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Uno psicologo nei lager

immagine copertina
Viktor E. Frankl
Uno psicologo nei lager
Edizioni Ares
10 righe da pagina 138:

"E parlai anche delle molte possibilità di dare un significato alla vita. Raccontai ai miei compagni (che giacevano in silenzio, quasi senza muoversi, tutt’al più lasciandosi sfuggire un sospiro commosso) che la vita umana ha sempre, in tutte le circostanze, un significato, e che quest’infinito senso dell’essere comprende anche sofferenze, morte, miseria e malattie mortali. E pregai i poveri diavoli che mi stavano a sentire nel buio pesto della baracca, di guardare negli occhi le cose e la nostra gravissima situazione senza lasciarsi abbattere, nonostante tutto. Li pregai di mantenere il loro coraggio, in piena consapevolezza, perché la nostra lotta senza via di scampo aveva un suo senso e una sua dignità. Dissi loro che in queste ore difficili qualcuno guardava dall’alto, con sguardo d’incoraggiamento, ciascuno di noi, e specialmente coloro che vivevano le loro ultime ore: un amico o una donna, un vivo o un morto — oppure Dio. E questo qualcuno s’attendeva di non essere deluso, che sapessimo soffrire e morire non da poveracci, ma con orgoglio!"

inviato il 16/08/2015
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Runfò I Giusti Non Dimenticano

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Giuseppe Guidotti
Runfò I Giusti Non Dimenticano
Internòs 2012
10 righe da pagina 35:

Sentiva che quella stessa decisione improvvisa, in netto contrasto con quel che stava sostenendo, quella capacità di valutare la situazione in pochi istanti e, con fermezza, attuare qualcosa di impensabile fino a poco prima, in qualche modo le appartenevano. La ragazza timida e ritrosa, che si era lasciata abbracciare nell'androne rischiando di svenire per l'emozione, non esisteva più, pochi minuti dopo, ed era un'altra che aveva scavalcato la finestra del corridoio per mettersi in salvo. Quest'altra pensava,le piaceva decisamente di più.

inviato il 15/08/2015
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Giuseppe Guidotti ( nato a Camogli 15 Settembre 1954). Docente di lettere e pittore.

I fratelli Karamazov

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Fedor Dostoevskij
I fratelli Karamazov
Tradotto da Agostino Villa
Einauidi 2005
10 righe da pagina 11:

Aleksej Fëderovič Karamazov era il terzo figlio di quel possidente del nostro distretto, Fëdor Pavalovič Karamazov, che fu tanto noto ai suoi tempi (e anche adesso è ricordato tra noi) per la sua tragica e oscura fine, avvenuta precisamente tredici anni fa, e intorno alla quale parlerò a suo luogo. Per ora, di questo 《possidente》, come da noi lo chiamavano (sebbene,in tutta la vita, non avesse quasi mai dimorato nei suoi possedimenti), dirò soltanto che era un tipo strano, quale però non è difficile incontrarne, e cioè quel tipo d'uomo non soltanto abbietto e dissoluto, ma insieme anche sconclusionato: di quegli sconclusionati, tuttavia, che sanno magnificamente sistemare i propri affarucci e i propri interessi, e questi soli, a quanto sembra.

inviato il 14/08/2015
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Marcovaldo

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Italo Calvino
Marcovaldo
Tradotto da /
Einaudi 1973
10 righe da pagina 113:

La popolazione per undici mesi all'anno amava la città che guai toccargliela:i grattacieli ,i distributori di sigarette,i cinema a schermo panoramico,tutti motivi discutibili di continua attrattiva.L'unico abitante cui non si poteva attribuire questo sentimento con certezza era Marcovaldo; ma quel che pensava lui -primo- era difficile saperlo data la scarsa sua comunicativa, e secondo contava così poco che comunque era lo stesso.
A un certo punto dell'anno, cominciava il mese d'agosto.Ed ecco : s'assisteva a un cambiamento di sentimenti generale.alle città non voleva bene piu' nessuno: gli stessi grattacieli e sottopassaggi pedonali e autoparcheggi fino a ieri tanto amati
erano diventati antipatici e irritanti.La popolazione non desiderava altro che andarsene al piu' presto:e così a furia di riempire treni e ingorgare autostrade,al 15 del mese se ne erano andati proprio tutti.Tranne uno .Marcovaldo era l'unico abitante a non lasciare la città.

