CANTI PAGANI E ALTRE POESIE CLASSICHE

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LUIGI SICILIANI
CANTI PAGANI E ALTRE POESIE CLASSICHE
ALL'INSEGNA DEL PESCE D'ORO 1982
10 righe da pagina 28:

VENERE E LE ROSE
Si ravviava le chiome, asciugando i capelli bagnati
Venere un giorno; intorno cantano a lei le Grazie.
Satiri al canto s'affrettan, al canto s'affrettano Ninfe:
dietro le siepi quiete bevono i dolci canti.
Pure qualche impudente osò discoprirsi a Dione;
vede lei mentre molce con dotta mano il volto.
Arrosì pudibonda, le corse il rossore pel viso
e le occupò le gote una grata porpora.
Poi si fuggì tra le rose, si rifugiò tra i rosai;
quivi nascosta molli spira dal volto i crochi.
Mentre respira e sparge i crochi e di porpora splende
la dedalea terra coglie i divini fiati.
Quinci i fiori ne han tratto il loro purpureo colore;
la rosa, prima bianca, ora è fatta porpora.
Queste cogliete, di queste adornatevi, o giovinette;
la rugiada di Pesto splenda a voi tra le chiome:
spargete alla dea le sue rose di primavera e d'estate,
spirino i templi rose, voi respirate rose.

inviato il 03/06/2012
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