Titolo originale: The Story of Anna O.
ISBN 978-88-6443-164-2
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Cara Lucia,
il passato diventa sempre più remoto.
L'infanzia ha il profumo delle bucce d'arancia che sfriggono sulla cucina economica e il sapore viscido dell'olio di fegato di merluzzo; sulla bottiglia dell'Emulsione Scott c'era un pescatore che si tirava dietro le spalle un grosso pesce.
Importanza dei barattoli e delle etichette nella memoria : I due vecchietti del cacao Talmone, ad esempio, Lei,sorridente gli offriva una tazza di cioccolata fumante senza seccarlo con le insidie del colesterolo.
O i gentiluomini in tuba e marsina, ai quali una bella cameriera serve l'Effervescente Brioschi, "la più deliziosa delle bibite", e c'è anche un bambino che allunga il suo bicchiere. Non l'ho mai assaggiata.

Quando si blocca, Max rimane seduto con le ginocchia strette contro il petto e si dondola avanti e indietro facendo una specie di fischio. Tiene gli occhi aperti, ma è come se fosse cieco. E non riesce neanche a sentire i rumori. Una volta mi ha detto che, quando si blocca, riesce a sentire le persone intorno a lui, ma gli sembra che le loro voci vengano dalla televisione della casa dei vicini- finte e lontane

Come può essere presente la notte.
Fatta solo di se stessa, è assoluta, ogni spazio è suo, si impone di sola presenza, della stessa presenza del fantasma che sai è lì di fronte a te ma è dapppertutto, anche alle tue spalle e se ti rifugi in un piccolo luogo di luce di esso sei prigioniero perchè intorno, come un mare che circonda il tuo piccolo faro c'è l'invalicabile presenza della notte.

Willa gli raccontò la storia.
"Mio Dio"disse lui,"puoi ancora arrampicare ?"
"Solo su coline"rispose lei,sfiorando la foto con le dita.
"Amavo arrampicare piu' di quanto amassi qualsiasi altra cosao persona,a parte Samie.Avevamo tanti progetti,lui ed io.Volevamo scalare tutte le montagne del mondo."
Sorrise malainconica,poi aggiunse:E' successo molti anni fa.Prima che perdessi la gamba e Seamie la vita.Ma ci penso ancora:Il Kilimangiaro,l'Everest,tutte quelle montagne.Nei miei sogni le scalo .Con lui.
A Oscar non sfuggì la dolente nota di tristezza nella sua voce."E' una cosa terribile,ver?"chiese mentre Willa gli apriva la porta.
"Cosa?"domandò lei,prendendo la chiave dalla tasca.
"Quella che ci anima"disse lui,scendendo le scale"Siamo prigionieri,entrambi .Io della musica, tu delle montagne.E nessuno dei due sarà mai libero."
"Forse la libertà è sopravvalutata"ribattè Willa,chiudendo a chiave la porta."Cosa saremmo noi due senza le nostre passioni?Io senza le mie montagne,tu senza la tua musica?"

Il fiume è affollato da imbarcazioni con fogge strane e carenature fantasiose,eppure non sembra di avvicinarsi a una grande città.sulla sinistra c'è un isola chiamata Honam:essendo coperta di giardini,poder e orti,ha un aria straordinariamente pastorale,e anche questo ricorda l'approssimarsi di Calcutta,con i campi e le foreste di Chitpur.Nel frattempo il numero di sampam ,lantee e giunche continua ad aumentare e ben presto ce ne sono così tante ancorate lungo gli argini da formare un interrotta barricata che impedisce di vedere la riva.Poi al di sopra di alberature e vele appaiono i bastioni della città-immense mura merlate di pietra grigia,intervallate da torri di guardia e porte con tetti a piu' strati.Fort William a Calcutta sembra minuscolo al confronto di questa vasta cittadella:le mura si sviluppano per chilometri e chilometri,le vedi risalire la collina e congiungersi in una maestosa torre a cinque piani.

Quando si voltarono,una figura esile emerse dal bosco,incespicando e cadendo.Era la donna,spogliata del suo grande fascino come un pioppo alla prima folata di vento invernale.Si distese lì dove ora ti trovi tu,fratello mio,e i grandi Timonieri accorsero da lei.Come saprai Aum ha detto che la bellezza della maggior parte delle donne è come un fiore,vulnerabile ai capricci di troppe cose:un mutamento del tempo ,un asperità del terreno, una mano fugace,un piede che schiaccia.Il fulgore di una donna
simile non puo' durare.Poi c'è una bellezza piu' rara che è come un albero.Aumentando con il passare del tempo,essa fa sentire la sua presenza soccorrendo lo stanco,dando ombra al viaggiatore,legna da ardere all'infreddolito,gioia al bambino,sicurezza all'anziano,nutrimento all'uccello, e all'ape,tenendo saldo il terreno,e sorreggendo il cielo,irremovibile nella sua determinazione ,generosa nella vita così come nella morte.Alaya era una donna così.e ce ne sono molte.

"L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perché la sua anima non apparterrà mai a loro."

Tutto il giorno sono avanzati in processione i penitenti per le strade dei quartieri di Miraventos, centinaia di uomini vestiti alla moda antica di Siviglia hanno invocato il perdono della Vergine Maria di Dio, oggi è vigilia di Pasqua, entro domani sarà risorto il Signore. Bianchi i loro cappucci e d'oro le croci sul petto, e le donne piangevano lacrime calde e tutti si battevano i corpi con scudisci e fruste e i patrizi hanno cavalcato alteri e il Re ha benedetto la plebe e l'arcivescovo Silvela era la faccia stessa dell'umiltà e del pentimento.
Niente è cambiato da sempre, niente cambierà mai finché il sole sorgerà da oriente : questo dicevano i loro visi, questo pensavano tutti.
E' bellissimo,il tuo pensiero! ed è uno spazio "di rara serenità",ciao Emma
Lun, 20/05/2013 - 10:07Elena , adesso io aspetto di arrivare alle 10.000 righe entro un anno ! voglio ancora per tanto restare in vostra compagnia , tu stai tranquilla e torna quando puoi ,noi ti aspettiamo.
Dom, 19/05/2013 - 20:27Grazie Natalina, sai io penso che in fondo è stata una lunga serie di giorni trascorsi in piacevole compagnia vostra e dei libri.
Dom, 19/05/2013 - 18:36
Mi chiusi la porta alle spalle e per la prima volta da quando abitavo in quella città mi ritrovai in un luogo familiare.
Vi regnavano infatti la stessa aria un po' vetusta e la quiete che avevo sempre amato nelle biblioteche del mio paese. Per quanto piccola, due sale appena, aveva alti soffitti e numerose finestre che le donavano un aspetto insolitamente luminoso per un edificio tanto vecchio. Al mio ingresso, molti dei presenti si voltarono a guardarmi, ma grazie a Dio solo per un momento, dopodiché tornarono uno alla volta a immergersi nella lettura o a chiacchierare fra loro a bassa voce.
Dopo aver dato un'occhiata in giro, mi avvicinai al bancone per richiedere la tessera della biblioteca.

Io di cose che conosco davvero, e amo senza smettere mai, ne ho due o tre. Una è i libri. Mi è venuto un giorno questa idea: che se solo mi fossi messo lì a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un pò -be' ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. C'erano buone possibilità che fosse la mia.
29 marzo 2013
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Commenti
belle righe ! e tutto vero
Lun, 20/05/2013 - 14:14