inviato il 14/08/2015
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E lasciamole cadere queste stelle

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Filippo Timi
E lasciamole cadere queste stelle
Fandango
10 righe da pagina 205:

Chi sono io , in fondo a me stessa, a parte i problemi e il passato?
Non voglio essere solo il risultato di una vita e di quello che mi circonda.
Chi sono io?
Iniziò a pensare a che faccia avevano per lei i suoi sentimenti.
Che faccia ha la rabbia.
Che faccia il dolore.
Che faccia l'amore e la gioia, che faccia il pianto.
Che faccia hanno le passioni.
Ogni donna è lo specchio di tutte queste facce.

inviato il 14/08/2015
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Grazie !

Benvenuta Tinetta :)

Cose di casa mia ...

Germana Carnacina
Cose di casa mia ...
me medesima

1955.
Avevo tre anni e già spettatrice del mio microcosmo di variata umanità familiare e il primo ricordo, indelebile. Il rito del 'buco' nelle orecchie per inserirci dei piccoli orecchini d'oro che, simbolicamente, definivano uno stadio di passaggio da 'crisalide' a 'fuco'. Insomma da bimba a bambina.
Rito d'iniziazione piuttosto cruento.
Non dimenticherò mai nonna Ida e le sue cosce a mo' di tenaglia per tenermi il più possibile immobile a sé e poi, con precisione millimetrica, centrare il mio lobo con un ago da cucina arroventato. Un trauma che ancora oggi porto in me come fosse fatto recente.
Ma così si usava in certe piccole culture di paese, e nonna Ida che era arrivata a Roma da Montegranaro Marche, provincia di Ascoli Piceno, aveva subito su se stessa lo stesso rituale da sua madre, perciò il suo modo d'agire rientrava nella norma. La sua.

inviato il 14/08/2015
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:)

Benvenuta Germana :)

Collana di perle,Poesie e racconti in forma poetica

FIDANKA GEORGIEVA KOSTADINOVA
Collana di perle,Poesie e racconti in forma poetica
FIDANKA GEORGIEVA KOSTADINOVA
10 righe da pagina 11:

Mi manca l'energia dentro,
mi sveglio già stanco di mattina,
non vedo la luce nel lungo tunnel,
rimango immobile, appena respiro.

Provo di programmare la giornata davanti,
apro la finestra, controllo il tempo,
s'è soleggiato-vado di sdraiarmi sulla spiaggia,
se piove-torno di nuovo a letto.

Pomeriggio mi trovo nel bar vicino a casa
davanti al monitor insieme con gli altri

inviato il 13/08/2015
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Fidanka, scrivi 10 righe tratte anche dai libri che leggi...

Come si diventa nazisti

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William Sheridan Allen
Come si diventa nazisti
Tradotto da Luciana Pecchioli
Einaudi tascabili 1994
10 righe da pagina 225:

Dato che la natura del problema della depressione a Thalburg era più psicologica che economica, i nazisti cercarono di trovare una soluzione appropriata. Una soluzione rapida poteva venire proposta subito - rimuovere i segni esteriori della crisi eliminando la disoccupazione su larga scala. Inoltre bisognava dare ai thalburghesi la sensazione che la ruota del progresso aveva rincominciato a girare, e che sotto una direzione vigorosa la città cominciava a fare passi aventi.

inviato il 13/08/2015
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"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"

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Emma Hart
"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"
Fabbri Editori Life
10 righe da pagina 273:

"Apparire debole lo fa soffrire quasi quanto vivere senza la mamma. E per lui la depres-
sione è un sintomo di debolezza.
Ma non è così. La depressione è un segno di forza, perché significa che anche se la tua
mente è fragile, il cuore è ancora abbastanza forte da sentire."

inviato il 13/08/2015
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"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"

Emma Hart
"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"
Fabbri Editore Life
10 righe da pagina 280:

"Sì lo amo" ammetto. "Allora diglielo" risponde lei. " A volte dobbiamo parlare...non
sempre le persone ci capiscono. Una piccola parola può significare molto. A volte tutto
quello di cui hai bisogno è l'amore, anche se non lo pensi. A volte devi soltanto dirlo".

inviato il 13/08/2015
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"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"

immagine copertina
Emma Hart
"Scommettiamo che ti faccio innamorare?"
Fabbri Editori Life
10 righe da pagina 131:

"Oh, io credo nell'amore, Kay. Sono convinta che ognuno di noi abbia un'anima gemella
che ci ama per ciò che siamo. Altrimenti che senso avrebbe? L'amore è bello e libero
da qualsiasi pregiudizio. Illumina la mente e lo spirito e rende ogni giornata, anche la
più difficile, degna di essere vissuta. Chi non vorrebbe crederci?

inviato il 13/08/2015
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Il ragazzo in soffitta

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Pupi Avati
Il ragazzo in soffitta
Guanda 2015
10 righe da pagina 96:

Giulio piange e allora lo abbraccio e lui mi stringe come credo nessuno mi abbia mai stretto nella mia vita, come se stando così attaccati riuscisse a darmi un poco di quel male bestiale che lo sta mangiando dentro.
Né mio padre né mia madre, nemmeno la nonna mi hanno mai stretto così forte e vorrei stringerlo anche io così per fargli capire che questa roba terribile non ci ha divisi ma ci ha uniti e che io so quanto lui è solo e disperato.

inviato il 13/08/2015
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Dubliners, "The dead"

James Joyce
Dubliners, "The dead"
Oxford University Press

Yes, the news¬pa¬pers were right: snow was gen¬eral all over Ire¬land. It was falling softly upon the Bog of Allen and, fur¬ther west¬wards, softly falling into the dark muti¬nous Shan¬non waves. It was falling too upon every part of the lonely church¬yard where Michael Furey lay buried. It lay thickly drifted on the crooked crosses and head¬stones, on the spears of the lit¬tle gate, on the bar¬ren thorns. His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the uni¬verse and faintly falling, like the descent of their last end, upon all the liv¬ing and the dead.

inviato il 10/08/2015
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Welcome Julie :)

Fiabe lunghe un sorriso

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Gianni Rodari
Fiabe lunghe un sorriso
Einaudi Ragazzi 2010
10 righe da pagina 95:

Dalla fiaba "I vecchi proverbi":

Non si sono accorti che il mondo cambia, che i Vecchi Proverbi non bastano più a mandarlo avanti; che ci vuole gente nuova, di coraggio, che abbia fiducia nelle proprie mani e nella propria testa.
Come voi.

inviato il 10/08/2015
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Un idea di destino

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Tiziano Terzani
Un idea di destino
Tradotto da Alen lLoreti
Longanesi 2014
10 righe da pagina 361:

Sul pavimento di cemento ho messo un nuovo tappeto arancione invece di quello grigio di sisal che era in camera ,delle lampade a petrolio ,un vaso di fiori di rododendro,una poltrona ,un cuscino davanti al davanzale per sedersi e guardare la foresta e a meditare sullo stato del mondo e sul proprio.Credo che gli piacerà stare solo isolato e per poter dormire finchè vuole. Per il giorno gli darò il ballatoio a sinistra quando si salgono le scale.Spero molto con questa visita di fare pari con il fallimento
di Allahabad; cercherò di farlo parlare,di non dire troppo e soprattutto di fargli riprendere la misura di sé e del meraviglioso mondo che ci sta attorno.Qui è il posto ideale.Leggo un po' e poi dormo.Mi riprometto di scriverti anche delle brevi note ogni sera, così che tu possa avere,anche se un po in ritardo un idea delle nostre giornate e di quel che facciamo.Potrebbe servirti per capire meglio cosa fare.
Buonanotte mia amatissima moglie.
t.

