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Shirley

immagine copertina
Charlotte Brontë
Shirley
Tradotto da Fedora Dei
Newton Compton 2016
10 righe da pagina 90:

Caroline Helstone aveva esattamente diciotto anni, e a diciotto anni il racconto della vita non è ancora iniziato. Prima di quell’età ascoltiamo una bella favola, una fantasia talvolta deliziosa e talvolta melanconica, quasi sempre irreale. Prima di allora viviamo in un mondo eroico in cui ci sono semidei e semidemoni. Il panorama di quel mondo è di sogno, con boschi più cupi, colline più strane, cieli più luminosi, acque più pericolose, fiori più smaglianti, frutti più tentatori, pianure più immense, deserti più aridi e prati più soleggiati di quanto veramente siano in natura, sparsi sul nostro pianeta incantato. Prima di quell’età… com’è splendida la luna!
A contemplarla, sentiamo tremarci il cuore, e quel tremito fa fede della sua indicibile bellezza! E il nostro sole è un paradiso fiammeggiante, il dono degli dèi! A diciotto anni, però, giungiamo ai confini di quei sogni illusori e vuoti: la Terra degli Elfi ci sta ormai alle spalle, davanti a noi si stendono le rive della Realtà.

inviato il 27/09/2016

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Charlotte Brontë, Thornton, 21 aprile 1816 – Haworth, 31 marzo 1855

Allegro Occidentale

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Francesco Piccolo
Allegro Occidentale
Einaudi 2013
10 righe da pagina 74:

Ogni notte, prima di partire, sia che debba andare dove ho sempre sognato, sia che debba fare una gita al mare di un solo giorno, che si tratti di una partenza programmata da tempo oppure improvvisa, per quanto possa avere la certezza che sarà un viaggio piacevole oppure decisivo oppure necessario o, ancora, meravigliosamente inutile, ogni notte prima di partire c'è un momento in cui penso - con tutta la chiarezza che posso provare e la decisione che di solito non riesco mai ad avere - che non vorrei partire. Vorrei restare qui sotto le coperte, sarei disposto a restarci giorni se dovessi inventarmi una malattia gravissima che mi impedirà, l'indomani, di andare. Il problema diventato ormai inesorabile per la mia sincerità nei confronti di me stesso è che io sono uno che non ama viaggiare.

inviato il 26/09/2016
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Non so niente di te

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Paola Mastrocola
Non so niente di te
Einaudi 2013
10 righe da pagina 191:

Strano che si diventi tutti impressionisti, all'inizio. Quattro pennellate e si dà subito... "l'impressione" delle cose: il mare, il cielo.... Si dipingono solo cieli e mari, all'inizio, da piccoli. Da giovani. Il mondo è così semplice... fatto solo di quelle due cose lì, una meraviglia. Poi con gli anni nella tela entrano le case, le strade, auto, nebbie, rumori, persone - belle, brutte, buone, cattive -, animali - feroci, miti, selvatici - mobili, divani, tende, scarpe, scarpiere... Non ce ne accorgiamo ma entrano tutte queste cose, anche un po' di prepotenza. Vuol solo dire che siamo diventati grandi. La nostra tela si riempie, fino a che straborda. Ma all'inizio no. All'inizio della vita è tutto diviso in due: o è mare o è cielo, non esiste altro. Bisogna solo scegliere. Se stare in acqua o in aria. La terra mai. La terra non esiste, quando sei giovane.

inviato il 26/09/2016
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Noi siamo infinito - Ragazzo da parete

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Chbosky Stephen
Noi siamo infinito - Ragazzo da parete
Tradotto da Chiara Brovelli
Frassinelli 2006
10 righe da pagina 129:

“So che sai che mi piace Craig. E so che ti ho detto di non pensare a me in quel modo. So anche che io e te non possiamo stare insieme così… ma voglio scordarmi tutto questo per un minuto, OK?”
“OK.”
“Voglio essere sicura che a baciarti per prima sia una persona che ti vuole bene. OK?”
“OK.” Stava piangendo a dirotto, adesso. E piangevo anch’io, perché quando sento frasi simili non posso farne a meno.
“Voglio solo essere sicura. OK?”
“OK.”
E mi ha baciato. È stato quel genere di bacio di cui non puoi parlare a voce alta con i tuoi amici. Quel genere di bacio che mi ha fatto capire che non ero mai stato così felice, prima.

