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Oltre le nuvole - storie di amici

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Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 124:

Non dobbiamo mai perdere la speranza! Ci sarà un giorno in cui le nuvole si diraderanno e lasceranno spazio a un mondo pieno di luce, in cui gli uomini vivranno in pace e il dolore sarà abolito, estirpato dal giardino rigoglioso della vita. Quel giorno, uomini di popoli diversi, di pelle diversa, di religione diversa, balleranno insieme sotto lo stesso sole, dandosi la mano in un eufonico girotondo di fratellanza, e la concordia siederà sull’altare dei popoli! Quel giorno non dovremo più aver paura di montare su un aereo, o di camminare per strada, perché saremo al sicuro, perché nessuno vorrà farci del male. Quel giorno non saremo più costretti a chiedere scusa ai nostri figli per non aver saputo lasciare loro un mondo all’altezza dei loro sogni, per non aver saputo essere gli eroi che hanno sognato per un’intera fanciullezza! Quel giorno non avremo paura della morte, perché essa più non sarà. Sarà vita, sarà niente, sarà tutto!

inviato il 02/03/2015
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Anno di edizione 2010

JonSnow lascia qui nei commenti l'anno di edizione. Grazie :)

Oltre le nuvole - storie di amici

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Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 53:

Per tutti questi anni siamo stati amici, ma mai come adesso. Diversi come caratteri, uguali come ideali. Rifletté Frà, aggiungendo un’altra pagina di vita al suo diario. Le esperienze vissute insieme, le volte in cui siamo corsi uno in aiuto dell’altro sono solo momenti di un tempo che passa in fretta, momenti che scaldano i nostri cuori in un mondo che si raggela sempre di più.
Quando la nostra esistenza sarà giunta al termine, questo è ciò che ci resterà: nient’altro che frammenti di ricordi nella memoria di una vita intera. Una vita vissuta combattendo, una vita vissuta credendo. Abbiamo creduto che fosse possibile vivere un sogno. Abbiamo creduto in quello che abbiamo fatto. Abbiamo creduto uno nell’altro. E continueremo a farlo, per tutta la vita che ancora verrà. Per sempre.

inviato il 02/03/2015
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Grazie! :)

Benvenuto:)

Il vile villaggio

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Lemony Snicket
Il vile villaggio
Tradotto da Valentina Daniele
Salani 2005
10 righe da pagina 7:

Non importa chi siete, dove vivete o quante persone vi danno la caccia: quello che non leggete è spesso altrettanto importante di quello che leggete. Per esempio, se state passeggiando sui monti e non leggete il cartello che dice 'Attenti al precipizio' perché siete troppo occupati con un libro di barzellette, potreste ritrovarvi a camminare nell'aria invece che su un solido letto di rocce. Se state preparando una torta per i vostri amici e leggete un articolo su 'Come si costruiscono le sedie' invece di un libro di cucina, la vostra torta probabilmente saprà di legno e chiodi più che di pasta frolla e ripieno alla frutta.

inviato il 02/03/2015
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Grazie Staff :)

Lemony Snicket è uno pseudonimo usato dall'autore Daniel Handler nei suoi libri per bambini. Daniel Handler (San Francisco , 28 febbraio 1970).

Intelligenza emotiva

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Daniel Goleman
Intelligenza emotiva
Tradotto da I. Blum e B. Lotti
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Grandi saggi) 2011
10 righe da pagina 14:

Siccome l'educazione delle emozioni ci porta a quell'"empatia" che la capacità di leggere emozioni degli altri, e siccome senza percezione delle esigenze e della disperazione altrui non può esserci preoccupazione per gli altri, la radice dell'altruismo sta nell'empatia che si raggiunge con quell'educazione emotiva che consente a ciascuno di conseguire quegli atteggiamenti morali dei quali i nostri tempi hanno grande bisogno: l'autocontrollo e la compassione.

inviato il 02/03/2015
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Ho scelto dieci righe postate da Irene Carratello http://scrivi.10righedailibri.it/anna-karenina-43

Ciao Barbara, le tue 10righe sono nella classifica del mese di marzo... :) ricorda (riportando qui nei commenti il link della pagina) le 10righe che più ti piacciono a partire da lunedì 9 marzo a domenica 15 marzo. Grazie!

Daniel Goleman è nato il 7 marzo 1946 a Stockton, California.

Heroides. Testo latino a fronte.

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Publio Ovidio Nasone
Heroides. Testo latino a fronte.
Tradotto da P. Fornaro
Edizioni dell'Orso (collana Millennium) 1999

Ahimè,
perché uniti nell'animo,
siamo separati dalla terra ed un unico sentimento,
ma non un'unica terra possiede noi due?

inviato il 02/03/2015
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(Publius Ovidius Naso, Sulmona , 20 marzo 43 a.C. – Tomi , 18 d.C.).

