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Kafka sulla spiaggia

immagine copertina
Murakami Haruki
Kafka sulla spiaggia
Tradotto da Giorgio Amitrano
Einaudi 2008
10 righe da pagina 40:

Negli scaffali che ho di fronte, come mi aveva detto Oshima, ci sono molti testi che riguardano poeti di tanka o haiku. Antologie, saggi critici, biografie. Vi sono anche numerosi volumi di storia locale.
Gli scaffali in fondo contengono libri di carattere più generale. Raccolte antologiche di letteratura giapponese e mondiale, le opere complete di singoli autori, letteratura classica, filosofia, testi teatrali, arte, sociologia, storia, biografie, geografia... Quando prendo in mano qualche libro e lo apro, dalle pagine emana un odore di antico. E' un odore particolare, sprigionato dalla conoscenza profonda e dalle intense emozioni che hanno dormito a lungo, tranquille, al riparo della copertina. Aspiro quell'odore, scorro con gli occhi alcune pagine, e ripongo il libro negli scaffali.

inviato il 24/08/2016

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Oscar Mondadori

Mia figlia Adriana mi ha detto dell’acquasantiera, che stava in camera sua, si ricorda? Adriana gliela tolse dalla camera, quell’acquasantiera; ma, l’altro giorno, le cadde di mano e si ruppe: ne rimase soltanto la conchetta, e questa, ora, è in camera mia, su la mia scrivania, adibita all’uso che lei per primo, distrattamente, ne aveva fatto. Ebbene, signor Meis, il destino di Roma è l’identico. I papi ne avevano fatto — a modo loro, s’intende — un’acquasantiera; noi italiani ne abbiamo fatto, a modo nostro, un portacenere. D’ogni paese siamo venuti qua a scuotervi la cenere del nostro sigaro, che è poi il simbolo della frivolezza di questa miserrima vita nostra e dell’amaro e velenoso piacere che essa ci dà.

inviato il 23/08/2016
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Demian

immagine copertina
Hermann Hesse
Demian
Mondadori

Ognuno di noi deve trovare per conto suo che cosa sia lecito e che cosa sia proibito.
Proibito per lui.
Si può non fare mai alcunché di proibito ed essere tuttavia un grande furfante, e viceversa.
A rigore, è questione di comodità. Chi è troppo comodo per pensare da sé ad essere giudice di se stesso si adatta ai divieti quali sono.
Facile per lui. Altri sentono invece dei comandamenti dentro di sé e considerano proibite cose che qualunque altro galantuomo fa ogni giorno, mentre sentono lecite altre cose che di solito sono vietate.
Ognuno deve essere garante di se stesso.

inviato il 23/08/2016
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Ragionevoli dubbi

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Gianrico Carofiglio
Ragionevoli dubbi
Seller editore Palermo 2006
10 righe da pagina 106:

"Un colore?"
"Sì, è una regola del gioco. Per potersi realizzare i desideri devono essere colorati."
Per potersi realizzare i desideri devono essere colorati. Giusto. Finalmente capivo cosa c'era di sbagliato, con i desideri che avevo espresso fino a quel momento, nella mia vita. C'era questa regola e nessun me l'aveva detta.
"Dimmi i tuoi desideri"
Di solito non sono capace di rispondere alle domande su desideri. Non sono capace e non ne ho voglia. Che poi è praticamente le stessa cosa.
Confessare, anche a se stessi, i propri desideri - quelli veri - è pericoloso. Se sono realizzabili, e spesso lo sono, dichiararli ti mette di fronte alla paura di provarci. E dunque alla tua vigliaccheria. Allora preferisci non pensarci, o pensare che hai desideri impossibili, e che è da adulti non pensare alle cose impossibili.

inviato il 22/08/2016
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La scuola cattolica

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Edoardo Albinati
La scuola cattolica
Rizzoli 2016
10 righe da pagina 7027:

Bisogno di ordine, di tutela, di protezione. Bisogno di comunione, bisogno di legge. Famiglia come “cornice” che tiene insieme la vita. Non sono solo la debole donna, i deboli figli ad avere bisogno d questa protezione, lo scudo che veniva opposto, nei manifesti elettorali di una volta, alle serpi della dissoluzione morale.
Siamo tutti così esposti, fragili, alla mercé della sorte (una sorta di ghiaccio sottile), alla mercé dei nervi, della malizia altrui e della nostra stupidità, siamo esposti al vento ancora più rovinoso dei nostri desideri, dei sogni, al vento tagliente delle frustrazioni, cosparsi di ferite, scuoiati ….
Ciò che nasce in segreto prima o poi aspira a manifestarsi. L’invisibile ambisce al visibile: pur essendogli superiore, senza di esso si sente incompleto.

inviato il 22/08/2016
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vorrei precisare che 7027 non corrisponde al numero di pagina del libro cartaceo ma al numero di posizione sul Kindl. Mio malgrado, considerata la mole del libro, ho dovuto leggerlo in formato ebook .....

