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Il potere del drago

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Scarlett Thomas
Il potere del drago
Tradotto da Beatrice Messineo
Newton Compton 2018
10 righe da pagina 168:

Nella realtà, la vita di un autore bestseller è molto più dura di quanto si pensa – caspiterina se lo è. Tanto per cominciare, bisogna scrivere un mucchio di libri. Devi piazzarti lì e tirare fuori una storia dopo l’altra. Per molta gente – come quegli sfigati dei cantastorie, per esempio – poteva sembrare un sogno che diventava realtà. Ma non per Terrence.
Lui detestava la vista delle pagine nuove che lo attendevano ogni mattina. Odiava l’impugnatura fredda della sua costosissima penna stilografica. E poi sentiva che, avendone scritte tante (caspiterina quante), adesso schifava persino le parole. Be’, tranne quelle che non si possono pronunciare.

inviato il 16/12/2018

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Scarlett Thomas, Hammersmith, 1º luglio 1972

Dizionario inesistente

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Stefano Massini
Dizionario inesistente
A. MONDADORI
10 righe da pagina 45:

Tutto cominciò in fondo con la bastitudine, o morosinità. Non affrettatevi a cercare i sostantivi sul vocabolario: non li troverete, per il semplice fatto che non esistono. Come d’altra parte tutte le parole definite in questo dizionario: le ho create io, e non per scelta, per necessità. Ma facciamo un passo indietro, a come andò che Francesco Morosini, un comandante veneziano del Seicento, mi si candidò per intitolargli un sostantivo. Dunque. Attraversavo uno di quei momenti della vita (ce ne sono, per fortuna) in cui una qualche parte responsabile di noi prende l’iniziativa di alzare la voce nella rissa dei pensieri, e tenta di riportare ordine. Sono momenti di assoluta chiarezza, talvolta molto dolorosi perché mettono in crisi il sistema di automatismi e piccole omertà su cui ci reggiamo.

inviato il 14/12/2018
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The Intelligent Universe: AI, ET, and the Emerging Mind of the Cosmos

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ames N. Gardner and Ray Kurzweil
The Intelligent Universe: AI, ET, and the Emerging Mind of the Cosmos
New Page Books
10 righe da pagina 38:

Consider that the price-performance of computation has grown at a super-exponential rate for over a century. The doubling time (of computes per dollar) was three years in 1900 and two years in the middle of the 20th century; and price-performance is now doubling each year. This progression has been remarkably smooth and predictable through five paradigms of computing substrate: electromechanical calculators, relay-based computers, vacuum tubes, transistors, and now several decades of Moore's Law (which is based on shrinking the size of key features on a flat integrated circuit). The sixth paradigm-three-dimensional molecular computing-is already beginning to work and is waiting in the wings. We see similar smooth exponential progressions in every other aspect of information technology, a phenomenon I call the law of accelerating returns.

inviato il 13/12/2018
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The Rise and Fall of the Dinosaurs. A New History of a Lost World

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10 righe da pagina 43:

A FEW HOURS BEFORE LIGHT broke on a cold November morning in 2014, I got out of a taxi and pushed my way into Beijing’s central railway station. I clutched my ticket as I fought through a swarm of thousands of early-morning commuters, my nerves starting to jangle as the departure time for my train ticked ever closer. I had no idea where to go. Alone, with only a few words of Chinese in my vocabulary, all I could do was try to match the pictographic characters on my ticket to the symbols on the platforms. Tunnel vision set in, and I barreled up and down the escalators, past the newsstands and noodle joints, like a predator on the hunt. My suitcase—weighed down with cameras, a tripod, and other scientific gear—bounced along behind me, rolling over feet and smacking into shins. Angry shouts seemed to come at me from all directions ...

inviato il 12/12/2018
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Come diventare vivi; un vademecum per lettori selvaggi

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10 righe da pagina 138:

Ci manca il tempo: per leggere, per vivere, per amare. Ogni giornata si spezzetta in frammenti di giornata, le ore si spezzettano in minuti e i minuti svaniscono: dove vanno a finire? L’accelerazione delle nostre giornate è talmente grande che non abbiamo neanche il tempo di renderci conto che è un’accelerazione vertiginosa: la subiamo cercando di fare tutto quello che crediamo di dover fare. E a sera, invece del sonno che vorremmo fulminante come un colpo in testa, arriva solo lo spettro dilatato e mostruoso dell’insonnia che fa di noi gli spettatori di un teatro senza catarsi: e ci accorgiamo che avendo fatto tutto quello che credevamo di dover fare, abbiamo mancato tutto quello che avrebbe dato alla giornata il risveglio che accende i sensi della mente e alla notte il sonno che concilia gli opposti. Ci manca il tempo? O ci manca tutto?

inviato il 11/12/2018
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Mandate a dire all'imperatore

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Pierluigi Cappello
Mandate a dire all'imperatore
Crocetti editore 2010
10 righe da pagina 56:

MATTINO
Ho un acero fuori casa, e tutto è lontano qualche volta
tutto passa nelle cose senza contorno
ho un acero misterioso come una città sommersa
e guardare diventa le sue foglie, l'ombra premuta
metà sulla strada metà nel giardino
la luce di ciascun giorno
dove le luci si appuntano e si disperdono
Siamo l'acqua versata sulle pietre dei morti
sul filo teso fra la preghiera e il canto
siamo la neve dentro le cose
l'occhio cui tutto allucina, tutto separa
e vivere è un minuscolo posto nel mondo
dove stare in giardino

inviato il 10/12/2018
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Questa libertà

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Pierluigi Cappello
Questa libertà
Rizzoli 2013
10 righe da pagina 79:

Qui adesso sta piovendo :è una pioggia pesante, che sento saltellare sulla lamiera delle grondaie, che batte sulla distesa di foglie morte ai piedi dell'acero e ogni goccia ha il suo timbro a seconda di com'è disposta la foglia che colpisce.E' una pioggia che batte dove prima era scesa la neve, è una pioggia che sembra trascinare a terra tutto il cupo malumore del cielo durante una mattina in cui è passato l'infermiere quando ancora nevicava, lasciandomi solo nella stanza, alle prese con un disordine interiore e un disordine esteriore.

inviato il 10/12/2018
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Pierluigi Cappello è nato a Gemona del Friuli l'8.8.1967

Il tuo sguardo illumina il mondo

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Susanna Tamaro
Il tuo sguardo illumina il mondo
Solferino 2018
10 righe da pagina 43:

E ci siamo incontrati.
La prima volta che mi sei apparso è stato su una rivista che stavo sfogliando in una sala di attesa di qualche medico o dentista. Eri davanti la tua casa di Tricesimo e sorridevi con un aeroplanino in mano. Avevi appena vinto un premio letterario importante.
In realtà, non ti veniva dato molto spazio in quell’articolo – la poesia ha un appeal piuttosto limitato per la stampa – ma quello che mi colpì fu l’espressione luminosa del tuo volto.
Vederti e sentirmi meno sola fu tutt’uno.
Pochi giorni dopo comprai il tuo libro Mandate a dire all’imperatore e per molti mesi i tuoi versi hanno accompagnato le prime ore delle mie giornate.

inviato il 10/12/2018
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Susanna Tamaro (Trieste, 12 dicembre 1957)

Donne che corrono con i lupi

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Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono con i lupi
Tradotto da Maura Pizzorno
PICKWICK 2016
10 righe da pagina 276:

La foca è uno dei più belli tra i simboli dell'anima selvaggia.
Come la natura istintuale delle donne, le foche sono animali speciali, che nei secoli si sono evoluti e adattati. Come le donne-foca, queste creature vengono a terra soltanto per partorire e allevare i piccoli. La foca si dedica intensamente al suo piccolo per circa due mesi, amandolo, proteggendolo e nutrendolo unicamente con le sue proprie riserve. In quel periodo il cucciolo, che alla nascita pesa circa quindici chili, quadruplica il suo peso. Allora la madre torna al mare, e il piccolo ormai cresciuto è pronto per iniziare una sua esistenza indipendente.

inviato il 03/12/2018
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Grazie, bacio.

