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La morte non la puoi ingannare

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Simonetta Scotto
La morte non la puoi ingannare
Pagine
10 righe da pagina 106:

Mi alzo in piedi, afferro il bicchiere di whisky e lo lancio con tutte le mie forze contro il muro.
Mi assale un odio feroce contro di me, contro tutto quello che mi circonda, mi metto a gridare come una bestia ferita.
"l'ho ingannata fino all'ultimo, fino al suo ultimo respiro. Lei è morta con la certezza di ritrovarmi e invece io sono qui, vivo, io sono vivo e lei è morta. L'ho tradita ancora una volta!"
Brancolo per la casa urlando e prendendo a calci e a pugni tutto quello che mi sta intorno.
Quando non riesco più a stare in piedi per il dolore, quando non c'è più niente da fare a pezzi, scoppio in un pianto dirotto....

inviato il 21/04/2015
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grazie, felice di aver conosciuto questo sito

Simonetta benvenuta : )

IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri

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10 Righe dai libri
IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri
10 RIGHE 2015

Cari lettori,
conoscete questo meccanismo di frasi e citazioni? Noi sì e crediamo sia molto familiare anche a voi lettori che frequentate http://scrivi.10righedailibri.it/, anche se il logo a sinistra non è il nostro ma di "IOleggoperché": iniziativa dell’AIE (Associazione Italiana Editori)

Siamo contenti che un’iniziatiiva come la nostra sia stata cosi apprezzata dall’AIE tanto da indurli ad avviarne un simile...
;)

inviato il 21/04/2015
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Io, Fidel

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Noa Bonetti
Io, Fidel
Iris 4 Edizioni
10 righe da pagina 29:

"Dovresti scrivere un libro, sai davvero tutto su Fidel Castro", esclama ammirata l'interlocutrice.
"Molte cose le ho purtroppo scordate ma a suo tempo ho talmente studiato il personaggio da innamorarmi. Sai, la storia è materia nobile da trattare con estremo rispetto. Diffido da chi sforna libri come una catena di montaggio, è umanamente impossibile ... Occorrono anni di ricerca, approfondimenti e riflessione per approcciare temi tanto importanti, stimolanti."
Sarebbe interessante raccontare Castro così, come lo stai snocciolando a me, come un dialogo tra due amiche."
"Certo sarebbe bello, ma a chi può interessare?"
"A me!"

inviato il 20/04/2015
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L'amore bugiardo

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Gillian Flynn
L'amore bugiardo
Tradotto da Francesco Graziosi e Isabella Zani
Rizzoli 2013
10 righe da pagina 75:

Non credo che mio padre ce l’avesse con mia madre in particolare. È solo che proprio non gli piacevano le donne. Le trovava stupide, insignificanti, irritanti. Quella deficiente. Era la sua frase preferita, che fosse una donna al volante, una cameriera, o le nostre insegnanti delle medie. Non che le avesse mai incontrate, dato che i colloqui coi genitori puzzavano troppo di gineceo per i suoi gusti. Ricordo ancora quando Geraldine Ferraro si candidò a vicepresidente nel 1984 e stavamo tutti guardando il telegiornale prima di cena. Mia madre, la mia piccola, dolce mamma, posò la mano sulla testa di Go e disse: Be’, lo trovo meraviglioso. Mio padre spense la TV e disse: È una farsa. Lo sai che è una stramaledetta farsa. Come guardare una scimmia che va in bicicletta.

inviato il 20/04/2015
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Gillian Flynn (Kansas City, 24 febbraio 1971)

Ultimo viene il corvo

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Italo Calvino
Ultimo viene il corvo
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 144:

Il tedesco già guardava con paura il bosco fitto, e studiava come poteva fare a uscirne,quando udì un fruscio in un maiale rosa.Mai al suo paese aveva visto maiali
che girassero nei boschi. Mollò la corda della mucca e si mise dietro al maiale.
Coccinella appena si vide libera s'inoltrò trotterellando per il bosco, che sentiva pullulare di presenze amiche.
Per Giuà era venuto il momento di sparare. Il tedesco s'affaccendava intorno
al porco,l'abbracciava per tenerlo fermo, ma quello sgusciava via.
Giuà era lì lì per schiacciare il grilletto, quando gli apparvero vicini due bambini ,un maschietto e una piccina,coi berrettini di lana a pon-pon e le calze lunghe.
I bambini avevano i lucciconi in pelle in pelle:-Tira bene ,Giuà mi raccomando,dicevano se ci ammazzi il maiale non ci resta più nulla!

inviato il 20/04/2015
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Italo Calvino (Santiago de Las Vegas, Cuba, 1923 - Siena 1985).

10 righe per ricordare il 25 aprile del 1945,data che pose fine al conflitto della
seconda guerra mondiale.

