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Una terra chiamata Alentejo

immagine copertina
Josè Saramago
Una terra chiamata Alentejo
Tradotto da Rita Desti
Bompiani 1992
10 righe da pagina 167:

Tutti gli anni, a date fisse, la patria chiama i suoi figlioli. E' un modo di dire esagerato, un'astuta copia di alcuni proclami utilizzati in momenti di difficoltà nazionale, o di chi parla a suo nome, quando è importante, per fini confessi o inconfessi, che ci presentiamo come un'immensa famiglia tutta fatta di fratelli, senza distinzione fra Abele e Caino. La patria chiama i suoi figlioli, si sente la voce della patria chiamare, e tu che fino a oggi non hai meritato nulla, neanche il pane per la fame che hai, neanche la medicina per la malattia che s'impossessa di te, neanche la conoscenza per l'ignoranza, tu, figlio di questa madre rimasta lì ad aspettarti quando sei nato, tu vedi il tuo nome su un foglio esposto sulla porta della delegazione, non sai leggere, ma qualcuno istruito ti indica col dito la riga dove si arrotola e srotola un lombrico nero, sei tu, vieni a sapere che quel lombrico sei tu e quello è il tuo nome, scritto dall'amanuense del distretto di reclutamento.

inviato il 15/09/2014
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La vampa d'agosto

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Andrea Camilleri
La vampa d'agosto
Sellerio editore Palermo

Natava e chiangiva. Per la raggia, per l'umiliazione, per la vrigogna, per la sdillusione, per l'orgoglio ferito. Era stato un pupo nella sò mano. E lui vecchio, alluciato dalla billizza, e perso darrè quella gioventù che l'imbriacava, c'era caduto, a cinquantacinco anni sonati, come un picciliddro. Natava e chiangiva.

inviato il 15/09/2014
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Se lo scrivi qui nei commenti integriamo noi grazie :)

hai ragione! provvederò....

Ciao fsp ... da che pagina hai tratto le tue 10righe? Anno di edizione del libro? Grazie :)

I bastardi di Pizzofalcone

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Maurizio De Giovanni
I bastardi di Pizzofalcone
Einaudi (Stile libero big) 2013
10 righe da pagina 4:

Io dovevo farlo, lo sai vero? Era necessario.
Perché l'amore é cosí. Tu puoi tenerlo nascosto a lungo, puoi celarlo dietro gli sguardi e i gesti di ogni giorno. Puoi lasciarlo in silenzio, coltivarlo come una pianta; ma il giorno in cui decidi di portarlo fuori, alla luce del sole, allora non lo comandi piú. Comanda lui, l'amore. Decide per te, si apre come un fiore bellissimo, vuole tutto lo spazio.

inviato il 15/09/2014
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Al di là della paura, oltre il rancore

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Osho
Al di là della paura, oltre il rancore
Tradotto da K. S. Singh
De Agostini 2012

Non dipendere
dalla luce
di un altro.
È persino meglio
che tu brancoli
nel buio,
ma che almeno
sia il tuo Buio!

inviato il 15/09/2014
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Eros e Tano

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Mario Magro
Eros e Tano
0111 Edizioni
10 righe da pagina 1:

«…come vorrei morire? Ciulando, no? È la morte più bella che ci sia…»
Penso che prima o poi sia capitato a quasi tutti, entrando in un bar, di carpire involontariamente una simile dichiarazione dalla voce dell’avvinazzato di turno, esattamente come accadde a me in quel pomeriggio afoso, opprimente.
Eppure a parlarne sono sempre individui inequivocabilmente vivi. Un po’ alticci, magari, ma vivi. E, soprattutto, fermamente convinti di quanto vanno dicendo, anche se viene spontaneo domandarsi se ne abbiano mai provato l’esperienza.
A me è successo almeno una ventina di volte…

inviato il 13/09/2014
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Mario, scrivi 10 righe tratte anche dai libri che leggi ;)

Il blu che non è un colore

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Tamara Marcelli
Il blu che non è un colore
Montag

Aspettare una melodia. Una melodia per sentirmi viva. Due tre note che riescano a smuovere quel nodo che c'è in me. Quel buio che mi opprime. Quelle paure che volano lontane. Un dolce alito di vento. Una brezza leggera e lacrime di libertà.
Libertà di vivere un colore. Un blu che uccide, un blu che travolge l'anima.