Ciao Elena, sei nella finale di dicembre, 10righe scelte dalla redazione.

Clarissa Pinkola Estés 27 gennaio 1945 (Messico).
La città in cui è nata è sconosciuta.

Grazie per il libro incentivo.

Memorie dal sottosuolo

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Fëdor Michajlovi Dostoevskij
Memorie dal sottosuolo
Tradotto da Milli Martinelli
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1995
10 righe da pagina 49:

Ecco, io, per esempio, non mi stupirei affatto se all’improvviso, senza dire né a né ba, in mezzo alla futura, universale ragionevolezza, spuntasse fuori un gentleman con una fisionomia spregevole, o per meglio dire retrograda e beffarda, si mettesse le mani sui fianchi e dicesse a tutti noi: “Allora, signori, non è il caso, una buona volta, di prendere a calci tutta questa ragionevolezza, di mandarla in frantumi, unicamente con lo scopo di mandare al diavolo i logaritmi e di tornare a vivere secondo la nostra stupida volontà?” Questo non sarebbe ancora nulla; il guaio è che certamente troverebbe dei seguaci: Così è fatto l’uomo. E tutto ciò per il più futile motivo, cui non varrebbe neppure la pena di accennare: per il motivo cioè che l’uomo, sempre e ovunque, chiunque esso sia, ama agire come vuole e non come consigliano la ragione [..]

inviato il 03/12/2018
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Sarà fatto!

Ciao Francesca, sei nella finale settimanale di dicembre. Scegli da lunedì 10 dicembre a domenica 16 dicembre,10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Il venditore di armi

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Hugh Laurie
Il venditore di armi
Tradotto da Vittorio Curtoni
Marsilio 2012
10 righe da pagina 13:

Un istruttore di combattimento con un braccio solo, Cliff (sì, lo so, insegnava combattimento a mani nude e aveva un solo braccio: così è la vita), mi disse una volta che il dolore è una cosa che fai a te stesso. Altra gente ti fa altre cose (ti picchia, o ti pugnala, o cerca di romperti il braccio), ma il dolore è solo farina del tuo sacco. Quindi, diceva Cliff, che aveva trascorso due settimane in Giappone e così si sentiva autorizzato a sputare stronzate simili ai suoi entusiasti allievi, hai sempre la possibilità di fermare il dolore che crei tu stesso. Cliff venne ucciso tre settimane più tardi, in una rissa al pub, da una vedova di cinquant’anni, per cui suppongo che non avrò mai l’occasione di raddrizzargli le idee.

inviato il 03/12/2018
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James Hugh Calum Laurie (Oxford, 11 giugno 1959)

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

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Claudio Pellizzeni
L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
PICKWICK 2018
10 righe da pagina 81:

Cammino finché davanti ai miei occhi non si apre uno spettacolo grandioso. Una spiaggia lunga diverse centinaia di metri, deserta. La sabbia è bianca, non c'è nemmeno un'alga o un rifiuto. Solo qualche piccola conchiglia, pezzi di corallo e noci di cocco.
Mi siedo sulla sabbia e ai miei fianchi passano enormi paguri e centinaia di granchi. Mi tuffo in acqua ancora vestito e inizio a giocare come un bambino tra le onde. La temperatura è perfetta, non ci sono grida o musiche indiane a rovinare tutto, ma solo il rumore delle onde e quello dell'anima, che ascolto. All'orizzonte i nuvoloni neri della tempesta, che fra poco si saranno diradati e colorati di rosa, arancione e rosso. Alla mia destra vedo sorgere un arcobaleno. Non mi sembra vero.
Nella mia vita in questo viaggio non avevo ancora visto nulla di più bello ed emozionante.

inviato il 26/11/2018
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Grazie

Ciao Elena sei nella finale di novembre, 10righe scelte da Voi utenti.