Sono un'assassina?

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Agatha Christie
Sono un'assassina?
Tradotto da Mary Mammana Gislon
Mondadori 2004
10 righe da pagina 13:

Aveva osato fare del sarcasmo su Edgar Allan Poe, aveva lamentato la mancanza di rigore nelle effusioni romantiche di Wilkie Collins e aveva, invece, portato alle stelle due autori americani praticamente sconosciuti al grande pubblico. Insomma, aveva incensato chi, secondo lui, se lo meritava e severamente criticato tutti gli altri. Il volume era passato alle stampe; Poirot ne aveva esaminato le bozze e, a parte un numero veramente incredibile di errori di stampa, il risultato lo aveva pienamente soddisfatto. Questa fatica letteraria lo aveva impegnato a lungo; in compenso si era divertito molto, perché aveva dovuto leggere una mole incredibile di libri che lo appassionavano e che da tempo si riprometteva di sfogliare. Aveva spesso provato il sadico piacere di gettare, con espressione di disgusto, un libro sul pavimento (anche se poi si ricordava sempre di raccoglierlo e sistemarlo con cura nel cestino della carta straccia), mentre aveva sottolineato con ampi cenni di assenso la lettura dei pochi libri che gli erano piaciuti.

inviato il 22/08/2016
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Agatha Mary Clarissa Miller, Torquay, 15 settembre 1890 – Wallingford, 12 gennaio 1976

Porca Vacca

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David Duchovny
Porca Vacca
Tradotto da Sara Sedehi
Bompiani 2016
10 righe da pagina 11:

Tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare. Pronto? C’è nessuno in casa? Anzi, permettetemi di riformulare: tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare e che non provino emozioni. Ari-pronto? Io sono una mucca, e mi chiamo Elsie. È tutto vero, altro che bufale. Visto? Anche noi pensiamo, proviamo emozioni e facciamo battute di spirito, almeno molte di noi. La mia prozia Elsie, dalla quale ho ereditato il nome, non ha alcun senso dell’umorismo. Ma per niente. Zero spaccato. Non le piacciono nemmeno le barzellette con gli umani che fanno cose stupide. Tipo quella che fa: un italiano, un tedesco e un americano entrano in una stalla... Fermi tutti, il tempo stringe e non posso perdermi in chiacchiere!

inviato il 22/08/2016
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David William Duchovny (New York, 7 agosto 1960)

Memorie di Adriano

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Marguerite Yourcenar
Memorie di Adriano
Tradotto da Lidia Storoni Mazzolani
Einaudi 1981
10 righe da pagina 118:

Quel viaggiatore era al tempo stesso il padrone, libero al tempo stesso di vedere e di riformare, libero di creare.
Era la mia sorte... E mi accorsi quanto sia vantaggioso essere un uomo nuovo, solo, quasi esente da vincoli matrimoniali, senza figli, quasi senza avi, un Ulisse senz'altra Itaca che quella interiore...: non ho mai avuto la sensazione di appartenere completamente a nessun luogo, neppure alla mia dilettissima Atene, neppure a Roma.
Straniero dappertutto, non mi sentivo particolarmente isolato in nessun luogo.

inviato il 22/08/2016
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Survivor

immagine copertina
Chuck Palahniuk
Survivor
Mondadori

Possiamo fare qualsiasi cosa, ma finché restiamo in vita sarà sempre sbagliata.
La sensazione è di non avere alcun controllo.
La sensazione è che stiamo andando alla deriva.
Non è come un viaggio.
Ci stanno processando.
E' più come se stessimo solamente aspettando.
E' solamente una questione di tempo.

inviato il 21/08/2016
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Survivor

immagine copertina
Chuck Palahniuk
Survivor
Mondadori

L'assistente sociale ha scoperto tutto di me, eccetto che la verità.
Proprio non volevo essere aggiustato.
Qualsiasi fossero i miei veri problemi io non volevo che fossero curati.
Nessuno dei piccoli segreti dentro di me voleva essere scovato e dipanato.
Con i miti.
Con la mia infanzia.
Con la chimica.
La mia paura era, che cosa mi sarebbe rimasto?
E così nessuno dei miei rancori e terrori è mai uscito alla luce del giorno.
Non volevo risolvere nessuna delle mie angosce.

