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Invisible Monsters

immagine copertina
Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

Sii famosa. Sii un grande esperimento sociale nell'ottenere quello che non vuoi.
Scopri il valore in quel che ti hanno detto non vale nulla.
Scopri il bene in ciò che il mondo dice che è male.
Ti sto dando la mia vita perché voglio che tutto il mondo ti conosca.
Desidero che tutto il mondo possa accettare quello che odia.
Scopri quello di cui hai più paura e vacci a vivere.

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

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Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

Brandy urla: "Lo faccio solo perché è l’errore più grande che penso di poter fare. E’ stupido e distruttivo, e se lo chiedi a qualcuno, chiunque ti dirà che ho torto. Ecco perché devo andare fino in fondo".
Bandy dice: "Ma non capisci? Perché siamo stati educati a vivere la vita nel modo giusto. A non fare errori". Brandy dice: "Mi dico che più grande sembra l’errore, e migliori possibilità avrò di essere libera e di vivere una vita vera".
"Le nostre vere scoperte vengono dal caos" urla Brandy, "dall’andare nella direzione che sembra sbagliata e stupida e sciocca."

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

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Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

Fanculo a me stessa.
Sono così stanca di essere me.
Me bella. Me brutta. Bionda. Bruna.
Un milione di fottuti rifacimenti che non fanno altro che lasciarmi intrappolata a essere me.
Chi ero prima dell'incidente adesso è solo una storia. Tutto prima di adesso, prima di adesso, prima di adesso, è solo una storia che mi porto in giro.
Credo che questo valga per chiunque al mondo.
Quello di cui ho bisogno è una nuova storia su chi sono, quello di cui ho bisogno è di fare una cazzata così grande da non riuscire a salvarmi.

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

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Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

"Sei il vincitore di questo quiz" dice Seth.
"E puoi scegliere tra un salone con cinque pezzi di arredamento di Broyhill, prezzo consigliato tremila dollari, o un viaggio di dieci giorni nel fascino antico dell'Europa."
La maggior parte della gente, dice Seth, prenderebbe il salotto.
"E' che la gente vuole qualcosa che testimoni il loro sforzo" dice Seth.
"Come i faraoni e le loro piramidi. Di fronte alla scelta, pochi sceglierebbero il viaggio, anche se hanno già un bel salotto."

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

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Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

D'altronde, l'isteria è possibile solo con un pubblico. Sai cosa ti occorre fare per mantenerla viva. La gente ti incasina con le sue reazioni su come è tanto orribile quello che è accaduto. [...]
Vai a com'era la vita quando eri una bambina e potevi mangiare solo omogeneizzati. Cammini vacillando fino al tavolo da caffè.
Sei sui tuoi pedi e devi barcollare su quelle gambe a salsicciotto oppure cadere giù.
Poi arrivi al tavolo da caffè e sbatti la tua testolina soffice contro lo spigolo. Sei per terra, e cavolo, o cavolo, fa male. Però non c'è niente di tragico fino a che non arrivano mamma e papà. Oh, povera, coraggiosa piccolina.
E' solo allora che piangi.

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

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Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

«Ora» dicono quelle labbra Plumbago «mi racconterai la tua storia come lo hai appena fatto. Scrivila tutta quanta. Racconta quella storia, ancora e poi ancora. Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte.» Quella regina Brandy punta verso di me un dito lungo e ossuto.
«Quando capisci» dice Brandy «che quella che racconti è solo una storia. Che non sta più succedendo. Quando realizzi che la storia che stai raccontando sono solo parole, quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell'immondizia» dice Brandy, «allora riusciremo a capire chi sarai.»

inviato il 20/08/2016
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Invisible Monsters

immagine copertina
Chuck Palahniuk
Invisible Monsters
Mondadori

Non c'è niente da vedere di me, perciò quasi nessuno lo fa.
E' uno sguardo che dice: grazie di non farmi partecipare. [...]
Quando nessuno guarderà verso di te, potrai fissare il buco dentro di loro.
Notare minuziosamente tutti i piccoli dettagli che non potresti osservare abbastanza a lungo se solo si degnassero di restituire il tuo sguardo, questa, questa è la tua vendetta.

inviato il 20/08/2016
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Oceano Mare

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Alessandro Baricco
Oceano Mare
Feltrinelli

- Non voglio cascate, Edel, ma la pace di un lago, non voglio querce ma betulle, e quelle montagne in fondo devono diventare colline, e il giorno un tramonto, il vento una brezza, le città paesi, i castelli giardini. E se proprio ci devono esser dei falchi, che almeno volino, e lontano.
- Si, ho capito. C’è solo una cosa: e gli uomini? [...]
– Edel, c’è un modo di fare degli uomini che non facciano del male? [...]
– Non so. Ma ci proverò.
Nella bottega di Edel Trut lavorarono dei mesi con i chilometri di filo di seta che il barone fece arrivare. Lavoravano in silenzio perché, diceva Edel, il silenzio doveva entrare nella trama del tessuto. Era un filo come gli altri, solo che non lo vedevi, ma lui c’era. Così lavoravano in silenzio. Mesi. Poi un giorno un carro arrivò al palazzo del barone, e sul carro c’era il capolavoro di Edel. [...]
Fu un attimo prima che lo srotolassero che il barone mormorò
- E gli uomini?
Edel sorrise.
- Se proprio ci devono essere degli uomini, che almeno volino, e lontano.

inviato il 20/08/2016
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Il lupo della steppa

immagine copertina
Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Mondadori (collana Oscar classici moderni)

Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria... [...]
Se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l'animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l'aria, il nutrimento.

inviato il 20/08/2016
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Il lupo della steppa

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Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Mondadori (collana Oscar classici moderni)

