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Un pezzo di luna

Giuseppe Dessì
Un pezzo di luna
Edizioni La torre
10 righe da pagina 78:

A Villacidro ho trascorso gli anni più belli e liberi della mia adolescenza, là è la vecchia casa del mio nonno materno, la casa di mio padre, e là sono le tombe dove i miei cari riposano, ma non è questo che conta, o per lo meno non è soltanto questo. Ciò che conta di più è che io là mi sento forte, intelligente, anzi onnisciente. Se tocco l'acqua della Spendula, so di che cosa è fatta quell'acqua, se prendo in mano un sasso ha del sasso una conoscenza che arriva fino alla molecola, all'atomo. Il tavolo a cui mi appoggio è stato albero, è carico di tempo astronomico, di tempo vegetale, di tempo umano. Quando sono là questo sentimento mi riempie e mi sento bene, e non ho nemmeno bisogno di esprimerlo razionalmente o liricamente. Posso semplicemente tacere.partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi

inviato il 17/05/2013
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Grazie Staff!

Grilletto Salterino dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
e poi andare a scrivere nel post che lancia il gioco "partecipo con + il link del tuo post"

Antonella Anedda

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Antonella Anedda
Mondadori 2012
10 righe da pagina 37:

Adesso che il sonno si è spezzato come un ramo
sarebbe possibile inghiottire questa brina
sfinirsi di freddo in cerca di parole
scucire i sogni e appenderli sui fili
come i lenzuoli nel gioco dei fantasmi.
Invece solo il dolore è forte.
Sale dall'osso della schiena
fa della mente un cranio,
gela e vorrebbe tepore,
intiepidire,essere un uovo, un albume di sole.

inviato il 17/05/2013
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ho conosciuto Antonella Anedda nella mia città dove ha presentato le sue poesie nell'ambito di "DIRE POESIA" 2013

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Accabadora

Michela Murgia
Accabadora
Einaudi Numeri Primi 2012
10 righe da pagina 3:

Quando la vecchia si era fermata sotto la pianta del limone a parlare con sua madre Anna Teresa Listru, Maria aveva sei anni ed era l'errore dopo tre cose giuste. Le sue sorelle erano già signorine e lei giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna.[...] Andò via con Tzia Bonaria Urrai quel giorno stesso, tenendo la torta di fango in una mano, e nell'altra una sporta piena di uova fresche e prezzemolo, miserabile viatico di ringraziamento. Maria sorridendo intuiva che da qualche parte avrebbe dovuto esserci un motivo per piangere, ma non riuscì a farselo venire in mente.[...] Tzia Bonaria le diede un letto solo suo e una camera piena di santi, tutti cattivi. Lì Maria capì che il paradiso non era posto per bambini.

inviato il 17/05/2013
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:)

:)

Rossella dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
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Nuragico.odt

Gavino Ortu
Nuragico.odt
Edizioni Draw Up
10 righe da pagina 75:

Rimase per qualche istante senza parole quando vide quel chec'era dall'altra parte della collina: ai piedi della formazione si estendeva un villaggio costituito di capanne circolari costruite con rocce bianche. I tetti erano fatti con tronchi di legno e canne, disposti a forma di cono. A colpo d'occhio gli sembrarono le stesse pietre che della zona e nelle pareti rocciose del golfo. Al centro del villaggio si innalzava
per almeno quindicina metri di altezza una strana costruzione, formata da due grandi torri di roccia bianca. In cima alle torri dei merli, simili in tutto e per tutto a quelli dei castelli medievali, fungevano da parapetto.

inviato il 17/05/2013
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partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi

Gavino dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
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L'isola dei due mondi

Geraldine Brooks
L'isola dei due mondi
Neri Pozza
10 righe da pagina 248:

Ma un'altra visione, meno confortante, veniva a visitarmi. Una sola immagine: un'imponente porta di rovere massiccio che si chiudeva davanti ai miei occhi. Era la porta della biblioteca. Un giorno si era aperta per me ed ero stata accolta nel tempio degli uomini sapienti. Non riuscivo a immaginare con chiarezza come sarebbe stata la mia vita se avessi sposato Samuel Corlett, ma sapevo cos'avrei perduto se non l'avessi fatto. L'incanto delle lingue antiche sarebbe diventato solo un ricordo, nessuno mi avrebbe donato libri di poesia, nessuno mi avrebbe affascianato con le sue parole... E rammentavo anche dell'altro: labbra frementi, il tocco di mani smaniose.

inviato il 17/05/2013
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Scusate leggo ora e sono già fuori tempo ... sono anche un pò persa e confusa... diciamo pure che sono un pò tonta! :-) Spero di riuscire la prossima, baci

Silvia dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
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Paese d'Ombre

Giuseppe Dessì
Paese d'Ombre
Il Maestrale 2002
10 righe da pagina 81:

Ricominciò a piovere quella stessa notte, e continuò ininterrottamente per giorni e giorni,come zio Raimondo aveva previsto.
Quando la terra si fu imbevuta,mille rivoli scesero dalle omntagne , e unendosi formavano torrenti che trascinavano nella loro corsa rapinosa terra, asssi,sterpi,cespugli, e persino interi alberi con le radici che ostruivano o rendevano più violenta la corsa dei torrenti,specialmente quelli in cui tutti gli altri confluivano, la Fluminera, che attraversa tutto il paese da monte a valle, e il cui corso non era stato ancora regolato.
Il torrente infuriava contro gli argini e scalzava le fondamenta delle case. Già in altri tempi ,le piene avevano trascinato via intere abitazioni causando anche vittime umane.
Ma per quell'anno non accadde nulla,perchè dopo sei giorni la pioggia cessò e il cielo si rifece azzurro.

inviato il 17/05/2013
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adoro questo libro, io attualmente lavoro accanto alla Fluminera :)

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L'Italia in biciletta

Ellee Thalheimer
L'Italia in biciletta
Edizioni EDT 2010
10 righe da pagina 242:

Un tempo coperte di fitte foreste, alcune zone dell'isola sono state indelebilmente segnate da incendi, disboscamento e sfruttamento indiscriminato dei pascoli; tuttavia le aree più elevate delle zone montuose sono ancora ammantate di querce da sughero, castagni e noccioli. Sugli altipiani del Gennargentu e del Sopramonte l'aria profuma di timo, origano, salvia e rosmarino; nelle regioni costiere, dove la vegetazione è più scarsa, predominano la macchia mediterranea, il ginepro, il mirto, il lentisco e la ginestra.

inviato il 17/05/2013
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Ops...errore nel titolo! Manca una c !!!

Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi MINIGIOCO DELLE 15

ANIME ONESTE

GRAZIA DELEDDA
ANIME ONESTE
ILISSO COLLANA BIBLIOTECA SARDA 2009
10 righe da pagina 88:

La chiesa era stata comprata da Paolo in uno stato quasi di rovina, senza tetto, invasa dai roveti e dall'edera. Ma l'interno, preservato dalla grossa volta, si conservava ancora bene (…)La chiesa di San Giacomo era stata diversa da tutte le chiese sarde di campagna; non teneva addossate le solite stanze dette cumbissias, ove i fedeli dimorano durante il tempo della novena, ma aveva due piccole sagrestie e un loggiato ad archi dalla parte del nord. Non aveva campanile,e sulla facciata che si alzava a punta al di sopra del tetto si osservavano striscie di mosaico di rozza fattura.

inviato il 17/05/2013
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Ho sbagliato la pagina è 180 O_o

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Canne al vento

Grazia Deledda
Canne al vento
Newton Compton 1992
10 righe da pagina 124:

Era un giovedì sera e l'usuraia non filava per timore della Giobiana, la donna del giovedì, che si mostra appunto alle filatrici notturne e può loro cagionare del male.

Pregava, invece, seduta sullo scalino della porta sotto la ghirlanda della vite argentea e nera, alla luna: e ogni volta che guardava intorno le sembrava ancora di vedere, qua e là sulla muraglia dei fichi d'India, gli occhi di Efix verdi scintillanti d'ira. Eran le lucciole.

Eran le lucciole: ma anche lei credeva alle cose fantastiche, alla vita soprannaturale degli esseri notturni e ricordava che da ragazzetta, quando era povera e andava a chieder l'elemosina ed a raccogliere sterpi sotto le rovine del castello, e la fame e la febbre di malaria la perseguitavano come cani arrabbiati, una volta mentre scendeva fra i ciottoli, acuti come coltelli, in faccia al sole cremis fermo sopra i monti violetti di Dorgali, un signore l'aveva raggiunta, silenzioso, toccandola per la spalla.

inviato il 17/05/2013
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Grande Deledda ^_^

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La Sardegna e i Sardi

Charles Edwardes
La Sardegna e i Sardi
Tradotto da Lucio Artizzu
Ilisso Edizioni 2000
10 righe da pagina 274:

Questi mutamenti sono del tutto recenti. La parte alta della città, con le sue piazze ed i palazzi di granito, sembra proprio nuova di zecca. Altre case vanno sorgendo rapidamente in una confusione di scavi ed impalcature, col concerto di scalpelli e martelli. Casermoni rossi e bianchi, le carceri, hanno soppiantato antichi castelli e torri che venivano usati come prigioni per soldati e criminali.
Nel Medioevo, Sassari soffrì di una grave pestilenza e nel 1885 il colera, nel giro di tre settimane, mieté un terzo della popolazione. La diffusione moderna della cultura ha fatto sì che non ci si affidi più a San Gavino e alle diverse Madonne delle confraternite per ottenere protezione da flagelli di questo genere.
San Gavino, insomma, ha dovuto cedere il passo ai medici specialisti.

inviato il 17/05/2013
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Foto della bellissima Basilica di S.Gavino a Porto Torres (SS)

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