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Ramses il figlio della luce

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Christian Jacq
Ramses il figlio della luce
Tradotto da Francesco Saba sARDI
Classici Moderni Oscar Mondadori 2016
10 righe da pagina 111:

"Sii scriba" recitò Ramses con voce atona "perché un libro è più duraturo di una stele o di una piramide; esso conserverà il tuo nome meglio che qualsivoglia costruzione. Gli scribi hanno, come unici eredi, i loro libri di sapienza; i sarcedoti che celebrano i loro riti funebri, sono i loro scritti. Loro figlio è la tavoletta sulla quale scrivono, loro sposa la pietra coperta di geroglifici. Gli edifici più robusti si sgretolano e scompaiono, l'opera degli scribi attraversa le ere."

inviato il 19/07/2018

Ramses il figlio della luce

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Christian Jacq
Ramses il figlio della luce
Tradotto da Francesco Saba sARDI
Classici Moderni Oscar Mondadori 2016
10 righe da pagina 111:

"Sii scriba" recitò Ramses con voce atona "perché un libro è più duraturo di una stele o di una piramide; esso conserverà il tuo nome meglio che qualsivoglia costruzione. Gli scribi hanno, come unici eredi, i loro libri di sapienza; i sarcedoti che celebrano i loro riti funebri, sono i loro scritti. Loro figlio è la tavoletta sulla quale scrivono, loro sposa la pietra coperta di geroglifici. Gli edifici più robusti si sgretolano e scompaiono, l'opera degli scribi attraversa le ere."

inviato il 19/07/2018

Maria De’ Medici Storia del Regno di Luigi XIII

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Lottin de Laval
Maria De’ Medici Storia del Regno di Luigi XIII
Tradotto da Luigi Masieri
Pirotta 1835
10 righe da pagina 125:

La plebe di Parigi mormorava, La gran capitale racchiudeva ancor molti della lega,
nell’animo de’ quali la pacifica amministrazione di Enrico IV e la reggenza di Maria
de’ Medici non avevano potuto cancellar la memoria delle barricate, il dispotico
potere dei sedici, e la sfrenata licenza delle loro vergognose processioni; saturnali
infami che ricordavano i sacrifizi delle dame romane all’altare della Pudicizia,
le impurità dei giuochi Megalensi, raccontati da Giovenale e l’orgia con cui
terminarono le nozze d’Isabella di Baviera. Una immensa onda di popolo correva
al Louvre s’era diffusa colla rapidità d’una nube cacciata dal vento, la voce che
il signor Condé fosse stato imprigionato; udiansi dalla parte del Ponte Nuovo,
grida, urli, canzoni, e malvissuti sorti in mezzo a questa frenetica moltitudine

inviato il 19/07/2018
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Lottin De Laval, nato a Orbec (Francia) il 19 Settembre 1810

strega borghese

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Biagio Arixi
strega borghese
Milena Edizioni 2018
10 righe da pagina 84:

Il letto era coperto da un tessuto damascato giallo, con grossi fiori in rilievo. Il tavolo era incrostato di avorio e madreperla. I dipinti policromi che adornavano alla perfezione le pareti della stanza erano sublimi e incutevano anche timore per le figure realizzate a grandezza naturale. E poi c'erano i lumi che diffondevano una luce dorata, quasi a difendere il prestigio e l'antichità di tutto l'arredo. Carmen aveva trascorso l'intera serata a pensare. Era già notte quando una furiosa ventata sbattè, sonoramente, le imposte di una finestra aperta.

inviato il 19/07/2018
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Biagio Arixi è nato a Villasor (Cagliari) il 3 febbraio del 1943.

Il castello dei destini incrociati

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Italo Calvino
Il castello dei destini incrociati
Mondadori 2016
10 righe da pagina 39:

E’ in cielo che tu devi salire, Astolfo, - l'arcano angelico del
Giudizio indicava un'ascensione sovrumana, - su nei campi pallidi della Luna, dove uno sterminato deposito conserva dentro ampolle messe in fila - come nella carta di Coppe - le storie che gli uomini non vivono, i pensieri che bussano una volta alla soglia della coscienza e svaniscono per sempre, le particelle del possibile scartate nel gioco delle combinazioni, le soluzioni a cui si potrebbe arrivare e non si arriva…

inviato il 18/07/2018
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La gioia di scrivere

