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1984

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George Orwell
1984
Classici Moderni Oscar Mondadori
10 righe da pagina 207:

per un momento winston smise di leggere. da qualche parte, in lontananza, si udi' il fragore di una bomba-razzo. la beata sensazione di essere tutto solo con il libro proibito in una stanza priva di teleschermo non si era ancora dissolta. la solitudine e la sicurezza erano sensazioni fisiche e si fondevano in qualche modo con la stanchezza del corpo, la morbidezza della poltrona e la tiepida brezza che, provenendo dalla finestra, gli carezzava la guancia. il libro lo affascinava o, per dir meglio, lo rassicurava. in un certo senso non gli raccontava nulla di nuovo, ma proprio questo costituiva parte della sua attrattiva. diceva quelle cose che avrebbe scritto lui se fosse stato capace di riordinare i frammenti dei suoi pensieri. era il prodotto di una mente simile alla sua, ma immensamente piu' poderosa, piu' sistematica, meno condizionata dalla paura. i libri migliori, penso', sono quelli che vi dicono cio' che sapete gia'.

inviato il 05/04/2014
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Operette morali

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Giacomo Leopardi
Operette morali
Tradotto da Introduzione, note e commenti di Paolo Ruffilli
Garzanti 2011
10 righe da pagina 73:

Luna. Non dubitare di cotesto. Così la fortuna mi salvi da ogni altro incomodo, come io sono sicura che tu non me ne darai. Se ti pare di favellarmi, favellami a tuo piacere; che quantunque amica del silenzio, come credo che tu sappi, io t’ascolterò e ti risponderò volentieri, per farti servigio.
Terra. Senti tu questo suono piacevolissimo che fanno i corpi celesti coi loro moti?
Luna. A dirti il vero, io non sento nulla.
Terra. Né pur io sento nulla, fuorché lo strepito del vento che va da’ miei poli all’equatore, e dall’equatore ai poli, e non mostra saper niente di musica. Ma Pitagora dice che le sfere celesti fanno un certo suono così dolce ch’è una meraviglia; e che anche tu vi hai la tua parte, e sei l’ottava corda di questa lira universale: ma che io sono assordata dal suono stesso, e però non l’odo.
Luna. Anch’io senza fallo sono assordata; e, come ho detto, non l’odo: e non so di essere una corda.

inviato il 05/04/2014
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Dialogo della Terra e della Luna

Rialzati e sorridi

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Toyo Shibata
Rialzati e sorridi
Tradotto da Andrea Maurizi
Mondadori 2014
10 righe da pagina 42:

A tutte le vittime del terremoto
Ehi,
ma cosa è successo ?
Mentre guardavo la televisione
non potevo far altro che unire le mani in preghiera.
immagino che il cuore di tutti voi
sia tuttora agitato da scosse di assestamento
e che le vostre ferite si stiano ulteriormente
approfondendo.
Su quelle ferite
vorrei applicare una medicina.
E' il desiderio di tutti
e credo che ne sarei in grado anch'io.
Fra non molto compirò cento anni
e il giorno in cui andrò in cielo
è ormai prossimo.
In quel momento mi trasformerò nei raggi
del sole
e in una delicata brezza,e vi sosterrò.Probabilmente d'ora in avanti dovrete affrontare molti giorni duri,ma di certo

inviato il 04/04/2014
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Grazie, credevo di sbagliare,va bene lo stesso,

Naty, scrivile in un post nuovo perché qui hai raggiunto il massimo. Tecnicamente non è possibile aggiungere altro testo. :)

...ma di certo prima o poi un nuovo giorno inizierà.
Non perdetevi d'animo. Allo staff chiedo se sia possibile integrare il finale della poesia,grazie!!!

Si devono rialzare ;)

Elena su dai che in questo spazio c'è luce...e sappiamo che ad aprile anche
i fiori si rialzano...ciao !

