Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Cerca tra le 10 righe

6 GIORNI

immagine copertina
STEFANO VALENTE
6 GIORNI
GRAPHOFEEL EDIZIONI
10 righe da pagina 16:

Voglio dire: la maniera in cui cominciò. Il mio Ora di Non-voglio-morire, fermo, che non andava né avanti né indietro. Incastrato, scavato identico a una trincea stretta fra l’Ieri e il Domani che non indovinavo più: già perduti, già lontanissimi. Magari, improvvisamente, tutto mi si riduceva all’attesa di quel proiettile preciso in mezzo alla fronte, o al tentativo di scamparlo – che poi è la medesima cosa. Nient’altro contava. Passato, futuro, memoria. Anche i sogni: sapevi che ormai non ne avresti fatti diversi. Tutto – tutto quanto – imbevuto, drogato del pensiero di quella raffica che non avresti visto, che forse non avresti nemmeno sentito.

inviato il 15/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

6 GIORNI DI STEFANO VALENTE GRAPHOFEEL EDIZIONI 2018

Un Fenoglio alla prima guerra mondiale

immagine copertina
Beppe Fenoglio
Un Fenoglio alla prima guerra mondiale
Einaudi 1973
10 righe da pagina 89:

Il nonno fece un altro sacrificio.
Rinunciò al giornale e ordinò che la domenica mattina Elsa ed io gli comprassimo gli arretrati della settimana al prezzo della carta straccia. - Ciò che solo ha iù importanza, - disse,- sono le grandi offensive. E se fanno una grande offensiva, chiunque che passa me lo dirà con tutti i dettagli .
Sebbene non avesse più il giornale per mano, sedeva ugualmente l'intera mattinata su una sedia spagliata al piede del platano, invariabilmente rivolto alla parte più spessa del paese. Io so che pensava senza tregua ai suoi tre figli al fronte e una volta lo sentii dire: - Sono tre, troppi per ritornarmi tutti. Come padre, ho troppa carne al fuoco.

inviato il 14/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Beppe Fenoglio è nato ad Alba il 1 marzo del 1922

I frutti del vento

immagine copertina
Tracy Chevalier
I frutti del vento
Tradotto da M.Ortelio
Neri Pozza 2016
10 righe da pagina 33:

Ero abituata ai suoi schiaffi, non mi facevano né caldo né freddo. Litigavamo tutti i santi giorni per via delle mele. La cosa più buffa è che non avevo mai pensato alle mele prima di venire nella Palude Nera. Nel posto in cui sono cresciuta tutti avevano frutteto, ma io non ci badavo, se non in maggio quando i meli fiorivano. Allora andavo a sdraiarmi fra gli alberi e mi gustavo il profumo mentre le api ronzavano felici di giocare con i fiori. Fu lì che io e James lo facemmo la prima volta. Avrei dovuto capirlo che non era l'uomo giusto per me. Parlava solo delle nostre mele e mi chiedeva come fossero (succose, come me, avevo risposto) e alla fine avevo dovuto sbottonarmi il vestito da sola: se non altro chiuse il becco per un po'. Non sono mai stata brava a raccoglierle. La mamma diceva che avevo troppa fretta ed ero sbadata.

inviato il 14/11/2018
Nei segnalibri di:

L'amore

immagine copertina
Maurizio Maggiani
L'amore
FELTRINELLI (NARRATORI)
10 righe da pagina 35:

Dove l'ho imparato?
Non si è mai sentito dire a casa mia, non c'era nemmeno la parola nella lingua che si parlava in quella casa. Quello che so è che mio padre e mia madre mi hanno voluto bene, ma non saprei dire se mi hanno amato. Non saprei dire nemmeno se si sono mai amati tra loro. Gente senza amore, avresti detto, che parla in una lingua senza l'amore. Eppure sono cresciuto tra gente che mi voleva bene, che voleva bene a chiunque fosse figlio di qualcuno, figli di nessuno lo sposo non ne ricorda. E ricordo, sì, lo ricordo, come si sono voluti bene anche mio padre e mia madre per il tempo che sono restati in vita.

inviato il 14/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

anno di pubblicazione 2018

Qui è proibito parlare

immagine copertina
Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Tradotto da Martina Clerici
Fazi 2009
10 righe da pagina 288:

Com'è consuetudine per la festa di San Nicolò, Trieste si addobbò a festa e pareva che attraverso una finestra sul passato trapelasse un'aria di altri tempi, di quando la città era lo splendido emporio di cui tanto le avevano raccontato da bambina. Era come se per l'occasione, come durante il carnevale, la facciate dei rigorosi palazzi teresiani prendessero vita. La festa, nata innanzitutto per i bambini, è in realtà fatta da coloro che, con indulgenza e un pizzico di ignara gratitudine, si lasciano andare a un innocente divertimento. Il vegliardo dalla barba e dai capelli bianchi, con la mitra sul capo e il pastorale in mano, porta, assieme all'aura di irrealtà che lo circonda, una breve tregua nell'odiata realtà, tanto complessa e nient'affatto promettente.

inviato il 12/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

Fabrizio Frizzi meraviglioso

immagine copertina
Alberto Infelise
Fabrizio Frizzi meraviglioso
Sperling & Kupfer 2018
10 righe da pagina 34:

«Quando ero bambino non mi immaginavo a sessant’anni e tuttora mi fa impressione arrivare a questa età così adulta. Sembra ieri che avevo vent’anni, la vita mi è proprio volata. Certamente non si è più giovani. Anche se poi lo spirito è sempre quello. Grazie a Dio da quel punto di vista non sono invecchiato di una virgola. E sessant’anni possono anche essere un nuovo punto di partenza: io spero che lo siano. Spero di essere capace, combattendo, di riuscire a vincere e di avere ancora un bel po’ di futuro davanti.»

inviato il 12/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Segnalibro +. Ciao Fabrizio.

Dove i lupi vanno a morire

immagine copertina
Mauro Filigheddu
Dove i lupi vanno a morire
Strategic Books
10 righe da pagina 7:

Il gioco vuole che le persone che leggono siano aperte a tutte le esperienze.
Chi legge deve essere capace di lasciarsi trasportare dal testo, ovunque esso lo trascini, restando in qualche modo indifferente per non cedere a quanto di nuovo o di strambo può essere visto tra le righe.
Ciò che leggete non è che un ritaglio della storia mia, una sincera piccola parte di quanto ho vissuto. Niente di più. Ci sono astrazioni positive ma non si possono nascondere alcuni momenti oscuri, privi di energia, che a volte mi colgono. Un po’ di verità può giovare per dare un’idea più completa di quello che si vive quotidianamente. Premetto che quanto narro di me stesso mi piace. Il bilancio del tutto è positivo, ma è bene venire compresi in modo non del tutto superficiale.

inviato il 10/11/2018
Nei segnalibri di:

Metamorfosi

immagine copertina
Ovidio
Metamorfosi
Tradotto da testo a fronte di Piero Bernardini Marzolla
Einaudi 2015
10 righe da pagina 9:

Fiorì per prima l'età dell'oro; spontaneamente, senza bisogno di giustizieri,senza bisogno di leggi, si onoravano la lealtà e la rettitudine.
Non c'erano pene a incutere paura, né parole minacciose si leggevano su tavole di bronzo, né gente implorante clemenza temeva le labbra del giudice, ma tutti vivevano sicuri senza che alcuno li tutelasse. Non ancora, tagliato dai suoi monti, il pino era calato sulle limpide onde per visitare terre straniere, e ogni mortale non conosceva altri lidi all'infuori dei propri.Non ancora fossati scoscesi cingevano le città, non c'era la tromba di bronzo, diritta, non c'erano corni di bronzo, ricurvi, né elmi né spade c'erano: senza bisogno di soldati, i popoli vivevano tranquilli in molli ozi

inviato il 09/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona il 20 marzo a.Cristo

Essays: First and Second Series

immagine copertina
Ralph Waldo Emerson
Essays: First and Second Series
Library of America
10 righe da pagina 33:

What I must do is all that concerns me, not what the people think. This rule, equally arduous in actual and in intellectual life, may serve for the whole distinction between greatness and meanness. It is the harder, because you will always find those who think they know what is your duty better than you know it. It is easy in the world to live after the world's opinion; it is easy in solitude to live after our own, but the great man is he who in the midst of the crowd keeps with the perfect sweetness the independence of solitude.

inviato il 09/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

2010 =)

Grazie Flavia :) anno di edizione?

belle queste righe !

