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Congedo dai genitori. Punto di fuga

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Peter Weiss
Congedo dai genitori. Punto di fuga
Tradotto da Francesco Manacorda e Ugo Gimmelli
Mondadori 1976
10 righe da pagina 45:

Nei libri mi veniva incontro la vita che la scuola mi aveva celata. Nei libri mi si mostrava una realtà di vita diversa da quella in cui volevano costringermi i miei genitori e insegnanti. La voce dei libri esigeva da me partecipazione, la voce dei libri esigeva da me che io mi aprissi e riflettessi su me stesso. Rovistavo tra i libri dei miei genitori. Leggerli mi era proibito, dovevo sottrarli di nascosto e pareggiare accuratamente i vuoti, le mie letture si svolgeranno a letto sotto le coperte, al lume di una torcia elettrica, o al gabinetto, o sotto il rivestimento mimetico dei libri di scuola. Da innumerevoli specchi si rifletteva in me quel caos di aspirazioni mal fermentate, di romantiche stravaganze, di angosce e di sfrenati sogni di avventura che era già mio, preferivo il genere torbido, equivoco, tenebroso.

inviato il 19/03/2019
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Peter Weiss
Nowawes, 8 novembre 1916 – Stoccolma, 10 maggio 1982

La via dei Re

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André Malraux
La via dei Re
Tradotto da Corrado Pavolini
Adelphi 1992
10 righe da pagina 52:

Vi auguro di morir giovane, Claude, come poche altre cose ho augurato al mondo… Voi non immaginate che cosa sia esser prigionieri della propria vita: io non ho cominciato a indovinarlo che quando ci siamo separati, Sarah e io. Che sia andata a letto con quelli la cui bocca le piaceva- soprattutto quand’era sola- così come mi avrebbe seguito all’ergastolo, questo non contava, ed era passata per parecchie cose, al Siam, dal suo matrimonio col principe Pitsanulok in poi… Una donna che conosceva la vita, ma non la morte. Un giorno si è accorta che la sua vita aveva preso una forma: la mia; che il suo destino era lì e non altrove; e ha cominciato a guardarmi con altrettanto livore che il suo specchio.

inviato il 19/03/2019
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André Malraux
Parigi, 3 novembre 1901 – Créteil, 23 novembre 1976

Resilienti per sempre

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Anna Attolico
Resilienti per sempre
www.annaattolico.it 2018
10 righe da pagina 187:

3.1-Dare l'esempio
Conta più quello che fai rispetto a ciò che dici.
Se vuoi che tuo figlio apprenda dei valori,vivili tu per primo.
I figli registrano da tutto quello che si vive in famiglia.N mai quei libri on puoi pretendere che tuo figlio legga se a casa tua non ci sono libri,non ti vede mai leggere un quotidiano o non percepisce che la lettura è un vero piacere.Questo significa che se tu leggi non è scontato che tuo figlio diventerà un grande lettore ma comunque assocerà a quell'attività qualcosa di piacevole.E' come creare una grande libreria piena di libri ,con dentro i tuoi valori,le tue passioni ,i tuoi hobby.Forse i nostri figli non apriranno mai quei libri ma sanno dove trovare alcune informazioni.

inviato il 18/03/2019
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Anna Attolico- nata a Brescia nel 1972,pedagogista e progettista,lavora da 25 anni nell'ambito educativo scrivendo progetti,aprendo servizi per bambini,adolescenti,giovani e famiglie,collabora in ambito scolastico.