inviato il 26/09/2016
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Stephen Chbosky (Pittsburgh, 25 gennaio 1970)

Paese dalle ombre lunghe

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Hans Ruesch
Paese dalle ombre lunghe
Tradotto da Nash Hercus
Mondadori 1990
10 righe da pagina 106:

Il villaggio, situato in una piccola rada, era cinto tutt’intorno da alti monti nevosi. Mentre il mare e la valle erano in ombra, gli ultimi raggi del sole scomparso raggiungevano ancora le vette, facendole brillare di riflessi rosei e sprazzi dorati. Papik e Ivalù non avevano mai visto una comunità così grande: sei case collettive, dimore semipermanenti fatte di neve, terriccio e osso di balena, e una ventina di capannucce coniche di pietra per famiglie singole.
E vi era perfino una casa tutta di legno.

inviato il 26/09/2016
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Hans Ruesch (Napoli 1913 – Massagno 2007), scrittore, editore ed ex pilota automobilistico svizzero.

Non aspettare la notte

Valentina D'Urbano
Non aspettare la notte
Longanei & C
10 righe da pagina 293:

Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori
delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengo-
no. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.

inviato il 25/09/2016
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Poesie d'amore

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Pablo Neruda
Poesie d'amore
Tradotto da Giuseppe Bellini
Newton Compton editori 1975
10 righe da pagina 124:

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
[...]
T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così t'amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

inviato il 23/09/2016
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Spy story love story

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Nicolai Lilin
Spy story love story
Einaudi 2016
10 righe da pagina 34:

- […] Quest’estate ho passato un mese in Svezia, ho affiatato una casetta sperduta in mezzo ai boschi, un posto meraviglioso. Foreste piene di laghi, neanche un’anima viva nel raggio di decine di chilometri. Ero da solo in mezzo a quello splendido nulla, ascoltavo il vento e osservavo la pace, ma persino lì i padroni della casetta avevano messo una maledetta tv.
- Il mondo non sarà mai come lo vorresti tu.
- Ah, questo è sicuro, sono pronto a giurarlo in tribunale. Però io e questo schifo di mondo abbiamo un accordo: io non cerco di cambiare lui, e lui non deve cambiare me.
- E ti basta?
Alësa alza le spalle.
- Quando ho voglia di un mondo che mi piace, - dice sorridendo, apro qualsiasi libro e vivo una vita diversa.

inviato il 22/09/2016
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vero ! mi piace leggere anche per questo motivo : trasferirmi in altri mondi , evadere

Dove troverete un padre come il mio

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Rossana Campo
Dove troverete un padre come il mio
Ponte alle Grazie
10 righe da pagina 55:

Oh, ecco a dire la verità, non lo so bene, insomma,non faccio niente di male, niente che danneggi nessuno, almeno credo, penso di non danneggiare nessuno, tranne forse me stessa.
Ecco, quando mio padre è stato molto male, per una polmonite, ho pensato che se lui fosse morto, non avrei più scritto una riga, e di colpo, pensandomi senza scrivere, mi sono sentita come aperduta, come una bambina spersa nell'universo, senza un posto dove rifugiarmi, ho sentito, di colpo che, fuori dai libri, non era previsto un posto per me nel mondo, per quella che sono, per come sento le cose, per come penso alla vita, per quello che ho dentro.
Non c'era un posto nell'universo dove potessi vivere.

inviato il 21/09/2016
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Libro vincitore del Premio Strega Giovani 2016 - Rossana Campo è nata a Genova il 17 ottobre 1963

Vita e morte di un ingegnere

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Edoardo Albinati
Vita e morte di un ingegnere
Rizzoli Vintage 2016
10 righe da pagina 52:

Si potrebbe dedurre che in casa mia parlare della morte fosse tabù, ma allora anche la vita doveva essere tabù. Durante la malattia di mio padre, ho scoperto che lui e mia madre ci nascondevano molte cose, censuravano le cattive notizie, secondo il principio che il dolore è meglio nasconderlo che rivelarlo, meglio concentrarlo in poche persone o addirittura in una sola piuttosto che condividerlo, e siccome è impossibile raccontare i fatti della vita escludendo il dolore che vi è implicato, il dolore che intrecciato e inseparabile persino dalle esperienze più innocenti, ecco che per loro era meglio non raccontare nulla. Dice il poeta che la vita è filata in un tessuto misto, e uno di quei fili è il dolore (aggiungo io), dunque non si può tirare via quel singolo filo senza lacerare la stoffa. Di conseguenza, niente dolore, niente stoffa, niente racconto, niente ricordi, niente bellezza, niente di niente.