inviato il 21/08/2016
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Survivor

immagine copertina
Chuck Palahniuk
Survivor
Mondadori

La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita.
Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti.
I suoi drammi.
Le sue distrazioni.
Le sue storie risolte.
I suoi casini ripuliti.
Perché, che cosa mai le rimarrebbe?
Solamente il grande spaventoso inconoscibile.

inviato il 21/08/2016
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L'anello di re Salomone

Peter Rosegger
L'anello di re Salomone
Adelphi

Ciò che seminai nell'ira
Crebbe in una notte
Rigogliosamente
Ma la pioggia lo distrusse.
Ciò che seminai con amore
Germinò lentamente
Maturò tardi
Ma in benedetta abbondanza.

inviato il 21/08/2016
Nei segnalibri di:

The book of lost things

immagine copertina
John Connolly
The book of lost things
Simon & Schuster

I think the act of reading imbues the reader with a sensitivity toward the outside world that people who don’t read can sometimes lack. I know it seems like a contradiction in terms; after all reading is such a solitary, internalizing act that it appears to represent a disengagement from day-to-day life. But reading, and particularly the reading of fiction, encourages us to view the world in new and challenging ways…It allows us to inhabit the consciousness of another which is a precursor to empathy, and empathy is, for me, one of the marks of a decent human being.

inviato il 21/08/2016
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Io e Marley

immagine copertina
John Grogan
Io e Marley
Sperling & Kupfer Editore

Era un maestro e un modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita?
Direi di sì. Lealtà. Coraggio. Devozione. Semplicità. Gioia. E le cose che non contavano. A un cane non servono automobili lussuose o grandi case di vestiti di sartoria. Gli status symbol non contano niente per lui.
Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interiormente.
A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido.
Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo.
Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e sofisticati, abbiamo sempre avuto difficoltà a immaginare quel che conta e non conta realmente.
Mentre scrivevo questo articolo di addio a Marley, mi rendevo conto che era tutto lì, di fronte a noi, se solo avessimo aperto gli occhi.
A volte occorre un cane con un alito cattivo, pessime maniere e intenzioni pure per aiutarci a vedere.

inviato il 21/08/2016
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Il maiale che cantava alla luna

immagine copertina
Jeffrey Moussaieff Masson
Il maiale che cantava alla luna
Il Saggiatore

Alcuni si sentono a disagio alle prese con il concetto di colpa collettiva, secondo il quale dovremmo assumerci la responsabilità di azioni commesse da qualsiasi altro individuo.
Ma sentirci in qualche modo coinvolti non è necessariamente un sentimento inutile, ci spinge anzi a capire cosa sia la responsabilità morale e a lavorare per un cambiamento.

inviato il 20/08/2016
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Il maiale che cantava alla luna

immagine copertina
Jeffrey Moussaieff Masson
Il maiale che cantava alla luna
Il Saggiatore

Scully ha visto una madre in attesa fiutare paglia che non esisteva per costruire un giaciglio che non avrebbe mai avuto, per un'altra cucciolata che non avrebbe mai allevato.
Ci ricorda che in cambio del loro servizio, questi animali non ottengono assolutamente nulla, né giornate da dedicare alla prole né vento tiepido, né visioni, suoni o odori della vita; soltanto privazioni, depressione e terrore.

inviato il 20/08/2016
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La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori

Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali.
I matematici li chiamano primi gemelli.
Sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.

inviato il 20/08/2016
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La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori

Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali.
I matematici li chiamano primi gemelli.
Sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.

inviato il 20/08/2016
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La solitudine dei numeri primi

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Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori

Lo faceva apposta ad essere così silenzioso in ogni suo movimento.
Sapeva che il disordine del mondo non può aumentare, che il rumore di fondo crescerà fino a coprire ogni segnale coerente, ma era convinto che misurando attentamente ogni suo gesto avrebbe avuto meno colpa di questo lento disfacimento.

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori

Aveva imparato a rispettare il baratro che lui aveva scavato tutto intorno a se...
Anni prima aveva provato a saltarlo quel baratro e ci era cascata dentro...
Ora si accontentava di sedersi sul ciglio con le gambe a penzoloni nel vuoto.

inviato il 20/08/2016
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