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Wisława Szymborska
La gioia di scrivere
Tradotto da Pietro Marchesani
Gli adelphi 2009
10 righe da pagina 93:

Sogno d'una notte di mezza estate

Già splende il bosco nelle Ardenne.
Non avvicinarti a me.
Sciocca, sciocca,
ho praticato il mondo.
Mangiai pane, bevvi acqua,
vento mi avvolse, pioggia mi bagnò.
Perciò sta' attento a me, va' via.
E perciò copriti gli occhi.
Va' via, via, ma non per terra.
Salpa, salpa, ma non per mare.
Vola, vola via, mio bravo,
ma non toccare l'aria.
Guardiamo in noi a occhi chiusi.
Parliamo con noi a bocca chiusa.
Prendiamoci attraverso un muro.
Questa coppia non è divertente:
non la luna, ma il bosco splende
e il soffio strappa, o Piramo,
un manto radioattivo alla tua dama.

inviato il 17/07/2018
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Wisława Szymborska nata a Kórnik il 2 luglio 1923

Storia della bambina perduta

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Elena Ferrante
Storia della bambina perduta
edizioni e/o 2015
10 righe da pagina 441:

Il racconto che poi intitolai "Un’amicizia" nacque in quello stato dolcemente sfinito, a Napoli, in una settimana di pioggia. Certo sapevo bene che stavo violando un patto non scritto tra me e Lila, sapevo anche che non l’avrebbe sopportato. Ma credevo che se il risultato fosse stato buono, alla fine mi avrebbe detto: ti sono grata, erano cose che non avevo il coraggio di dire nemmeno a me stessa e tu le hai dette a mio nome. C’è questa presunzione, in chi si sente destinato alle arti e soprattutto alla letteratura: si lavora come se si fosse ricevuta un’investitura, ma in effetti nessuno ci ha mai investiti di alcunché, abbiamo dato noi stessi a noi stessi l’autorizzazione a essere autori e tuttavia ci rammarichiamo se gli altri dicono: questa cosetta che hai fatto non m’interessa, anzi mi dà noia, chi ti ha dato il diritto.

inviato il 17/07/2018
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Il viaggio di Tuf

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George R.R. Martin
Il viaggio di Tuf
Tradotto da Sergio Altieri e G.L. Staffilano
A. MONDADORI 2013
10 righe da pagina 55:

«Ahhh» gongolò Celise Waan. «La mia carne!»
«La scorta è abbondante, per quanto, a dire il vero, di varietà ridotta» precisò Haviland Tuf. «Lascerò comunque a te il compito di prepararla secondo la modalità più confacente al tuo palato.»
Raggiunse un armadietto metallico di stivaggio, inserì una combinazione numerica e ne estrasse una piccola scatola di cartone, che portò al tavolo tenendola sotto il braccio.
«Ecco la sola carne che si trova a bordo del mio vascello. Non posso garantire né per il gusto né per la qualità. Per contro, non ha mai ricevuto reclami per nessuno dei due aspetti.»
Rica Dawnstar scoppiò in una risata, Kaj Nevis ridacchiò, mentre, con metodica precisione, Haviland Tuf spacchettava una dozzina di barattoli di cibo e li impilava davanti a Celise Waan.
Cibo per gatti.

inviato il 16/07/2018
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George Raymond Richard Martin (Bayonne, 20 settembre 1948)

La lettera d'amore

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Lucinda Riley
La lettera d'amore
Tradotto da LEONARDO TAIUTI
GIUNTI 2018
10 righe da pagina 369:

Joanna sedeva sul diretto Cork-Dublino fissando i rivoli di pioggia scivolare sul finestrino.Era dalla sera prima che non smetteva di piovere.Il picchiettio delle gocce sul tetto l'aveva tenuta sveglia tutta la notte,come una specie di tortura,ma si consolò pensando che sarebbe comunque risultato impossibile dormire.Era troppo tesa,non riusciva a fare ordine nella mente e a capire dove l'avrebbero portata le informazioni che aveva raccolto.
"La faccenda che riguarda il gentiluomo di cui sopra è estremamente delicata"Che cosa avrà voluto dire?,pensò Joanna,esausta.Incrociando le braccia sul petto cercò di ammazzare il tempo sonnecchiando.
"E'libero questo posto?" La voce era maschile,l'accento americano.Joanna aprì gli occhi e si ritrovò davanti un uomo alto e muscoloso in camicia a quadri e jeans.
"Bene .E'insolito trovare una carrozza

inviato il 16/07/2018
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BARBARA :-) CIAO!!!