Il Fuggiasco

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Massimo Carlotto
Il Fuggiasco
e/o edizioni 2005
10 righe da pagina 25:

Ancora oggi tengo fede al mio impegno morale, e continuo a dire che la latitanza è uno stato dell'anima, anche se sono convinto che la mia esperienza di latitante possa definirsi in modo più appropriato come una forma di metateatro della sopravvivenza.
Come nella commedia dell'arte, sono stato un volto che ha dato vita a una serie di maschere diverse, caricature di tipologie sociali ben definite, improvvisando giorno per giorno all'interno di un canovaccio che altro non era che l'intreccio tra la mia vicenda processuale e la scelta di sottrarsi alla giustizia. Personaggi scelti, voluti : una rottura con quella parte da telenovela giudiziari che il processo mi aveva cucito addosso prima e dopo la latitanza, l'unica che non abbia mai saputo interpretare. A essa mi sono sempre profondamente ribellato.

inviato il 18/03/2019
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grazie a Eagledolvis che mi ha fatto ricordare questo autore che apprezzo molto

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio 1956

L'isola del giorno prima

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima
Euroclub 1995
10 righe da pagina 7:

Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente so per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) – lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.

inviato il 18/03/2019
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Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932)

L'oscura immensità della morte

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Massimo Carlotto
L'oscura immensità della morte
E/O 2004
10 righe da pagina 17:

In libertà le notti non saranno più così. Potrò passeggiare in riva al mare, scopare e divertirmi, forse anche dormire come un sasso. In galera, sempre se ci riesci, dormi a intermittenza. Qui il buio ti ricorda che sul tuo fascicolo c'è un timbro rosso con scritto “fine pena: mai”. Che sei fottuto. E allora pensi a quanto sei stato stronzo a rovinarti in questo modo. E i ricordi ti impediscono di riposare. Ogni notte penso alla donna e al bambino. Non so davvero come ho potuto tirare il grilletto. Ma ormai è fatta e non posso fare nulla per loro. Mi dispiace tanto però. Per sopravvivere in galera faccio il duro ma dentro di me sono pentito di aver buttato via la mia vita con il crimine. Potevo avere una vita diversa. Ho avuto tutte le possibilità.

inviato il 17/03/2019
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Benvenuta Eagledolvis :)

Massimo Carlotto
Padova, 22 luglio 1956

I luminari

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Eleanor Catton
I luminari
Tradotto da Chiara Brovelli
Fandango 2014
10 righe da pagina 41:

Aveva una grande esperienza nell’arte delle confidenze. Sapeva che, confessando qualcosa, un uomo si guadagnava il sottile diritto di divenire a sua volta confessore dell’altra persona. Un segreto merita un segreto, e una storia merita una storia; l’aspettativa gentile di essere ripagati con la stessa moneta era un tipo di pressione che sapeva bene come esercitare. Avrebbe appreso più cose mostrando di fidarsi di Balfour, anziché sospettare apertamente di lui, per un semplice fatto: se gli avesse concesso la propria fiducia, liberamente e senza riserve, Balfour sarebbe stato obbligato a fare lo stesso.

inviato il 15/03/2019
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Eleanor Catton
London (Canada), 24 settembre 1985

I volatili del Beato Angelico

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Antonio Tabucchi
I volatili del Beato Angelico
Sellerio editore Palermo 2012
10 righe da pagina 40:

La notte, in queste latitudini, cala all'improvviso, con un crepuscolo effimero che dura un soffio, e poi è buio. Io devo vivere soltanto in questo breve spazio di tempo, e per il resto non esisto. O meglio, ci sono, ma è come se non ci fossi, perché sono altrove, anche lì, dove ti ho lasciata, e poi dappertutto, in tutti i luoghi della terra, sui mari, nel vento che gonfia le vele dei velieri, nei viaggiatori che attraversano le pianure, nelle piazze in città, con i loro mercanti e le loro voci e il flusso anonimo della folla. È difficile dire come è fatta la mia penombra, e che cosa significa. È come un sogno che sai di sognare, e in questo consiste la sua verità: nell’essere reale al di fuori del reale.

inviato il 15/03/2019
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Antonio Tabucchi è nato a Pisa il 24 settembre 1943.

