Cecenia. Il disonore russo

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Anna Politkovskaja
Cecenia. Il disonore russo
Tradotto da Agnès Nobécourt, Alberto Bracci
Fandango 2009
10 righe da pagina 48:

Perché oggi questo paese è diviso in due campi squilibrati: quelli che stanno con i militari (che uccidono, rubano e violentano) e quelli che vi si oppongono. I primi sono costretti a essere contro i ceceni in virtù di un vecchio detto staliniano: "Chi non è con noi, è contro di noi" (la coabitazione criminale non conta, le mafie non conoscono frontiere). E quelli che odiano i ceceni hanno tutti i diritti. In compenso, gli altri sono automaticamente considerati partigiani dei ceceni, e quindi anche loro scarti della società umiliabili e calpestabili a piacimento, e non solo in senso figurato. Qualcuno provi a dimostrarmi il contrario, quando parlo di guerra civile!

inviato il 28/10/2011
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"... questo libro è diventato più pericoloso di una trasmissione televisiva, della dichiarazione di un testimone, di un processo al Tribunale Internazionale." Passo tratto dall'introduzione di Roberto Saviano

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