Bel-Ami

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Guy de Maupassant
Bel-Ami
Tradotto da Giorgio Caproni
Biblioteca universale Rizzoli BUR 2012
10 righe da pagina 33:

Duroy non osava metter bocca. Posava ogni tanto gli occhi sulla vicina di tavola, ammaliato dalla rotondità di quel seno. Un brillante a capo d'un filo d'oro le pendeva giù dell'orecchio, come una goccia d'acqua rotolatale sulle carni. Di tratto in tratto, costei interveniva con un'osservazione spiritosa che non mancava di suscitare un sorriso sulle labbra di tutti. Era dotata di un'arguzia piacevole, garbata, sempre imprevista, l'arguzia d'una birichina smaliziata che non dà troppo peso alle cose e le giudica con lieve e bonario scetticismo.

inviato il 20/04/2015
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Henri-René-Albert-Guy de Maupassant (Tourville-sur-Arques, 5 agosto 1850 – Parigi, 6 luglio 1893)

I Figli Di Dune

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Frank Herbert
I Figli Di Dune
Tradotto da Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli
Editrice Nord 1977
10 righe da pagina 59:

Egli si faceva chiamare Il Predicatore, e fra la gente di Arrakis non pochi, in preda a un reverenziale timore, si andavano convincendo che, sì, poteva essere Muad’Dib ritornato dal deserto, niente affatto morto. Muad’Dib poteva essere vivo; infatti, chi mai aveva visto il suo corpo? E, d’altro canto, chi mai aveva rivisto uno solo dei corpi che il deserto inghiottiva? Ma tuttavia…Muad’Dib? C’erano, sì, molti punti in comune, anche se nessuno fra quelli che l’avevano conosciuto, anni prima, si era fatto avanti a dichiarare: – Sì, costui è Muad’Dib, io lo conosco.

inviato il 20/04/2015
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Frank Patrick Herbert (Tacoma, 8 ottobre 1920)

I versi aurei, i simboli, le lettere

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Pitagora (versione dal greco di G. Pesenti)
I versi aurei, i simboli, le lettere
Editore Rocco Carabba – Lanciano 2009 – stampa anastatica dal medesimo editore del 1913
10 righe da pagina 32:

Poi osserva la giustizia in fatti ed in parole. Né abituarti ad agire in alcuna cosa senza ragione. Ma considera come è destino per tutti di morire. Le ricchezze amano ora di affluire ed ora di andare in fumo. Quei dolori che per volontà dei celesti soffrono i mortali, quale sia la tua fortuna, soffri in pace, né sdegnarti. Conviene anche arrecar loro medicina, per quanto ti è dato. E di ciò pure ricordati, che ai buoni non molti di tai dolori comparta il destino. Agli uomini molte parole buone e cattive escon di bocca, dalle quali non lasciarti commuovere, né traviare; ma se qualcosa di falso si dica, modestamente cedi. E ciò che ora dirò, si osservi in ogni cosa: nessuno ti seduca né con parole né con fatti a fare o dire cosa che non sia pel tuo meglio. Consigliati avanti di agire, affinché non seguano funeste conseguenze. Fare o dire sciocchezze è cosa d’uomo misero. Ma compi cose onde in seguito non ti abbia a pentire. Non fare alcuna di quelle cose che non sai; ma apprendi quanto a te si addice e così fornirai una dilettevolissima vita.

inviato il 19/04/2015
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Grazie per le precisazioni : )

L’espressione: “che ai buoni non molti di tai dolori comparta il destino” non scaturisce da un mio errore di battitura, ma dalla lingua italiana in uso nel 1913, anno della versione del testo di Pitagora dal greco antico e significa ciò che segue: “che alcuni dolori sono buoni (pochi) e a questi il destino partecipa”

Avvertimenti morali

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Isocrate (versione di Giacomo Leopardi)
Avvertimenti morali
Editore Le Cariti – Firenze 2001
10 righe da pagina 37:

Non si vuol favellare se non solamente in due casi: o quando la necessità lo richiede, o quando altri ha piena contezza di ciò che egli è per dire; poiché solo in questi due casi meglio è parlare che tacersi; dove al contrario in tutti gli altri, meglio è il silenzio che la favella.

inviato il 19/04/2015
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Le 10 righe da me riportate risultano più comprensibili se si usano altri stili di traduzione come per esempio i due seguenti.
«Parla solo in due circostanze: quando si tratta di cosa che conosci bene oppure quando la necessità lo esige. Solo in questi due casi la parola è preferibile al silenzio. In tutti gli altri casi è meglio tacere che parlare».
Oppure secondo un altro stile di traduzione:
«Fa che due siano le occasioni per parlare: parla o di quelle cose che conosci bene o di quelle cose di cui sei costretto a parlare. In questi soli casi infatti la parola è migliore del silenzio, negli altri è meglio tacere che parlare».