inviato il 20/09/2016
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Ciao Emma, io comprato questo libro dopo aver letto La scuola cattolica, perché vorrei leggere altro dell'autore (il prossimo sarà se lo trovo, Tuttalpiù muoio, scritto insieme a Filippo Timi). Questo libro è pieno di dolore, che si rinnova tutto se hai passato e provato ciò che è accaduto all'autore, ma immagino che in molti siamo stati o siamo tutt'ora coinvolti in situazioni analoghe

bene, questo libro me lo voglio leggere così approfonfisco l'autore. grazie

Edoardo Albinati è nato a Roma 11 ottobre 1956.

Le streghe di Lenzavacche

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Simona Lo Iacono
Le streghe di Lenzavacche
edizioni e/o 2016
10 righe da pagina 99:

La realtà e gli uomini sono come libri, e io sono abituata a sfogliare pagine, a prevedere finali, a seguire tracce.
Chi legge diventa indovino. affina le emozioni, tende i sensi.
A volte mi hanno detto maliarda, altre volte sgarrusa e strega, ma io so che la mia capacità divinatoria non è magia.
Solo abitudine alla lettura.

inviato il 20/09/2016
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Ciao Emma, sei nella finale di settembre, 10 righe scelte dalla redazione. :-)

Simona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970.

Grazie :-)

libro in concorso per il Premio Strega 2016

Lo stradivari perduto

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John Meade Falkner
Lo stradivari perduto
Tradotto da Valentina Poggi
Neri Pozza 2016
10 righe da pagina 27:

La nostra limitata esperienza ci indurrebbe a pensare che si trattasse di un fantasma evocato dalla condizione inconsueta in cui si trovava il suo cervello; ma non possiamo a fare a meno di confessare che in natura esistono realmente fenomeni davanti ai quali la ragione umana non sa cosa dire; e può darsi che, per qualche suo fine ignoto, la Provvidenza possa tavolta permettere, a coloro che sono passati da questa vita a un'altra, di riprendere per qualche tempo l'aspetto del tabernacolo in cui vissero sulla terra.

inviato il 19/09/2016
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Voglio leggerlo anche io!! Lo cerco in ebook :)

Rebecca, l'abbiamo trovato! Grazie :)

Ciao a tutti. Sul romanzo che ho non hanno scritto il nome del traduttore. Come devo fare?

Ciao Rebecca, traduzione di?

John Meade Falkner nato l'8 maggio 1858 a Manningford, Regno Unito.

La scuola cattolica

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Edoardo Albinati
La scuola cattolica
Rizzoli 2016
10 righe da pagina 415:

La morale domestica è l'essenza stessa della famiglia, non vi è altro modo per descrivere la vita famigliare che attraverso le regole che la scandiscono.
Stereotipi, rituali, formule,locuzioni, interiezioni,minuziose liste di cose che si fanno e non si devono fare,do's e don'ts, minacce, prediche, sanzioni, Persino il luogo dove si ripongono gli oggetti, le pinze, il passaporto, la ginoscchiera, il borotalco.
"Il principio mistico su cui si fonde una famiglia non è che un particolare costume,al solito posto..." "Nel terzo cassetto in basso...", "...Certo, se non l'ha preso qualcuno e l'ha lasciato in giro...!".
Il principio mistico su cui si fonde una famiglia non è che un particolare costume, si venerano delle usanze tutto sommato trascurabili come se fossero millenarie, e lo scarto fondamentale sta appunto nel fatto che non lo sono.
Si reggono in bilico sul nulla,si formano e si disfano, ma nel breve istante in cui sono vigenti paiono estremamente rigorose, inappellabili, per chi le detta e le rispetta.
Il prin

inviato il 19/09/2016
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io l'ho trovato interessante, bisogna leggerlo un pò per volta senza spaventarsi della mole ! spaccati di vita sui quali meditare, una buona scrittura

Ce l'ho in ebook, attrae molto anche me... com'è?

