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Come le mosche d’autunno

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Irène Némirosvky
Come le mosche d’autunno
Tradotto da Lanfranco Binni
Garzanti 2017
10 righe da pagina 27:

Poi guardò sorridendo la tenda che oscillava lentamente, il parco, gli alberi illuminati dalla luna, e quel punto del vecchio parquet che si infossava leggermente: la flebile luce della luna vi si raccoglieva tremolante, come una pozza di latte. Quante volte, quando suo fratello dormiva, si era alzato ed era rimasto per terra, ad ascoltare la fisarmonica del cocchiere, le risa soffocate delle domestiche … Era intenso il profumo dei lillà, come quella notte … Tendeva l’orecchio come se avesse potuto udire nel silenzio il suono lamentoso della fisarmonica.

inviato il 24/07/2017
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Irène Némirovsky (Kiev 1903 – Auschwitz 1942), scrittrice francese.

Un cuore semplice

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Gustave Flaubert
Un cuore semplice
Tradotto da Camillo Sbarbaro
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 28:

Si chiamava Lulù.
Era verde, con la punta delle ali rosa, la fronte celeste e il petto dorato. Ma aveva la ossessionante mania di mordicchiare la gruccia, si strappava le piume, schiccherava l’acqua del bagnetto.
Infastidita, la Auban fece dono dell’animale a Felicita.

inviato il 24/07/2017
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Gustave Flaubert (Rouen 1821 – Croisset 1880), scrittore francese.

La maestrina degli operai

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Edmondo De Amicis
La maestrina degli operai
Ecra 2015
10 righe da pagina 3:

Una delle più belle scuole suburbane di Torino, che son tutte nuove e di bell'aspetto, è quella del piccolo sobborgo di Sant'Antonio, posto un miglio fuor di porta e abitato in gran parte da contadini e da operai di due grandi fabbriche di ferramenti e di acido solforico, che lo riempion di rumore e lo copron di fumo. Il sobborgo è formato da una sola strada diritta, fiancheggiata di piccole case e d'orticelli, dalla quale si spicca un largo viale, che corre nella campagna aperta: in fondo a questo v'è la chiesa, solitaria, e dall'un dei lati, sul confine d'un campo, la scuola. L’edifizio, piccolo e grazioso, ha cinque stanzoni al pian terreno, per le cinque classi elementari, e due camerette per il cantoniere e sua moglie che servon da bidelli, e al pian di sopra, i quartierini per le quattro maestre e un maestro, che hanno ciascuno due camerette e una cucina. Agli insegnanti appartengono cinque orti minuscoli, chiusi nel muro di cinta del cortile, e coltivati dal bidello, che tien per sé i legumi e dà al primo piano le fragole e i fiori.

inviato il 24/07/2017
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Ciao e grazie per l'informazione!

Ciao Alessandro, le tue 10 righe sono nella finale di luglio. 10 righe scelte da voi utenti.

Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 – Bordighera 1908), scrittore italiano.

Amore e ginnastica

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Edmondo De Amicis
Amore e ginnastica
Einaudi 2010
10 righe da pagina 3:

Al canto di via dei Mercanti il segretario fece una profonda scappellata all’ingegner Ginoni, che gli rispose col suo solito: - Buon giorno, segretario amato! - poi infilò via San Francesco d’Assisi per rientrare in casa. Mancavano venti minuti alle nove: era quasi certo d'incontrar per le scale chi desiderava. A dieci passi dal portone intoppò sul marciapiedi il baffuto maestro di ginnastica Fassi, che leggeva delle prove di stampa: questi si soffermò, e mostrandogli i fogli, disse che stava scorrendo le bozze d'un articolo sulla sbarra fissa della maestra Pedani, scritto per il «Nuovo Agone», giornale di ginnastica, del quale egli era uno dei principali redattori.

inviato il 24/07/2017
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Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 – Bordighera 1908), scrittore italiano.

Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute

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Piero Angela
Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 15:

Quando sono nato, alla fine degli anni Venti, Charles Lindbergh aveva appena attraversato per la prima volta in solitaria l’Atlantico con un aereo, e Umberto Nobile era appena tornato con i pochi superstiti dal disastro del dirigibile Italia al Polo Nord. L’Italia era un paese in larga misura analfabeta, una persona su cinque non sapeva neppure scrivere la propria firma. E la speranza di vita era di soli cinquantadue anni!
Rivedo perfettamente l’Italia di quell’epoca, come in un film. Era un paese pieno di lavatoi pubblici, dove le donne, chine, lavavano a mano nell’acqua fredda (senza guanti…). In città, dove c’era l’acqua corrente, si faceva in casa il bucato, che richiedeva un’intera giornata. Per chi poteva permetterselo, c’era un servizio di lavanderia. Ricordo che dal mio balcone vedevo arrivare ogni settimana un carro a cavallo carico di grandi fagotti accatastati con la biancheria pulita. A volte i cavalli facevano laghi di pipì con riflessi iridescenti.

inviato il 24/07/2017
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Grazie...

Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di luglio, scegli a partire da oggi lunedì24 a domenica, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928)

Equazione di un amore

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Simona Sparaco
Equazione di un amore
Giunti 2016
10 righe da pagina 104:

Ci sono amori che aprono spazi e altri che quegli spazi li riempiono. Amori che spalancano finestre, facendo entrare il vento, la pioggia, la neve; e altri che si preoccupano solo di proteggere, di tenere al riparo dalle intemperie. Giacomo era stato uno di quegli amori dolorosi da porte aperte e mai richiuse. Era colato negli interstizi delle mattonelle, nelle crepe dei muri, non con l'intento di colmare o levigare, piuttosto con la voracità di un'infiltrazione. Eppure, il loro era stato un legame indissolubile, di quelli che si nutrono nell'oscurità dei ricordi.

inviato il 23/07/2017
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Ciao le tue 10 righe sono nella classifica finale di Luglio. 10 righe scelte da Voi utenti.

La Faida di Ortueri

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Mauro Antonio Bonu
La Faida di Ortueri
Segnavia 2007
10 righe da pagina 67:

Lasciarono il paese dileguandosi nelle campagne. Da quel momento si diedero alla latitanza continuando a frequentare banditi e gente del loro rango, dispersi per i monti (deleaoso), procurandosi da vivere sempre nello stesso modo e macchiandosi sempre più di crimini. Ma un buon sostegno lo avevano anche dai pastori, che non abbandonano mai i banditi, procurando loro cibo, vestiario, e riferendo ogni notizia utile dal paese.

inviato il 20/07/2017
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Tenera è la notte

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Francis Scott Fitzgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
Einaudi 2005
10 righe da pagina 9:

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda: dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.
L'albergo e quel luminoso pezzetto di stuoia che era la spiaggia, erano una cosa sola. La mattina presto l'immagine lontana di Cannes, il rosa e crema delle vecchie fortificazioni, le Alpi purpuree che cingevano l'Italia, venivano gettate nell'acqua e giacevano tremolanti nei gorghi e negli anelli spinti alla superficie dalle piante marine attraverso la limpida acqua bassa.

inviato il 20/07/2017
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Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul 1896 – Los Angeles 1940), scrittore statunitense.

Il dottor Zivago

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Boris Pasternak
Il dottor Zivago
Tradotto da Pietro Zveteremich
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 248:

Al pensiero di rivedere Lara, si sentì impazzire dalla felicità. Il cuore gli batteva forte e, immaginando l'incontro, ne viveva tutti i particolari. Case di legno, marciapiedi di assi della periferia. Andava da lei. Nella via Novoslàvochnyj, gli spiazzi deserti e le costruzioni di legno finivano, cominciava la parte di pietra. Le casette del suburbio sfilavano, balenavano via come le pagine di un libro sfogliato in fretta, non come quando le volti con l'indice, ma come si fa col polpastrello del pollice sul taglio, quando le fai scorrere tutte insieme con un fruscio. Sembra che il cuore sia sospeso. Ecco, lei abita lì, all'angolo, sotto il bianco riflesso del cielo di pioggia, fattosi chiaro verso sera. Come le ama quelle casette lungo la strada che porta da lei! Vorrebbe raccoglierle da terra con la mano e baciarle!

inviato il 20/07/2017
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Boris Pasternak (Mosca 1890 – Peredelkino 1960), scrittore e poeta russo.

Una scrittura femminile azzurro pallido

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Franz Werfel
Una scrittura femminile azzurro pallido
Tradotto da Nicoletta Giacon
Garzanti 2016
10 righe da pagina 12:

Erano undici lettere, dieci delle quali scritte a macchina. Tanto più spiccava e richiamava l’attenzione in quella serie noiosa l’undicesima lettera vergata a mano con inchiostro azzurro pallido. Una scrittura femminile, i caratteri grandi, un po’ severi e allungati. Leonida abbassò istintivamente il capo perché si era reso conto di essere diventato cinereo. Gli ci vollero alcuni secondi per riprendersi.

inviato il 20/07/2017
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Franz Werfel (Praga 1890 – Los Angeles 1945), scrittore austriaco.

