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Anime oneste

E già quasi tutto il corredo era pronto, già le stoffe dei vestiti erano ordinate ad una Casa di buoni tessuti italiani. Li avrebbe confezionati a Sassari una brava sarta
di moda. I vestiti arrivarono qualche settimana prima di Pasqua, giusto il giorno in cui Angela guarniva l'ultima cuffietta."Apro io?"domandò Anna posando le mani sulla
cassa sottile di legno bianco. Ma Angela la respinse dolcemente e aprì la cassa con
un fremito nelle dita. A poco a poco, e senza che ella se ne accorgesse, tutti quei di casa si trovarono intorno, zitti e curiosi. Angela sollevò il coperchio quasi religiosamente, poi mandò in aria una nuvola di carta bianca, trasparente e profumata. Venne fuori l'abito da sposa; era intero, forma principessa, di raso color paglia, tutto merletti di una vaporosa delicatezza.


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Memorie del tempo di Lula

La maestra di quarta andava a prendere in prestito i quadri della prima, e ce li "raccontava". Gli scolari chiamavano quelle lezioni "contos de quadros". Una volta, finito il racconto del quadro di Giunio Bruto che condanna a morte i figli perchè hanno tradito la patria, un nostro compagno piccolo piccolo si alzò con le mani nei capelli ed esclamò:
-Lampu, babbu! Ràju chi l'achirrete! (Lampo, che razza di padre! Che gli scenda un fulmine).


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La danza della collana

Poi la stessa mano si tese fino a terra, e tirò su il mantello ma lo lasciò subito ricadere; e per un poco il discorso parve cambiar tono, anche perché l'altra s'era sollevata e suonava il campanello e alla serva, apparsa con la rapidità di uno che sta appena dietro l'uscio, ordinò di portare il tè."Non disturbarti, zia,"pregò la giovine; "ho già preso il caffè prima di venir qui. Piuttosto, se mi permetti, fumo una sigaretta. “Tu fumi?"disse l'altra sorpresa."Eh, sí, ho preso anche quest'abitudine. È bello; mi piace: le sigarette le faccio da me," (…)intanto aveva tirato fuori della borsa il portasigarette e l'accendino d'oro, e in un attimo l'aria odorò di un indefinibile profumo fra d'incenso e di tabacco forte, che nell'altra riaccese il ricordo fisico dell'uomo che nelle sere calde e luminose della primavera scorsa portava nella casa l'alito della passione.


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La danza della collana

L'amore è una cosa grande e sacra alla quale ci si deve accostare come a Dio, in silenzio e in adorazione.
Egli ebbe un fuggevole sogghigno.
“L'amore come lo si sogna a quindici anni! In realtà è un'altra cosa; è quasi sempre poggiato su basi materiali che presto crollano.
E se la stima, l'amicizia, il proposito di una vita pura e dritta, fatta più di doveri che di piaceri, non l'accompagnano, la rovina è completa”.
“Tuttavia”osò dire dopo averci pensato un momento, “ho piacere che lei abbia dell'amore un'idea così religiosa: ciò significa che non ha avuto delusioni”. “Grazie a Dio no” ella rispose quasi aspra: “non avevo ragione d'illudermi, e quindi di disilludermi”.


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Compleanno

Ciao amici, oggi è il mio compleanno. Vi lascio una torta virtuale per festeggiare tutti insieme. Purtroppo sono due giorni che sono a letto con dei forti dolori, non riesco neanche a stare sul pc. Non appena mi sarò rimessa pubblicherò di nuovo.
Vi voglio bene, a presto. Buone letture.