Tratto dal saggio Self-Reliance/Fiducia in se stessi:
Quel che io debbo fare è quanto riguarda me, non ciò che la gente ne pensa. Una tale regola, tutt'altro che facile da applicare sia nella vita pratica che in quella intellettuale, potrebbe servire come esatta distinzione tra grandezza e mediocrità. Tutto è poi reso arduo dal fatto che c'è sempre qualcuno che crede di sapere quali siano i tuoi doveri meglio di quanto non sappia tu stesso. È facile, nel mondo, vivere secondo l'opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l'uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l'indipendenza della solitudine.

L'uomo senza qualità

immagine copertina
Robert Musil
L'uomo senza qualità
Tradotto da Anita Rho,Gabriella Benedetti e Laura Castoldi
Einaudi 1996
10 righe da pagina 113:

Nel suo soffrire, leggeva molto, e scoprì d'aver smarrito una cosa del cui possesso non era mai stata consapevole : un'anima.
Che cos'è ?...E ' facile definirla negativamente : è quella cosa che scappa a rintanarsi quando sente parlare di serie algebriche.
Ma positivamente ? Pare che si sottragga con successo a tutti gli sforzi intesi ad afferrarla. Può darsi che una volta ci fosse in Diotima qualcosa di originario, una presaga sensitività drappeggiata in quel tempo nella ben spazzolata veste della sua correttezza, che adesso ella chiamava guaina e che ritornava nella metafisica batikata di Maeterlink, in Novalis, soprattutto però nell'ondata anonima di romanticismo annacquato e di nostalgia religiosa che l'età delle macchine ha per un certo tempo emanato come manifestazione di protesta spirituale e artistica contro se stessa.

inviato il 07/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Robert Musil nasce a Klagenfurt an Worthersee Austria il 6 novembre 1880

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

immagine copertina
Claudio Pellizzeni
L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
PICKWICK 2018
10 righe da pagina 32:

Piove, l'aria è fredda e umida, anche quest'anno l'autunno cede il passo all'inverno ormai alle porte.
Odio l'autunno. Le giornate si accorciano, le temperature si abbassano, cadono le foglie, piove continuamente. Il tragitto verso casa è condito da una malinconia con la quale ormai convivo da anni. Il mio stato d'animo è troppo tempo un autunno constante. Vorrei cambiarla, questa vita, ma continuo a rimandare, nella speranza che qualcosa o qualcuno mi aiuti a stravolgerla.
Intravedo i miei occhi nello specchietto retrovisore.
Da quanto tempo non sono più felice? Quando ho perso la voglia di combattere? Qual è il punto nella mia vita in qui ho preso questa direzione?
Non volevo fare il bancario. Entrare in banca mi ha sempre dato un senso di sconforto, frustrazione e fallimento.

inviato il 07/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Claudio Pellizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Un amore fra le stelle

immagine copertina
Catena Fiorello
Un amore fra le stelle
Baldini & Castoldi 2017
10 righe da pagina 21:

Babbo ebbe come la sensazione di trovarsi davanti a una persona non comune. E stavolta non era un’impressione superficiale. La signora, pur essendo trascurata, era decisamente diversa dalle altre che aveva incontrato finora. Gli balenò l’idea che assomigliasse a…
A…
Ma sì…
«Senti, ma tu… Oh, pardon! Lei, lei è…»
«Sì, sono proprio io. Poche storie, però, non sono qui per giocare agli indovinelli!» rispose, rimettendosi gli occhiali.
Oddio, ora ne era certo… Sì, quella donna era davvero la Befana.
«Vedo che lei è molto arguto, caro signore. Però non ho capito perché continua a urlare come se fossimo allo stadio.»
Ci risiamo! sbuffò lui. Un altro rimprovero e nemmeno si conoscevano. Ma cosa voleva quella stregaccia da lui? Non pensava mica di poterlo trattare come uno stupido solo perché era la Befana!

inviato il 05/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Catena Fiorello (Catania, 10 agosto 1966)

Nessuno può volare

immagine copertina
Simonetta Agnello Hornby
Nessuno può volare
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 16:

[...] e ripetevamo ai bambini in visita: "Giuliana non può correre". Non ci passò mai per la testa che avesse un difetto o una menomazione, o che fosse meno abile degli altri.
In famiglia usavamo con naturalezza quel genere di espressioni per indicare una forma di "diversità", accennando a un'impossibilità o a una fatica che non erano però sinonimo di inferiorità. Di un cieco si diceva "non vede bene", del claudicante "fa fatica a camminare", dell'obeso "è pesante", dell'invalido "gli manca una gamba", dello sciocco "a volte non capisce", del sordo "con lui bisogna parlare ad alta voce". E si comunicavano soltanto le imperfezioni di cui tener conto nei giochi o nei rapporti sociali.

inviato il 03/11/2018
Nei segnalibri di:

Timidezza e dignità

immagine copertina
Dag Solstad
Timidezza e dignità
Tradotto da Massimo Ciaravolo
Iperborea 2018
10 righe da pagina 106:

Per lui quegli album si trasformarono in scrigni del tesoro. Gli diventarono intimamente cari. Si sentiva onorato di essere prescelto a stare lì a guardare le sue fotografie dell'infanzia e dell'adolescenza, mentre lei si appassionava a raccontare, con nella voce l'entusiasmo del riconoscere, e lui non poteva fare a meno di considerare la vita matrimoniale un mistero, fondato sullo stare accanto a lei sul divano a guardare fotografie amatoriali come quella e a sentirla ripetere la storia piuttosto banale che stava dietro a ognuna di loro, con la sua voce velata. La via che portava a lei.

inviato il 02/11/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Buongiorno e grazie! Ho scelto le righe di Emma tratte da L'uomo senza qualità: http://scrivi.10righedailibri.it/luomo-senza-qualit%C3%A0-3

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di novembre. Scegli da oggi 5 novembre a domenica 11 novembre , 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Dag Solstad (Sandefjord, 16 luglio 1941) è uno scrittore norvegese.

Come oro nelle crepe

immagine copertina
Gioia Di Biagio
Come oro nelle crepe
Mondadori 2018
10 righe da pagina 41:

Io non credo che le persone possano capire cosa vuol dire. Io lo so, i miei genitori e mia sorella lo sanno. Noi custodiamo e proteggiamo la mia particolarità e che il mondo rimanga nella sua ignoranza (che ignora). C'è chi si fa i tatuaggi per scrivere sul corpo la propria identità, esprimere se stesso attraverso un timbro indelebile nella propria carne, segni convenzionali di appartenenza al gruppo , tribali,immagini qualsiasi o espressioni dell'anima. Sul mio corpo, io ho incisa la mia storia.. In fin dei conti le cicatrici sono come tatuaggi, non di inchiostro ma scarificazioni. Tatuaggi di vita. Ferite di percorso. [...]
Vorrei essere normale, e l'unica soluzione per essere normale, per essere come gli altri, è camuffare la diversità.
Perché la diversità incuriosisce così tanto? E' meglio nasconderla, tacerla. Far finta di niente.

inviato il 29/10/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie :)

Ciao Elena, sei nella finale settimanale di novembre.

Gioia Di Biagio - Firenze 1985

Da domani mi alzo presto

immagine copertina
Simona Toma
Da domani mi alzo presto
Sperling & Kupfer 2017
10 righe da pagina 8:

La mia alimentazione si basa per lo più su Lexotan, unghie, birra e sigarette. Ah sì, ho ripreso a fumare dopo cinque anni, spero che tu riuscirai a liberarti da questo vizio che in verità, al momento, è l’unico piacere che io abbia.
Non ho un soldo, non ho una casa, non ho un lavoro, non ho un uomo però, per quanto riguarda quest’ultima mancanza, forse è meglio, visto che attiro solo stronzi.
Cara persona che sarò, non so se tu avrai risolto questo piccolo problema con le relazioni, ma se ci sarai riuscita forse non sarò più nemmeno io.
Cara me stessa che sarò, non ho più pensieri, li ho finiti, è questa la novità.

inviato il 29/10/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di novembre.

Beh direi che per la protagonista ci sono, come si dice, ampi margini di miglioramento...

