana, di carne mortificata, di intransigenza di fronte alla tentazione. Willa. Come poteva sperare di sedurre Willa? E Frank, inoltre. Frank era addirittura peggio. Un nome di uomo. Freddo, scostante, tedesco, francese. Era il nome di una donna che non avrebbe mai complicato il proprio lavoro con nozioni di carità o di riguardo per l’altrui sensibilità. No, era il nome di una donna decisa a brandire gli aggettivi come una mazza.
A bagnomaria in queste amare considerazioni, Albert mangiava senza sentire alcun sapore.

inviato il 01/08/2019
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Uscito dal silenzio

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Giuseppe Wochicevick
Uscito dal silenzio
Youcanprint 2019
10 righe da pagina 37:

Le parole possono
solo lenire
alle proprie emozioni
Ai propri pensieri
Ai propri sogni
Nelle proprie esperienze
Alle solitarie promesse
Legate a giuramenti
e speranze
Agli ingarbugliati brividi
Agli umani limiti
Nella rarità
di nostalgici rimpianti
Di effimere certezze
Di cocenti illusioni
Nel dramma e nel trauma
di tanta bellezza
Se solo avessimo potuto avere
tutto ciò che volevamo
Non saremmo mai stati
così belli d'amore
Così mortali al sole
Nella rarità del nostro essere
così infelici
Insoddisfatti
Punti in sospeso
in un cielo di domande
Legati ai nostri perché
Interrogati al nulla
Alle nostre paure
Così magnificamente
belli al vento
Così fottuti e soli
Nella solitudine
di noi stessi

inviato il 01/08/2019
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Il sentiero del West

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Alfred B. Guthrie
Il sentiero del West
Tradotto da Orazio Viani
Mondadori 1976
10 righe da pagina 6:

Probabilmente era roba da pazzi, questo viaggio per l’Oregon. Però era bello pensarci, bello come quando si pensa di smettere vecchie abitudini e piantare vecchi posti. Come aveva detto suo padre una volta, parlando della sua venuta giù per l’Ohio su una chiatta, non c’è posto più bello di quello che sta più avanti. Era l’epoca in cui veniva la smania di muoversi, l’epoca in cui i campi e gli alberi, nonostante il loro aspetto spoglio e derelitto, mostravano di sapere che la primavera era vicina. Il sangue scorreva più forte nelle vene e la testa si riempiva di idee. Una volta, quando s’era incendiata la casa paterna, aveva sentito un po’ allo stesso modo, come se le cose che aveva fatto da ragazzo non bisognasse più farle, e lui potesse ricominciare tutto daccapo e costruirsi la vita a modo suo.

inviato il 31/07/2019
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Alfred Bertram Guthrie Jr.
Bedford, 13 gennaio 1901 – Choteau, 26 aprile 1991 (USA)
Vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1950

Il tempo migliore della nostra vita

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Antonio Scurati
Il tempo migliore della nostra vita
Bompiani 2019
10 righe da pagina 81:

"E' mio dovere informare i governi riuniti a Ginevra, in quanto responsabili della vita di milioni di uomini, di donne e bambini, del mortale pericolo che li minaccia descrivendo il destino che ha colpito l'Etiopia. Il governo italiano non ha fatto la guerra soltanto contro i combattenti: esso ha attaccato soprattutto popolazioni molto lontane dal fronte, con lo scopo di sterminarle e terrorizzarle. [...] Stormi di nove, quindici, diciotto aeroplani si susseguirono in modo che la nebbia che usciva da essi formasse un lenzuolo continuo. Fu così che, dalla fine di gennaio del 1936, soldati, donne, bambini, armenti, fiumi, laghi e campi furono irrorati di questa pioggia mortale. Al fine di sterminare sistematicamente tutte le creature viventi, per avere la completa sicurezza di avvelenare le acque e i pascoli, [...]

inviato il 30/07/2019
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Antonio Scurati (Napoli 1969)

il Comando italiano fece passare i suoi aerei più e più volte [...] A parte il regno di Dio, non c'è sulla Terra nazione che sia superiore alle altre. Se un governo forte acquista consapevolezza che esso può distruggere impunemente un popolo debole, quest'ultimo ha il diritto in quel momento di appellarsi alla Lega delle nazioni per ottenere il giudizio in piena libertà. Dio e la vostra storia ricorderanno il vostro giudizio."
E' il 12 maggio 1936 quando l'imperatore d'Etiopia Hailé Selassié denuncia queste parole all'assemblea della Società delle nazioni e al mondo l'uso da parte dell'esercito italiano di armi chimiche contro il suo popolo.