Piccoli amori

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Franz Werfel
Piccoli amori
Tradotto da Cristina Baseggio
Guanda 2017
10 righe da pagina 7:

Fra le due copertine di quella misera cosa che è un libro, stavano mondi inesauribili, che solo in piccolissima parte erano dell’autore, mondi che Hugo stesso si creava continuamente in forme sempre nuove e diverse. Il testo, che il ragazzo non riusciva a leggere abbastanza velocemente, serviva solo da trampolino per la corsa delle sue immagini interiori, che sorpassava ogni riga […] che non facevano parte della lettura, ma sorgevano dall'anima del piccolo lettore […]

inviato il 20/07/2017
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Franz Werfel (Praga 1890 – Los Angeles 1945), scrittore austriaco.

La vita moderna

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Susan Vreeland
La vita moderna
Tradotto da Massimo Ortelio
Neri Pozza 2007
10 righe da pagina 6:

Ormeggiate lungo la riva, imbarcazioni di ogni genere - canoe, barche a vela, iole - si specchiavano nella pigra corrente creando immagini tremule, deliziose da dipingere! Quel giorno non c'era anima viva ma, la domenica, ogni lavandaia delle braccia rosse e avvizzite. ogni commessa in negozio, ogni impiegato postale macellaio o banchiere, insomma i parigini di ogni ceto, andavano svagarsi sulla Senna o lungo le sue rive erbose.

inviato il 20/07/2017
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Susan Vreeland (Racine, Wisconsin 1946-), scrittrice americana.

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Guido Paduano
Editori Laterza 2011
10 righe da pagina 19:

Da quanto si è detto risulta chiaro che compito del poeta non è dire ciò che è avvenuto ma ciò che potrebbe avvenire, vale a dire ciò che è possibile secondo verosimiglianza e necessità. Lo storico e il poeta non differiscono tra loro per il fatto di esprimersi in versi o in prosa - si potrebbero mettere in versi le storie di Erodoto, e in versi come in prosa resterebbero comunque storia -, ma differiscono in quanto uno dice le cose accadute e l'altro quelle che potrebbero accadere. Per questo motivo la poesia è più filosofica e più seria della storia, perchè la poesia si occupa piuttosto dell'universale, mentre la storia racconta i particolari.

inviato il 19/07/2017
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Aristotele, sommo filosofo greco (Stagira, 384 a. C. - Calcide, 322 a. C.)

Lessico Famigliare

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Natalia Ginzburg
Lessico Famigliare
Einaudi 1963
10 righe da pagina 203:

(Pavese) ascoltava, tuttavia, con vivo piacere. Aveva sempre, nei rapporti con noi suoi amici, un fondo ironico, e usava, noi suoi amici, commentarci e conoscerci con ironia; e questa ironia, che era forse tra le cose più belle che aveva, non sapeva mai portarla nelle cose che più gli stavano a cuore, non nei suoi rapporti con le donne di cui si innamorava, e non nei suoi libri: la portava soltanto nell'amicizia, perché l'amicizia era, in lui, un sentimento naturale e in qualche modo sbadato, era cioè qualcosa a cui non dava un'eccessiva importanza. Nell'amore, e anche nello scrivere, si buttava con tale stato d'animo di febbre e di calcolo, da non saperne mai ridere, e da non essere mai per intero se stesso: e a volte, quando io ora penso a lui, la sua ironia è la cosa di lui che più ricordo e piango, perché non esiste più: non ce n'è ombra nei suoi libri, e non è dato ritrovarla altrove che nel baleno di quel suo maligno sorriso.

inviato il 19/07/2017
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Perle di luce, Poesie e racconti in forma poetica

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Fidanka Georgieva Kostadinova
Perle di luce, Poesie e racconti in forma poetica
Autopubblicato
10 righe da pagina 57:

Una strada lunga, senza segni,
senza fiori, senza alberi verdi,
un viaggio solitario senza piaceri,
un viaggio senza diritto di sosta.
Le gambe dolgono pesanti -
sono piene di piombo,
continua il cammino della schiava
nel deserto,
sta bevendo solo le lacrime sue,
anche se scendono raramente.