Pantomima per un'altra volta

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Louis Ferdinand Céline
Pantomima per un'altra volta
Edizioni Mondolibri su licenza Einaudi
10 righe da pagina 90:

Oh, ma io posso abbaiare dieci volte peggio!
Mica solo coi guardiani mica solo coi muri che io ce l'ho! coi Classici, coi Pensatori innanzitutto! magnifico, sbalorditivo, lo hanno avuto: Petrarca, Dantus! Omero! Prusto Prusto! lusco brusco! iniquità dal fondo delle età! Immaginano degli Inferni, noi è qua! e mica pieno di demoni appena un poco! a orde, folle, miriadi! a cucciar pieno lo zolfo! che i topi crepano! piccole bestie! ... ecco quel che accade nella fogna, io me La Spasso e mille altri, e mille altri ancora più disgraziati, che se ne parla più, che nessuno ci ha il coraggio, che crepano nelle carceri, che hanno pagato mille volte in dolore tutti crimini che hanno no commesso! Esco dalla mia vena di pensare! Bisbocce a cosa! A culo! Findove che errate? Palloni gonfiati! La maschera sfila, niente arriva! se la spassano i demoni! Il Cielo folgora più!

inviato il 04/04/2014
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Benvenuto Andrea :)

Donne che corrono coi lupi

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Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono coi lupi
Euroclub su licenza Frassinelli

Pertanto, che siate introverse o estroverse, donne amanti di donne o di uomini, o di Dio, o tutto insieme, che possediate un cuore semplice o le ambizioni di un'amazzone, che stiate cercando di arrivare in cima o soltanto a domani, che siate mordaci o tetre, regali o impetuose, la Donna Selvaggia vi appartiene. Appartiene a tutte le donne.

inviato il 03/04/2014
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Dialoghi morali

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Seneca
Dialoghi morali
Tradotto da Gavino Manca
Einaudi 1995
10 righe da pagina 367:

Ogni grnde gioia è anche motivo di preoccupazione perchè più la sorte è felice,meno si deve aver fiducia.
Per conservarla occorre sempre altra felicità e ai desideri esauditi bisogna sostituire altri desideri.
Tutto ciò che ci viene dalla sorte è instabile: quanto in più alto sale,tanto più rischia di precipitare.
Ma nessuno può trarre piacere da ciò che minaccia di cadere da un momento all'altro: ecco perchè è così infelice , e anche breve ,la vita di chi si procura con gran fatica quanto con fatica ancora maggiore dovrà conservare.

inviato il 03/04/2014
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Estetica dell'architettura

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a cura di Pierluigi Panza, introduzione di Elio Franzini
Estetica dell'architettura
GUERINI STUDIO 1996
10 righe da pagina 19:

L’architettura, che con la natura è il luogo precipuo dell’esperienza umana, deve pertanto avviare un confronto serrato con l’estetica, l’antropologia, l’epistemologia e le scienze umane per comprendere le dinamiche del rapporto uomo-ambiente, pensiero-costruzione. È un confronto che può certamente essere attivato sia a partire dai metodi di ricerca delle scienze matematiche, che da un metodo fenomenologico, in grado di descrivere le dinamiche «estetiche» che ineriscono il rapporto tra individuo e «mondo della vita». Di una estetica intesa cioè come scienza generale dei fenomeni sensibili, chiamata a fornire un quadro di riferimento delle dinamiche percettive, immaginative, creative, memorative e sensoriali (di carattere visivo, tattile ecc.) che entrano in atto nel rapporto individuo-ambiente, naturale e costruito.
Si tratta di una estetica non intesa come semplice disciplina che si occupa del «giudizio di gusto», ma che si configura anche come un’antropologia descrittiva, in grado di fornire informazioni sui fenomeni sensibili in atto sino a conferir loro validità intersoggettiva.

inviato il 03/04/2014
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La voce a te dovuta