Simona Toma (Lecce, 2 Luglio 1976)

Notturno salentino

Federica De Paolis
Notturno salentino
Mondadori
10 righe da pagina 47:

Mi svegliai e rimasi nel letto, una cosa che non facevo mai. Da quando erano nati i bambini, alzarsi era diventato un gesto automatico: mi mettevo in piedi senza acclimatarmi, senza indugiare. Invece quella mattina assaporai la penombra soffusa della camera da letto cercando di raggiungere gli ultimi riflessi di un sogno che doveva avermi dato gioia, anche se non riuscivo a metterlo a fuoco. Godetti di quella sensazione di benessere dondolandomi sul ricordo della sera prima, dato che il senso di colpa non era ancora sopraggiunto. Quando tutto si schiarì, mi tirai fuori dalle coperte.

inviato il 28/10/2018
Nei segnalibri di:

The dying animal

Philip Roth
The dying animal
Vintage 2002
10 righe da pagina 2:

Now, I'm very vulnerable to female beauty, as you know. Everybody's defensless against something,and that's it for me. I see it and it blinds me to everything else. They come to my first class, and I know almost immediately which is the girl for me. There is a Mark Twain story in which he runs from a bull, and the bull looks up to him when he's hiding in a tree , and the bull thinks , "You are my meat, sir."

inviato il 28/10/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao Pierandrea, sei nella finale di novembre, 10righe scelte da Voi utenti.

grazie :)

Grazie Redazione: l'edizione Vintage che ho io è del 2002, però il marchio di copyright riporta l'anno 2001

Benvenuto Pier Andrea :) di che anno è il libro?

Una possibile traduzione:
"Ora, sono molto vulnerabile nei confronti della bellezza femminile, come sapete. Tutti siamo indifesi rispetto a qualcosa e così è per me. La vedo e mi acceca. Loro vengono nella mia prima classe e io so quasi immediatamente qual è la ragazza per me. C'è una storia di Mark Twain nella quale un personaggio scappa da un toro e il toro lo cerca mentre sta nascondedosi dietro un albero e il toro pensa "Sei il mio pranzo, signore."

Narciso e Boccadoro

immagine copertina
Hermann Hesse
Narciso e Boccadoro
Tradotto da Cristina Baseggio
Mondadori 2013
10 righe da pagina 264:

Ascoltami un momento ancora. Volevo raccontarti della madre, che mi tiene le mani strette intorno al cuore. Da molti anni, creare una figura della madre è stato il mio sogno più caro e più misterioso, era per me la più santa di tutte le immagini, me la portai sempre in cuore, una figura piena d'amore e piena di mistero. Ancora poco tempo fa mi sarebbe stato insopportabile il pensiero di dover morire senza aver realizzato questo mio sogno; tutta la mia vita mi sarebbe apparsa inutile: E ora guarda che strano destino; invece d'esser le mie mani a formarla e plasmarla, è lei a formare e plasmare me.

inviato il 24/10/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

La mamma, "la più santa di tutte le immagini". Splendido e vero

Hermann Hesse nasce a Calw Germania il 2 luglio 1877

La collana della Regina

immagine copertina
Alexandre Dumas
La collana della Regina
Sonzogno 1882
10 righe da pagina 168:

I cavalli non corsero, ma volarono. Calava la sera. Beausire si fece condurre
al terrapieno del ponte, dietro la statua di Enrico IV. Vi si giungeva in quel tempo in carrozza; era un luogo di ritrovo comune ma frequentato. Poi arrischiando a metter la testa dallo sportello, spinse lo sguardo nella via Delfina. Beausire aveva qualche abitudine della gente di polizia, avendo passati dieci anni a cercar di riconoscerli per poter evitarli a tempo e luogo. Notò alla discesa del ponte, dalla parte della via Delfina, due uomini discosti alquanto l’un dall’altro, che sporgevano il capo verso quella via per osservarvi un oggetto qualunque: quegli uomini erano spie. Il vedere spie sul Ponte Nuovo non era cosa rara, poiché il proverbio d’allora diceva: che per veder in ogni empo un prelato, una cortigiana ed un cavallo bianco, non c’era da far altr

inviato il 24/10/2018
Nei segnalibri di:

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy