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Un pezzo di luna

A Villacidro ho trascorso gli anni più belli e liberi della mia adolescenza, là è la vecchia casa del mio nonno materno, la casa di mio padre, e là sono le tombe dove i miei cari riposano, ma non è questo che conta, o per lo meno non è soltanto questo. Ciò che conta di più è che io là mi sento forte, intelligente, anzi onnisciente. Se tocco l'acqua della Spendula, so di che cosa è fatta quell'acqua, se prendo in mano un sasso ha del sasso una conoscenza che arriva fino alla molecola, all'atomo. Il tavolo a cui mi appoggio è stato albero, è carico di tempo astronomico, di tempo vegetale, di tempo umano. Quando sono là questo sentimento mi riempie e mi sento bene, e non ho nemmeno bisogno di esprimerlo razionalmente o liricamente. Posso semplicemente tacere.partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi


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Antonella Anedda

Adesso che il sonno si è spezzato come un ramo
sarebbe possibile inghiottire questa brina
sfinirsi di freddo in cerca di parole
scucire i sogni e appenderli sui fili
come i lenzuoli nel gioco dei fantasmi.
Invece solo il dolore è forte.
Sale dall'osso della schiena
fa della mente un cranio,
gela e vorrebbe tepore,
intiepidire,essere un uovo, un albume di sole.


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Accabadora

Quando la vecchia si era fermata sotto la pianta del limone a parlare con sua madre Anna Teresa Listru, Maria aveva sei anni ed era l'errore dopo tre cose giuste. Le sue sorelle erano già signorine e lei giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna.[...] Andò via con Tzia Bonaria Urrai quel giorno stesso, tenendo la torta di fango in una mano, e nell'altra una sporta piena di uova fresche e prezzemolo, miserabile viatico di ringraziamento. Maria sorridendo intuiva che da qualche parte avrebbe dovuto esserci un motivo per piangere, ma non riuscì a farselo venire in mente.[...] Tzia Bonaria le diede un letto solo suo e una camera piena di santi, tutti cattivi. Lì Maria capì che il paradiso non era posto per bambini.


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Nuragico.odt

Rimase per qualche istante senza parole quando vide quel chec'era dall'altra parte della collina: ai piedi della formazione si estendeva un villaggio costituito di capanne circolari costruite con rocce bianche. I tetti erano fatti con tronchi di legno e canne, disposti a forma di cono. A colpo d'occhio gli sembrarono le stesse pietre che della zona e nelle pareti rocciose del golfo. Al centro del villaggio si innalzava
per almeno quindicina metri di altezza una strana costruzione, formata da due grandi torri di roccia bianca. In cima alle torri dei merli, simili in tutto e per tutto a quelli dei castelli medievali, fungevano da parapetto.


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Gavino dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
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L'isola dei due mondi

Ma un'altra visione, meno confortante, veniva a visitarmi. Una sola immagine: un'imponente porta di rovere massiccio che si chiudeva davanti ai miei occhi. Era la porta della biblioteca. Un giorno si era aperta per me ed ero stata accolta nel tempio degli uomini sapienti. Non riuscivo a immaginare con chiarezza come sarebbe stata la mia vita se avessi sposato Samuel Corlett, ma sapevo cos'avrei perduto se non l'avessi fatto. L'incanto delle lingue antiche sarebbe diventato solo un ricordo, nessuno mi avrebbe donato libri di poesia, nessuno mi avrebbe affascianato con le sue parole... E rammentavo anche dell'altro: labbra frementi, il tocco di mani smaniose.


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Paese d'Ombre

Ricominciò a piovere quella stessa notte, e continuò ininterrottamente per giorni e giorni,come zio Raimondo aveva previsto.
Quando la terra si fu imbevuta,mille rivoli scesero dalle omntagne , e unendosi formavano torrenti che trascinavano nella loro corsa rapinosa terra, asssi,sterpi,cespugli, e persino interi alberi con le radici che ostruivano o rendevano più violenta la corsa dei torrenti,specialmente quelli in cui tutti gli altri confluivano, la Fluminera, che attraversa tutto il paese da monte a valle, e il cui corso non era stato ancora regolato.
Il torrente infuriava contro gli argini e scalzava le fondamenta delle case. Già in altri tempi ,le piene avevano trascinato via intere abitazioni causando anche vittime umane.
Ma per quell'anno non accadde nulla,perchè dopo sei giorni la pioggia cessò e il cielo si rifece azzurro.


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adoro questo libro, io attualmente lavoro accanto alla Fluminera :)
Ven, 17/05/2013 - 14:43- accedi o registrati per inviare commenti
L'Italia in biciletta

Un tempo coperte di fitte foreste, alcune zone dell'isola sono state indelebilmente segnate da incendi, disboscamento e sfruttamento indiscriminato dei pascoli; tuttavia le aree più elevate delle zone montuose sono ancora ammantate di querce da sughero, castagni e noccioli. Sugli altipiani del Gennargentu e del Sopramonte l'aria profuma di timo, origano, salvia e rosmarino; nelle regioni costiere, dove la vegetazione è più scarsa, predominano la macchia mediterranea, il ginepro, il mirto, il lentisco e la ginestra.


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ANIME ONESTE

La chiesa era stata comprata da Paolo in uno stato quasi di rovina, senza tetto, invasa dai roveti e dall'edera. Ma l'interno, preservato dalla grossa volta, si conservava ancora bene (…)La chiesa di San Giacomo era stata diversa da tutte le chiese sarde di campagna; non teneva addossate le solite stanze dette cumbissias, ove i fedeli dimorano durante il tempo della novena, ma aveva due piccole sagrestie e un loggiato ad archi dalla parte del nord. Non aveva campanile,e sulla facciata che si alzava a punta al di sopra del tetto si osservavano striscie di mosaico di rozza fattura.


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Canne al vento

Era un giovedì sera e l'usuraia non filava per timore della Giobiana, la donna del giovedì, che si mostra appunto alle filatrici notturne e può loro cagionare del male.
Pregava, invece, seduta sullo scalino della porta sotto la ghirlanda della vite argentea e nera, alla luna: e ogni volta che guardava intorno le sembrava ancora di vedere, qua e là sulla muraglia dei fichi d'India, gli occhi di Efix verdi scintillanti d'ira. Eran le lucciole.
Eran le lucciole: ma anche lei credeva alle cose fantastiche, alla vita soprannaturale degli esseri notturni e ricordava che da ragazzetta, quando era povera e andava a chieder l'elemosina ed a raccogliere sterpi sotto le rovine del castello, e la fame e la febbre di malaria la perseguitavano come cani arrabbiati, una volta mentre scendeva fra i ciottoli, acuti come coltelli, in faccia al sole cremis fermo sopra i monti violetti di Dorgali, un signore l'aveva raggiunta, silenzioso, toccandola per la spalla.


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La Sardegna e i Sardi

Questi mutamenti sono del tutto recenti. La parte alta della città, con le sue piazze ed i palazzi di granito, sembra proprio nuova di zecca. Altre case vanno sorgendo rapidamente in una confusione di scavi ed impalcature, col concerto di scalpelli e martelli. Casermoni rossi e bianchi, le carceri, hanno soppiantato antichi castelli e torri che venivano usati come prigioni per soldati e criminali.
Nel Medioevo, Sassari soffrì di una grave pestilenza e nel 1885 il colera, nel giro di tre settimane, mieté un terzo della popolazione. La diffusione moderna della cultura ha fatto sì che non ci si affidi più a San Gavino e alle diverse Madonne delle confraternite per ottenere protezione da flagelli di questo genere.
San Gavino, insomma, ha dovuto cedere il passo ai medici specialisti.


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Commenti
Grazie Staff!
Ven, 17/05/2013 - 19:11Grilletto Salterino dovresti integrare con la frase "partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi"
Ven, 17/05/2013 - 18:29e poi andare a scrivere nel post che lancia il gioco "partecipo con + il link del tuo post"