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Orazio, una via per la saggezza

immagine copertina
Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 6:

L'uomo giusto e tenace nel suo intento
dalla folla infuriata non è scosso,
che impone azioni indegne, né dal volto
del tiranno incombente, né dall'Austro,
signore tempestoso dell'inquieto
Adriatico mar, né dalla mano
di Giove fulminante: se in frantumi
crollasse il mondo, impavido starebbe
delle macerie ad aspettare l'urto.

inviato il 11/08/2017
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"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Se una notte d'inverno un viaggiatore

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Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Mondadori 1993
10 righe da pagina 3:

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.
Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca se ne hai una. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

inviato il 11/08/2017
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Fontamara

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Ignazio Silone
Fontamara
Mondadori 1988
10 righe da pagina 5:

Prima veniva la semina, poi l’insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l’insolfatura, la mietitura, la vendemmia. Sempre la stessa canzone, lo stesso ritornello. Sempre. Gli anni passavano, gli anni si accumulavano […] Ogni anno come l’anno precedente, ogni stagione come la stagione precedente. Ogni generazione come la generazione precedente. Nessuno a Fontamara ha mai pensato che quell'antico modo di vivere potesse cambiare.

inviato il 11/08/2017
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La malora

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Beppe Fenoglio
La malora
Einaudi 1997
10 righe da pagina 78:

In dieci minuti avevamo saputo dirci tutto e combinar per la vita, e quel discorso valse per dei mesi, per tutte le volte che non potevamo parlarci che con gli occhi, ma mi sembra che on eravamo scontenti di dover tenere il segreto, talmente eravamo sicuri di noi.

inviato il 11/08/2017
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L'arcobaleno negli occhi

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Marina Sarracino
L'arcobaleno negli occhi
L'Erudita
10 righe da pagina 229:

Alissia si era già innamorata di Diego in momenti difficili e quelli che avrebbe dovuto affrontare ora non la spaventavano. Dopo avergli detto quelle parole, si alzò e si sedette sulle sue ginocchia. Lo baciò di nuovo intensamente, ad occhi chiusi, cingendogli il collo con le braccia. E dopo pochi istanti, anche Diego smise di torturarsi sulla scia di quegli angoscianti pensieri. L’abbracciò stretta, con tutta la forza che aveva, e baciandola vide mille colori e si sentì come in cielo, non più al buio e nell’abisso.

inviato il 10/08/2017
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Grazie ;)

Benvenuta Angela :)

L' ANGELO DI NEVE

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RAGNAR JOASSON
L' ANGELO DI NEVE
Tradotto da ROBERTA SCARABELLI
Farfalle Marsilio 2017
10 righe da pagina 80:

Linda Christensen aveva detto che non stava bene e aveva ottenuto il permesso di tornare a casa prima. Era grata che fosse nevicato poco negli ultimi giorni. Ma il freddo era pesante, ed il buio ancora più difficile da sopportare. Lo trovava snervante. «Io vado» disse alla caposala. Linda era nata in Islanda e, pur avendo vissuto molto tempo in Danimarca, parlava l'islandese quasi alla perfezione. L'accento danese le era rimasto per un anno, dopo che era tornata, ma ormai l'aveva perso del tutto, anche se lei si sentiva ancora una specie di forestiera: più danese che islandese. Forse con il tempo le cose sarebbero cambiate. Si infilò il cappotto e si avviò verso casa.

inviato il 07/08/2017
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Ringrazio lo staff di Dieci Righe e la casa editrice per questo fantastico libro. :)

Ragnar Jónasson (1976-Reykjavík) vive a Reykjavík. Avvocato e giornalista, insegna diritto d’autore all’università ed è anche un noto traduttore

MOBY DICK

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HERMAN MELVILLE
MOBY DICK
Tradotto da Cesarina Minoli
Classici Moderni Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 139:

Capisci ora, Bulkington? Sembra che tu afferri barlumi di quella verità intollerabile ai mortali, che ogni pensare serio e profondo è soltanto l'intrepido sforzo dell'anima per mantenere la libera indipendenza del suo mare, mentre i venti più selvaggi della terra e del cielo cospirano a gettarla sulla costa traditrice e servile. Ma siccome nell'assenza della terra soltanto sta la suprema verità senza rive, infinita come Dio, così meglio è perire in quell'abisso ululante che venire vergognosamente sbattuto a sottovento, anche se in questo fosse la salvezza. Poiché, allora, oh! chi vorrebbe come un verme strisciare vilmente a terra? Terrore dei terrori! È così vana tutta quest'angoscia? Coraggio, Bulkington, coraggio! Tienti ferocemente, semidio! Su dagli spruzzi della tua morte oceanica, su, in alto, balza la tua apoteosi!

