Clarissa

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Stefan Zweig
Clarissa
Tradotto da Marco Zapparoli
Elliot 2015
10 righe da pagina 10:

La domenica era l’unico giorno in cui quella porta si dischiudeva a quel mondo, in cui faceva ingresso un raggio effimero proveniente dall'esterno; quel giorno si apriva la sala per le visite, arrivavano i genitori, i parenti, venivano a trovare i loro figli o i loro protetti, e tutti portavano con sé qualcosa, piccoli doni o quanto meno delle chiacchiere, delle notizie, un po’ di movimento e soprattutto quello di cui più avevano bisogno quelle creature ancora immature, cioè attenzione e tenerezza. Così, ciascuna di loro si sentiva risollevata, per due, tre ore, dalla massa grigiastra e un po’ informe di tutti i giorni, come colmata, nutrita di nuove impressioni. E la domenica sera, quando la casa veniva richiusa, il chiacchiericcio si faceva ancora più fitto, c’era della nuova materia, il piccolo io racchiuso nel grembiule scolastico si rianimava.

inviato il 21/08/2017
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Stefan Zweig (Vienna 1881 – Petrópolis 1942), scrittore austriaco.

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