inviato il 10/08/2015
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Dannato Cuore

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Pier Bruno Cosso
Dannato Cuore
Parallelo45 edizioni
10 righe da pagina 173:

Non può andare a finire bene. Si soffre troppo. Quella chitarra elettrica, intimamente lo dice. Non si può resistere. La musica sfuma. Sfuma prima che crolli. Chiara si asciuga le lacrime con due dita. Tira appena su col naso. Si può ripartire. Si deve, anche se sa già che stanno suonando finalmente le ultime note. Finalmente, le ultime note.
Forse la vita per lei finisce stanotte. Ma, santo cielo, che gioia intensa averla vissuta. Innesta la prima e via verso il suo destino. La sua vita: tra i sogni e il mare. Quante cose ha preso, quanto poco ha dato. Ha visto strade, visi, lacrime, poche albe e tanti tramonti. Emozione, emozione ogni volta che ha visto il mare. Che regalo la vita, che nella sua Cagliari il mare lo vedi tutti i giorni. E anche quando non lo vedi, lo senti. È sempre lì, maestoso gigante infinito. Il profumo, il vento, la strada bagnata la notte anche se non piove. Il mare, insomma, che è venuto a trovarti. E non ti può lasciare come sei.

inviato il 09/08/2015
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Kafka sulla spiaggia

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Haruki Murakami
Kafka sulla spiaggia
Tradotto da G. Amitrano
Einaudi (collana Supercoralli) 2008

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.

inviato il 07/08/2015
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Haruki Murakami, (12 gennaio 1949 Fushimi-ku, Kyoto, Prefettura di Kyoto, Giappone).

OLIVER TWIST

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Charles Dickens
OLIVER TWIST
Tradotto da Mario Martino
Biblioteca Economica Newton 2009
10 righe da pagina 216:

Questa era nel primo fiore della sua leggiadra giovinezza;una giovinezza che,se mai gli angeli,per imperscrutabili disegni divini,dovessero incarnarsi in spoglie mortali,sarebbe da loro scelta a eterna dimora,non meno sacra della celeste. Non aveva ancora compiuto diciassette anni,ed era modellata in forme d'una squisita leggiadria,cosi soavi e gentili,cosi pure e belle,che la terra non sembrava il suo elemento ne' le altre piu' comuni creature sembravano degne compagne sue.

inviato il 07/08/2015
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Charles Dickens, (7 febbraio 1812, Landport - 9 giugno 1870, Higham, Regno Unito)

Ho lasciato entrare la tempesta

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Hannah Kent
Ho lasciato entrare la tempesta
Tradotto da Velia Februari
Edizione Piemme 2014
10 righe da pagina 115:

"Non è giusto. La gente sostiene di conoscerti per le cose che hai fatto, e non perchè si è seduta ad ascoltare la tua versione dei fatti. Per quanto tu provi a vivere una vita retta, se in questa valle compi un passo falso, non sarà mai dimenticato. Non importa se hai agito per il bene. Non importa se dentro di te una voce sussurra: "Non sono come dite!". E' l'opinione degli altri che determina chi sei".

inviato il 07/08/2015
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Hannah Kent, (1985, Adelaide, Australia).

cento poesie d'amore a Ladyhawke

MICHELE MARI
cento poesie d'amore a Ladyhawke
EINAUDI 2007
10 righe da pagina 56:

Mi concedi un posto nel tuo cuore
ma non nella tua vita

Allora ti avverto che là dentro
farò un tale casino
che il cuore rivelatore di Poe
sarà al confronto
un cuore silenzioso

inviato il 06/08/2015
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Michele Mari, (26 dicembre 1955, Milano)

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