inviato il 07/08/2017
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Herman Melville (New York, 1º agosto 1819 – New York, 28 settembre 1891) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense

MOBY DICK

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HERMAN MELVILLE
MOBY DICK
Tradotto da Cesarina Minoli
Classici Moderni Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 138:

Le cose più meravigliose sono sempre quelle inesprimibili, le memorie profonde non concedono epitaffi: questo capitolo lungo sei pollici è la tomba senza lapidi di Bulkington. Voglio dire soltanto che accadeva a lui come a una nave travagliata da fortuna, che trascorre miseramente lungo la costa a sottovento. Il porto sarebbe disposto a darle riparo, il porto è misericordioso, nel porto c'è sicurezza, comodità, focolare, cena, coperte calde, amici, tutto ciò che è benevolo al nostro stato mortale. Ma in quel vento di burrasca il porto, la terra, sono il pericolo più crudele per la nave. Bisogna ch'essa fugga ogni ospitalità; un urto solo della terra, anche se soltanto sfiorasse la chiglia, farebbe rabbrividire il bastimento da cima a fondo. Con ogni sua forza, esso spiega tutte le vele per scostarsi e, così facendo, combatte proprio coi venti che lo vorrebbero portare in patria, torna a cercare l'assenza di terra del mare sconvolto, precipitandosi per amor della salvezza perdutamente nel pericolo: il suo unico amico è il suo nemico più accanito!

inviato il 07/08/2017
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Herman Melville (New York, 1º agosto 1819 – New York, 28 settembre 1891) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense

Comunicazione dello staff

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10 righe dai libri
Comunicazione dello staff
estate 2017

Cari Lettori,
il libro incentivo riprenderà il 4 settembre.
Indipendentemente da questo continuate a leggere le vostre 10 righe.
Buone Vacanze a Tutti!

inviato il 07/08/2017
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Il giardino segreto

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Banana Yoshimoto
Il giardino segreto
Tradotto da Gala Maria Follaco
Narratori Feltrinelli 2015
10 righe da pagina 99:

Una cosa è certa:vedere quel giardino aveva determinato una svolta dentro di me.Ho perso!avevo pensato.Nessuno lo vedeva,nessuno sapeva...Ecco perché Takahashi era riuscito a star dietro alla propria ossessione.Quel giardino era l'espressione visibile di segreti che prima esistevano solo nella sua testa.Provavo invidia per la forza di spirito e la perseveranza su cui si fondava quel giardino.ero ancora immatura,e chissà se sarei mai riuscita ad arrivare a risultati come quello.Ma probabilmente ne sarei stata capace.
E come avrei potuto arrivarci?
Ci pensavo e ripensavo,tra gli odori dell'inverno,gli occhi elevati verso il cielo limpido.
Nella mia testa si ripresentavano in continuazione le immagini del giardino.Con l'alternarsi delle stagioni vi sarebbero cresciuti chissà quali frutti,si sarebbero sentiti nuovi odori,fiori sempre diversi sarebbero sbocciati...Insieme alla stratificazione dei tanti toni di verde che in quel giardino si mischiavano e confondevano,mi sembrò di vedere lo scorrere delle giornate.

inviato il 07/08/2017
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Gli animali fantastici: dove trovarli

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Newt Scamander (Pseudonym), J.K. Rowling
Gli animali fantastici: dove trovarli
Tradotto da Beatrice Masini, Valentina Daniele
Salani 2017
10 righe da pagina 24:

Leggete questo residuo frammento di manoscritto scritto da Fratello Benedict, un monaco francescano del Worcestershire:
Oggi, mentre lavoravo nel Giardino dei Semplici, spinsi da un lato lo basilico e scoprii un Furetto enorme alla vista. Non fuggì e non si celò come fanno di consueto li Furetti, ma mi balzò addosso, mi scagliò sulla terra e urlò con furia innaturale: “Fuori di qui, pelatone!” Poscia mi morse il naso con tanta forza che sanguinai per parecchie ore. Il Monaco non voleva credere che mi fossi imbattuto in un Furetto parlante e mi chiese se avessi bevuto il Vin di Rapa di Fratel Bonifacio. Poiché il mio naso era ancora gonfio e sanguinolento, fui esentato dai Vespri.
Evidentemente il nostro amico babbano non aveva scoperto un furetto, come immaginava, ma un Jarvey, assai probabilmente a caccia della sua preda preferita: Gnomi.

