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Confessioni di un codardo

C. Bukowski
Confessioni di un codardo
Guanda

E se fra voi c'è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore,
gli consiglio va' avanti,
sputa in un occhio al sole,
schiaccia quei tasti,
è la migliore pazzia che possa esserci,
i secoli chiedono aiuto,
la specie aspira spasmodicamente alla luce,
e all'azzardo, e alle risate.
Regalateglieli.
Ci sono abbastanza parole per noi tutti.

inviato il 23/05/2013
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L'ultimo giorno di gloria

Jaimy Gordon
L'ultimo giorno di gloria
Tradotto da Fabio Pedone
Fazi Editore 2011
10 righe da pagina 48:

Tu mi stai lasciando e non te ne frega niente di quello che succede a me, disse in modo abbastanza lucido. Le cose potrebbero sembrarti diverse tra un pò di tempo, io non ne valgo al pena. Davvero. Non importa se ne vali la pena, disse lui. Noi siamo una cosa sola, solo che tu sei troppo debole per capirlo. credi che sono impazzito. se fortunata che io non lo sia. sai perchè? Perchè, chiese lei, di malavoglia. Perchè se fossi davvero impazzito non ti farei fare questo errore. lo correggerei. Lei annui. C'era del vero.

inviato il 23/05/2013
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Il libro che non ho ancora scritto

Lisa Bencivenni
Il libro che non ho ancora scritto
Olivia Spaghetti
10 righe da pagina 93:

riesco ad andare al supermercato tre volte al mese comprando il minimo indispensabile e, affinando la strategia, conto di arrivare a un' "escursione con carrello" ogni quindici giorni. ci vado tardi apposta così ho poco tempo e mi concentro di più; ho imparato a portarmi dietro una lista, béh, certo, di solito guardando dentro al carrello sembra che il foglio che ho in mano non sia proprio il mio, ma tutto sommato riesco a starci abbastanza dietro. di recente mi sono anche munita di una borsa di stoffa con su scritto "non voglio la busta" per ricordarmelo nel caso la commessa mi prendesse in contropiede, perchè se la tirchieria è un peccato la parsimonia è un'arte.

inviato il 23/05/2013
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Tre tazze di tè

Greg Mortenson - David Oliver Relin
Tre tazze di tè
Tradotto da Stefano Viviani
Mondadori 2006
10 righe da pagina 58:

In un periodo di intenso conflitto tra India e Pakistan, Greg era infastidito dal modo in cui gli studenti indiani e pachistani giocavano alla guerra nell'intervallo, fingendo di mitragliarsi e decapitarsi a vicenda. "A parte questo era un posto magnifico per andare a scuola" racconta. "Era come una piccola ONU. C'erano 28 differenti nazionalità e celebravano tutte le festività :Hannukah, Natale, Diwili, la festa di Id."

inviato il 23/05/2013
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Trilogia di New York

Paul Auster
Trilogia di New York
Tradotto da Massimo Bocchiola
Einaudi 2010
10 righe da pagina 9:

Nelle storie che scriveva, a importargli non era il rapporto con il mondo, ma il rapporto con le altre storie. Ancor prima di diventare William Wilson, Quinn era stato un affezionato lettore di romanzi gialli. Sapeva che per lo più erano scritti male, e nella grande maggioranza dei casi non avrebbero superato nemmeno l’esame più generico; eppure era la forma che lo attraeva, e rifiutava di leggere solo quei rari gialli di bruttezza incredibile. Mentre per gli altri generi letterari possedeva un gusto rigoroso, esigente fino all’incontentabilità, verso quei libri quasi non faceva differenze. Quando era dell’umore giusto, ne leggeva senza difficoltà anche dieci o dodici di seguito. Una specie di fame s’impossessava di lui, la bramosia di un cibo speciale, e non si interrompeva prima di averne mangiato a sazietà.

inviato il 23/05/2013
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A volte ritornano

Stephen King
A volte ritornano
Tradotto da Hilia Brinis
Bompiani 1981
10 righe da pagina 345:

L'UOMO CHE AMAVA I FIORI

...Il giovane attraversò la Sessantatreesima, camminando con un che di elastico nel passo e sempre con quel mezzo sorriso sulle labbra.
Verso la metà dell'isolato, un vecchio stava accanto a un carrettino verde carico di fiori: il colore predominante era il giallo,quello febbrile delle giunchiglie e dei crocus tardivi.
Il vecchio aveva anche dei garofani e alcune rose tea di serra, anche quelle gialline.
L'aria era dolce e profumata.
Il giovane si girò verso il carrettino del fioraio,sorridendo.
Le avrebbe portato dei fiori, e questo l'avrebbe fatta contenta.
Amava vedere che gli occhi le si illuminavano per la sorpresa e per la gioia quando le faceva un'improvvisata : piccole cose,perchè era tutt'altro che ricco.
"mio giovane amico!, disse il fioraio,vedendo che il giovane vestito di grigio tornava sui suoi passi,facendo scorrere lo sguardo sulla merce esposta.
Il venditore di fiori ricordava anche lui che cosa voleva dire essere giovani in primavera : giovani e così innamorati da camminare quasi senza toccare terra.

inviato il 23/05/2013
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Commenti

IT non l'ho ancora letto ma mi ispira, vedi che ...delle righe ne attirano altre !ciao

Un'altra lettrice kingiana, eh.... :)
Io sto leggendo It!

