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Le braci

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Sándor Márai
Le braci
Tradotto da M. D'Alessandro
Adelphi 2008
10 righe da pagina 157:

Anche questo è un segno di vecchiaia. Quando ormai ti rendi conto che un bicchiere non è altro che un bicchiere e che gli uomini, qualunque cosa facciano, sono solo creature mortali. Poi invecchia il tuo corpo; non tutto in una volta, certo, invecchiano per primi gli occhi oppure le gambe, lo stomaco, il cuore. Si invecchia così, un pezzo dopo l'altro. Poi a un tratto invecchia la tua anima: anche se il corpo è effimero e mortale, l'anima è ancora mossa da desideri e ricordi, cerca ancora la gioia. E quando scompare anche questo anelito di gioia, restano solo i ricordi e la vanità di tutte le cose; a questo stadio si è irrimediabilmente vecchi. Un giorno ti svegli e ti strofini gli occhi e non sai più perchè ti sei svegliato. (...) L'uomo comprende il mondo un pò alla volta e poi muore.

inviato il 18/09/2017
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:) In alcuni momenti è un po' ridondante, però esplora con tali profondità e franchezza l'animo umano che glielo si perdona!

brava ! mi hai fatto tornare alla mente un libro così vero e sempre attuale, vado a ripescarmelo

QUALCUNO CON CUI CORRERE

DAVID GROSSMAN
QUALCUNO CON CUI CORRERE
Tradotto da SUSANNA ZEVI AG.LETTER.
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 23:

Non aveva idea di come avrebbe fatto a cavarsela. Forse, una volta lì, si sarebbero risvegliate in lei forze nuove e sconosciute. Per ora poteva contare solo su questa fragile speranza. In ogni caso tutto appariva difficile, quasi impossibile, e se si fosse messa a meditare sulle proababilità di farcela si sarebbe lasciata vincere dallo sconforto ancor prima di cominciare.

inviato il 14/09/2017
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bella!! ... e vera!

Benvenuta Marina :)

L'arte di essere fragili

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Alessandro D'Avenia
L'arte di essere fragili
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 119:

La noia è la mancanza del nuovo. (...)
Il nuovo non deve essere quindi per forza diverso, ma può essere lo stesso senza diventare per questo "uguale". Quando un cuore dice a un altro "ti amerò per sempre", che pretesa avanza se non quella che riuscirà a trovare sempre il nuovo nella stessa persona, l'infinito nel finito? Dipenderà dalla capacità di sostare, di pazientare, di giungere a uno strato ulteriore di profondità propria e altrui. Il nuovo è capace di ricordarci la nostra novità, quando ci sentiamo vecchie da buttar via.La noia è la mancanza del nuovo. (...)
Il nuovo non deve essere quindi per forza diverso, ma può essere lo stesso senza diventare per questo "uguale". Quando un cuore dice a un altro "ti amerò per sempre", che pretesa avanza se non quella che riuscirà a trovare sempre il nuovo nella stessa persona, l'infinito nel finito? Dipenderà dalla capacità di sostare, di pazientare, di giungere a uno strato ulteriore di profondità propria e altrui. Il nuovo è capace di ricordarci la nostra novità, quando ci sentiamo vecchi da buttar via.

inviato il 13/09/2017
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Grazie mille staff :)))))

Ciao FrancescaSS83, sei nella finale di settembre, 10 righe scelte dalla redazione.

Lo Scherzo

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Milan Kundera
Lo Scherzo
Tradotto da Antonio Barbato
Superpocket 2005
10 righe da pagina 139:

Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.

inviato il 12/09/2017
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Grazie! :)

Ciao Davide, sei nella finale di settembre, 10 righe scelte da Voi utenti.

Milan Kundera (Brno, 1º aprile 1929) è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo ceco naturalizzato francese

Vento & Flipper

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Haruki Murakami
Vento & Flipper
Tradotto da Antonietta Pastore
Enaudi 2016
10 righe da pagina 79:

- Perché ti sei ritirato?
- Mah! Perché mi annoiavo, direi. A mio modo però mi sono sforzato. Mi sono sforzato tanto che stentavo a crederci io stesso. E mi preoccupavo per il benessere altrui, col risultato che una volta sono stato pestato da un agente di polizia. Però, sai, viene un momento in cui ognuno torna al posto a cui appartiene. Peccato che io non l’abbia trovato, quel posto. E’ come ne gioco delle sedie, ne manca sempre uno.
- Cosa intende fare d’ora in avanti?
- Vorrei scrivere un romanzo. Cosa ne pensi?
- Che fai bene, naturalmente.
Il Sorcio annuì.
- Che genere di romanzo?
- Un romanzo bello. Bello per me, s’intende. Non che io creda di aver talento. Ma perlomeno vorrei scrivere qualcosa che mi permetta di evolvere, altrimenti non ha senso.

inviato il 11/09/2017
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Ciao Lorenzo Schiavone sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali.

condivido , belle righe !

