Alien. La clonazione

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Ann Carol Crispin
Alien. La clonazione
Tradotto da Sergio Mancini
Sonzogno 1998
10 righe da pagina 166:

Il pianeta Terra riempiva completamente lo schermo. Era ancora un mondo azzurro con grandi banchi di nuvole sparse un po’ dappertutto. Ma almeno i due terzi erano oscurati da una gigantesca rete di metallo, parte di un’immensa operazione spaziale condotta dalle compagnie e dal governo planetario in seguito ad un accordo di comodo. La griglia era come un parziale rivestimento che ruotava leggermente più veloce del pianeta stesso. […] Gli unici che vivevano davvero sulla Terra erano i disoccupati e i reietti. Attualmente gli impieghi più interessanti si trovavano nello spazio e nelle colonie. Non era difficile trovare un luogo del pianeta che fosse completamente disabitato per portare l’Auriga all’impatto. Johner non aveva mentito: la Terra era davvero un postaccio.

inviato il 22/03/2019
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Ann Carol Crispin
USA, Stamford, 5 aprile 1950 – Waldorf, 6 settembre 2013

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