IL LIBRO CHE NON HO ANCORA SCRITTO

Lisa Bencivenni
IL LIBRO CHE NON HO ANCORA SCRITTO
Olivia Spaghetti
10 righe da pagina 48:

è Marlene, timida mi chiede se può prendere un pezzetto della torta che ho preparato nel pomeriggio e dalla sua carezza sulla mia spalla le deve sembrare proprio buffa la mia reazione, soprattutto il mio turpiloquio mezzo italiano e mezzo spagnolo per dirle che io per me sola non cucino mai. per me cucinare è condividere, è prendersi cura, è confortare ed è per questo che non serve nemmeno chiedere; il suo masticare sarà per me la buonanotte migliore, come questa ninna nanna che piano parte sopra le nostre parole, come fosse una coperta cadutaci addosso a pennello per riscaldarci dalla notte che non ha bisogno di certezze quasi come noi che, invece di continuare a rincorrerle, ci stiamo insegnando a farne egregiamente a meno.

inviato il 23/05/2013
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Trilogia di New York

Paul Auster
Trilogia di New York
Tradotto da Massimo Bocchiola
Einaudi 2010
10 righe da pagina 6:

New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso, e nel consegnarsi al movimento delle strade, riducendosi a un occhio che vede, eludeva l’obbligo di pensare; e questo, più di qualsiasi altra cosa, gli donava una scheggia di pace, un salutare vuoto interiore. Il mondo era fuori di lui, gli stava intorno e davanti, e la velocità del suo continuo cambiamento gli rendeva impossibile soffermarsi troppo su qualunque cosa. […] Vagando senza meta, tutti i luoghi diventavano uguali e non contava più dove ci si trovava. Nelle camminate più riuscite giungeva a non sentirsi in nessun luogo. E alla fine era solo questo che chiedeva alle cose: di non essere in nessun luogo. New York era il nessun luogo che si era costruito attorno, ed era sicuro di non volerlo lasciare mai più.

inviato il 22/05/2013
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La luna è il nostro sole

Nuran David Calis
La luna è il nostro sole
Tradotto da Antonio Marinelli
LàSino d'oro 2012
10 righe da pagina 133:

Basta! fra un paio d'ore la chiamo, oppure la chiamo subito, e le dico che voglio fuggire con lei, non mi importa dove, dove vuole lei, io vado insieme a lei, ho un po' di soldi da parte, ce ne andiamo, lontano da qui, lontano. Neanche glielo chiedo, compro semplicemente due biglietti e partiamo subito, domani, martedì, siamo nel pullman per Genova, arriviamo diciotto ore dopo, al porto. Andiamo in un albergo e facciamo l'amore, finché non trovo un piccolo appartamento, al porto, lì c'è la luce più bella, quando il sole sorge o tramonta. lì si possono vedere le petroliere. Il porto, la porta del mondo.

inviato il 22/05/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

http://www.lasinodoroedizioni.it/libri/40/la-luna--il-nostro-sole

Grazie per il libro incentivo

COMPLEANNI D'AUTORE 2013

Arthur Conan Doyle
COMPLEANNI D'AUTORE 2013
10righedailibri 1859

Nasceva oggi: Arthur Conan Doyle (22 maggio 1859)

Sherlock Holmes si trasformava quando era coinvolto in una pista come questa. Le persone che conoscevano solo il freddo pensatore e illogico di Baker Street avrebbero stentato a riconoscerlo. Il suo volto era infiammato e incupito.
Le sopracciglia aggrottate erano come due nette linee nere, mentre gli occhi brillavano di bagliore di acciaio. li suo volto si sporgeva in avanti, le spalle curve, le labbra serrate, e le vene si gonfiavano come cordoni sul suo lungo, sinuoso collo.
Le narici sembravano dilatarsi come quelle di un animale assolutamente concentrato nell'inseguimento, e la sua mente era così assorta su quanto stava accadendo che una semplice domanda o osservazione rimanevano inascoltate alle sue orecchie o, tutt'al più, provocavano un secco e conciso ringhio di risposta. In modo rapido e silenzioso, si fece strada lungo il sentiero che attraversava i prati, percorrendo i boschi fino a Boscombe Pool.
(Le avventure di Sherlock Holmes)

inviato il 22/05/2013
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