Domani nella battaglia pensa a me

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Javier Marìas
Domani nella battaglia pensa a me
Einaudi
10 righe da pagina 4:

Come mi rallegro di questa morte, come mi dispiace, come la celebro. A volte per suscitare l'ilarità basta che il morto sia uno sconosciuto, della cui disgrazia inevitabilmente ridicola leggiamo sui giornali, poveretto, si dice in preda alle risate, la morte come rappresentazione o come spettacolo di cui si dà notizia, tutte quante le storie che si raccontano o si leggono o si ascoltano percepite come teatro, c'è sempre un grado di irrealtà in ciò di cui ci informano, come se niente accadesse mai per intero, nemmneno quello che capita a noi e che non dimentichiamo. Nemmeno quello che non dimentichiamo. C'è un grado di irrealtà in quello che è capitato a me, è oltretutto non è ancora concluso, o forse dovrei usare un altro tempo verbale, quello classico nella nostra lingua quando raccontiamo, e dire quello che capitò a me, sebbene non sia concluso.

inviato il 15/11/2010
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