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Il farmacista del ghetto di Cracovia

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Tadeusz Pankiewicz
Il farmacista del ghetto di Cracovia
Tradotto da Irene Picchianti
UTET 2016
10 righe da pagina 128:

"Henryk", gli risposi, "dove vivevi a quel tempo per non credermi? In che mondo? Io ero laggiù, no? Ho vissuto con quella gente durante tutto il periodo in cui è esistito il ghetto. Le impiegate della mia farmacia e io stesso siamo stati testimoni oculari di tutto ciò che è accaduto in piazza Zgody, e non solo lì, durante le deportazioni. E tu, parli di esagerazione?"
Ho spiegato e rispiegato, ma non è servito. Dopo un poco, con un lieve sorriso e dandomi un colpetto sul braccio mi disse: "Lasciamo stare questa triste storia, beviamo al nostro passato, al presente e all'avvenire."
Ricordo ancora oggi quella conversazione e mi domando quanta gente c'è al mondo che la pensa in questo modo.

inviato il 18/08/2017
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the human stain

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Philip Roth
the human stain
Vintage Books London 2005
10 righe da pagina 44:

The secret to living in the rush of the world with a minimum of pain is to get as many people as possible to string along with your delusions; the trick to living alone up here, away from all agitating entanglements, allurements, and expectations, apart especially from one's own intensity, is to organize the silence, to think of its mountaintop plenitude as capital, silence as wealth exponentially increasing. The encircling silence as your chosen source of advantage and your only intimate. The trick is to find sustenance in (Hawthorne again) "the communications of a solitary mind with itself." The secret is to find sustenance in people like Hawthorne, in the wisdom of the brilliant deceased.

inviato il 17/08/2017
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Collana di perle, Poesie e racconti in forma poetica

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Fidanka Georgieva Kostadinova
Collana di perle, Poesie e racconti in forma poetica
Autopubblicato
10 righe da pagina 73:

Con un piccolo coltello
pulisci dentro il mio cuore,
cadono pezzi di calcare
cresciuti lungo nei tempi di dolore.
Le sfumature di colori diversi
scorrono dalla musica tua,
il tramonto a Dublino
non arriva fin tarda sera.
Lontano nell'oceano tra due continenti
la piccola isola verde sorride

inviato il 15/08/2017
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Invecchiare in giardino

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Gian Lupo Osti
Invecchiare in giardino
Ponte alle Grazie 2010
10 righe da pagina 55:

Girando per foreste si impara anche che niente su questo pianeta è facile.E'raro,molto raro che una bella foresta abbandonata a se stessa sia bella.Può capitare in casi eccezionali:ho ricordato poco fa la Val Ferret e il bosco di betulle sull'Etna,ma è molto probabile che se lasciassero andare le cose per il loro verso,senza alcun intervento dell'uomo,tornando sul posto dopo molti anni troveremmo tutto cambiato in peggio.In giardino questo processo salta all'occhio :basta non intervenire in primavera per ripulire i rovi e ogni sorta di ostacoli il sentiero fra gli alberi,dove è così piacevole fare due passi per ammirare il tramonto sul lago ed ecco è divenuto impraticabile.E ciò vale anche per la singola pianta :è raro che un albero messo a dimora si sviluppi in modo perfetto senza alcun intervento da parte nostra.Spesso dovremo provvedere a evitare per esempio che si sdoppi o cresca in modo disordinato.Sono ben lontano dal desiderare che gli alberi e gli arbusti si presentino ordinati o coperti come un reggimento prussiano sulla piazza d'armi,ma anche a questo proposito...

inviato il 15/08/2017
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Gian Lupo Osti era laureato in Ingegneria navale,partecipò all'industrializzazione dell'Italia,inoltre si dedicò con grande passione alla natura,alla ricerca delle peonie arboree della Cina fu un grande appassionato di alberi ed amava la montagna...

Gian Lupo Osti nato a Napoli 25 Novembre 1920 -2012 -

Primavera nera

Henry Miller
Primavera nera
Tradotto da Attilio Verardi
Classici Moderni Oscar Mondadori 2000
10 righe da pagina 152:

Non è né giorno né notte. È l'alba che viaggia a brevi onde al battito delle ali di un albatro. I suoni che mi giungono sono attutiti, rimbombanti, smorzati, come se i travagli dell'uomo si svolgessero sott'acqua. Sento la marea che si ritrae ma non ho paura di essere risucchiato, sento le onde che sciabordano ma non ho paura d'affogare. Cammino tra i relitti e i rottami del mondo, ma i miei piedi non sono contusi. Non c'è limite al cielo né divisione tra terra e mare. Mi muovo tra chiusa e orifizio con piede instabile, che scivola. Non annuso niente, non odo niente, non vedo niente, non avverto niente. Supino o prono, di fianco come il granchio o a spirale come un uccello, tutto è beatitudine vellutata e indifferenziata

inviato il 14/08/2017
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Henry Valentine Miller (New York, 26 dicembre 1891 – Pacific Palisades, 7 giugno 1980) è stato uno scrittore, pittore, saggista e reporter di viaggio statunitense.

