Accabadora

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immagine copertina
Michela Murgia
Accabadora
Einaudi 2010
10 righe da pagina 92:

Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione é la stessa della luna, necessari a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima. Di quei pensieri Bonaria Urrai ne aveva diversi, e aveva imparato nel tempo a prendersene cura, scegliendo con pazienza in quali notti farseli sorgere dentro. Non aveva pianto molto mentre veniva via da casa dei Bastìu, ma ognuna di quelle lacrime aveva lasciato un solco nuovo sul volto dell'accabadora già segnato dal tempo.

inviato il 25/03/2011
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Commenti

Complimenti, ti sei aggiudicata il libro incentivo per le 10 righe più gradite dagli utenti di questa settimana : )

Il libro fa pensare al "problema" dell'eutanasia

La fine non é straordinaria, ma le descrizioni e lo stile sono belli. Inoltre il libro mi ha fatto amare e conoscere meglio la Sardegna, questa straordinaria regione, così particolare e intensa.

Accabadora ha molte parti scritte così, davvero bene. Ma anche, purtroppo, o così è parso a me, una storia incompleta, frettolosa nella sua conclusione, come se dovesse rispettare un numero di pagine. Mi è sembrato un libro monco, di buone intenzioni.

fill'e anima

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