Gita al faro

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Virginia Woolf
Gita al faro
Tradotto da L. Bianciardi
Rizzoli 2007
10 righe da pagina 168:

Ma dopo tutto che cos’è una notte? Uno spazio breve, specialmente quando il buio viene così presto, e così presto cinguetta un uccello, canta un gallo, o un verde pallido appare, come una foglia che si apre, nel cavo dell’onda.
La notte, comunque, si sussegue alla notte. L’inverno ne tiene in serbo un pacco e le distribuisce equamente, regolarmente, con dita infaticabili.
Si allungano; si rabbuiano. Alcune tengono in alto pianeti luminosi, dischi di luminosità. Gli alberi d’autunno, devastati come sono, assumono il bagliore di bandiere a brandelli che splendono nell’oscurità di fredde cripte di cattedrali, dove lettere dorate su pagine marmoree descrivono morti in battaglia e come le ossa sbiancano e bruciano nelle sabbie dell’India.
Gli alberi d’autunno brillano alla luce gialla della luna, alla luce delle lune di settembre, la luce che matura la forza della fatica e ammorbidisce le stoppie e porta a riva l’onda che avvolge il blu.

inviato il 28/10/2015
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Commenti

sono lieta che ti sia piaciuto!!! :*

Angie,ho ultimato la lettura di:Madre del Riso ,è stato bellissimo,e molto emozionante, sono stata in Malesia ,ne rivedevo i villaggi ,e "i fantasmi mi hanno preso per mano",grazie per questa bella segnalazione,ciao naty

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