Ciao Natalina :-)

LUCINDA RILEY,nata il 14.2.1968 a Lisburn -irlanda

Perché non volo?

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Paola Merolli
Perché non volo?
La Rondine Edizioni
10 righe da pagina 7:

Uno struzzo chiamato Sbruffo - che nome buffo! - aveva un sogno davvero speciale: voleva volare!
«Perché ho le ali, ma non volo?»
«Lascia stare, che t’importa!» rispondevano gli struzzi, tutti in coro.
«Molto meglio camminare. Tu puoi correre e saltare! È più sicuro».
A Sbruffo, però, questo non bastava e senza posa domandava: «Perché non volo?»
«Lascia stare!» ripetevano gli altri struzzi, sempre in coro. «Hai una casa piccolina col comignolo e la verandina, e un prato verde mela per giocare da mattina a sera! Cos’altro puoi desiderare?»
«Voglio volare!»

inviato il 15/07/2018
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Benvenuta Paola :)

le rime...ricordano Gianni Rodari...belle ..le 10 righe

IL FABBRO DEL CONVENTO

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PONSON DU TERRAIL
IL FABBRO DEL CONVENTO
Tradotto da RENATO COLANTUONI
BARION 1933
10 righe da pagina 307:

Quand’ebbe chiusa la porta della taverna, Benedetto si fermò un momento sulla soglia.La notte era piovosa e scura; pure, egli vide l’ombra di Dagobert allontanarsi.
… Ecco una cosa strana! Disse fra se. E’ proprio Dagobert; sento il suo passo e non posso sbagliarmi.Ma volta le spalle alla Cour-Dieu. Dove dianime va?...
Infatti, nel prendere la strada che conduceva al convento e che, come il lettore ricorderà era la strada provinciale di Pithiviers, Dagobert prendeva la direzione opposta. Ed egli si mise a seguirlo.
Dagobert, che aveva un certo vantaggio, camminava pesantemente, mentre Benedetto sfiorava quasi il suolo, tanto che il fabbro non si voltò mai indietro, non sospettando di essere seguito.
Il fabbro seguì l’unica strada di Sully, avendo sempre Benedetto alle calcagna; ma, giunto che fu davanti all’ultima casa del paese

inviato il 15/07/2018
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Ponson Du Terrail nato a Montmaur, 8 luglio 1829

La bestia di Brixton

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Gianni Mazza
La bestia di Brixton
OperaIncerta Editore 2018
10 righe da pagina 3:

È mezzanotte passata da pochi minuti e lei è proprio li di fronte a me. Se ne sta da sola sul marciapiede a far risplendere la propria bellezza sotto la volta stellata. VOGLIO CHE SIA LEI! Siamo nella sua stanza ora, Eloise, così si chiama, mi sta invitando ammiccando con l’intero corpo e con fare provocante, nonostante io le abbia appena detto che non ho voglia di usarla come fanno gli altri uomini. Si sta spogliando lo stesso. Io me ne sto seduto in disparte a guardarla per non sporcare la sua candida tela. Ora dorme beata, forse sta sognando, sicuramente sta sognando. È LEI! Indosso con cura i miei guanti speciali… È così bella, bellissima… DEVE ESSERE LEI! Dove ho messo la mia cordicella? Già che sbadato, è nella tasca posteriore dei jeans. NON È LEI!

inviato il 12/07/2018
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Grazie

Benvenuto Redvex81rg :)

Salò

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Silvio Bertoldi
Salò
Rizzoli 1978
10 righe da pagina 233:

Bologna è chiusa nell’inverno. Ogni giorno è scossa da notizie di morti,
di persone assassinate. Giunge l’eco prima incerta, poi netta e terribile,
di Marzabotto e delle 1.800 vittime delle SS del Tenente Reder. Si susseguono
i bombardamenti, il fronte è ancora lontano, non ci sono rifugi antiaerei
e lo si scopre solo ora, dopo tre anni e mezzo di guerra. Eppure ai margini
della tragedia, Bologna coltiva una sua piccola vita, una bonaria esistenza
quotidiana dai tempi non nefasti. C’è l’allenamento della squadra di calcio,
al Littoriale, e centinaia di persone si raggruppano sugli spalti, nel vento tagliente,
per assistere ai dribbling dei vecchi idoli. Ma i vecchi idoli non sono nemmeno
in numero sufficiente a formare due squadre contrapposte

inviato il 12/07/2018
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Silvio Bertoldi è stato un giornalista e saggista naque a Verona il 18 luglio 1920

Il pellegrinaggio in Oriente

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H.HESSE
Il pellegrinaggio in Oriente
Tradotto da ERVINO POCAR
ADELPHI 2016
10 righe da pagina 26:

Una delle più belle esperienze fu la festa della Lega a Bermagarten,dove il cerchio magico si chiuse stretto intorno a noi.Ricevuti dai castellani Max e Tilli,sentimmo Otmar sonare Mozart al pianoforte nell'ampio salone,trovammo il parco popolato di pappagalli e altri animali parlanti,udimmo la fata Armida cantare vicino alla fontana zampillante,e coi capelli al vento la grossa testa dell'astrologo Longus annuiva accanto al caro viso di Heinrich von Ofterdingen.Nel giardino gridavano i pavoni eLuigi discorreva in spagnolo col gatto dagli stivali,mentre Hans Resom,sconvolto dalle sue intuizioni intorno al gioco mascherato della vita,permetteva un pellegrinaggio al sepolcro di Carlo Magno.Quello fu un periodo trionfale del nostro viaggio ...avevamo portato noi l'onda magica che travolgeva ogni cosa,gli abitanti in ginocchio ...

inviato il 11/07/2018
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Lasciami l'ultimo valzer

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Zelda Fitzgerald
Lasciami l'ultimo valzer
Tradotto da Maria Gallone e Loretta Santini
Elliot 2018
10 righe da pagina 58:

"Mi vuoi bene. Perché non vuoi dirlo?"
"Non dico mai niente a nessuno. Non parlare."
"Perché non vuoi parlare con me?"
"Perché sciuperebbe tutto. Dimmi che mi ami".
"Oh, ti amo si! E tu?".
Lo amava tanto, si sentiva talmente vicina, sempre più vicina a lui che la sua figura le apparve distorta, come s'ella premessi il naso contro uno specchio e guardasse entro i propri occhi. Sentiva le linee del suo collo e il suo profilo cesellato come brandelli di vento che soffiassero intorno alla sua consapevolezza. Sentiva l'essenza di sé rarefarsi sempre più, diventare sottile come quei fallimenti di vetro soffiato che si tirano e si tendono finché non resta di essi che una baluginante illusione. Senza mai cadere, senza mai spezzarsi, il filamento si assottiglia sempre più. Si sentiva piccolissima ed estatica. Alabama era innamorata.

inviato il 09/07/2018
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Oh! Grazie mille.

Ciao Elena sei nella classifica del mese di luglio, 10righe scelte da Voi utenti.

Zelda Fitzgerald nata a Montgomery in Alabama il 24 luglio 1900

Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 61:

Se gli uomini potessero – come sembrano accorgersi che nel loro animo c'è un peso che li opprime con la sua pesantezza – conoscere anche da quali cause esso sia prodotto e da dove risulti nel petto una tanto grande, per così dire, mole di male, non condurrebbero la vita così, come ora per lo più vediamo che ciascuno ignora quello che vuole e cerca sempre di cambiare luogo, come se potesse liberarsi del suo fardello. Esce spesso fuori dal grande palazzo quello che si è annoiato di rimanere in casa, e subito vi ritorna perché si rende conto che fuori non sta affatto meglio. Corre verso la villa, spingendo i cavalli a precipizio, come se si affrettasse a portare aiuto ai tetti in fiamme; sbadiglia, un attimo dopo che ha toccato la soglia della villa, o si abbandona al sonno a corpo morto e cerca l'oblio...

inviato il 09/07/2018
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Tito Lucrezio Caro, nato a Roma o Napoli o Pompei forse nel 98 a. C. circa e morto quasi sicuramente nel 55 a. C.