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Pedro Salinas
La voce a te dovuta
Tradotto da A cura di Emma Scoles
Giulio Einaudi editore 1979
10 righe da pagina 189:

Tu non le puoi vedere;
io, sì.
Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente, per indugiare
più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri?
Tu
non le puoi baciare.
Le bacio io per te.
Hanno un sapore; sanno
dei succhi del mondo.
Che gusto nero e denso
di terra, di sole, di mare!
Restano un istante
nel bacio, indecise
fra la tua carne fredda
e le mie labbra; infine
io le prendo. E non so
se erano davvero per me.
Perché io non so nulla.
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Né guardando né coi baci
ho imparato che cos’erano.
Ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
nessuno capirebbe).

inviato il 03/04/2014
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Poesie

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Vincenzo Cardarelli
Poesie
Oscar Mondadori 1966
10 righe da pagina 58:

AMICIZIA
Noi non ci conosciamo.Penso ai giorni
che, perduti nel tempo ,c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.

Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano,
Ci siam rispettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan ,nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

inviato il 02/04/2014
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Doppio Sogno

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Arthur Schnitzler
Doppio Sogno
Tradotto da Giuseppe Farese
Adelphi 2006
10 righe da pagina 96:

Ma sicuramente c'erano anche dei sogni che si dimenticavano del tutto, dei quali non restava più traccia, tranne un certo strano stato d'animo, uno stordimento misterioso. Oppure si ricordavano solo più tardi, molto più tardi, e non si sapeva più se si era fatta un'esperienza reale o soltanto sognato. Soltanto… soltanto…!

inviato il 02/04/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

grazie tante! :-)))))))

Ciao Suzie Q!
Questa settimana le tue 10righe sono risultate le più segnalibrate
Hai vinto un libro incentivo!
Lunedì prossimo ricorda di inviare una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicandoci il tuo indirizzo e le 10righe che preferisci tra quelle postate da oggi a domenica 13 Febbraio.

Le cose che sai di me

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Clara Sanchez
Le cose che sai di me
Tradotto da Enrica Budetta
Garzanti 2014
10 righe da pagina 8:

"Ascoltami bene", disse lei stringendomi ancora di più le mani. "C’è qualcuno" chiuse con forza gli occhi come per vedere dentro di essi "c’è qualcuno che desidera che tu muoia. Lo avverto con grande forza, come se fossi nel cuore di quella persona, ma non nella sua mente, perché non so chi è né perché desidera la tua disgrazia."
Non capivo niente. Le chiesi perché mi dicesse una cosa del genere proprio in quel momento, quando stavamo per schiantarci.
"È normale che tu non mi capisca, non sei pronta", disse.
Restò un attimo in silenzio mentre le cappelliere stavano per aprirsi da un momento all’altro sulle nostre teste e le hostess sedute di fronte a noi, accanto ai bagni, ci guardavano senza vederci con aria terrorizzata.

inviato il 02/04/2014
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Ricordi di un vicolo cieco

immagine copertina
Banana Yoshimoto
Ricordi di un vicolo cieco
Feltrinelli
10 righe da pagina 103:

"Makoto, perché le luci sembrano sempre così calde? Le luci di sera, voglio dire" gli chiesi una volta. [...]
"Ma non è che le luci sono calde, secondo me" mi rispose Makoto.
Fuori dalla finestra si vedevano il fiume e i salici, e al di là del fiume le luci dei vecchi negozi del quartiere che brillavano.
"Dici? Però nei libri è sempre scritto così, ci sono tante scene dove le persone sole vedendo delle finestre illuminare di notte si sentono stringere il cuore. E poi in realtà quando viene sera e si fa buio e uno torna a casa, se vede la luce accesa si tranquillizza" insistei. "Le luci, quando ci sono delle persone che vivono, danno una sensazione di calore, no?"
Makoto meditò per un po', quindi disse:
"No, secondo me è la luce che c'è dentro le persone nelle case che dà una sensazione di allegria e di calore perché si riflette fuori. Infatti spesso ci si sente tristi anche quando le luci sono accese".
"Le persone hanno una luce?"
""La presenza umana manda luce, sicuramente. Perciò uno la guarda con desiderio, e gli viene voglia di tornare a casa."