The Queen of the Tearling

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Erika Johansen
The Queen of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2015
10 righe da pagina 12:

Kelsea tirò fuori la collana dalla camicetta, sollevandola per mostrarla in piena luce. L’aveva portata al collo da sempre ma in quel momento avrebbe solo voluto strapparsela di dosso e restituirla a quegli uomini. Ma Barty e Carlin le avevano già spiegato che non le sarebbe stato permesso. Era l’erede al trono dei Tearling e quel giorno era il suo diciannovesimo compleanno: la data nella quale tutti i sovrani dei Tearling erano saliti al potere, a partire da Jonathan Tear. Le guardie l’avrebbero accompagnata alla Fortezza, trascinandola a forza se fosse stato necessario, e l’avrebbero inchiodata al trono, dove sarebbe rimasta seduta, coperta di seta e velluto, fino a quando non fosse stata assassinata.
Il comandante annuì nel vedere il gioiello. Kelsea scosse il braccio sinistro facendo così scendere la manica a esporre una lunga cicatrice della forma di una lama di pugnale, che le andava dal polso all'avambraccio. Uno o due uomini mormorarono qualcosa, nel vederla, e per la prima volta dal loro arrivo, le mani diedero un attimo di tregua alle armi.

inviato il 14/08/2017
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La nausea

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Jean-Paul Sartre
La nausea
Tradotto da Bruno Fonzi
Einaudi 1990
10 righe da pagina 58:

Dal fondo dì questo caffè qualcosa torna indietro sui momenti sparsi di questa domenica e li salda gli uni agli altri, dà loro un senso: ho traversato tutta questa giornata per venire a finir qui, con la fronte contro questo vetro, per contemplare questo volto fine che si schiude su una tenda granata. Tutto s’è fermato; la mia vita s’è arrestata: questo vetro, quest’aria greve, azzurra come l’acqua, ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice.

inviato il 14/08/2017
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Jean-Paul Sartre (Parigi 1905 – Parigi 1980) filosofo esponente della corrente dell'esistenzialismo, scrittore e drammaturgo francese.

I Promessi Sposi

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Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi
Il Capitello 2003
10 righe da pagina 1005:

L’uomo (dice il nostro anonimo: e già sapete per prova che aveva un gusto un po’ strano in fatto di similitudini; ma passategli anche questa, che avrebbe a esser l’ultima), l’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l’anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio.

inviato il 14/08/2017
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Alessandro Manzoni (Milano 1785 – Milano 1873).

Se questo è un uomo

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Primo Levi
Se questo è un uomo
Einaudi 1994
10 righe da pagina 23:

Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.

inviato il 14/08/2017
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Primo Levi (Torino 1919 – Torino 1987) scrittore italiano.

Il cinema, un diario

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Chiara Bonfatti
Il cinema, un diario
Edizioni Cardano 2005
10 righe da pagina 173:

Poi mi metto nella mia poltrona piena di cuscini anatomici, davanti al maxischermo della televisione con la bellissima gatta nera e lucida Naomi che gira intorno fino a quando non trova la postazione migliore addosso a me. […]
Mi innamoro così dell’amore, ma di un amore che non posso desiderare veramente o rimpiangere, perché improbabile e tanto paradossalmente romantico da congiungersi con lo strazio estremo della morte.

inviato il 14/08/2017
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Chiara Bonfatti (Pavia 1944), insegnante, preside, consulente filosofica e scrittrice italiana.

Il suono di un’idea. La leggenda di Mariano Dallapè e le sue fisarmoniche

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10 righe da pagina 92:

Partì da Stradella quando la notte non era ancora terminata e la nebbia l’accompagnò per quasi tutto il tragitto fintanto che, superate le prime case del borgo, arrivò nella piazza sottostante il castello.
Gli sembrava di essere salito in Paradiso. Sotto di lui il manto ondulato della nebbia copriva tutto il territorio; davanti aveva le case ed il castello e, sopra il capo, un cielo azzurro reso terso e limpido da un sole abbagliante.

inviato il 14/08/2017
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Lino Veneroni (Pavia 1937 - 2014), scrittore italiano.

La fanciulla dagli occhi d’oro

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Honoré De Balzac
La fanciulla dagli occhi d’oro
Tradotto da Lucio Chiavarelli
Newton e Compton 2012
10 righe da pagina 74:

Il giorno dopo Henri tornò a passeggiare al sole sulla terrazza des Feuillants e vide Paquita Valdès: già la passione l’aveva resa per lui più bella; si innamorò seriamente di quegli occhi i cui raggi parevano della stessa natura di quelli lanciati dal sole e il cui calore esprimeva tutto il fuoco ardente in quel corpo perfetto che parlava solo e in ogni parte di voluttà.

inviato il 14/08/2017
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Honoré de Balzac (Tours 1799 – Parigi 1850) scrittore francese.