Nel dipinto: Ero e Leandro, di William Etty.

Rimani con me

J.Lynn
Rimani con me
Nord
10 righe da pagina 273:

"Ti amo, Calla", disse, e mi stupii di sentire ancora il ticchettio del monitor cardiaco,
perché credevo mi si fosse fermato il cuore."Non scherzo. E' così. Adoro il tuo modo di
pensare, anche se a volte m'irrita da morire. E' tenero. Amo la lunga lista di cose che
non hai mai fatto, perché le farai con me. Amo l'idea di avere questo onore.Amo la tua
forza e tutto ciò a cui sei sopravvissuta. Amo il tuo coraggio e amo il fatto che prepari
pessimi cocktail, ma non importa a nessuno perché sei così carina e sorridente."...
"Amo il tuo senso dell'umorismo e il fatto che tu non avessi mai assaggiato il semolino.
Amo così tante cose di te che so di amare te. Quindi, tesoro, puoi tenerti tutte le mie
magliette, se vuoi"

inviato il 01/03/2015
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Ciao Silvia, nome del traduttore e anno di pubblicazione... Grazie :)

Senza sangue

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Alessandro Baricco
Senza sangue
Rizzoli (collana La Scala) 2002
10 righe da pagina 49:

Al semaforo scattò il verde e la donna attraversò la strada. Camminava guardando per terra, perché aveva appena smesso di piovere e nei cedimenti dell’asfalto erano rimaste delle pozze a ricordare quella pioggia improvvisa di inizio primavera. Camminava con passo elegante, misurato dalla gonna stretta di un tailleur nero. Vedeva le pozzanghere e le evitava.
Quando arrivò sul marciapiede opposto si fermò. Passava la gente, affollando il tardo pomeriggio di passi verso casa, o in libertà. Alla donna piaceva sentirsi colare la città addosso, così se ne rimase un po’ li, in mezzo al marciapiede, inspiegabile come una donna che li fosse stata lasciata, bruscamente, dal suo amante. Incapace di darsene ragione.

inviato il 27/02/2015
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La bambina e il buio

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Claudio Barrella
La bambina e il buio
Fratini Editore
10 righe da pagina 9:

Lampi, fulmini e saette.
- E che miseria! – avrebbe esclamato il barone coprendosi il volto per lo spavento. Sembrava che una cascata d’acqua maledetta si fosse rovesciata improvvisamente su Tebe, o come se qualcuno avesse aperto le cataratte del cielo. Erano le dieci di sera.
E ancora lampi, fulmini e saette.
- Barone, ha paura?
L’ispettore ridacchiava. Sembrava che non avesse mai avuto un’infanzia e non avesse mai provato quella sensazione terrificante di spavento allorquando un uragano d’acqua si abbatteva sulle finestre di cada disseminando di terrore i propri giochi.
- È solo la sua impressione.
La luce andò via. Il barone ebbe dapprima un fremito, poi un sussulto e alla fine uno scuotimento interiore che sembrava paralizzarlo.

inviato il 26/02/2015
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Volo su Titano

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Stanley Weinbaum
Volo su Titano
Fratini Editore
10 righe da pagina 19:

Il vento di burrasca ruggiva incessante, quasi fosse il canto lamentoso di tutte le anime dannate fin dall’alba della creazione, e spinse i due, in mezzo a scivolate e capriole, a cercare un rifugio temporaneo dietro un costone di ghiaccio, spezzato da una nube di aghi gelidi e scintillanti. La notte emanava bagliori d’arcobaleno, mentre il freddo dei trenta sotto zero mordeva attraverso lo strato di spugna sintetica delle loro tute.
La ragazza accostò il visore all’elmo dell’uomo e disse con voce ferma: “E’ la fine, vero Tim? Perché in questo caso sono felice di essere venuta con te. Sono felice che siamo noi due insieme!”

inviato il 25/02/2015
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Undicimila Settembre

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Pierfranceso Prosperi
Undicimila Settembre
Fratini Editore 2014
10 righe da pagina 25:

“Roma è una città troppo bella per viverci. Cioè, per viverci lavorando. A volte invidio quelle torme di turisti che invadono i monumenti con le loro macchine fotografiche. Anche se in maniera primitiva e superficiale, loro vedono qualcosa. Mentre noi, abituati a girare dannandoci l’anima per dodici mesi l’anno in mezzo alla più grande concentrazione di opere d’arte del mondo, ormai non vediamo più niente”.
[…]
“C’è voluto un viaggio a Parigi per rendermene conto. Guardavo le segretarie immerse nei loro romanzi rosa sul metrò, i tassisti che bestemmiavano negli ingorghi, le vecchiette che sfrecciavano in motorino con un metro di baguette che sporgeva dalle sporte. E avevano tutti l’aria perennemente incazzata. Mi sono chiesto perché e la risposta è stata: correndo tutto il giorno tra l’Etoile, il Louvre e la Tour Eiffel non avevano il tempo né la voglia di gustare le meraviglie che li circondavano. Poi sono tornato a Roma e mi sono reso conto che a me capita esattamente la stessa cosa”

inviato il 25/02/2015
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Benvenuto...

