Comandante ad Auschwitz

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Rudolf Höß (traduzione di Giuseppina Panzieri Saija)
Comandante ad Auschwitz
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014
10 righe da pagina 28:

Il vero delinquente professionale, divenuto tale per disposizione o scelta, si è sganciato dalla società borghese, anzi la combatte con la sua attività. Non intende più ritornare in seno alla comunità, perché ormai si sente legato a quella sua vita criminale, a quella sua “professione”. … La condanna, la pena da scontare sono soltanto un affare andato male, un incidente sul lavoro, una panne - non altro. … Non credo che ci sia in lui qualche residuo di sentimento; rifiuta ogni tentativo di rieducazione, ogni sforzo altrui per ricondurlo sulla retta strada mediante la bontà, anche se talvolta, per puri motivi tattici, per ottenere una riduzione della pena, assume il tono del peccatore pentito. Ma sostanzialmente resta un uomo rozzo e volgare, e prova una grande soddisfazione nel calpestare ciò che può apparire sacro ad altri.

inviato il 19/04/2015
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Si tratta di una precisa analisi psicologica di alcuni detenuti effettuata dall’autore, risalente al periodo della sua prigionia in un carcere di Brandeburgo dal 1924 al 1928, ma scritta tra il 1946 e il 1947 prima della sua impiccagione.

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