Divina Commedia
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" E quella a me:" Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria, e ciò sa il tuo dottore.
ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse.
da quel giorno più non vi leggemmo avante".


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Commenti
Partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/maturarighe minigioco del 22 giugno
Ven, 22/06/2012 - 15:31