Crisalide rosa

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Cristiana Pivari
Crisalide rosa
Absolutely free

Il tormento iniziava già ad aprile con la mamma che diceva:
«Silvia è pallida. Bisogna portarla al mare».
Sono sempre stata un capro espiatorio perfetto al punto che quando ho conosciuto Pennac ho subito solidarizzato con il suo Malaussene, di professione capro espiatorio, per l’appunto.
A mia madre piace molto il mare, le piace arrostirsi al sole, sguazzare nell’acqua appena un metro dalla riva, farsi la passeggiata serale sul corso affollato della località prescelta, che poi era quasi sempre Jesolo, ma, soprattutto, le piace spettegolare in spiaggia di personaggi famosi con qualche vicina di ombrellone. Mio padre odiava tutto questo, compreso il pasticcio di carne annegato nella besciamella che puntualmente si beccava, almeno una volta alla settimana, nel menù della pensione completa.
Ad aprile ero pallida, a maggio avevo l’asma con uno sibilo che sentiva solo lei, a giugno o la rianimazione o il mare e a quel punto mio padre cedeva, per amor mio, e si preparava a quindici giorni di sacrificio.

inviato il 10/01/2011
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