"Un cielo a tratti finto e a tratti vero..." dice una canzone. Un cielo che fa battere il cuore... senza pensieri... come volare... leggeri... un sorriso infinito...

"il mio azzurro piegherà il tuo acciaio..." la stessa canzone. Una canzone che conoscono in pochi... ma chi se ne frega.

inviato il 13/09/2014
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Grazie!

Benvenuta Isola blu :)

Poesia Romanesca

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a cura di Mario dell'Arco
Poesia Romanesca
Nuova Accademia Milano 1962
10 righe da pagina 156:

Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
la vecchia Tartaruga fece er passo
più lungo de la gamba e cascò giù
co la casa vortata sottinsù.
Un Rospo je strillò :"Scema che sei !
queste so' scappatelle
che costeno la pelle..."
"Lo so"; rispose lei,
"ma prima de morì, vedo le stelle".

TRILUSSA

inviato il 12/09/2014
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Mi toccherà ballare

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Raimonda Lanza di Trabia Ottavia Casagrande
Mi toccherà ballare
Feltrinelli 2014
10 righe da pagina 24:

Non ho mai chiamato mio padre "papà". Per chiamare qualcuno papà bisogna averlo conosciuto da piccoli, essersi arrampicati sulle sue ginocchia, aver giocato a nascondino con lui, aver sentito la sua voce, averlo svegliato nel cuore della notte e avergli sputato in faccia la pappa almeno una volta nella vita.
Io non ho mai fatto nulla di tutto questo.
Due mesi e mezzo ci separano. Lui è morto il 30 novembre. Io sono nata l'11 febbraio . E dire che ho messo il turbo per venire al mondo. Sono nata in aticipo di ben due mesi. Ma niente da fare. Del resto, lui era tutta la vita che accelerava per andarsene.

inviato il 12/09/2014
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OPERE

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Arthur Rimbaud
OPERE
Tradotto da Ivos Margoni
Feltrinelli 2011
10 righe da pagina 26:

Par les soirs bleus d'été, j'irais dans les sentiers
Picoté par les blés, fouler l'herbe menue :
Réveur, j'en sentirai la fraicheur à mes pieds,
Je laisserai le vent baigner ma tete nue.
Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:
Mais l'amour infini me montera dans l'ame,
Et j'irai bien loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature -heureux comme avec une femme.

inviato il 12/09/2014
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I MIEI QUADRIFOGLI

Fernanda Pivano
I MIEI QUADRIFOGLI
Frassinelli
10 righe da pagina 11:

Caro Lorenzo, che tenerezza, che riconoscenza pensare che nel tuo mondo stellante di soli e di lune, di alberi e pioggia, hai trovato uno spiraglio per me, voglio dire per questo libro, e lo hai suggerito ai ragazzi tuoi amici.
Sapessi quanto spero che il mio libro non ti abbia deluso, che tu abbia sentito che anche lì ci sono un po' di soli e di lune, un po' di speranze in un mondo migliore, in antichi valori, in abbracci che finiscono le guerre, in una ecologia finalmente rispettata.

inviato il 12/09/2014
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Il rumore dei tuoi passi

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Valentina D'Urbano
Il rumore dei tuoi passi
Longanesi 2012
10 righe da pagina 44:

Credevo di potermi abituare. In fondo, mi ero abituata a tutto quello che era venuto prima. Come tutto il resto ci avrei fatto l'occhio, e alla fine mi sarebbe sembrato normale. Quella volta invece fu diverso. Non riuscivo ad accettare che la situazione mi era sfuggita di mano, che gli eventi ci avevano travolto e trascinato giù. E scivolavamo verso il fondo a velocità folle. Che non c'era più niente da salvare lo capii troppo tardi. Fino a quel momento mi ero intestardita a pensare che ce l'avremmo fatta, che avremmo superato anche questo scoglio. Invece, contro quello scoglio ci stavamo schiantando, ma al rallentatore.

inviato il 12/09/2014
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E LA SERA LA CALMA PAURA DEI GATTI

immagine copertina
CARMINE BRANCACCIO
E LA SERA LA CALMA PAURA DEI GATTI
EVA 2014
10 righe da pagina 128:

È il 24 aprile. La luce è ancora molto lontana. C’è un immenso deserto ancora da esplorare. Forse solo le note di una bella canzone potranno attraversarlo tutto; qualcuno naviga da solo e c’è chi dice che di notte si diventa lupi solitari, altri che nel deserto si trovi l’amore.
Mia cugina si alza finalmente dal letto e mi raggiunge in terrazza, cercando una risposta nel cielo desolato. Un leggero venticello le muove un po’ i capelli. Le vado vicino e nel suo silenzio capisco l’innato desiderio di correre in quel deserto, di ficcarcisi completamente dentro per avere il tempo di dimenticare.

inviato il 11/09/2014
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Benvenuto Alex :)

A sud del confine, a ovest del sole

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Murakami Haruki
A sud del confine, a ovest del sole
Tradotto da Mimma De Petra
Einaudi Numeri Primi 2014
10 righe da pagina 68:

Mentre ero fermo a un semaforo a bordo della mia Bmw, in Aoyama dori, e ascoltavo il Viaggio d'inverno di Schubert, mi vennero all'improvviso questi pensieri. Quella non sembrava la "mia" vita, mi dicevo, era come se qualcuno l'avesse preparata per me. Fino a che punto ero veramente me stesso? E fino a che punto non lo ero? Anche la mano che impugnava il volante in quel momento, fino a che punto era davvero la mia mano? e il paesaggio che mi circondava, fino a che punto era reale? Più ci pensavo, meno riuscivo a darmi una risposta.
Eppure mi pareva di essere abbastanza felice. Non avevo particolare motivi di insoddisfazione. Mia moglie era una donna dolce e assennata e io la amavo.

inviato il 10/09/2014
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Grazie mille!!

Ciao Francesca, le tue dieci righe sono state scelte dalla redazione... Sei in finale nella classifica di settembre. Complimenti!!! :)

i sonetti

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William Shakespeare
i sonetti
BUR Rizzoli

(ciao, Pupina mia adorata.....il mio cuore non ha pace da quando ha saputo....ma tu vivi sempre nelle sue profondità, e di esso sei regina, amore mio...)
SONETTO XXVIII
Come posso ritrovare la mia pace
se il ristoro del sonno mi è negato?
Se l'affanno del giorno non riposa nella notte
ma giorno da notte è oppresso e notte da giorno?
Ed entrambi, anche se l'un l'altro ostili,
d'accordo si dan mano solo per torturarmi
l'uno con la fatica, l'altra con l'angoscia
di esser da te lontano, sempre più lontano.
Per cattivarmi il giorno gli dico che sei luce
e lo abbellisci se nubi oscurano il suo cielo:
così pur blandisco la cupa notte dicendo
che tu inargenti la sera se non brillano stelle.
Ma il giorno ogni giorno prolunga le mie pene
e la notte ogni notte fa il mio dolor più greve.

inviato il 10/09/2014
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Ciao Fsp ... scrivi nei commenti la pagina delle tue 10 righe più l'anno di pubblicazione del libro? Grazie ;)

Eleinda - Una leggenda dal futuro

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Valentina Bellettini
Eleinda - Una leggenda dal futuro
Edizioni Nulla Die 2014
10 righe da pagina 25:

Non ricordava d’essersi mai sentita così, probabilmente
era un’emozione che stava iniziando a esistere nell’attimo
in cui era comparsa quella creatura nell’universo. Si guardavano
dolcemente, e un po’ alla volta, le pagliuzze verdi degli occhi
della ragazza si mescolavano agli occhi blu del cucciolo, come se
un pittore stesse prelevando da una semplice tavolozza per intingere
un’opera d’arte già ricca e maestosa; il pittore aveva unito
i due esseri con un legame invisibile ma percepibile a entrambi.
Noi siamo l’uno nell’altra.

inviato il 10/09/2014
Nei segnalibri di:

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Valentina benvenuta :) scrivi 10 righe tratte anche dai libri leggi.

