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TENERA E' LA NOTTE

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Francis Scott Fitsgerald
TENERA E' LA NOTTE
Tradotto da Fernanda Pivano
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1997
10 righe da pagina 220:

Si scrive di cicatrici guarite, un parallelo comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita di un individuo.
Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite.
I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio.
Possiamo non perderli neanche per un minuto all'anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.

inviato il 21/08/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

The Invasion of the Tearling

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Erika Johansen
The Invasion of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2016
10 righe da pagina 32:

Blaser se ne andò, e Hall tornò a osservare la superficie del lago Karczmar, rosso fuoco alla luce del sole nascente. Quella visione, che da bambino gli riempiva il cuore, quel giorno gli sembrò un terribile presagio. Certo, i Mort erano dispersi, ma non lo sarebbero stati a lungo e, se gli uomini di Hall avessero perduto il controllo delle colline, nulla avrebbe impedito al nemico di sbaragliare le linee difensive, organizzate con tanta cura da Bermond. Alle spalle dei colli si estendeva la piana di Almont: centinaia di miglia quadrate di pianura con scarse possibilità di manovra, costellate di fattorie e di villaggi isolati e indifesi. L’esercito dei Mort era il quadruplo di quello Tear, e armato molto meglio. Se avessero raggiunto la piana, il massacro sarebbe stato inevitabile.

inviato il 21/08/2017
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Clarissa

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Stefan Zweig
Clarissa
Tradotto da Marco Zapparoli
Elliot 2015
10 righe da pagina 10:

La domenica era l’unico giorno in cui quella porta si dischiudeva a quel mondo, in cui faceva ingresso un raggio effimero proveniente dall'esterno; quel giorno si apriva la sala per le visite, arrivavano i genitori, i parenti, venivano a trovare i loro figli o i loro protetti, e tutti portavano con sé qualcosa, piccoli doni o quanto meno delle chiacchiere, delle notizie, un po’ di movimento e soprattutto quello di cui più avevano bisogno quelle creature ancora immature, cioè attenzione e tenerezza. Così, ciascuna di loro si sentiva risollevata, per due, tre ore, dalla massa grigiastra e un po’ informe di tutti i giorni, come colmata, nutrita di nuove impressioni. E la domenica sera, quando la casa veniva richiusa, il chiacchiericcio si faceva ancora più fitto, c’era della nuova materia, il piccolo io racchiuso nel grembiule scolastico si rianimava.

inviato il 21/08/2017
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Stefan Zweig (Vienna 1881 – Petrópolis 1942), scrittore austriaco.

Notte fantastica

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Stefan Zweig
Notte fantastica
Tradotto da Ada Vigliani
Adelphi 2013
10 righe da pagina 28:

Oh, non temo che mi esca di mente, neppure per un istante, quell'afoso pomeriggio, quella notte fantastica. Non mi occorrono indicazioni né pietre miliari per ripercorrere nel ricordo, passo dopo passo, il cammino di quelle ore […] ritrovo in qualsiasi momento, nel bel mezzo della notte o in pieno giorno, l’atmosfera di allora, e rivedo ogni dettaglio con quella lucidità che solo il cuore conosce, e non la cedevole memoria.

inviato il 21/08/2017
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La coscienza di Zeno

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Italo Svevo
La coscienza di Zeno
Mondadori 1985
10 righe da pagina 73:

Contavo gli scalini che mi conducevano a quel primo piano dicendomi che se erano dispari ciò avrebbe provato ch'essa m’amava ed erano sempre dispari essendovene quarantatré. Arrivavo a lei accompagnato da tanta sicurezza e finivo col parlare di tutt'altra cosa. Ada non aveva ancora trovata l’occasione di significarmi il suo disdegno ed io tacevo!

inviato il 21/08/2017
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Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste 1861 – Motta di Livenza 1928), letterato italiano.