Avvertimenti morali

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Isocrate (versione di Giacomo Leopardi)
Avvertimenti morali
Editore Le Cariti – Firenze 2001
10 righe da pagina 32:

Sforzati di signoreggiare tutte quelle passioni dalle quali si disdice all’uomo di essere signoreggiato; ciò sono la cupidigia della roba, l’ira, la sensualità, la tristezza. Ed egli ti avverrà di signoreggiarle se tu reputerai per guadagno quelle cose per le quali tu sarai, non più ricco, ma più pregiato; se per li mancamenti degli altri tu non ti adirerai più di quello che tu vorresti che gli altri si adirassero teco ove tu fallassi; … Non comunicare i segreti a chicchessia, salvo se il tacerli non fosse utile a quelli a cui tu gli rivelassi, non meno che a te proprio. Non pigliare a far giuramento se non per l’una delle due cause, o di liberarti da una imputazione ignominiosa, o di salvare un amico da qualche pericolo. Ma per causa di danari o di roba non voler mai giurare a nessuno iddio, se bene tu fossi per farlo con verità;

inviato il 19/04/2015
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Il testo fu scritto da Isocrate in forma epistolare e indirizzato all’amico Demonico. Il libro è stato pubblicato da altri editori anche col titolo “Precetti di vita”.

Storie di cantastorie

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Sto (Sergio Tofano)
Storie di cantastorie
Adelphi edizioni – Milano © 1991 – seconda edizione 2008
10 righe da pagina 63:

Barbablù cercando moglie
va per terre, va per mare,
ma dovunque non raccoglie
che ripulse ostili amare;
poiché s’ode raccontare
che le mogli a spicchi spacchi
e le scanni come abbacchi,
fuggon tutte dalle soglie
le fanciulle al suo passare,
tremebonde come foglie.
Barbablù cercando moglie
va per terre, va per mare.

inviato il 19/04/2015
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Sto, alias Sergio Tofano, è stato tra l'altro uno scrittore di talento, ma meno conosciuto di quello che meriterebbe.

Frankenstein

Mary Shelley
Frankenstein
Classici Moderni Oscar Mondadori
10 righe da pagina 121:

Ahimè, perchè l'uomo si vanta di possedere una sensibilità superiore a quella che mostrano gli animali? Questo non fa che renderli più legati alla necessità. Se i nostri impulsi si limitassero a fame, sete e desiderio, saremmo pressocchè liberi; invece ogni refolo di vento, ogni parola detta a caso o la scena che quella parola evoca in noi ci tocca nel profondo...

inviato il 19/04/2015
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L'anno della morte di Ricardo Reis

José Saramago
L'anno della morte di Ricardo Reis
1996 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014
10 righe da pagina 114:

Secondo me, la rappresentazione non deve mai essere naturale, quello che avviene su un palcoscenico è teatro, non è la vita, non è vita, la vita non è rappresentabile, persino ciò che sembra esserne il più fedele riflesso, lo specchio, rende il destro sinistro e il sinistro destro.

inviato il 19/04/2015
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Scritti polemici e varii

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Luigi Dragonetti
Scritti polemici e varii
Editore Bertrams – Swindon (UK) 2010 – stampa anastatica di Tipografia Aternina – L’Aquila 1867
10 righe da pagina 31:

E ch’è mai un Giudeo? Al tempo di Gesù di Nazaret, i Giudei erano il rifiuto del mondo. Bassezza, ignoranza, ignobile malizia, superstizione eran sinonimi del loro proprio nome. Noi ne leggiamo parole di altissimo disprezzo negli autori pagani, Cicerone, Orazio, Tacito, Svetonio e Marziale. Il tempo non valse a mutare quel vecchio concetto, ma sì ad avvalorarlo, e per dieciotto secoli nelle città cristiane l’Ebreo fu sempre riputato un essere impuro e vitando, e poco meno di un secolo addietro in Francia si leggeva in alcuni pubblici giardini: «Qui non entrino l’ebreo ed il porco.» Nell’Africa l’Arabo ed il Maomettano possono impunemente insultare l’ebreo e sputargli sul volto! Gesù Nazareno non è solo un Ebreo, ma un ebreo crocifisso, cioè un condannato al supplizio più ignominioso, riserbato agli schiavi, ai ladri di pubblica strada, ai sediziosi perturbatori della convivenza sociale. I condannati appesi su quelle travi si lasciavano morir di fame e di sete, e morti che fossero, i loro cadaveri si abbandonavano ad esser pasto de’ corvi e de’ cani.

inviato il 19/04/2015
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Aggiungo che la pena della crocifissione nell’Impero romano non poteva essere inflitta ai cittadini romani.