inviato il 19/07/2017
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Scelgo di Essere Felice

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Giovanni Di Girolamo
Scelgo di Essere Felice
Taita Press 2017

"Spesso ti troverai a ballare come un canna al vento, ma resisterai. Le tue radici diventeranno sempre più forti, ma continueranno a nutrirsi della terra e dell’acqua. Non si chiuderanno su se stesse, non marciranno e presto daranno vita a nuove primavere. La tua stessa vita diventerà una primavera di colori e di profumi e, quando ti troverai a riflettere sulla tua vita e sulle tue scelte, ti sentirai sereno ed in pace con te stesso e con il mondo. Ti sentirai vivo"

inviato il 19/07/2017
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I Malavoglia

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Giovanni Verga
I Malavoglia
Acquarelli
10 righe da pagina 59:

La Mena, appoggiata alla porta della cucina, colla faccia nel grembiule, si sentiva il cuore che gli sbatteva e gli voleva scappare dal petto, come quelle povere bestie che teneva in mano. La dote di Sant'Agata se n'era andata colla Provvidenza, e quelli che erano a visita nella casa del nespolo pensavano che lo zio Crocifisso ci avrebbe messo le unghie addosso. Alcuni se ne stavano appollaiati sulle scranne, e ripartivano senza aver aperto bocca, da veri baccalà che erano; ma chi sapeva dir quattro parole, cercava di tenere uno scampolo di conversazione, per scacciare la malinconia, e distrarre un po' quei poveri Malavoglia i quali piangevano da due giorni come fontane.

inviato il 18/07/2017
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Il dolore perfetto

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Ugo Riccarelli
Il dolore perfetto
Mondadori 2005
10 righe da pagina 9:

Appena qualche attimo prima di morire, appoggiata al nocciòlo del giardino, l'Annina emerse dall'ombra in cui la sua mente si era nascosta da molti anni e, all'improvviso, in quei brevi istanti che la morte ancora le concesse, come se fosse in volo rivide la casa col pino e la Mena che pregava appoggiata ad un angolo della madia, e di fronte alla Mena vide sua madre partorirla urlando di un dolore che le sembrò perfetto, e solo alla fine, quasi spiando, scorse la propria testa uscire da quel corpo rosso e gonfio dallo sforzo, e sentì per l'ultima volta l'odore di viole del suo fratello gemello che da dentro la pancia la spingeva nel mondo.

inviato il 18/07/2017
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Benvenuta Mariar :)

LA MIRABILE VISIONE

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GIOVANNI PASCOLI
LA MIRABILE VISIONE
NICOLA ZANICHELLI 1902
10 righe da pagina 20:

Angelo chiama in divino intelletto,
e dice: "Sire, nel mondo si vede
meraviglia ne l'atto, che procede
da un'anima, che fin quassù risplende".
Lo cielo, che non ha altro difetto
che d'aver lei, al suo Signor la chiede,
e ciascun santo ne grida merzede.
Sola pietà nostra parte difende;
chè parla Dio, che di madonna intende:
"Diletti miei, or sofferite in pace,
che vostra speme sia quanto mi piace
là, dov'è alcun che perder lei s'attende,
e che dirà ne lo inferno a' malnati:
Io vidi la speranza dei beati".

inviato il 18/07/2017
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Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855.

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 33:

Non chiedere - saperlo non è dato -
che fine a me, che fine a te gli dei
abbiano riservato;
dai calcoli caldei,
Leuconoe, non cercar la verità.
Quanto è meglio accettare
tutto ciò che sarà.
Sia che molti l'Eterno
a noi conceda o sia l'ultimo inverno
questo, che infrange sugli scogli il mare,
sii saggia, filtra il vino
e la lunga speranza
adegua al breve tempo che ti avanza.
Mentre indugia la voce,
invidioso il tempo se ne va:
cogli l'ora veloce,
non confidare in quella che verrà.

inviato il 18/07/2017
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Il nome Leuconoe, la ragazza a cui è dedicata la poesia, in greco significa mente bianca, ossia animo candido, per indicare la semplicità e l'ingenuità dei suoi sentimenti.

Quinto Orazio Flacco, poeta latino (Venosa, 65 a. C. - Roma, 8 a. C.)
Questa è la celebre Ode 11 del I libro, quella del "carpe diem".

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