Confesso che ho vissuto

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Pablo Neruda
Confesso che ho vissuto
Tradotto da Luca Lamberti
Einaudi Editore 1998
10 righe da pagina 3:

Queste memorie, o ricordi, sono discontinue e a tratti si smarriscono perché cosí appunto è la vita. L’intermittenza del sonno ci permette di sostenere i giorni di lavoro. Molti dei miei ricordi sono svaniti a evocarli, sono divenuti polvere come un cristallo irrimediabilmente ferito. Le memorie del memorialista non sono come quelle del poeta. Uno è vissuto forse meno, ma ha fotografato molto di piú e ci appassiona con la precisione dei particolari. L’altro ci consegna una galleria di fantasmi scossi dal fuoco e dall’ombra della sua epoca. Forse non ho vissuto in me stesso, forse ho vissuto la vita degli altri. Da quanto ho lasciato scritto in queste pagine sempre si staccheranno – come sugli alberi d’autunno e come al tempo della vendemmia – le foglie gialle che vanno a morire e le uve che rivivranno nel vino che è sacro. La mia vita è una vita fatta di tutte le vite: le vite del poeta.

inviato il 02/03/2017
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Commenti

Fatto! Grazie mille Staff! :D

Ciao Davide sei il finalista del mese di Marzo 10 righe scelte dalla redazione. Per te un libro incentivo. Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie :)

Ciao Davide, sei nella finale di marzo, 10 righe scelte dalla redazione.

Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), è stato un poeta, diplomatico e politico cileno

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