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Ciao Elena..."Rosa di Maggio " auguri !
Guarisci presto,baci e abbracci,naty
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Tre cavalli

Leggo solo libri usati.
Li appoggio al cestino del pane, giro pagina con un dito e quella resta ferma. Così mastico e leggo.
I libri nuovi sono petulanti, i fogli non stanno quieti a farsi girare, resistono e bisogna spingere per tenerli giù. I libri usati hanno le costole allentate, le pagine passano lette senza tornare a sollevarsi.
Così alla trattoria di mezzogiorno mi siedo alla stessa sedia, chiedo minestra e vino e leggo.
Sono romanzi di mare, avventure di montagna, niente storie di città, che già le ho intorno.
Alzo gli occhi per un po’ di sole riflesso nel vetro della porta d’ingresso da dove entrano in due, lei con aria di vento addosso, lui con aria di cenere.
Torno al libro di mare: c’è un po’ di burrasca, forza otto, il giovane sta mangiando di gusto mentre gli altri vomitano.
Poi esce sul ponte a reggersi forte perché è giovane, solo e allegro di burrasca.


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Qualcuno con cui correre

Perché io, rispetto a loro, cosa sono? Una brava bambina tutta scuola e famiglia che se ne sta al suo posto, mentre loro si rifiutano di prendere parte al gioco cinico e ipocrita del mondo, respingono con coraggio l'arrivismo, la legge del "vinca il più forte"... Per un attimo provò invidia per quei ragazzi - per la loro libertà, per il loro coraggio di andare controcorrente, per l'audacia di essere disperati fino in fondo e di rinunciare alla sicurezza di una casa, di una famiglia, di genitori che, evidentemente, erano parte di un'unica, grande illusione, un diverso tipo di allucinogeno che esorcizzava l'ansia...


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Il fu Mattia Pascal

E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra, e ci fa vedere il male e il bene; un laternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio pù o meno ampio di luce; di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo credere vera, fin tanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine da un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?


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Partecipo a Passi Sardi. CONTROBUIO è la mia prima raccolta di poesie, pubblicata nel novembre del 2011.
Sab, 18/05/2013 - 06:20- accedi o registrati per inviare commenti
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La bambinaia francese

La madre di Sophie non sapeva chi fossero le destinatarie dei capi di biancheria che cuciva […] e neppure se lo domandava. L’unica cosa che sapeva con certezza era che per riuscire a pagare l’affitto della soffitta, il poco cibo che lei e Sophie si facevano bastare, qualche abito usato per sé e per la bambina, oltre agli aghi, al filo e alle candele necessarie per continuare il lavoro anche dopo il tramonto, doveva confezionare almeno dodici camicie alla settimana. Questo significava quindici ore di cucito al giorno, comprese le domeniche. Tredici, se Sophie l’aiutava con gli orli e le nervature. Fantine però non voleva che la figlia dedicasse tutta la giornata al cucito. - E perché no? - la criticava madame Annaud. - Sta per compiere nove anni. È arrivato da un pezzo anche per lei il momento di smettere di giocare e di guadagnarsi il pane. Voi a che età avete cominciato? Ma con grande indignazione della portinaia la povera vedova preferiva eseguire da sola quasi tutto il lavoro per permettere alla bambina di frequentare la scuola per i figli degli operai.


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Principessa Laurentina

Eppure ogni volta che riceveva un bel voto Barbara pensava come un tempo: “Cosa darei perché la mamma ne fosse contenta!”. Era combattuta fra il dolore che le dava questo continuo ricordare e il senso di colpa per tutte le volte che si augurava di dimenticare presto. - Passerà, tesoro. Non sarà sempre così acuto. Continuerai a ricordarla, ma con rassegnazione, con dolcezza – le diceva la madre di Valentina, la signora Prada, sfiorandola con una carezza. Non sapeva però che Barbara non era tormentata tanto dal ricordo, quanto dal rimorso. Che non si sarebbe mai potuta rassegnare, che non avrebbe mai potuto pensare alla madre con dolcezza, perché gli ultimi giorni che l’aveva vista era stata in discordia con lei. Certe volte, nel dormiveglia, non riusciva a scacciare un’idea che la riempiva di terrore. “È morta per causa mia. È voluta morire perché l’ho delusa”.


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Commenti
Grazie :)
Ven, 17/05/2013 - 14:15Forte l'immagine ^_^
Ven, 17/05/2013 - 14:04Immagine scattata presso Villa Borghese a Roma, in occasione del gioco "Passi sardi" :D
Ven, 17/05/2013 - 10:32Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi
Ven, 17/05/2013 - 10:30