Misery

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immagine copertina
Stephen King
Misery
Mondadori

Ogni tanto i suoni si affievolivano, come il dolore, e allora restava solo la nebbia. Prima della nebbia ricordava l’oscurità: oscurità totale. Doveva dedurne che stava facendo progressi? Sia fatta la luce (anche se di tipo nebbioso) e la luce era cosa buona e così via e così via? Erano esistiti quei suoni nell’oscurità? Non era in grado di dare risposta ad alcuna di quelle domande. Aveva senso porsele? No, non aveva risposta nemmeno a questa. Il dolore restava poco sotto i suoni. Il dolore era ad est del sole e a sud delle sue orecchie. Qui si concludevano le sue certezze. Per un lasso di tempo che sembrò molto lungo (e così era, poiché in esso esistevano solo il dolore e quella nebbia inquieta) quei rumori furono l’unica realtà esterna. Non aveva idea di chi fosse e nemmeno gli importava saperlo. Avrebbe voluto essere morto, ma nella nebbia intrisa di dolore che gli riempiva la mente come una tempestosa nube estiva, non sapeva di volerlo….

inviato il 30/09/2010
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Commenti

ottimo!

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