inviato il 07/08/2017
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Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Villa Triste

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Patrick Modiano
Villa Triste
Tradotto da Anna Cattabiani e Alfredo Cattabiani
Bompiani 2014
10 righe da pagina 91:

Il quadro rendeva ancor più quieta l’atmosfera della stanza. Per un fenomeno di osmosi abbastanza comune lo zio Roland si era messo a canticchiare lo stesso motivo di Yvonne. Io mi sentivo bene. Avrei voluto che la serata continuasse all'infinito per poter osservare il loro tranquillo andirivieni, i gesti graziosi di Yvonne, il suo passo indolente e quello ondeggiante dello zio. E sentirli mormorare il ritornello della canzone che oggi non oso ripetere perché mi rievocherebbe quell'istante prezioso che ho vissuto.

inviato il 07/08/2017
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Patrick Modiano (Boulogne-Billancourt 1945), scrittore francese e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2014.

Guanciale d’erba

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Natsume Sōseki
Guanciale d’erba
Tradotto da Lydia Origlia
Neri Pozza 2014
10 righe da pagina 9:

Gli artisti sono preziosi, perché rasserenano questo mondo e arricchiscono il cuore degli uomini.
E’ la poesia, è la pittura a svellere da questo mondo le preoccupazioni che gravano sulla nostra vita,a proiettare davanti ai nostri occhi un mondo gradito. O anche la musica e la scultura. Anzi, più precisamente, non v’è neppure necessità di proiettarlo. Basta concepirne l’immagine perché nasca la poesia, scaturiscano i versi. Anche senza fermare sulla carta l'ispirazione percepiamo in fondo all'anima il tintinnio cristallino delle sue gemme. Anche senza spalmare sul cavalletto il rosso e l'azzurro, lo splendore dei colori appare spontaneamente agli occhi della nostra anima.

inviato il 07/08/2017
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Natsume Sōseki (Edo 1867 – Tokyo 1916), scrittore giapponese.

Ross Poldark

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Winston Graham
Ross Poldark
Tradotto da Matteo Curtoni e Maura Parolini
Sonzogno 2016
10 righe da pagina 59:

In quella mattina di sole, circondato dai colori, dai suoni e dai profumi della sua terra, la guerra in cui aveva combattuto gli sembrava irreale e lontana. Si domandò se il mondo reale fosse quello in cui gli uomini lottavano per convinzioni – o più spesso miserevolmente – in nome di parole astratte come patriottismo e indipendenza, o se fosse quello della gente umile della terra.

inviato il 07/08/2017
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Winston Graham (Manchester 1908 – Londra 2003), scrittore inglese.
Si tratta del libro incentivo che ho ricevuto, per cui ringrazio vivamente "10righe" e la casa editrice Sonzogno per il gentile omaggio!

La montagna incantata

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Thomas Mann
La montagna incantata
Tradotto da Ervinio Pocar
Corbaccio 2011
10 righe da pagina 402:

Che bellezza! Oh, respiro della patria, aroma e dovizia della pianura, da tanto tempo perduto! L'aria era piena di voci d'uccelli, di un grazioso, intimo e dolce flautare, gorgheggiare, cinguettare, tubare senza che nessuno dei pennuti apparisse alla vista. Castorp sorrise, respirando con gratitudine. E intanto tutto diventava ancor più bello. Un arcobaleno s'incurvò da una parte sopra il paesaggio, con tutti i suoi colori vivaci, umidi, lucenti, che densi come olio fluivano sul verde intenso e luminoso. Una meraviglia. Era come una musica, come un forte tinnire d'arpe che accompagnasse flauti e violini. Specie il turchino e il viola scorrevano stupendamente. Tutto si vi immergeva, con sfumature magiche, si trasformava e si risviluppava più bello di prima.

inviato il 07/08/2017
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Thomas Mann (Lubecca 1875 – Kilchberg 1955), scrittore tedesco e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1929.