La promessa dell'alba

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Romain Gary
La promessa dell'alba
Tradotto da Marcello Venturi
Neri Pozza 2006
10 righe da pagina 32:

...Non ci sarà mai un'altra donna, nella vita, che ti vorrà bene a quel modo. Questo è certo.
Era certo. Ma non lo sapevo. Soltanto quando raggiunsi la quarantina cominciai a capirlo. Non è bene essere tanto amati quando si è giovani, così presto. Ci vengono delle cattive abitudini. Si crede che sia dovuto. Si crede che un amore simile esista anche altrove e che si possa ritrovare. ci si fa affidamento. Si guarda, si spera, si aspetta.
Con l'amore materno la vita ci fa all'alba una promessa che non manterrà mai. In seguito si è costretti a mangiare fino alla fine.

inviato il 14/03/2019
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Romain Gary nasce a Vilsinius Lituania l'8 maggio 1914

CAMBIO GIRO. Racconti di viaggio

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Nazario D'Amato
CAMBIO GIRO. Racconti di viaggio
Edizioni del Poggio
10 righe da pagina 14:

Ogni viaggiatore, termine che sottintende una filosofia del tutto diversa da quella, pur rispettabile del turista, sa bene che nel viaggio, l’importante non è la meta, ma il viaggio stesso. “Quando arriviamo, ci lasciamo alle spalle le ragioni per le quali siamo venuti”, scriveva Patience Gray in un suo libro, rimarcando lo stesso concetto, da consumata viaggiatrice. Il viaggiatore Nazario D’Amato, però, è un ferroviere, un Capotreno e, quindi, viaggia per servizio. Un Capotreno che ama il suo lavoro, lo fa con passione e intelligenza, con l’acuto spirito di osservazione proprio di chi, per le ragioni legate al suo servizio, deve vigilare, ma anche con un occhio che sa cogliere particolari che esulano dai suoi quotidiani doveri. Per lui, come per i grandi viaggiatori del passato, il viaggio, ogni viaggio, non è solo l’andare verso un altr

inviato il 14/03/2019
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CAMBIO GIRO. Racconti di viaggio

immagine copertina
Nazario D'Amato
CAMBIO GIRO. Racconti di viaggio
Edizioni del Poggio
10 righe da pagina 33:

Ogni viaggiatore, termine che sottintende una filosofia del tutto diversa da quella, pur rispettabile del turista, sa bene che nel viaggio, l’importante non è la meta, ma il viaggio stesso. “Quando arriviamo, ci lasciamo alle spalle le ragioni per le quali siamo venuti”, scriveva Patience Gray in un suo libro, rimarcando lo stesso concetto, da consumata viaggiatrice. Il viaggiatore Nazario D’Amato, però, è un ferroviere, un Capotreno e, quindi, viaggia per servizio. Un Capotreno che ama il suo lavoro, lo fa con passione e intelligenza, con l’acuto spirito di osservazione proprio di chi, per le ragioni legate al suo servizio, deve vigilare, ma anche con un occhio che sa cogliere particolari che esulano dai suoi quotidiani doveri. Per lui, come per i grandi viaggiatori del passato, il viaggio, ogni viaggio, non è solo l’andare verso un altr

inviato il 14/03/2019
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Benvenuto Edelpoggio :)

L'uovo di colombo

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Roberto Barbolini
L'uovo di colombo
Mondadori 2014
10 righe da pagina 36:

Città fetente dal tempo dei tempi, città di fango e di merda. Città della perduta gente. I maiali vagavano liberi per le strade: i loro grugni spuntavano dai loden, dalle stole, dagli eskimo; le cotenne ricoprivano cuori di pietra, anime morte più inclini alla porcheria che al sentimento. Ti tagliavano i panni addosso con le forbici della maldicenza. T’affibbiavano soprannomi velenosi cospargendoli di finta bonomia. E guai se non stavi allo scherzo: attorno a te facevano terra bruciata peggio d’un bazooka, una bomba al napalm. Diventavi un reietto, un paria, un outcast. In tanti anni, Arsenio Pacchioni non aveva mai sentito parlar bene di qualcuno. E chissà mai cosa dicevano di lui, non appena voltava le spalle. Stupido? Forse lo era veramente, per non essersene andato quando era capitata la buona occasione.

inviato il 13/03/2019
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Roberto Barbolini
Formigine, 22 luglio 1951

