Francesca e Nunziata

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Maria Orsini natale
Francesca e Nunziata
Avagliano 2000
10 righe da pagina 125:

“Così Salvatore aveva solo disperata intelligenza per sopravvivere. Con più buonasorte di altri della sua terra che, dopo il milleottocentosessanta, dovettero percorrere la desolata via dell’emigrazione, l’attossicato cammino che non avevano conosciuto prima, lui fu aiutato dai guadagni che gli erano venuti …dall’”arte” , che aveva così ben imparato…Nella protervia del nuovo governo che “piemontizzava”…e che faceva venire dalla sua capitale gli uomini da impiegare in ogni campo, e non solo nei pubblici uffici, e da Torino faceva arrivare persino le cassette per la posta…continuò a far la sua pasta al meglio , e cercò caparbiamente di farla mangiare anche ai piemontesi. Perché aveva come fede che, quando la pasta è buona, davanti a un piatto di maccheroni fatto con arte, non ci sono barriere di riso o di polenta che tengano.”...A suo modo fu un gigante, ma sapeva leggere poco e scrivere ancora meno.
Quando fu un ricco industriale, con lo "sfizio" di una maccaronia a Marsiglia, Francesca fu il suo braccio destro. L'affiancava nel lavoro anche al tempo del Convitto di Nola...

inviato il 24/01/2011
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Commenti

Grazie! Grazie a tutti per i segnalibr!

Rachele, ti sei aggiudicata un altro libro incentivo : )

...e se lo sei, VALE LO STESSO:)))

Romano, il tuo commento acquisisce ancor più valore se tu non sei meridionale...

VIVA IL MERIDIONE

Bello, perché fa conoscere, attraverso la storia di una famiglia di pastai, la vita del meridione.

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