inviato il 02/04/2014
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Il Profumo

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Patrick Suskind
Il Profumo
Tradotto da G. Agabio
Casa editrice TEA (collana Teadue) 2013

Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

inviato il 01/04/2014
Nei segnalibri di:

Ill secondo libro dell'inquietudine

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Fernando Pessoa
Ill secondo libro dell'inquietudine
Tradotto da Roberto Francavilla
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 60:

Vedo i paesaggi sognati con la stessa chiarezza con cui vedo quelli reali.
Se mi affaccio sui miei sogni è su qualcosa che mi affaccio.
Se vedo la vita passare, sogno qualcosa.
Di qualcuno qualcun altro ha detto che per lui le figure dei sogni avevano lo stesso rilievo e profilo delle figure della vita.
Quanto a me, sebbene possa comprendere che mi si affibi una simile frase, non l'acccetterei.
Le figure dei sogni per me non sono uguali a quelle della vita. Sono parallele.
Ogni vita - quella dei sogni e quella del mondo - possiede una realtà uguale e propria, ma diversa.
Come le cose vicine e quelle distanti.

inviato il 01/04/2014
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Tanti saluti da Orazio

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Marcello Parsi
Tanti saluti da Orazio
Tradotto da Marcello Parsi
Kimerik (ebook) 2014
10 righe da pagina 46:

Fino a che mostra un volto a noi propizio
la Fortuna, Chio Samo e Rodi incensa
restando a Roma. Se, per benefizio,
il dio qualche momento ti dispensa,
afferralo, sii grato e di anno in anno
a non procrastinar la gioia pensa,
così ch'essere stato senza danno
tu possa dir, dovunque sia vissuto.
Se è vero che le angosce in fuga vanno
solo se sei prudente ed avveduto,
non se domini il mar nella sua ampiezza
da un porto fra i più belli ritenuto,
cambia il cielo ma non la sua tristezza
colui che solca il mare qua e là.
Ci tormenta un'inerte irrequietezza
e dai viaggi aspettiam felicità.
Quello che brami è qui, ti sta vicino,
se non ti manca la serenità.

inviato il 01/04/2014
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Quinto Orazio Flacco, Epistole I, XI (seconda metà)

Il Gattopardo

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Feltrinelli

Don Fabrizio quella sensazione la conosceva da sempre. Erano decenni che sentiva come il fluido vitale, la facoltà di esistere, la vita insomma, e forse anche la volontà di continuare a vivere andassero uscendo da lui lentamente ma continuamente come i granellini che si affollano e sfilano ad uno ad uno, senza fretta e senza soste, dinanzi allo stretto orifizio di un orologio a sabbia. In alcuni momenti d'intensa attività, di grande attenzione questo sentimento di continuo abbandono scompariva per ripresentarsi impassibile alla più breve occasione di silenzio o d'introspezione, come un ronzio continuo all'orecchio, come il battito di una pendola s'impongono quando tutto il resto tace; e ci rendono sicuri, allora, che essi sono sempre stati lì vigili anche quando non li udivamo.

inviato il 01/04/2014
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IT

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Stephen King
IT
Sperling & Kupfer

«L'energia che si scialacqua con tanta profusione da ragazzi, l'energia che si ritiene non debba mai esaurirsi, si dilegua fra i diciotto e i ventiquattro anni per essere sostituita da qualcosa di assai più opaco, una sensazione fittizia come quella che ti dà una sniffata, aspirazione, forse, o traguardi o comunque voglia chiamarla un qualsiasi universitario rampante. Niente di sconvolgente. Non se ne va tutta d'un colpo, come un grande scoppio. E forse è proprio questo l'aspetto più inquietante [...]. Non si smette di essere piccoli tutt'a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi faccia a faccia con un adulto. [...] Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti».