L'orizzonte

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Patrick Modiano
L'orizzonte
Tradotto da Emmanuelle Caillat
Einaudi 2012
10 righe da pagina 31:

Bosmans aveva sempre pensato di potere ritrovare in fondo a certi quartieri le persone che aveva incontrato in gioventù, con l’età e l’aspetto di allora. Vivevano lì una vita parallela, al riparo dal tempo… Nelle pieghe segrete di quei quartieri, Margaret e gli altri vivevano ancora uguali a come erano all'epoca. Per raggiungerli bisognava conoscere passaggi nascosti che attraversavano gli edifici, vie che a prima vista sembravano strade senza uscita e che non erano indicate sulla mappa. In sogno lui sapeva come accedervi partendo da una strada precisa nel metrò. Ma al risveglio non sentiva il bisogno di controllare nella Parigi reale.

inviato il 21/08/2017
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Patrick Modiano (Boulogne-Billancourt 1945), scrittore francese e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2014.

Racconti di Natale

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AA. VV.
Racconti di Natale
Tradotto da Serena Vischi
Elliot 2015
10 righe da pagina 64:

L’uomo ne fu molto contento e la sera, quando tutto era pronto, adagiarono i regali sul tavolo al posto del cuoio e poi si nascosero per vedere come avrebbero reagito i piccoli elfi.
A mezzanotte quelli arrivarono fra saltelli e balletti, zampettando per la stanza prima di mettersi seduti a lavorare come al solito ma quando videro i vestiti lasciati lì per loro risero per la grande gioia. Li indossarono in un batter d'occhio, poi fecero capriole ballarono e saltarono come pazzi, e sempre con la stessa allegria uscirono dalla porta e se ne andarono per i prati.
Il ciabattino e sua moglie non li rivedrò mai più, ma da quel momento in poi per loro hanno sempre tutto bene. [tratto da Fratelli Grimm, "Gli elfi e il ciabattino"]

inviato il 21/08/2017
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Cinematografo cerebrale

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Edmondo De Amicis
Cinematografo cerebrale
Ledizioni 2016
10 righe da pagina 10:

E fra i ricordi che subito gli si ridestarono dei primi anni del Ginnasio – visi, banchi, libri, la cameretta dov'egli studiava – vide una sua cuginetta bionda, e riebbe la sensazione della prima volta ch'egli aveva tenuta stretta la mano di lei, dietro il cuscino d’un sofà, su cui fingevano di giocare in presenza dei parenti: una sensazione sconosciuta, vivissima, dolcissima, un rimescolamento profondo di tutto l’essere, come il principio d’una nuova vita. E si ricordò d’aver ricordato un’altra volta così tutt’a un tratto e riprovato quella sensazione molti anni addietro in una via erbosa e solitaria della città di Ferrara, dov'era stato di passaggio.

inviato il 21/08/2017
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Il farmacista del ghetto di Cracovia

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Tadeusz Pankiewicz
Il farmacista del ghetto di Cracovia
Tradotto da Irene Picchianti
UTET 2016
10 righe da pagina 128:

"Henryk", gli risposi, "dove vivevi a quel tempo per non credermi? In che mondo? Io ero laggiù, no? Ho vissuto con quella gente durante tutto il periodo in cui è esistito il ghetto. Le impiegate della mia farmacia e io stesso siamo stati testimoni oculari di tutto ciò che è accaduto in piazza Zgody, e non solo lì, durante le deportazioni. E tu, parli di esagerazione?"
Ho spiegato e rispiegato, ma non è servito. Dopo un poco, con un lieve sorriso e dandomi un colpetto sul braccio mi disse: "Lasciamo stare questa triste storia, beviamo al nostro passato, al presente e all'avvenire."
Ricordo ancora oggi quella conversazione e mi domando quanta gente c'è al mondo che la pensa in questo modo.

inviato il 18/08/2017
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the human stain

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Philip Roth
the human stain
Vintage Books London 2005
10 righe da pagina 44:

The secret to living in the rush of the world with a minimum of pain is to get as many people as possible to string along with your delusions; the trick to living alone up here, away from all agitating entanglements, allurements, and expectations, apart especially from one's own intensity, is to organize the silence, to think of its mountaintop plenitude as capital, silence as wealth exponentially increasing. The encircling silence as your chosen source of advantage and your only intimate. The trick is to find sustenance in (Hawthorne again) "the communications of a solitary mind with itself." The secret is to find sustenance in people like Hawthorne, in the wisdom of the brilliant deceased.