Tonio Kröger

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Thomas Mann
Tonio Kröger
Tradotto da Salvatore Tito Villari
Garzanti 1965
10 righe da pagina 3:

La scuola era finita. Dal cancello, per il cortile selciato, affluivano le schiere dei liberati, dividendosi e sfuggendo a destra e a sinistra. Gli scolari più grandi tenevano il fascio dei libri alto, poggiato con dignità alla spalla sinistra, mentre con il braccio destro arrancavano contro vento, verso il pranzo; i più piccoli s'erano messi allegramente al trotto così che tutt'attorno schizzava fango gelato e le carabattole della scienza sbatacchiavano nelle cartelle di pelle di foca. Ogni tanto, però, tutti, con occhi timorosi, si strappavano giù il berretto davanti al cappello di Wotan e alla barba di Giove d'un professore dall'incedere pacato...

inviato il 07/08/2017
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Bellezza e tristezza

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Yasunari Kawabata
Bellezza e tristezza
Tradotto da Atsuko Suga
Einaudi 1993
10 righe da pagina 3:

Il treno correva in mezzo a un paesaggio di boschi anonimi: la fitta foschia fuori dai finestrini dava una sensazione di calore intimo. Sopra la foschia un vago chiarore illuminava le nuvole opache. La luce sembrava emanare dalla terra. Poi, il cielo si era schiarito e i raggi del sole arrivavano fino al pavimento della carrozza. Quando il treno costeggiò una pineta, si vide il terreno ricoperto di aghi finissimi. Le foglie di bambù erano ingiallite. Contro le rocce di un promontorio nero scrosciavano le onde luccicanti.

inviato il 07/08/2017
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Yasunari Kawabata (Osaka 1899 – Zushi 1972), scrittore giapponese e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1968.

Prendiluna

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Stefano Benni
Prendiluna
Narratori Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 76:

Ciò che chiamiamo magia prima o poi incontra una spiegazione scientifica. La tecnologia ha sostituito la magia. Se cento anni fa avessero detto a qualcuno che appoggiando una scatolina all'orecchio poteva chiamare una persona dall'altra parte del mondo, non l'avrebbero considerata magia? E distruggere un paese solo premendo un pulsante, guarire il corpo entrandoci dentro, racchiudere intere biblioteche in una minuscola scheda, trasmettere immagini ovunque, vedere gli astri come fossero a un passo, osservare le più piccole parti della materia ... E' magico, ma non ci ha reso migliori.

inviato il 04/08/2017
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Il vagabondo delle stelle

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Jack London
Il vagabondo delle stelle
Tradotto da Stefano Manferlotti
Adelphi 2005
10 righe da pagina 79:

È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. Lo so. Io sono la vita. Sono passato per diecimila generazioni, ho vissuto per milioni di anni, ho posseduto numerosi corpi. Io, che ho posseduto tali corpi, esisto ancora, sono la vita, sono la favilla mai spenta che tuttora divampa, colmando di meraviglia la faccia del tempo, sempre padrone della mia volontà, sempre sfogando le mie passioni su quei rozzi grumi di materia che chiamiamo corpi e che io ho fuggevolmente abitato.

inviato il 03/08/2017
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Jack London, nome completo John Griffith Chaney London (San Francisco, 12 gennaio 1876 – Glen Ellen, 22 novembre 1916), è stato uno scrittore e giornalista statunitense

Il giardino perduto

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Elizabeth von Arnim
Il giardino perduto
Tradotto da Masolino D’Amico
Skira 2016
10 righe da pagina 29:

Questo era il posto […] che mi era appartenuto in modo particolare. […] Ma era un posto dove io potevo giocare senza essere vista, e dove potevo girovagare senza essere richiamata per ore, costruendo castelli per aria. […] Facevo continuamente progetti, e se non realizzava mai nulla, che importanza aveva? Il solo farli era stata una gioia. Per me questo angolo fuori mano era sempre stato un luogo meraviglioso e misterioso, dove i miei castelli in aria si ergevano fitti in fulgide file, e dove mi capitavano le più strane e splendide avventure; poiché le ore che vi trascorrevo e le persone che vi incontravo erano tutte incantate.

inviato il 03/08/2017
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Elizabeth von Arnim, pseudonimo di Mary Annette Beauchamp (Kiribilli Point 1866 – Charleston 1941), scrittrice inglese, nata in Australia e cugina di Katherine Mansfield.

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