Edoardo Albinati nato l'11 ottobre 1956 a Roma, vincitore Premio Strega 2016

Poema paradisiaco

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Gabriele d’Annunzio
Poema paradisiaco
mondadori 2013
10 righe da pagina 72:

lo non odo i miei passi nel viale
muto per ove il Sogno mi conduce.
È l'ora del silenzio e de la luce.
Un velario di perle è il cielo, eguale.
Attingono i cipressi con oscure
punte quel cielo: immoti, senza pianto;
ma sono tristi, ma non sono tanto
tristi i cipressi de le sepolture.
Il paese d'in torno è sconosciuto,
quasi informe, abitato da un mistero
antichissimo, dove il mio pensiero
si perde, andando pe 'l viale muto.
Io non odo i miei passi. Io sono come
un'ombra; il mio dolore è come un'ombra;
è tutta la mia vita come un'ombra
vaga, incerta, indistinta, senza nome.

inviato il 19/09/2016
Nei segnalibri di:

Pagine sparse

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Edmondo De Amicis
Pagine sparse
Nabu Press 2010
10 righe da pagina 37:

Dopo le prime lotte e le prime gioie, vengono i primi sconforti. Come nella mente del dotto una nozione chiama l'altra, e per poco che rimugini ne mette sottosopra una folla, ch'egli si fa sfilare dinanzi colla compiacenza d'un generale che passa in rassegna un esercito, o d'un avaro che conta le sue ricchezze; così nella mente di chi comincia a studiare una lacuna mette in un'altra lacuna, e il povero esaminatore di sè stesso, dopo aver molto errato nel vuoto, prova un sentimento di solitudine, che gli precide il coraggio e le forze. Da un dubbio di lingua a un dubbio di storia, da un dubbio di storia a uno di geografia, da uno di geografia a uno di fisica, e son tutte cose elementari, essenziali, necessarie, tali che, sebbene dalla maggior parte si ignorino, pare nondimeno così vergognoso l'ignorarle che s'è convenuto fra tutti di fingere reciprocamente di saperle. E allora, in quell'affollamento di stupori e di vergogne, lo assale una smania dolorosa di colmare quei vuoti; e tira giù libri.

inviato il 19/09/2016
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Edmondo De Amicis nato a Oneglia, 21 ottobre 1846.

Sfida al potere

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Brad Meltzer
Sfida al potere
Tradotto da Paola Bertante
Garzanti 2016
10 righe da pagina 85:

Francy non risponde. È di nuovo concentrata sull’auricolare. «Ma signore...» protesta. “Signore, posso farcela da sola.”
Affloscia le spalle. Sconfitta.
Davanti allo schermo della TV, A.J. si preme l’indice sull’orecchio. Sta arrivando un messaggio nel suo auricolare da agente dei servizi segreti.
Sento un lieve clic alle mie spalle. Mi giro a guardare.
La porta si spalanca e compaiono gli occhi grigi più famosi del mondo. Per quanto lo detesti, vederlo è sempre un’esperienza unica.
“Strano, stavo giusto parlando di te, Beecher”, dice il presidente degli Stati Uniti d’America, venendomi incontro mentre la porta si chiude alle sue spalle. “Ti voglio offrire un’opportunità.”

inviato il 19/09/2016
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale del mese di settembre. Ricordati di scegliere le 10 righe che più ti piacciono, partendo da oggi 26 settembre a venerdi 30. Riportando qui nei commenti l link. Grazie.

Grazie :-)

Brad Meltzer (New York City, 1º aprile 1970)

L’anello di Re Salomone

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Konrad Lorenz
L’anello di Re Salomone
Tradotto da Laura Schwarz
Adelphi 1983
10 righe da pagina 45:

Il vento di primavera canta nella cappa del camino, e di fronte alla finestra del mio studio i vecchi abeti agitano le braccia eccitati e stormiscono. D’un tratto nel pezzetto di cielo visibile dalla mia finestra piombano giù dall’alto una dozzina di proiettili neri dalla forma aerodinamica. Grevi come pietre cadono giù fin quasi sulla cima degli alberi, poi d’improvviso dispiegano delle grosse ali nere e si trasformano in uccelli, in leggeri pennacchi che il vento impetuoso trascina via, sottraendoli al mio campo visivo.
Io mi accosto alla finestra per osservare il singolare giuoco delle taccole con il vento.

inviato il 19/09/2016
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Grazie :-)

Konrad Lorenz (Vienna 1903 – Altenberg 1989), studioso austriaco: zoologo, etologo e autore di opere di divulgazione scientifica.