Tutti nuoresi

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MARCELLO FOIS
Tutti nuoresi
Il Maestrale 2018
10 righe da pagina 64:

Vincenzo (Pattusi)
E poi c'è quel pensiero che sposa ogni spazio alla propria metropoli promessa. Come se Bacon, Dubuffet e Clemente cenassero a casa mia, e si accontentassero di quello che c'è: salsiccia, pecorino stagionato, olive confettate, vino rosso e pane carasau. Giusto per prospettarmi un'immagine intima ed estranea insieme. Giusto per spiegarmi come si fa a concepirsi radicati eppure mobili. Come se, finita la cena, s'intrattenessero a discettare fino all'alba di Piero e Giotto, ma anche di Pollock e Basquiat. Di come da Valverde si possa percepire un'idea di Toscana rustica e primitiva e di quanto sarebbe piaciuto a Haring il muro antistante l'officina. Questo matrimonio s'ha da fare.

inviato il 09/07/2018
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Ciao Francesca, sei nella finale di luglio, 10righe scelte dalla redazione.

Esorcismo

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Martin Ebon
Esorcismo
Tradotto da Vittorio Curtoni
Armenia 1976
10 righe da pagina 145:

Padre theophilus aveva appena iniziato la formula dell’esorcismo, nel nome della Santa Trinità, nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo, nel nome del Redentore Crocifisso,quando accadde un episodio terrificante. Con la velocità del lampo la donna posseduta balzò su dal letto, sgusciò fra le mani dei custodi, e il suo corpo, sospeso nell’aria, si adagiò in alto, sopra la porta della stanza, aderì al muro con tenace stretta. Tutti coloro che erano presenti furono presi da immensa paura. Soltanto padre Theophilus si mantenne calmo: “ Tiratela giù. Dovete riportarla sul letto!” I suoi piedi vennero tirati con sforzo tremendo, per farla staccare dal muro. Il mistero era che lei riuscisse a rimanere attaccata al muro!Tutto ciò accadeva a causa delle forze maligne che avevano preso possesso del suo corpo

inviato il 09/07/2018
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Martin Ebon nacque il 27 maggio 1917, Amburgo, Germania.

Dopo lunga e penosa malattia

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Andrea Vitali
Dopo lunga e penosa malattia
Garzanti 2008
10 righe da pagina 28:

Incredulo, il dottore rilesse più volte l’annuncio.
Dopo lunga e penosa malattia si è spento LUCIANO GALIMBERTI (notaio) di anni 68
Lo annunciano la moglie Claudia con i figli Laura e Marco. Un ringraziamento particolare al dottor Carlo Lonati per le assidue cure prestate.
Lo sguardo del Lonati si staccò dal manifesto, vagò per la contrada, lunga come un urlo, vuota, in ombra.
Dopo lunga e penosa malattia.
Luciano era morto in mezz’ora, un’ora al massimo. Aveva avuto una malattia breve, tutt’altro che penosa: la morte ideale, quella che tutti si augurano. Lui non gli aveva prestato nessuna assidua cura. Gli aveva dato solo alcuni banali consigli che l’amico non s’era mai curato di mettere in pratica. Nel corso degli ultimi mesi non l’aveva visto una sola volta.

inviato il 09/07/2018
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di luglio. Scegli da oggi 16 luglio a domenica 22 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Piccolo mondo antico

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Antonio Fogazzaro
Piccolo mondo antico
Newton e Compton 1995
10 righe da pagina 24:

La finestra guardava sulla lista di giardino che fronteggiava la villa verso il lago [.] Nei primi tempi del suo amore Franco stava lì a spiar il venire e l'approdare d'una certa barca, l'uscirne d'una personcina snella, leggera come l'aria, che mai non guardava su alla finestra. Ma poi un giorno egli era disceso ad incontrarla ed ella aveva aspettato un momento ad uscire per accettare l'aiuto, ben inutile, della sua mano. Lì sotto, nel giardino, egli le aveva dato per la prima volta un fiore [.] Lì sotto si era un’altra volta ferito con un temperino[.] tagliando per lei un ramoscello di rosaio [.] Quante gite con lei e altri amici [.] quante colazioni e merende [.] Con quanta dolcezza viva nel cuore di sguardi incontrati Franco tornava a casa e si chiudeva nella sua stanza a richiamarseli, a esaltarsene nella memoria!

inviato il 09/07/2018
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Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 – Vicenza 1911), letterato italiano.

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