Aristotele e i veleni di Atene

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Margaret Doody
Aristotele e i veleni di Atene
Tradotto da Rosalia Coci
Sellerio 2004
10 righe da pagina 364:

Non appena fu chiaro che Frine era stata assolta e non era condannata a morte, il fermento della folla divenne sempre più rumoroso e frenetico. Perché adesso alcuni membri della giuria, non contenti di aver dato il proprio verdetto, corsero a congratularsi con lei di persona. Con incantevole cortesia, Frine ancora nuda disse una parola sommessa a ognuno di loro. [...] La sua accompagnatrice si precipitò di corsa sulla spianata senza che nessuno glielo impedisse, e cominciò a rimettere in ordine le vesti della bella donna buttandole addosso un mantello. Ma Frine non se ne andò finché non ebbe parlato con tutti quanti desideravano parlarle. Poi, alla fine, guardò Iperide, che ormai sedeva esausto sul bordo della piattaforma asciugandosi il viso. [...] e poi Frine se ne andò. La dea se n’era andata, e Atene era stata salvata dall’oltraggio ad Afrodite.

inviato il 13/05/2011
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