Come stare soli

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Jonathan Franzen
Come stare soli
Tradotto da Silvia Pareschi
Einaudi 2003
10 righe da pagina 12:

Per fortuna mia madre era una grande scrittrice di lettere. La passività di mio padre,che io consideravo deplorevole ma non del tutto affar mio, era per lei fonte di amaro disappunto. Fino all’autunno del 1989- un’epoca in cui, secondo le sue lettere,mio padre giocava ancora a golf ed eseguiva le principali riparazioni domestiche- mia madre mantenne le sue lamentele in termini strettamente personali :” E’ estremamente difficile vivere con una persona molto infelice quando sospetti di essere la causa principale di quell’infelicità. Decenni fa, quando papà mi disse che secondo lui l’amore non esisteva ( che il sesso era una “trappola”) e che lui non era tagliato per essere una persona “ felice”, avrei dovuto esser tanto furba da capire che quella relazione non sarebbe mai stata soddisfacente per me. Ma ero indaffarata & impegnata con figli e gli amici cui volevo bene, e credo di essermi detta, come Rossella O’Hara , ” Ci penserò domani”.

inviato il 02/08/2012
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