Buio - My Land

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Melodia Elena P.
Buio - My Land
Casa editrice TEA 2012
10 righe da pagina 30:

Il desiderio di vendetta é insito in noi, ho letto da qualche parte.
In effetti, credo che esistano davvero poche persone incapaci di vendicarsi, come poche sono quelle incapaci di mentire. Spesso reagiamo a torti che abbiamo subito. A offesa corrisponde difesa. Niente di piú. Quello che è certo è che la vendetta non ci aiuta a dimenticare il torto, né a cancellarlo. Al limite ci dá la sensazione di aver ristabilito un po’ di giustizia. Ma anche il concetto di giustizia è sempre e comunque personale.

inviato il 25/02/2015
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L'ascensore ansiogeno

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Lemony Snicket
L'ascensore ansiogeno
Tradotto da Valentina Daniele
Salani 2005
10 righe da pagina 7:

Il libro che tenete fra le mani in questo momento (ammesso che sia proprio questo libro e che invece di tenerlo in mano non l'abbiate appoggiato al tavolo) è uno dei due libri al mondo che vi possono spiegare la differenza tra la parola 'teso' e la parola 'ansioso'. L'altro libro ovviamente è il dizionario, e se fossi in voi leggerei piuttosto quello. Anche il dizionario vi dirà che la parola 'teso' significa 'preoccupato per qualcosa'. Per esempio, potreste essere tesi se sapeste che per dessert c'è gelato alle prugne secche, perché potrebbe essere disgustoso; laddove la parola 'ansioso' significa 'col cuore stretto da una grande ansia', che
è come potreste sentirvi se per dessert vi venisse servito un alligatore vivo, poiché in quel caso la grande ansia deriverebbe dal dubbio se sarete voi a mangiare il dessert o lui a mangiare voi.

inviato il 25/02/2015
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Voglia di vivere. Storie di piccoli guerrieri

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Sarah Gangi - Mario De Curtis
Voglia di vivere. Storie di piccoli guerrieri
Armando Curcio Editore

Scritto da un pediatra neonatologo e da una psicoterapeuta esperta nell’assistenza psicologica alle famiglie dei neonati ricoverati, questo libro vede nascere un genere letterario nuovo, probabilmente sollecitato dai progressi della medicina da una parte, e dal continuo porsi di dilemmi bioetici dall’altra. Non più, quindi, la semplice registrazione degli eventi e della vicenda clinica, ma una narrazione appassionata di ciò che è la vita nella corsia di un reparto di neonatologia: storie assurde e strazianti, contraddizioni, intoppi burocratici, sofferenza, ma anche momenti di gioia e grandi emozioni, il tutto raccontato attraverso il punto di vista di autorevoli esperti del settore.

inviato il 24/02/2015
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Benvenuta Alessandra:)

Applausi a scena vuota

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David Grossman
Applausi a scena vuota
Tradotto da Alessandra Shomroni
Mondadori 2014
10 righe da pagina 34:

No, sul serio! grida, parlando a un ritmo ancor più veloce. Sapete cosa significa oggi mantenere un'anima, una coscienza? Sono accessori di lusso, garantito al mille per cento! Fatti un po' di conti, costano più di un SUV! E vi parlo di coscienze e anime semplici, non di quelle di Shakespeare, di Checov o di Kafka.

inviato il 24/02/2015
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Ciao Francesca le tue 10 righe sono nella finale di febbraio... 10 righe scelte da Voi utenti... :)

l'anima e la danza

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Paul Valéry
l'anima e la danza
Tradotto da A. Delfino
Mimesis (collana Eterotopie) 2014
10 righe da pagina 42:

Come si chiama: noia di vivere? Intendo, sappiatelo bene, no la noia passeggera, non quella per fatica, o la noia di cui si conosce il genere e di cui si sanno i confini, ma quella noia perfetta, quella noia pura, quella noia che non ha altra sostanza che la vita stessa, e altra causa seconda che la chiaroveggenza del vivente. Questa noia assoluta non è in sè che la vita nella sua nudità, quando si contempla chiaramente.

inviato il 23/02/2015
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Grazie...