Comandante ad Auschwitz

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Rudolf Höß (traduzione di Giuseppina Panzieri Saija)
Comandante ad Auschwitz
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014
10 righe da pagina 28:

Il vero delinquente professionale, divenuto tale per disposizione o scelta, si è sganciato dalla società borghese, anzi la combatte con la sua attività. Non intende più ritornare in seno alla comunità, perché ormai si sente legato a quella sua vita criminale, a quella sua “professione”. … La condanna, la pena da scontare sono soltanto un affare andato male, un incidente sul lavoro, una panne - non altro. … Non credo che ci sia in lui qualche residuo di sentimento; rifiuta ogni tentativo di rieducazione, ogni sforzo altrui per ricondurlo sulla retta strada mediante la bontà, anche se talvolta, per puri motivi tattici, per ottenere una riduzione della pena, assume il tono del peccatore pentito. Ma sostanzialmente resta un uomo rozzo e volgare, e prova una grande soddisfazione nel calpestare ciò che può apparire sacro ad altri.

inviato il 19/04/2015
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Si tratta di una precisa analisi psicologica di alcuni detenuti effettuata dall’autore, risalente al periodo della sua prigionia in un carcere di Brandeburgo dal 1924 al 1928, ma scritta tra il 1946 e il 1947 prima della sua impiccagione.

luis bunuel

alberto cattini
luis bunuel
l unità il castoro

uno dei registi che preferisco è fellini, mi prende nel profondo. ma non ho ben capito 8 e mezzo. mi piacerebbe rivederlo in migliori condizioni, da solo, con sottotitoli, e poter restare fino alla fine. delle cinque bobine che ho sopportato non mi è piaciuto l aspetto fantastico.

inviato il 17/04/2015
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Quota 1222

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Anne Holt
Quota 1222
einaudi
10 righe da pagina 144:

La paura è spesso una questione di quantità.Così come nessuno di noi teme un'ape che ronza solitaria,ma ci viene il panico quando si avvicina uno sciame.Uno sciame è decisamente più pericoloso di un'ape sola.

inviato il 17/04/2015
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Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado

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Dario Franceschini
Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado
Bompiani 2013
10 righe da pagina 69:

"Da domani incontrerete persone che hanno avuto un'esistenza piena di vincoli, di regole, di rapporti sociali e familiari, mai trasgrediti. Quasi mai hanno potuto fare quello che realmente desideravano. Adesso che sono alla fine dei loro giorni hanno il diritto di farlo. Voi le dovete sostenere, non soltanto assecondando le loro richieste dirette ma cercando di capire ciò che vorrebbero ma non hanno il coraggio di chiedervi. Se avvertite anche soltanto un lampo di desiderio negli occhi dei vostri anziani, coglietelo e regalateglielo. Prima di morire hanno bisogno di vivere, non di essere tenuti in vita."
(da:Le Sbadanti)

inviato il 17/04/2015
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All'ovest niente di nuovo

erich maria demarque
All'ovest niente di nuovo
A. MONDADORI
10 righe da pagina 173:

Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un’altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purchè anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un’immagine una combinazione nel mio cervello, che ne determinava quella risoluzione. Ho pugnalato questa combinazione. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alla tua bomba a mano, alla tua baionetta, alle tue armi, ora vedo la tua donna, il tuo volto e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani come noi, che le vostre madri sono in angoscia come le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore di morire e la stessa sofferenza…

inviato il 16/04/2015
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Benvenuta Irene : )

L'ultima alba di guerra

Paul Dowswell
L'ultima alba di guerra
Feltrinelli

Rhodes zoppicò fino all’angolo dove si trovava Axel, accanto a Will. Entrambi guardavano la grande nube di fumo e polvere che si sollevava dalla stazione ferroviaria. “Eccellente” gli disse, parlando in un inglese decisamente incomprensibile per l’altro. “Sfortunaccia se l’avessimo tappata, eh!” Poi gli porse la mano. “ Sono il tenente Rhodes. Senza rancore” aggiunse, sorridendo. Quindi si rivolse a Will. “Credo che dovremmo lasciar andare questo ragazzo.” Parlando ad Axel in tedesco spiegò: ”Dovremmo trattenerti come prigioniero di guerra, ma io credo che sarebbe meglio se ti dirigessi verso le linee tedesche, per ricongiungerti alla tua unità; non possono essersi allontanati troppo. Se ti tratteniamo, probabilmente ti spediranno in Inghilterra e sarai detenuto in un campo di prigionia di guerra. E allora ci vorranno mesi, perché tu possa tornare a casa. Se te ne vai adesso, potresti riunirti alla tua famiglia prima della fine della settimana.” “Grazie” rispose Alex.

inviato il 16/04/2015
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Benvenuta Alice : )

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