Mi piace respirare per le scale questo odore di pace, di ordine, di pulizia, di decenza, di vita domestica che ha sempre qualche cosa di commovente nonostante il mio odio per la vita borghese, e mi piace oltrepassare la soglia della mia stanza dove tutto ciò finisce, dove tra i mucchi di libri sono sparsi i mozziconi di sigaro e le bottiglie di vino, dove tutto è disordinato, trascurato, estraneo e dove ogni cosa, libri manoscritti pensieri è segnata e imbevuta dalla miseria di questo solitario, della problematicità dell'esistenza umana, del desiderio di dare un nuovo significato alla vita ormai insensata.

inviato il 20/08/2016
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Il lupo della steppa

immagine copertina
Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Mondadori (collana Oscar classici moderni)

Sono una bella cosa la contentezza, l'assenza di dolore, le giornate tollerabili e accucciate nelle quali né il dolore né il piacere osano alzar la voce, ma tutto bisbiglia e cammina in punta di piedi. Se non che io sono purtroppo fatto così, non sopporto questa contentezza, che dopo un po' mi diventa odiosa e insopportabile e ributtante e devo rifugiarmi disperato in altre atmosfere, possibilmente passando per le vie del piacere ma in caso di bisogno, anche per le vie del dolore. Preferisco ardere da un dolore diabolico piuttosto che vivere in questa temperatura sana.

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

Il lupo della steppa

immagine copertina
Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Oscar mondadori classici moderni

"La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare."
Spiritosa, vero? Certo che non vogliono nuotare.
Sono nati per la terra, non per l'acqua, e naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero.
Già, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero può andare molto avanti, è vero, ma ha scambiato la terra per l'acqua e a un certo momento affogherà.

inviato il 20/08/2016
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Il lupo della steppa

immagine copertina
Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Mondadori (collana Oscar classici moderni)

Capitò a lui ciò che capita a tutti: quel che cercava con ostinazione per l'intimo bisogno della sua natura egli lo raggiunse, ma più di quanto sia bene per l'uomo.
Ciò che da principio fu il suo sogno di felicità, divenne in seguito il suo amaro destino.
L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitù, il gaudente nel piacere. E così il lupo della steppa si rovinò con l'indipendenza. [...] Ogni uomo forte infatti raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero istinto gli ordina di volere.
Ma raggiunta la libertà Harry s'accorse a un tratto che la sua libertà era morte, che era solo, che il mondo lo lasciava paurosamente in pace, che gli uomini non lo riguardavano più né lui riguardava se stesso, che soffocava lentamente in un aria sempre più rarefatta senza relazioni e senza compagnia. Infatti era arrivato al punto che la solitudine e l'indipendenza non erano più la sua meta, bensì la sua sorte, la sua condanna.

inviato il 20/08/2016
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Le Filastrocche della Melevisione

immagine copertina
Bruno Tognolini
Le Filastrocche della Melevisione
Carlo Gallucci Editore

«Aiuto, sto cambiando!» disse il ghiaccio
«Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!»
Ma il sole disse: «Calma i tuoi pensieri
Il mondo cambia, sotto i raggi miei
Tu tieniti ben stretto a ciò che eri
E poi lasciati andare a ciò che sei»
Quel ghiaccio diventò un fiume d’argento
Non ebbe più paura di cambiare
E un giorno disse: «Il sale che io sento
Mi dice che sto diventando mare
E mare sia. Perché ho capito, adesso
Non cambio in qualcos’altro, ma in me stesso»

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

Tutto torna

immagine copertina
Giulia Carcasi
Tutto torna
Feltrinelli

Mi avevano detto che il passato condiziona il futuro, ma non mi avevano detto che vale anche il contrario: il futuro riscrive il passato, come l'ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere.

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

Donne che corrono coi lupi

immagine copertina
Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono coi lupi
Frassinelli

Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia.
Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento.
Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio.
Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti.
Ma l'ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti.
Ovunque e sempre, l'o,bra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

Margherita Dolcevita

immagine copertina
Stefano Benni
Margherita Dolcevita
Feltrinelli

Allora io raccolto i chilometri di pellicola della mia vita, mi ci avvolgo come nelle spire di un serpente e alla fine trovo quel pezzo di racconto.
Cerco di tagliare via il troppo dolore, e la futilità, e i particolari superflui, tanto so che torneranno poco alla volta.

inviato il 20/08/2016
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La compagnia dei Celestini

immagine copertina
Stefano Benni
La compagnia dei Celestini
Feltrinelli

E' proprio dei giovani come voi essere affascinati da stregoni e sortilegi, e pensare che a essi sia riservato il privilegio di donare la fortuna e cambiare la vita. Ma esistono altre persone che compiono miracoli e prodigi, nascoste negli angoli delle città e della storia.
Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di ororoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone.
Quando non c'è più niente da imparare, vai via dalla scuola.
Quando non c'è più nulla da sentire, non ascoltare più.
Se ti dicono: è troppo facile starne fuori, vuole dire che loro ci sono dentro fino al collo.
Vai lontano, con un passo solo.

inviato il 20/08/2016
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Saltatempo

Stefano Benni
Saltatempo
Feltrinelli

Le cose muoiono: questa è la prima cosa che non puoi cancellare, una volta che l'hai davvero scoperta.
Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano.
Questa è una cosa bella da tenere in testa, ma non la puoi avere sempre, la speranza fa il gioco del sole nel bosco, sparisce, riappare un attimo, poi di nuovo è ombra e oscuro.

inviato il 20/08/2016
Nei segnalibri di:

L'insostenibile leggerezza dell'essere

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10 righe da pagina 88:

Era la vertigine.
L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere.
La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza.
Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare ad essa.
Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.

inviato il 20/08/2016
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