Ciao Barbara, le tue 10righe sono nella finale di febbraio, ricordati di comunicarci le 10righe che più ti piacciono a partire da domenica 1marzo a domenica 8marzo. Grazie :)

Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry (Sète , 30 ottobre 1871 – Parigi , 20 luglio 1945)

Nessuno si salva da solo

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Margaret Mazzantini
Nessuno si salva da solo
Mondadori

La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.
Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena di
nervi e di sangue come lei.
Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gli
adolescenti quando cominciano a provare, a
sondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,
incollati di torpore, che si lasciano cadere,
scivolare. Lui s'infilava in quella bocca e ci
cadeva, muoveva la lingua come una pala nella
polenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno di
fiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri più
il povero stronzo di una settimana prima. Perché
lei ti voleva come una sanguisuga, come una
pianta cerca il sole. Come tutte le cose stupide
che si cercano nel mondo semplicemente per
vivere.
Si staccavano per poco e si guardavano,
soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poi
tornavano al lavoro. Come operai sudati. Perché
di quello si trattava. Fondamenta di saliva per un
amore.

inviato il 23/02/2015
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Ciao Siria, anno di pubblicazione e numero di pagina da cui hai tratto le tue righe... Grazie :)

I Figli di Armageddon

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Terry Brooks
I Figli di Armageddon
Tradotto da Riccardo Valla
A. MONDADORI 2007
10 righe da pagina 13:

I Cavalieri, in quanto servitori del Verbo, cercavano di mantenere intatto l'equilibrio della magia nel mondo; i demoni, in quanto creature del Vuoto, cercavano di scardinarlo. Era un concetto facile da capire e ancor più facile da abbracciare se si credeva nel bene e nel male, e gran parte degli uomini ci credeva. Ci aveva sempre creduto. Quello che gli uomini non volevano credere, che cercavano sempre di dimenticare, era altro. Che qualunque bene e qualunque male vi fossero al mondo nascevano da loro stessi e non da qualche astratta fonte esterna. Era più facile attribuirli entrambi a qualcosa di più grande di quello che conoscevano, di quello che potevano vedere. E il rifiuto di accettare che il bene e il male provenissero da loro stessi li aveva definitivamente distrutti.

inviato il 23/02/2015
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Si sta facendo sempre più tardi. Romanzo in forma di lettere

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Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi. Romanzo in forma di lettere
Feltrinelli (collana Universale economica) 2003

Ma ciò che inquieta di più e che rode come un tarlo testardo infilato in una vecchia tavola e impossibile da far tacere se non con un veleno che avvelenerebbe anche noi, è la lettera che non abbiamo mai scritto. “Quella” lettera. Quella che tutti noi abbiamo sempre pensato di scrivere,in certe notti insonni, e che abbiamo sempre rimandato al giorno dopo.

inviato il 23/02/2015
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Antonio Tabucchi (Pisa , 23 settembre 1943 – Lisbona , 25 marzo 2012)

la variabile Costante

Vincenzo Maimone
la variabile Costante
fratelli Frilli Editori
10 righe da pagina 9:

La voce dello speaker richiamava l'attenzione dei ritardatari invitandoli con una certa sollecitudine a recarsi all'imbarco. Cognomi originari delle più svariate nazionalità, e spesso dalle improbabili pronunce, si susseguivano negli annunci. Nelle ampie sale dell'aeroporto risuonava una filastrocca surreale di Brambilla e Zappalà, Smith e McFarlane, Mobutu e Wu Lao: un melting pot di dispersi nei meandri di Linate,ingolfati nelle lunghe file nei bar, o invischiati nella burocrazia del sospetto generalizzato dei controlli di sicurezza.

inviato il 22/02/2015
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Ciao Fernanda, riporta qui nei commenti l'anno di edizione... Grazie :)

Il deserto dei Tartari

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Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
A. MONDADORI
10 righe da pagina 123:

Fino a che la neve sulle terrazze della Fortezza diventò molle e i piedi affondavano come nella melma. Il dolce suono delle acque giunse improvvisamente dalle più vicine montagne, qua e la lungo gli apicchi si scorgevano strisce bianche verticali che scintillavano al sole, e i soldati ogni tanto si sorprendevano a canticchiare, come da mesi non facevano.
Il sole non corse più via come prima, ansioso di tramontare, ma cominciava a fermarsi un po' in mezzo al cielo, divorando la neve accumulata, ed era inutile che le nuvole si precipitassero ancora dai ghiacci del nord: di neve non riuscivano più a farne, solo pioggia potevano, e la pioggia non faceva che sciogliere quella poca neve che restava. Era tornata la buona stagione.
Già si udivano al mattino voci di uccelli che tutti credevano di avere dimenticate. In compenso i corvi non se ne stavano più riuniti sul pianoro della Fortezza, ad aspettare i pi rifiuti delle cucine ma si sparpagliavano per le valli in cerca di cibo fresco.

inviato il 22/02/2015
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Ciao Mplazzer, anno di edizione? Grazie :)

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