Storia di Ásta

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Jón Kalman Stefánsson
Storia di Ásta
Tradotto da Silvia Cosimini
Iperborea 2018
10 righe da pagina 65:

Qui non c'è altro che una vita di fatica, il mare infinito, e le montagne che amplificano i venti, trasformandoli in bufera. Ma a volte, in certi giorni, in certe sere, in certe notti, questo posto è così bello che sembra proprio che Dio stia scendendo sulla terra per stringere un patto con gli uomini e gli animali. Altre volte non offre abbastanza per una vita intera. A volte ti posso baciare, a volte posso tenerti stretta, a volte posso addormentarmi al tuo respiro, a volte posso svegliarmi mentre sussurri il mio nome. A volte è come dire raramente. A volte non vuol dire spesso, ma solo di tanto in tanto. A volte significa che passerà molto tempo fino alla prossima volta, e per questo sei condannato all'infelicità. Poi gli edifici crollano sulla tua vita.

inviato il 13/03/2019
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http://scrivi.10righedailibri.it/ho scelto queste 10 righe,Storia di Asta- J.K.Stefansson

Jón Kalman Stefánsson (Reykjavík, 17 dicembre 1963) è uno scrittore islandese.

il Segreto della Sorgente

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Luca Rossi
il Segreto della Sorgente
Luca Rossi 2017
10 righe da pagina 152:

per qualche istante incrociò lo sguardo con quello di Obolil. I suoi occhi …
Erano due antri oscuri dai quali emanava puro odio.
Ma lei strinse ancora di più, sapeva di doverlo eliminare. Non posso permettermi alcuna pietà, si ripeté mentalmente.
Eppure una parte di lei si sentiva in colpa per il dolore che stava causando.
Quello era Obolil, si. Era odio e sofferenza,morte, espressione del peggiore dei mali. Ma lei detestava infliggere dolore a chiunque. Se Obolil era diventato quel che era significava che aveva sofferto, e molto a sua volta. Ma non posso fermarmi ora.
Devo andare avanti, insistere. Che cosa sarebbe scaturito il ritorno di Obolil in quel mondo? Che uso nefasto avrebbe fatto dei poteri acquisiti da lei.

inviato il 13/03/2019
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albergo italia

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Carlo Lucarelli
albergo italia
collana le lucerne 2014
10 righe da pagina 46:

Arrivò il caffè. Stevano lo bevve e grattò lo zucchero dal fondo con il cucchiaino. Ogbà riprese la tazzina e andò a sedersi sui talloni in un angolo della stanza, così fuori dalla vista che se ne dimenticò anche Colaprico. Accucciato, le braccia unite tra le ginocchia sollevate ad angolo, sembrava un inserviente pronto a scattare a un schiocco di dita, invece osservava e ascoltava. Soprattutto guardava gli occhi di quell'uomo lungo dal sorriso strano, anche gli occhi erano strani, due buchi neri che non ridevano, fissavano il capitano e non si capiva cosa volessero, e infatti Ogbà lo soprannominò Tencolegnà, il Misterioso

inviato il 13/03/2019
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Carlo Lucarelli (Parma, 26 ottobre 1960)

Pobeda 1946 A car called victory

Ilmar Taska
Pobeda 1946 A car called victory
Norvik Press
10 righe da pagina 21:

Her husband was a man of principle and wouldn’t have sold himself to the new regime. Not himself, not his companions, not his principles. They had let the last boats to Sweden, the last ships to western Europe, go without them, because every other vessel sas sunk, and the woman didn’t want to lose their son in the waves. Better to live in a bad society than to die on the way to a better one. And was there a better one any more anyway? She had guiltily caught herself thinking how much simpler life would be if she didn’t have to hide her husband in the back room. But now that he was gone, she misses him.

inviato il 13/03/2019
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Uno zoo lungo la strada

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Tom Robbins
Uno zoo lungo la strada
Tradotto da Hilia Brinis
Baldini & Castoldi 1997
10 righe da pagina 25:

Le ricordò che il soprannome della monarca è «re della tempesta», perché quelle farfalle sono sempre più attive prima di un temporale. Le aveva viste, vero?... Veleggiare nell'aria satura di elettricità, sfrecciare verso nere nuvole di tempesta, trarre diletto da venti impetuosi. E non sapeva forse che in genere quelle farfalle emergono dai loro bozzoli proprio negli istanti che precedono un temporale? Il primo suono che odono è probabilmente il rombo del tuono. Nascono letteralmente dalla tempesta. Nessun'altra creatura è così suscettibile alle tese vibrazioni di una burrasca estiva. Una farfalla. In qualche punto del suo minuscolo meccanismo c'è un congegno che risponde alla Gestalt della tempesta e che forse l'assimila.

inviato il 12/03/2019
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Le farfalle...sono tornate ...bellissima visione ,leggerezza ...e colori!!!

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Tom Robbins
Blowing Rock, 22 luglio 1932

Jack

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Amy Michael Homes
Jack
Tradotto da Adelaide Cioni
Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 54:

Rimasero lì in piedi, a fissarsi, e intanto le pareti della stanza sembravano gonfiarsi. Mi ricordo la sensazione strana e improvvisa che quelli non fossero i miei genitori, che non fossero le stesse persone che conoscevo la settimana prima.
“Ti stai comportando come una pazza,” disse mio padre.
“Non venirmi tu a parlare di come mi comporto,” disse mia madre.
In apparenza non era cambiato nulla, ma durante la notte qualcosa che veniva da un altro pianeta, o forse un’altra casa in fondo alla strada, si era insinuato in casa nostra e si era impossessato dei corpi dei miei genitori.
“Va bene, va bene, disse mio padre, indietreggiando fino a essere praticamente fuori dalla porta d’ingresso. “Per oggi niente cinema Jackie.”

inviato il 12/03/2019
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Vita in famiglia

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Akhil Sharma
Vita in famiglia
Tradotto da Anna Nadotti
Einaudi 2015
10 righe da pagina 7:

Difficile immaginare Delhi negli anni Settanta: la quiete, le strade prive di traffico, i ragazzini che giocano a cricket in mezzo alla strada e di rado devono spostarsi per lasciar passare un’auto, i venditori di ortaggi che spingono i loro carretti lungo la strada nel tardo pomeriggio, strillando i prezzi con voci tese, acute. Non esistevano videocassette a quell’epoca, e men che mai canali satellitari. Un film restava in programmazione per venticinque o cinquanta settimane in immense sale cinematografiche, e una volta andato, un film era andato per sempre. Ricordo il mio dolore quando l’enorme cartellone di Sholay in fondo alla nostra strada venne rimosso. Fu come se fosse morto qualcuno.

inviato il 11/03/2019
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Akhil Sharma
Delhi, 22 luglio 1971

Il giardino di Elizabeth

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Elizabeth Von Arnim
Il giardino di Elizabeth
Tradotto da Sabina Terziani
Fazi 2017
10 righe da pagina 60:

Chi può prevedere le mosse di una donna?E una donna impara mai la lezione?
Perciò il terzo giorno sono partita,come se piombare in casa dei cugini che fino ad allora avevo trascurato fosse la cosa più naturale del mondo,aspettandomi per giunta un'accoglienza calorosa.
E' stato un viaggio complicato e lungo.Nella prima parte,quando faceva ancora buio ,splendevo di entusiasmo e spirito di avventura,gioivo della prospettiva di rivedere a breve i luoghi che tanto amo.Ero colma di stupore per i lunghi anni che avevo lasciato passare dall'ultima volta che ero stata li,e il pensiero di cosa avrei detto ai cugini,di come sarei entrata nella loro piccola comunità,non mi ha nemmeno sfiorato.Mi dominava lo spirito del pellegrino,lo spirito di chi non si preoccupa degli aspetti pratici ma si lascia portare per il mondo godendo semplicemente emozioni.

inviato il 11/03/2019
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Mary A.Beauchamp 31.agosto 1866- Kirribilli Australia -Decesso 9 febbraio1941 Charleston Carolina del Sud, Stati Uniti

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