PERLE NERE, Poesie e racconti in forma poetica

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FIDANKA GEORGIEVA KOSTADINOVA
PERLE NERE, Poesie e racconti in forma poetica
Autopubblicato
10 righe da pagina 11:

Nulla si ripete due volte
in uno e stesso modo,
la prossima volta entrerà di sicuro
qualcosa di nuovo.
E lì in queste incertezze,
nei piccoli bucchi tra gli eventi,
nella mancanza della precisione,
li spunta per prima volta,
un fiore nuovo, piu colorato,
un sentimento mai provato,

inviato il 12/08/2017
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Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 6:

L'uomo giusto e tenace nel suo intento
dalla folla infuriata non è scosso,
che impone azioni indegne, né dal volto
del tiranno incombente, né dall'Austro,
signore tempestoso dell'inquieto
Adriatico mar, né dalla mano
di Giove fulminante: se in frantumi
crollasse il mondo, impavido starebbe
delle macerie ad aspettare l'urto.

inviato il 11/08/2017
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"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Se una notte d'inverno un viaggiatore

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Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Mondadori 1993
10 righe da pagina 3:

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.
Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca se ne hai una. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

inviato il 11/08/2017
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Fontamara

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Ignazio Silone
Fontamara
Mondadori 1988
10 righe da pagina 5:

Prima veniva la semina, poi l’insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l’insolfatura, la mietitura, la vendemmia. Sempre la stessa canzone, lo stesso ritornello. Sempre. Gli anni passavano, gli anni si accumulavano […] Ogni anno come l’anno precedente, ogni stagione come la stagione precedente. Ogni generazione come la generazione precedente. Nessuno a Fontamara ha mai pensato che quell'antico modo di vivere potesse cambiare.

inviato il 11/08/2017
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La malora

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Beppe Fenoglio
La malora
Einaudi 1997
10 righe da pagina 78:

In dieci minuti avevamo saputo dirci tutto e combinar per la vita, e quel discorso valse per dei mesi, per tutte le volte che non potevamo parlarci che con gli occhi, ma mi sembra che on eravamo scontenti di dover tenere il segreto, talmente eravamo sicuri di noi.

inviato il 11/08/2017
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L'arcobaleno negli occhi

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Marina Sarracino
L'arcobaleno negli occhi
L'Erudita
10 righe da pagina 229:

Alissia si era già innamorata di Diego in momenti difficili e quelli che avrebbe dovuto affrontare ora non la spaventavano. Dopo avergli detto quelle parole, si alzò e si sedette sulle sue ginocchia. Lo baciò di nuovo intensamente, ad occhi chiusi, cingendogli il collo con le braccia. E dopo pochi istanti, anche Diego smise di torturarsi sulla scia di quegli angoscianti pensieri. L’abbracciò stretta, con tutta la forza che aveva, e baciandola vide mille colori e si sentì come in cielo, non più al buio e nell’abisso.

inviato il 10/08/2017
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Grazie ;)

Benvenuta Angela :)

L' ANGELO DI NEVE

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RAGNAR JOASSON
L' ANGELO DI NEVE
Tradotto da ROBERTA SCARABELLI
Farfalle Marsilio 2017
10 righe da pagina 80:

Linda Christensen aveva detto che non stava bene e aveva ottenuto il permesso di tornare a casa prima. Era grata che fosse nevicato poco negli ultimi giorni. Ma il freddo era pesante, ed il buio ancora più difficile da sopportare. Lo trovava snervante. «Io vado» disse alla caposala. Linda era nata in Islanda e, pur avendo vissuto molto tempo in Danimarca, parlava l'islandese quasi alla perfezione. L'accento danese le era rimasto per un anno, dopo che era tornata, ma ormai l'aveva perso del tutto, anche se lei si sentiva ancora una specie di forestiera: più danese che islandese. Forse con il tempo le cose sarebbero cambiate. Si infilò il cappotto e si avviò verso casa.

inviato il 07/08/2017
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Ringrazio lo staff di Dieci Righe e la casa editrice per questo fantastico libro. :)

Ragnar Jónasson (1976-Reykjavík) vive a Reykjavík. Avvocato e giornalista, insegna diritto d’autore all’università ed è anche un noto traduttore

MOBY DICK

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HERMAN MELVILLE
MOBY DICK
Tradotto da Cesarina Minoli
Classici Moderni Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 139:

Capisci ora, Bulkington? Sembra che tu afferri barlumi di quella verità intollerabile ai mortali, che ogni pensare serio e profondo è soltanto l'intrepido sforzo dell'anima per mantenere la libera indipendenza del suo mare, mentre i venti più selvaggi della terra e del cielo cospirano a gettarla sulla costa traditrice e servile. Ma siccome nell'assenza della terra soltanto sta la suprema verità senza rive, infinita come Dio, così meglio è perire in quell'abisso ululante che venire vergognosamente sbattuto a sottovento, anche se in questo fosse la salvezza. Poiché, allora, oh! chi vorrebbe come un verme strisciare vilmente a terra? Terrore dei terrori! È così vana tutta quest'angoscia? Coraggio, Bulkington, coraggio! Tienti ferocemente, semidio! Su dagli spruzzi della tua morte oceanica, su, in alto, balza la tua apoteosi!

inviato il 07/08/2017
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Herman Melville (New York, 1º agosto 1819 – New York, 28 settembre 1891) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense

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