Grandi Speranze

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C.Dickens
Grandi Speranze
Tradotto da cesare Mazzola
Mondadori (collana Oscar classici) 1991
10 righe da pagina 165:

Quella casa mi stregava e sotto questo influsso continuai a odiare il mio mestiere e a vergognarmi della mia casa.Impercettibilmente mi accorsi che qualche cosa era cambiatoQuella casa mi stregava e sotto questo influsso continuai a odiare il mio mestiere e a vergognarmi della mia casa.Impercettibilmente mi accorsi che qualche cosa era cambiato in Biddy.Le scarpe avevano i tacchi rifatti.I suoi capelli erano lucenti e ben tenuti,le mani sempre pulite.Non era bella- era una donna comune e non poteva reggere il confronto con Estella-ma era piacente e sana e aveva un carattere dolce.Non era da noi da più di di un anno (ricordo che quandomi colpì questo suo cambiamento,aveva appena smesso il lutto) quando una sera mi accorsi che i suoi occhi erano curiosamente vigili e pensierosi,occhi molto belli e molto buoni.Lo notai quando alzando gli

inviato il 29/07/2019
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Grazie a tutti,felice estate ,naty

Ciao Natalina, per Te un libro incentivo come finalista nel mese di luglio, 10righe scelte da Voi utenti. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

iao Natalina , sei nella finale di luglio, 10righe scelte da Voi utenti.

Charles Dickens n.7 febbraio 1812 Landport-Portsmouth R.E
Decesso 9.giugno 1870 Gads Hill Place R:E

Il pianeta dei bruchi

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Ken Follett
Il pianeta dei bruchi
Tradotto da Gianni Padoan
Mondadori 1985
10 righe da pagina 14:

Fritz Price rivolse alla gemella un’occhiata complessa e si strinse nelle spalle.
«Io non sapevo neppure che esistesse, questo zio Grigorian» affermò.
«Che nome buffo!» commentò Helen, con aria dubitativa, scrutando il terzo ragazzino, molto più piccolo di loro. «Sei sicuro di averlo capito bene, Barile?»
«Non chiamarmi Barile» si risentì Barile.
I due gemelli stavano seduti sul basso muretto di mattoni davanti al “Sole e Bellavista”, una tipica pensioncina balneare gestita dalla loro madre. Per la verità una vista non c’era proprio, a meno di voler considerare tale la sfilza di pensioncine del tutto identiche allineate lungo il lato opposto della strada; in compenso il sole non mancava, dato che si era alla fine di luglio.

inviato il 29/07/2019
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Ken Follett, pseudonimo di Kenneth Martin Follett (Cardiff, 5 giugno 1949)

La terra e il riposo

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Gaston Bachelard
La terra e il riposo
Tradotto da Mariella Citterio e Anna Chiara Peduzzi
Red 2007
10 righe da pagina 97:

La casa illuminata nella campagna deserta è, infatti, un tema letterario che si ripete attraverso i secoli e che si ritrova in tutte le letterature. La casa illuminata è come una stella nella foresta che guida il viandante smarrito. Gli astrologi amavano affermare che il sole, nel corso dell’anno, abita le dodici case del cielo e i poeti celebrano in continuazione la luce delle lanterne come raggi di un astro intimo. […] La finestra della casa di campagna è un occhio aperto, uno sguardo rivolto alla pianura, al cielo lontano, al mondo esterno in senso profondamente filosofico.

inviato il 29/07/2019
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Gaston Bachelard (Bar-sur-Aube 1884 – Parigi 1962), filosofo francese.

Senilità

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Italo Svevo
Senilità
RCS - Corriere della Sera
10 righe da pagina 32:

Quella sterminata vanità non l'inquietò poiché tanto gli giovava: anzi non se ne avvide. Egli, che come tutti coloro che non vivono, s'era creduto più forte dello spirito più alto, più indifferente del pessimista più convinto, guardò intorno a sé le cose che avevano assistito al grande fatto. […]
La luna non era sorta ancora, ma là, fuori, nel mare, c'era uno scintillio iridescente che pareva il sole fosse passato da poco e tutto brillasse ancora della luce ricevuta. Alle due parti, invece, l'azzurro dei promontori lontani era offuscato dalla notte più tetra. Tutto era enorme, sconfinato e in tutte quelle cose l'unico moto era il colore del mare. Egli ebbe il sentimento che nell'immensa natura, in quell'istante, egli solo agisse e amasse.

inviato il 29/07/2019
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Anno edizione 2002.
Italo Svevo (Trieste 1861 – Motta di Livenza 1928).

Pallottoliere celeste

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Maria Luisa Spaziani
Pallottoliere celeste
Mondadori 2019
10 righe da pagina 68:

Transitano primavere in pieno inverno.
Il cuore della terra si riscalda.
Saltano gli orsi da una lastra all'altra,
il mare è traditore.

Ubi consistam? Noi, intrappolati
nel pianeta impazzito, con potenti
radar e telescopi supplichiamo,
smarriti, la voragine dei cieli.

E come marocchini o tunisini
sogniamo un'altra sponda.
Ardentemente
vogliamo sopravvivere.

-----------------------------------------------
Vorrei sentire la tua mano fresca
sulla fronte che brucia. Così scende
sopra i roseti esausti la rugiada.
Così sboccia la luna nel buio.

Aiutami ad amarti, ad inventarti
nelle tue assenze. La mia fantasia
è comunque un tuo dono, un chiaro alibi
in questo mondo senza altrove.

inviato il 22/07/2019
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Grazie a voi.

Grazie Elena :)
Sul nuovo sito in costruzione abbiamo eliminato il minimo dei caratteri proprio per darvi la possibilità di postare anche poesie

Maria Luisa Spaziani Torino, 7 dicembre 1922

Ho messo due poesie poiché non avevano abbastanza caratteri per il sito.
La prima è a pagina 68, la seconda alla 10

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