Bellissima questa citazione!

L'Idiota

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Fedor M. Dostoevskij
L'Idiota
Tradotto da Giovanni Faccioli
Rizzoli 2010
10 righe da pagina 97:

...In realtà a me non piace stare con gli adulti, con gli uomini, con i grandi - me ne sono accorto da un pezzo - e non mi piace perchè non ci so stare.
Qualunque cosa mi dicano, per quanto siano buoni con me, tuttavia, chi sa perchè, mi riesce sempre penoso star con loro, e sono immensamente contento quando posso andare al più presto con i miei compagni, e i miei compagni sono stati sempre i
fanciulli,non perchè io stesso sia un fanciullo, ma semplicemente perchè mi sentivo attratto verso di loro.
Quando, al principio del mio soggiorno in campagna, me ne andavo triste e solo pei monti, e cominciai, mentre vagavo solitario, a incontrare talvolta, specie a mezzogiorno, ora in cui uscivano da scuola, tutta quella banda chiassosa di ragazzi che correvano con borse e lavagnette,gridando, ridendo e giocando, allora tutta l'anima mia si metteva a un tratto a tendersi verso di loro.
Non so come, ma cominciai a provare una sensazione di felicità a ogni incontro.

inviato il 11/09/2017
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Ciao Emma sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali.

grazie Natalina, vedo di perseverare !

Ben tornata Emma!!!

Discorso sulla fragilità degli uomini

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Olivier Bleys
Discorso sulla fragilità degli uomini
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 177:

"Appunto ,Wei,appunto!Sono sicuro che gli alberi se avessero gli occhi e un pò di intelletto ,guarderebbero il televisore.Non c'è divertimento che gli si addica di più e per cui siano più adatti.Chissà del resto ,se il nostro sommaco non approfitta a modo suo dei programmi televisivi?Da quel che mi sembra ,i suoi rami più alti occupano una buona posizione.allungandosi verso la finestra,potrebbero vedere lo schermo ".
"Il prozio Hou-Chi parla a vanvera!"scoppiò a ridere l'operaio.

Tutte le pupille tuttavia ruotarono verso il vetro da cui si intravedevano in effetti fini e segmentati come bruchi in fila indiana,i rami più alti del sommaco.A giudicare dall'estensione dei rami,l'albero non bramava i raggi del sole ma,in effetti ,le luci bluastre del televisore.
"La natura è piena di misteri"terminò Hou -Chi con un sorriso sinuoso."Del resto ,non facciamo parte anche noi della natura?".

inviato il 11/09/2017
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Barbara,ben trovata !

Ciao Natalina :*

Olivier Beys ,nato il 2.maggio 1970- a Lione-Francia

IL BARONE RAMPANTE

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ITALO CALVINO
IL BARONE RAMPANTE
Classici Moderni Oscar Mondadori
10 righe da pagina 3:

Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d'Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell'ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d'andare a desinare a metà del pomeriggio. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: – Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s'era vista disubbidienza più grave.

inviato il 11/09/2017
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Ciao Tuzza, sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali. Scegli da oggi lunedì 18 a domenica 24 settembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Grazie :)

Bevenuta Tuzza :)

Pnin

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Vladimir Nabokov
Pnin
Tradotto da Elena De Angeli
Adelphi 2014
10 righe da pagina 113:

Dove erano finite quelle istantanee artistiche che le piaceva scattare – animaletti, nuvole, fiori, una radura in aprile con le ombre delle betulle sulla neve molle e zuccherata, […] un orizzonte al tramonto, una mano che reggeva un libro? Ricordò il giorno del loro ultimo incontro, sul lungofiume della Neva a Pietrogrado, e le lacrime, e le stelle […] ed era stato tutto – ma la fitta di tenerezza era rimasta, simile all'idea vibrante di una poesia che sai di sapere ma non riesci a ricordare.

inviato il 11/09/2017
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Grazie Emma! Mi fa piacere che possa essere un suggerimento per una tua prossima lettura...

amo gli autori russi e questo libro mi manca, me lo procuro, grazie della segnalazione

Infanzia berlinese intorno al millenovecento

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Walter Benjamin
Infanzia berlinese intorno al millenovecento
Tradotto da Enrico Ganni
Einaudi 2007
10 righe da pagina 72:

Nel nostro giardino c’era un chiostro decrepito e abbandonato. Lo amavo per le sue vetrate multicolori. Quando all'interno passavo di vetro in vetro, mi trasformavo; mi coloravo come il paesaggio che, ora avvampante ora polveroso, ora sommesso ora lussureggiante, stava alla finestra. La stessa cosa mi accadeva disegnando a china, quando le cose mi schiudevano il loro grembo non appena le assalivo in un umida nuvola. Qualcosa di simile avveniva con le bolle di sapone. Attraversavo la stanza dentro di loro e mi mescolavo al gioco di colori della volta sino a quando scoppiava. Nel cielo, come un monile, in un libro, mi perdevo nei colori.

inviato il 11/09/2017
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belle queste righe !

Walter Benjamin (Berlino 1892 – Portbou 1940), filosofo, scrittore e critico letterario tedesco.

Come Dio comanda

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Niccolò Ammaniti
Come Dio comanda
Einaudi Stile Libero 2015
10 righe da pagina 173:

- Gli hai fatto male? - Gli bastò guardare suo figlio negli occhi per capire. - Non gli hai fatto un cazzo! - Scosse la testa disperato. - Tu...tu non sai fare a botte -. Fu una rivelazione. - Non sei capace di fare a botte -. Lo disse con un tono tra lo scandalizzato e il colpevole. Come se non gli avesse insegnato a parlare, a camminare. Come se avesse avuto un figlio con un'allergia mortale ai farinacei e lo avesse obbligato ad abboffarsi di pane. - Ma..- Cristiano provò a interromperlo (...). Ma suo padre era partito.- E' colpa mia. E' colpa mia-.

inviato il 08/09/2017
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Grazie mille staff!!! :)

Ciao Francesca sei nella finale di settembre, 10 righe scelte dalla redazione.

Cose che nessuno sa

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Alessandro D'Avenia
Cose che nessuno sa
Mondadori Editore 2015
10 righe da pagina 221:

Il cuore non è altro che una fila di stanze, sempre più piccole, una immette in un'altra attraverso una porta chiusa e scale che scendono. Sono in tutto sette stanze. Il cuore del cuore è la settima, la più difficile da raggiungere, ma la più luminosa perché le pareti sono di cristallo. Gioia e dolore vengono da quella stanza e sono la chiave per entrarci. Gioia e dolore piangono le stesse lacrime, sono la madreperla della vita, e quel che conta nella vita è mantenere intatto quel pezzetto di cuore, così difficile da raggiungere, così difficile da ascoltare, così difficile da donare, perché lì è tutto vero.

inviato il 08/09/2017
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Grazie staff! ;)

Benvenuta Francesca! :)

Libro estivo. Un libro da leggere prima che cominci la scuola, sia per adolescenti che per adulti e professori, all'inizio di settembre quando l'estate se la porta via l'aria fresca...ma si ha ancora voglia di stare sulla sabbia.

Eccomi

Jonathan Safran Foer
Eccomi
Guanda
10 righe da pagina 237:

La serie cominciava con l’inizio della scrittura della serie. I personaggi erano i personaggi della vita reale di Jacob: una moglie infelice (che non voleva essere descritta in questi termini); tre figli: uno sull’orlo dell’età adulta, uno sull’orlo di un’estrema coscienza di sé, uno sull’orlo dell’indipendenza intellettuale; un padre xenofobo in preda al terrore; una madre che fa e disfa in silenzio; un nonno depresso. Se un giorno l’avesse condiviso e gli fosse stato chiesto in che misura era autobiografico, avrebbe detto: "non è la mia vita, ma sono io". E se qualcuno - chi a parte il dottor Silvers? - gli avesse chiesto quanto fosse autobiografica la sua vita, avrebbe detto: "è la mia vita, ma non sono io".

inviato il 07/09/2017
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Irene Abigail Piccinini, 2016
non sono riuscita a trovare dove vadano inserite queste informazioni!

Benvenuta Silvi23 : ) nome del traduttore e anno di edizione del libro da cui hai tratto le 10 righe?

Capricci del destino

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Karen Blixen
Capricci del destino
Tradotto da Paola Ojetti
Feltrinelli 2005
10 righe da pagina 34:

Il pranzo di Babette
Quando il folletto dai capelli rossi ch'era al servizio di Babette aprì la porta della stanza da pranzo ,e gli ospiti ne varcarono la soglia lentamente,questi non si tennero più per mano ,e rimasero in silenzio .Ma era un dolce silenzio,perché in ispirito essi si tenevano ancora per mano,cantando.
Babette aveva messo una fila di candele in mezzo alla tavola,e quelle fiammelle brillavano contro le giacche e le vesti nere,e contro l'unica uniforme scarlatta,e si riflettevano nei chiari occhi umidi.Il generale Loewenhielm vide il volto di Martina alla luce delle candele,come lo aveva veduto trent'anni prima,quando i due si erano lasciati.Quali tracce avevano mai potuto lasciarvi trent'anni di vita a Berlevag?i capelli d'oro erano adesso striati d'argento,il viso tanto simile a un fiore adagio adagio si era fatto di alabastro.Ma quanto serena era quella fronte e quanto pacato e fiducioso quello sguardo,quanto pura e dolce la bocca,come se mai parole avventate fossero uscite da quelle labbra.Quando tutti si fossero seduti ,i membri anziani della Congregazione ...

inviato il 05/09/2017
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Karen Blixen(Dinesen) nata a Rungstad -Horsholm -Danimarca , il 17 aprile 1885- Deceduta il 7 settembre 1962 -La sua vita a fasi drammatica è stata magistralmente ricostruita da Judith Turman-

Quante volte ,il libro è definito ...Un viaggio;l'estate ricca di suoni e frastuoni e calura..mi hanno aiutato ad allontanarmi,per ritrovare un mondo particolare ,chiuso ,grigio ,freddo ,nello stesso tempo raccolto ,in un momento conviviale e speciale.Un viaggio gratificante per lo spirito...

Ventimila leghe sotto i mari

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Jules Verne
Ventimila leghe sotto i mari
Tradotto da Bona Alterocca
Grandi tascabili economici Newton 2012
10 righe da pagina 153:

Mi guardai attorno e osservai alcune acqueforti che non avevo notato durante la mia visita precedente. Erano ritratti di grandi uomini, di personaggi storici la cui esistenza era stata interamente dedicata a un grande ideale umano.
Quale legame poteva esistere tra quegli spiriti eroici e il capitano Nemo?
Forse in quella galleria di ritratti era nascosta la chiave del mistero della sua vita.
Che fosse anche lui un campione dei popoli oppressi, un liberatore delle genti schiave?Era stato un protagonista negli ultimi sovvertimenti politici o sociali di questo secolo?
L'orologio che batteva le otto interruppe le mie riflessioni: già al primo rintocco mi
strappai ai miei sogni e trasalii come se un occhio invisibile avesse potuto scrutare nel più profondo dei miei pensieri.

inviato il 04/09/2017
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Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), è stato uno scrittore francese.

Libro affascinante, grande classico per tutte le età, ottimo per una vacanza al mare. Coniuga in buon equilibrio avventura, curiosità e interesse per l'ignoto. Temi importantissimi trattati con cura impeccabile, che rende possibile una lettura a vari livelli.

Storie della buonanotte per bambine ribelli

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Francesca Cavallo, Elena Favilli
Storie della buonanotte per bambine ribelli
Tradotto da Loredana Baldinucci
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 26:

C'era una volta una bambina che viveva in una fattoria insieme alla sua grande famiglia. Passava intere giornate a vagabondare libera nei campi con i suoi fratelli e le sue sorelle, ma dava anche una mano ad accudire gli animali. E non solo i più piccoli, come le galline e le oche, ma anche i più grandi, come le mucche e i cavalli!
Si chiamava Astrid ed era un vero spirito ribelle.
Era forte, coraggiosa, non aveva mai paura di stare sola ed era capace di fare di tutto: pulire, cucinare, aggiustare una bicicletta, camminare sui tetti, difendersi dai bulli, inventare storie fantastiche... Vi sembra familiare?
Be', se avete mai letto la storia di un'altra bambina che era forte, coraggiosa e impavida di nome Pippi Calzelunghe, non vi sorprenderà sapere che fu proprio Astrid a scrivere quel libro geniale.
Quando Pippi Calzelunghe fu pubblicato, molti adulti lo accolsero con disapprovazione. «Pippi è troppo ribelle» dicevano. «I nostri figli penseranno che la disobbedienza è un bene.» I bambini, invece, se ne innamorarono.

inviato il 04/09/2017
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Grazie!

