Come non educare i figli

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Franz Kafka
Come non educare i figli
Tradotto da Marco Federici Solari
L'orma Editore 2013
10 righe da pagina 29:

Ciò che da questa superficie si porta dietro lo scrivere – quando non ci sono alternative e le fonti più profonde restano mute – non è nulla e crolla su se stesso nell'istante in cui un sentimento vero scuote il terreno superiore. Perciò quando si scrive non si è mai abbastanza soli, quando si scrive non si può mai avere abbastanza silenzio attorno, quando si scrive la notte è sempre troppo poco notte. Perciò non si può mai avere abbastanza tempo a disposizione, perché le vie sono lunghe e ci si perde facilmente e a volte si è persino preda della paura e, senza essere costretti o chiamati, viene voglia di tornare indietro correndo (una voglia che dopo è sempre duramente punita), come se si dovesse ricevere all'improvviso un bacio dalla bocca più amata! Ho pensato spesso che lo stile di vita migliore per me consisterebbe nel vivere, con il materiale per scrivere e una lampada, nel locale più interno di un’ampia cantina chiusa a chiave.

inviato il 01/05/2017
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Il passo è tratto da una lettera a Felice Bauer scritta nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1913.

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