inviato il 17/08/2017
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Collana di perle, Poesie e racconti in forma poetica

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Fidanka Georgieva Kostadinova
Collana di perle, Poesie e racconti in forma poetica
Autopubblicato
10 righe da pagina 73:

Con un piccolo coltello
pulisci dentro il mio cuore,
cadono pezzi di calcare
cresciuti lungo nei tempi di dolore.
Le sfumature di colori diversi
scorrono dalla musica tua,
il tramonto a Dublino
non arriva fin tarda sera.
Lontano nell'oceano tra due continenti
la piccola isola verde sorride

inviato il 15/08/2017
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Invecchiare in giardino

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Gian Lupo Osti
Invecchiare in giardino
Ponte alle Grazie 2010
10 righe da pagina 55:

Girando per foreste si impara anche che niente su questo pianeta è facile.E'raro,molto raro che una bella foresta abbandonata a se stessa sia bella.Può capitare in casi eccezionali:ho ricordato poco fa la Val Ferret e il bosco di betulle sull'Etna,ma è molto probabile che se lasciassero andare le cose per il loro verso,senza alcun intervento dell'uomo,tornando sul posto dopo molti anni troveremmo tutto cambiato in peggio.In giardino questo processo salta all'occhio :basta non intervenire in primavera per ripulire i rovi e ogni sorta di ostacoli il sentiero fra gli alberi,dove è così piacevole fare due passi per ammirare il tramonto sul lago ed ecco è divenuto impraticabile.E ciò vale anche per la singola pianta :è raro che un albero messo a dimora si sviluppi in modo perfetto senza alcun intervento da parte nostra.Spesso dovremo provvedere a evitare per esempio che si sdoppi o cresca in modo disordinato.Sono ben lontano dal desiderare che gli alberi e gli arbusti si presentino ordinati o coperti come un reggimento prussiano sulla piazza d'armi,ma anche a questo proposito...

inviato il 15/08/2017
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Gian Lupo Osti era laureato in Ingegneria navale,partecipò all'industrializzazione dell'Italia,inoltre si dedicò con grande passione alla natura,alla ricerca delle peonie arboree della Cina fu un grande appassionato di alberi ed amava la montagna...

Gian Lupo Osti nato a Napoli 25 Novembre 1920 -2012 -

Primavera nera

Henry Miller
Primavera nera
Tradotto da Attilio Verardi
Classici Moderni Oscar Mondadori 2000
10 righe da pagina 152:

Non è né giorno né notte. È l'alba che viaggia a brevi onde al battito delle ali di un albatro. I suoni che mi giungono sono attutiti, rimbombanti, smorzati, come se i travagli dell'uomo si svolgessero sott'acqua. Sento la marea che si ritrae ma non ho paura di essere risucchiato, sento le onde che sciabordano ma non ho paura d'affogare. Cammino tra i relitti e i rottami del mondo, ma i miei piedi non sono contusi. Non c'è limite al cielo né divisione tra terra e mare. Mi muovo tra chiusa e orifizio con piede instabile, che scivola. Non annuso niente, non odo niente, non vedo niente, non avverto niente. Supino o prono, di fianco come il granchio o a spirale come un uccello, tutto è beatitudine vellutata e indifferenziata

inviato il 14/08/2017
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Henry Valentine Miller (New York, 26 dicembre 1891 – Pacific Palisades, 7 giugno 1980) è stato uno scrittore, pittore, saggista e reporter di viaggio statunitense.

The Queen of the Tearling

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Erika Johansen
The Queen of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2015
10 righe da pagina 12:

Kelsea tirò fuori la collana dalla camicetta, sollevandola per mostrarla in piena luce. L’aveva portata al collo da sempre ma in quel momento avrebbe solo voluto strapparsela di dosso e restituirla a quegli uomini. Ma Barty e Carlin le avevano già spiegato che non le sarebbe stato permesso. Era l’erede al trono dei Tearling e quel giorno era il suo diciannovesimo compleanno: la data nella quale tutti i sovrani dei Tearling erano saliti al potere, a partire da Jonathan Tear. Le guardie l’avrebbero accompagnata alla Fortezza, trascinandola a forza se fosse stato necessario, e l’avrebbero inchiodata al trono, dove sarebbe rimasta seduta, coperta di seta e velluto, fino a quando non fosse stata assassinata.
Il comandante annuì nel vedere il gioiello. Kelsea scosse il braccio sinistro facendo così scendere la manica a esporre una lunga cicatrice della forma di una lama di pugnale, che le andava dal polso all'avambraccio. Uno o due uomini mormorarono qualcosa, nel vederla, e per la prima volta dal loro arrivo, le mani diedero un attimo di tregua alle armi.