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/lo-scherzo-5

Grazie :)

Ciao Giovanni sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali. Scegli da lunedì 11 a domenica 17 settembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Libri da leggere in vacanza ovunque

Il pomeriggio di un piastrellista

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Lars Gustafsson
Il pomeriggio di un piastrellista
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 2017
10 righe da pagina 37:

Torsten rabbrividì. Gli dava una sensazione inquietante vedere un lavoro che era stato iniziato con le migliori intenzioni e che poi, Dio sa per quale motivo, era stato lasciato naufragare nel più grottesco e precario raffazzonamento.
Si sentiva a disagio. La cosa strana non era solo che il suo predecessore aveva così palesemente perso la voglia di lavorare (...) ma anche che (lui, o loro?) non sembravano essersi minimamente resi conto di quanto il lavoro fosse man mano cambiato e deteriorato. E lo colpì il pensiero che non di rado era proprio quello che succedeva a molte esistenze. O forse non era in realtà quello che succedeva a tutte le esistenze, se si puntava la lampada e le si osservava abbastanza da vicino? Esisteva una vita che si potesse dire migliorata col passare del tempo? Non era forse vero che le cattive abitudini diventavano sempre più radicate, i compromessi più vischiosi, le incoerenze più grandi? Non era, in poche parole, la vita un costante e lento declino da un certo ordine a un sempre crescente disordine?

inviato il 29/08/2017
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Bellissima idea, la vostra!

Grazie

Grazie

Benvenuta Francesca :)

Invecchiare in giardino

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Gian Lupo Osti
Invecchiare in giardino
Ponte alle Grazie 2010
10 righe da pagina 55:

Girando per foreste si impara anche che niente su questo pianeta è facile.E'raro,molto raro che una bella foresta abbandonata a se stessa sia bella.Può capitare in casi eccezionali:ho ricordato poco fa la Val Ferret e il bosco di betulle sull'Etna,ma è molto probabile che se lasciassero andare le cose per il loro verso,senza alcun intervento dell'uomo,tornando sul posto dopo molti anni troveremmo tutto cambiato in peggio.In giardino questo processo salta all'occhio :basta non intervenire in primavera per ripulire i rovi e ogni sorta di ostacoli il sentiero fra gli alberi,dove è così piacevole fare due passi per ammirare il tramonto sul lago ed ecco è divenuto impraticabile.E ciò vale anche per la singola pianta :è raro che un albero messo a dimora si sviluppi in modo perfetto senza alcun intervento da parte nostra.Spesso dovremo provvedere a evitare per esempio che si sdoppi o cresca in modo disordinato.Sono ben lontano dal desiderare che gli alberi e gli arbusti si presentino ordinati o coperti come un reggimento prussiano sulla piazza d'armi,ma anche a questo proposito...

inviato il 15/08/2017
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Gian Lupo Osti era laureato in Ingegneria navale,partecipò all'industrializzazione dell'Italia,inoltre si dedicò con grande passione alla natura,alla ricerca delle peonie arboree della Cina fu un grande appassionato di alberi ed amava la montagna...

Gian Lupo Osti nato a Napoli 25 Novembre 1920 -2012 -

L'arcobaleno negli occhi

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Marina Sarracino
L'arcobaleno negli occhi
L'Erudita
10 righe da pagina 229:

Alissia si era già innamorata di Diego in momenti difficili e quelli che avrebbe dovuto affrontare ora non la spaventavano. Dopo avergli detto quelle parole, si alzò e si sedette sulle sue ginocchia. Lo baciò di nuovo intensamente, ad occhi chiusi, cingendogli il collo con le braccia. E dopo pochi istanti, anche Diego smise di torturarsi sulla scia di quegli angoscianti pensieri. L’abbracciò stretta, con tutta la forza che aveva, e baciandola vide mille colori e si sentì come in cielo, non più al buio e nell’abisso.

inviato il 10/08/2017
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Grazie ;)

Benvenuta Angela :)

L' ANGELO DI NEVE

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RAGNAR JOASSON
L' ANGELO DI NEVE
Tradotto da ROBERTA SCARABELLI
Farfalle Marsilio 2017
10 righe da pagina 80:

Linda Christensen aveva detto che non stava bene e aveva ottenuto il permesso di tornare a casa prima. Era grata che fosse nevicato poco negli ultimi giorni. Ma il freddo era pesante, ed il buio ancora più difficile da sopportare. Lo trovava snervante. «Io vado» disse alla caposala. Linda era nata in Islanda e, pur avendo vissuto molto tempo in Danimarca, parlava l'islandese quasi alla perfezione. L'accento danese le era rimasto per un anno, dopo che era tornata, ma ormai l'aveva perso del tutto, anche se lei si sentiva ancora una specie di forestiera: più danese che islandese. Forse con il tempo le cose sarebbero cambiate. Si infilò il cappotto e si avviò verso casa.

inviato il 07/08/2017
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Ringrazio lo staff di Dieci Righe e la casa editrice per questo fantastico libro. :)

Ragnar Jónasson (1976-Reykjavík) vive a Reykjavík. Avvocato e giornalista, insegna diritto d’autore all’università ed è anche un noto traduttore

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