Il manoscritto incompleto

immagine copertina
Kamal Abdulla
Il manoscritto incompleto
Sandro Teti editore
10 righe da pagina 17:

Il volto luminoso di Bayındır Han iniziò a ottenebrarsi, assumendo una colorazione sempre più purpurea. Mi lanciò un’occhiata penetrante: e così non avresti sentito niente? No? Allora non ne sapevi nulla? Dalla sua bocca non uscì una sola parola. Mi guardava in silenzio, immobile. Aspettava una mia risposta.
Era forse possibile mentire a Bayındır Han, il khan dei khan?
A lui, il condottiero di un esercito immenso, a lui, che aveva ai suoi ordini gli schiavi più neri e i carnefici più esperti nelle prigioni e nella camera delle torture?
«In effetti, mio khan, qualcosa ho sentito…».

inviato il 10/09/2014
Nei segnalibri di:

L'IDENTITA'

Milan Kundera
L'IDENTITA'
Adelphi
10 righe da pagina 54:

Quello che ho sempre desiderato, fin da quando ero adolescente, forse anche da quando ero piccolo, era una cosa del tutto diversa: era l'amicizia intesa come valore supremo. C'era una frase che mi piaceva ripetere: tra la verità e l'amico, io scelgo sempre l'amico. Lo dicevo per provocazione, ma lo pensava sul serio. Oggi so che é una massima del tutto superata.

inviato il 10/09/2014
Nei segnalibri di:

I giardini di Kew (Tutti i racconti)

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Virginia Woolf
I giardini di Kew (Tutti i racconti)
Tradotto da Lucio Angelini
Newton Compton 2012
10 righe da pagina 89:

Quando mi guardo la mano sul davanzale della finestra e penso a quali piaceri mi abbia dato, a come abbia sfiorato superfici di seta, di porcellana, di muri caldi, a come si sia posata sull'erba umida o riarsa dal sole [...] sono sorpresa di aver dovuto usare questo meraviglioso insieme di carne e di nervi per scrivere della malvagità della vita. Eppure è questo che facciamo. Adesso che ci penso, la letteratura non è che la registrazione del nostro scontento.

inviato il 09/09/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie sia a Barbara che allo Staff!! Non vedo l'ora di continuare le letture con i libri incentivi! ;-)

Grazie Barbara, Viviana sei nella classifica di settembre 10 righe scelte da Voi... Complimenti e Buone Letture! :)

Ciao Viviana, scelgo le tue 10righe per la classifica finalisti scelta da noi utenti :)

I libri passati non vi arriveranno... Scrivete i commenti nell'apposito spazio ;)
http://www.10righedailibri.it/giochi-segnalibri
"Quando arriva il libro incentivo?
I vincitori riceveranno il libro incentivo circa due mesi dopo l'assegnazione.
Se entro questo lasso di tempo il libro non è arrivato contattateci libroincentivo@10righedailibri.it: avete 15 giorni di tempo per farlo. "
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Viviana, scusa l'invasione...

Ciao, approfitto anch'io per dire che neanche a me è arrivato il libro incentivo http://scrivi.10righedailibri.it/pensami-stupido-la-filosofia-come-terap... del 28/02/2013 Grazie :-)

Uno splendido disastro

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Jamie McGuire
Uno splendido disastro
Tradotto da Adria Tissoni
Grazanti 2013
10 righe da pagina 321:

Sentivo le palpebre pesanti e feci un profondo respiro. I miei polmoni protestarono, ancora irritati dal fumo. Tossii leggermente ma sentendo le labbra calde di Travis sulla fronte mi rilassai. Mi accarezzò i capelli umidi e udii il cuore battergli nel petto. "ecco" , disse con un sospiro. "cosa?" "Quel momento. Quando ti guardo dormire... la pace sul tuo volto. Eccola. Non l'ho più sentita dalla morte della mamma, ma adesso è tornata." (...) Sorrisi e sprofondai la faccia nel suo petto.

inviato il 09/09/2014
Nei segnalibri di:

Ti aspettavo

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J.Lynn
Ti aspettavo
Tradotto da Ilaria Katerinov
Casa editrice nord 2013
10 righe da pagina 167:

Mi sfiorò le labbra con un pollice, e d'un tratto con un sussulto mi resi conto di quanto fossimo vicini. Strano, pensai. Avrei voluto dire qualcosa per cancellare quella serata, ma non avevo necessariamente bisogno di parole. Un tocco, un solo sguardo bastava. Non pensavo a nient'altro che a lui, in quel momento. Non mi ero ami sentita così libera.

inviato il 08/09/2014
Nei segnalibri di:

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