Claudio Pellizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Sento la felicità scorrermi nelle vene, sento di aver trovato e visto qualcosa che solo la fantasia poteva immaginare.

Gli ultimi passi del Sindacone

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Andrea Vitali
Gli ultimi passi del Sindacone
Garzanti 2018
10 righe da pagina 18:

Il sindaco Fumagalli era un uomo pingue.
Obesità androide, il grasso ce l’aveva tutto attorno all’addome.
Era alto poco più di un metro e sessanta e poggiava su gambe corte e sode che terminavano in un paio di piedi piccoli e soprattutto diversi uno dall'altro.
Il calzolaio Graziano Pelanda, che gli confezionava scarpe su misura, aveva confidato ad alcuni che il primo cittadino calzava una sorta di trentasette arrangiato a destra, come certi giovincelli che si affacciavano all'adolescenza, mentre il piede sinistro stava comodo comodo dentro un trentasei scarso. Con un passo rapido e agile, appena caracollante, il Fumagalli compensava la brevità delle leve e la disparità dei piedi. Ne risultava un procedere svelto, scattante, come quello dei merli quando scavano qua e là nella terra alla ricerca di vermi.

inviato il 26/11/2018
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Grazie.

Ciao, ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/donne-che-corrono-con-i-lupi

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di dicembre. Scegli da lunedì 3 dicembre a domenica 9 dicembre,10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Chiamami col tuo nome

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André Aciman
Chiamami col tuo nome
Tradotto da Valeria Bastia
Guanda 2008
10 righe da pagina 266:

Nelle settimane in cui ci eravamo ritrovati insieme quell'estate, le nostre vite si erano a malapena toccate, eppure eravamo approdati sulla riva opposta, dove il tempo si ferma e il cielo si congiunge con la terra e ci dà la nostra razione di ciò che ci appartiene per diritto divino fin dalla nascita. Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l'abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un'ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita.

inviato il 25/11/2018
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Le vrai lieu

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Annie Ernaux
Le vrai lieu
Gallimard
10 righe da pagina 89:

Je n'arrive pas à vivre réellement quand je n'ai pas de projet de livre en tete. Ou que ce projet est trop flou.
C'est une période de recherches mais ce n'est pas la vraie vie.
La vraie vie , c'est quand je suis dans un livre dont je sais que je le finirai.
A ce oment là , j'ai vraiment l'impression de vivre, de vivre bien.vivre bien c'est vivre toujurs avec le livre dans la tète.
Tout s'y rapporte.
C'est un rapport continuel entre l'écriture du livre et le monde réel.

inviato il 23/11/2018
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Annie Ernaux è nata il 1 settembre 1940 a Lillebonne France

Il posto

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Annie Ernaux
Il posto
Tradotto da Lorenzo Flabbi
L'orma (collana Kreuzville) 2014
10 righe da pagina 104:

Una domenica, dopo la messa, avevo dodici anni, sono salita con mio padre lungo la grande scalinata del municipio. Abbiamo cercato l'ingresso della biblioteca comunale. Non ci eravamo mai andati. [...] Dentro c'era un gran silenzio, ancora più che in chiesa, il parquet scricchiolava e sopratutto c'era quell'odore strano, antico. Due uomini ci osservavano da dietro il bancone molto alto che sbarrava l'accesso agli scaffali. Ci siamo avvicinati, mio padre mi ha lasciato dire: "Vorremmo prendere in prestito dei libri". Uno dei due uomini, subito:"Che libri cercate?". A casa non avevamo pensato che ci sarebbe stato bisogno di sapere in anticipo cosa si voleva, essere capaci di citare agevolmente titoli come marche di biscotti. Hanno scelto loro al posto nostro, Colomba per me e un romanzo leggero di Maupassant per mio padre.

inviato il 20/11/2018
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Grazie!

Ciao Francesca, sei nella finale di novembre. 10righe scelte dalla redazione.