inviato il 01/04/2014
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Ragione e sentimento

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Jane Austen
Ragione e sentimento
Tradotto da Monica Luciano
Classici Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 112:

"Sono convinto" disse Edward "che godiate genuinamente tutto il piacere di una bella veduta che dichiarate. Ma, a fronte di questo, vostra sorella deve concedermi di non provare più di quello che dico io. Mi piace una bella vista, ma non in base ai principi del pittoresco. Non mi piacciono gli alberi contorti, ritorti, piegati. Li ammiro molto di più se sono alti, dritti e ricchi di foglie. Non mi piacciono i cottage in rovina e pericolanti. Non amo appassionatamente le ortiche, i cardi o i boccioli di erica. Trovo più piacere in una comoda fattoria che in una torre diroccata, e una schiera di contadini lindi e allegri mi aggrada di più dei più affascinanti banditi del mondo."

inviato il 01/04/2014
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Troppa felicità

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Alice Munro
Troppa felicità
Tradotto da Susanna Basso
Edizioni Mondolibri su licenza Einaudi 2013
10 righe da pagina 179:

"il primissimo pomeriggio ero entrata nel salotto sul retro, avevo aperto il mobile libreria e mi ero passata in rassegna la collana dei classici Harward allineati in bell'ordine. Non trovai quasi nulla di incoraggiante, ma scelsi un libro che mi parve essere un romanzo, a dispetto del titolo in lingua straniera "I promessi sposi" . Sì sembrava proprio un romanzo ed era in inglese. Al tempo dovevo avere l'idea che i libri fossero tutti gratis, dovunque li si trovasse. Come l'acqua delle fontanelle pubbliche. Quando la vecchia Crozier mi vide con quel libro in mano mi chiese dove l'avessi preso e che ci facessi. Dalla libreria, risposi, e me lo sono portato di sopra per leggerlo. La cosa che pareva scandalizzarla di più era che da sotto l'avessi portato sopra. Sull'intenzione di leggerlo sembrava disposta a lasciar correre, come se si trattasse di un'attività troppo estranea alle sue abitudini per poterla prendere in considerazione. Infine, disse che se volevo un libro dovevo portarmelo da casa. I promessi sposi comunque era un mattone. Non mi dispiacque doverlo rimettere a posto"

inviato il 01/04/2014
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Uomo invisibile

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Ralph Ellison
Uomo invisibile
Tradotto da Carlo Fruttero e Luciano Gallino
Einaudi 2009
10 righe da pagina 7:

Nel mio buco nello scantinato ci sono esattamente 1369 luci. Ho teso una rete di fili su tutto il soffitto, centimetro per centimetro. E non sono tubi fluorescenti, ma lampadine di vecchio tipo, a filamenti, che consumano di più. Un atto di sabotaggio, insomma. Ho già cominciato a tirare i fili anche sui muri. Uno straccivendolo di mia conoscenza, un visionario, mi ha procurato filo e interruttori. Nulla, uragano o diluvio che sia, deve ostacolare il nostro bisogno di luce, sempre più luce, sempre più forte. La verità è luce e la luce è verità. Quando avrò finito le quattro pareti comincerò col pavimento. Non so ancora bene come farò. Ma quando uno è rimasto per tanto tempo invisibile diventa per forza ingegnoso. Risolverò il problema. E magari inventerò un apparecchio per mettere la caffettiera sul fuoco mentre sto a letto, o addirittura inventerò un sistema per scaldare il letto - come quel tipo che ho visto in una rivista illustrata, il quale s'era fatto un congegno per scaldarsi le scarpe! Benché invisibile, sono nella grande tradizione americana degli inventori.

inviato il 31/03/2014
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