Nella casa del pianista

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Jan Brokken
Nella casa del pianista
Tradotto da Claudia Di Palermo
Iperborea
10 righe da pagina 177:

I russi restano sempre russi, rimangono sempre legati alla Russia. Sono fissati con il loro paese come i marinai per il mare. La Russia ha la stessa immensità degli oceani. I cartelli lungo la ferrovia che indicano la distanza per Mosca: 6566 chilometri, 6565, 6564. L'orologio che va messo ogni giorno un'ora indietro. Le migliaia di chilometri di bosco, abeti e pini, senza alcuna casa. Ci sono pochi paesi in cui si ha la sensazione di poterci scomparire dentro. [..] Nessun altro paese ha fatto su di me l'impressione della Russia. riesco ancora a sentire il sapore amaro dei ravanelli neri come si li avessi mangiati ieri sul binario di Omsk. Riesco ancora a sentire l'odore delle patate cotte sotto la cenere che mi hanno venduto le donne nelle stazioni siberiane. O il profumo che emana l'umida terra nera quando la neve inizia a sciogliersi...

inviato il 18/09/2016
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Jan Brokken nato a Leida, 10 giugno 1949.

La Natura Esposta

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Erri De Luca
La Natura Esposta
Feltrinelli (collana I narratori) 2016
10 righe da pagina 43:

Raccolgo una conchiglia, a forma di orecchio. L’accosto al mio, dicono che si sentono le onde. Non è il suono che mi sembra. L’effetto è l’eco di una cisterna, ripete il fruscio che sta dentro il mio orecchio, lo scivolo dei suoni in un labirinto.
Con l’altro orecchio sento amplificato il risciacquo dell’onda sulla ghiaia. È il suono più antico del mondo, è qui dalle età della terra. C’era quando nessuno poteva sentirlo. Ci ha messo i milioni di anni prima di infilarsi in un udito. Sono pensieri che salgono dai piedi scalzi sulla ghiaia di confine tra la terra e il mare.

inviato il 17/09/2016
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Ciao Andrea, sei nella finale di settembre, 10 righe scelte da voi Utenti.

Enrico De Luca nato a Napoli il 20 maggio 1950.

Scelgo queste righe.

Pensare il Sud - Riflessioni sulla cultura e la società meridionali

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10 righe da pagina 69:

Avvenne con lentezza. “Che scirocco”, dicevano gli abitanti, “che scirocco”. Fu così che la Calabria si inabissò. Quasi non se ne accorsero, del transito, non fosse per quella bella stanchezza che sempre lascia, lo scirocco, quando passa da qui. Sicché, nell’arco di un tempo breve, eppure non misurabile ai nostri strumenti, la Calabria tornò da dove era venuta, il grembo di suo padre, il mare.
Prima scesero le spiagge, le solide caviglie delle donne, i costoni di roccia e, via via, i paesi tutti fino a quando le cime d’Aspromonte e Sila mutarono silenzio, da quello aereo a quello acquatico, quasi senza che gli animali boschivi avvertissero i loro apparati diventare branchie. Fluttuavano nell’indistinto mare adorni e aguglie, senza differire, senza confondersi. Avvenne, per gli abitanti, qualcosa di impercettibile. Un mutamento di stato lento. Continuarono affaccendamenti, occupazioni, attività, come nulla fosse e nulla era, infatti, alla loro percezione mutato. Quando si muta non v’è coscienza. Oh, ma questo lo si sa, e non è il caso di soffermarvisi. Una diluzione nel sale, fu.

inviato il 15/09/2016
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Ciao Andrea, sei nella finale di settembre, 10 righe scelte dalla redazione.

Grazie!!!! Un abbraccio a tutti!!! :)

Ciao Andrea, ben tornato!

Grazie Andrea! :) Bentornato

Ciao a tutti! Era da un pezzo che non tornavo sulle pagine di 10 righe.... e ritrovarvi tutti con la stessa passione di sempre è davvero meraviglioso... Buona lettura a tutti!!!!

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