Il guardiano del frutteto

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Cormac McCarthy
Il guardiano del frutteto
Tradotto da Silvia Pareschi
Einaudi 2014
10 righe da pagina 79:

Raggomitolato sul ramo basso di un pesco, il vecchio guardava il riverbero accecante del sole di metà mattina sulla tozza cisterna di metallo in cima alla montagna. Aveva trovato qualche pesca, anche se il frutteto era in rovina da vent’anni, da quando non c’era piú nessuno a raccogliere la frutta, cosí abbondante che di notte i rami sovraccarichi si spezzavano, risuonando nella valle come il rombo di temporali lontani. Il vecchio se lo ricordava cosí, perché amava i temporali.
La cisterna poggiava sopra alti piloni, e sullo steccato erano affissi dei cartelli di divieto che da qualche tempo attiravano la sua attenzione. Di tanto in tanto tagliava via un pezzo di pesca. Erano piccole e dure, ma lui aveva buoni denti.

inviato il 19/11/2018
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Grazie.

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di novembre. Scegli da lunedì 26 novembre a domenica 2 dicembre,10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Prigionieri di un incubo Gli anni di piombo della giustizia

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Fabrizio Barbaranelli
Prigionieri di un incubo Gli anni di piombo della giustizia
Gangemi Editore 2001
10 righe da pagina 11:

"Ma allora è vero quello che si dice in giro che stai facendo di tutto per mettere in difficoltà me e gli altri amministratori del passato, quelli con cui tra l’altro hai lavorato gomito a gomito.” “Ma come puoi pensare una cosa simile? Non darai retta alle voci che vogliono solo metterci l'uno contro l'altro.” Brandi lo osservava e riaffiorano in lui ricordi di impressioni a cui nel corso degli anni non aveva dato importanza: impercettibili segni di gelosia, infantili menzogne, manifestazioni equivoche, ambivalenze. “Forse aveva ragione chi mi diceva di diffidare di lui, chi me lo rappresentava come personaggio ambizioso e cinico, chi mi diceva del suo opportunismo.” Malgrado ciò gli era difficile crederlo. Le ragioni dell’affetto e dell’amicizia erano troppo forti. “Possibile che il mondo si sia così profondamente trasformato."

inviato il 19/11/2018
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Le tre del mattino

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Gianrico Carofiglio
Le tre del mattino
Einaudi 2017
10 righe da pagina 100:

E papà suonò da solo. Io non lo avrei confessato nemmeno a me stesso, ma ero orgoglioso e fiero di lui, e avrei voluto dire a chi mi stava vicino che il signore alto, magro, dall'aspetto elegante che era seduto al piano e sembrava molto piú giovane dei suoi cinquantun anni, era mio padre.
Quando finì, inseguendo il senso di ciò che aveva suonato in due scale conclusive e malinconiche, scoppiò un applauso pieno di simpatia. E anch'io applaudii e continuai a farlo finché non fui sicuro che mi avesse visto, perché cominciavo a capire che esistono gli equivoci e non volevo che ce ne fossero in quel momento.

inviato il 16/11/2018
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Ciao Enrico, sei nella finale di novembre, 10righe scelte dalla redazione.

6 GIORNI

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STEFANO VALENTE
6 GIORNI
GRAPHOFEEL EDIZIONI
10 righe da pagina 16:

Voglio dire: la maniera in cui cominciò. Il mio Ora di Non-voglio-morire, fermo, che non andava né avanti né indietro. Incastrato, scavato identico a una trincea stretta fra l’Ieri e il Domani che non indovinavo più: già perduti, già lontanissimi. Magari, improvvisamente, tutto mi si riduceva all’attesa di quel proiettile preciso in mezzo alla fronte, o al tentativo di scamparlo – che poi è la medesima cosa. Nient’altro contava. Passato, futuro, memoria. Anche i sogni: sapevi che ormai non ne avresti fatti diversi. Tutto – tutto quanto – imbevuto, drogato del pensiero di quella raffica che non avresti visto, che forse non avresti nemmeno sentito.

inviato il 15/11/2018
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6 GIORNI DI STEFANO VALENTE GRAPHOFEEL EDIZIONI 2018

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