inviato il 14/08/2017
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La nausea

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Jean-Paul Sartre
La nausea
Tradotto da Bruno Fonzi
Einaudi 1990
10 righe da pagina 58:

Dal fondo dì questo caffè qualcosa torna indietro sui momenti sparsi di questa domenica e li salda gli uni agli altri, dà loro un senso: ho traversato tutta questa giornata per venire a finir qui, con la fronte contro questo vetro, per contemplare questo volto fine che si schiude su una tenda granata. Tutto s’è fermato; la mia vita s’è arrestata: questo vetro, quest’aria greve, azzurra come l’acqua, ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice.

inviato il 14/08/2017
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Jean-Paul Sartre (Parigi 1905 – Parigi 1980) filosofo esponente della corrente dell'esistenzialismo, scrittore e drammaturgo francese.

I Promessi Sposi

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Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi
Il Capitello 2003
10 righe da pagina 1005:

L’uomo (dice il nostro anonimo: e già sapete per prova che aveva un gusto un po’ strano in fatto di similitudini; ma passategli anche questa, che avrebbe a esser l’ultima), l’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l’anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio.

inviato il 14/08/2017
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Alessandro Manzoni (Milano 1785 – Milano 1873).

Se questo è un uomo

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Primo Levi
Se questo è un uomo
Einaudi 1994
10 righe da pagina 23:

Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.

inviato il 14/08/2017
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Primo Levi (Torino 1919 – Torino 1987) scrittore italiano.

Il cinema, un diario

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Chiara Bonfatti
Il cinema, un diario
Edizioni Cardano 2005
10 righe da pagina 173:

Poi mi metto nella mia poltrona piena di cuscini anatomici, davanti al maxischermo della televisione con la bellissima gatta nera e lucida Naomi che gira intorno fino a quando non trova la postazione migliore addosso a me. […]
Mi innamoro così dell’amore, ma di un amore che non posso desiderare veramente o rimpiangere, perché improbabile e tanto paradossalmente romantico da congiungersi con lo strazio estremo della morte.

inviato il 14/08/2017
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Chiara Bonfatti (Pavia 1944), insegnante, preside, consulente filosofica e scrittrice italiana.

Il suono di un’idea. La leggenda di Mariano Dallapè e le sue fisarmoniche

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10 righe da pagina 92:

Partì da Stradella quando la notte non era ancora terminata e la nebbia l’accompagnò per quasi tutto il tragitto fintanto che, superate le prime case del borgo, arrivò nella piazza sottostante il castello.
Gli sembrava di essere salito in Paradiso. Sotto di lui il manto ondulato della nebbia copriva tutto il territorio; davanti aveva le case ed il castello e, sopra il capo, un cielo azzurro reso terso e limpido da un sole abbagliante.

inviato il 14/08/2017
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Lino Veneroni (Pavia 1937 - 2014), scrittore italiano.

La fanciulla dagli occhi d’oro

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Honoré De Balzac
La fanciulla dagli occhi d’oro
Tradotto da Lucio Chiavarelli
Newton e Compton 2012
10 righe da pagina 74:

Il giorno dopo Henri tornò a passeggiare al sole sulla terrazza des Feuillants e vide Paquita Valdès: già la passione l’aveva resa per lui più bella; si innamorò seriamente di quegli occhi i cui raggi parevano della stessa natura di quelli lanciati dal sole e il cui calore esprimeva tutto il fuoco ardente in quel corpo perfetto che parlava solo e in ogni parte di voluttà.

inviato il 14/08/2017
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Honoré de Balzac (Tours 1799 – Parigi 1850) scrittore francese.

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