Giuliano
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Quella stessa estate, il vescovo Giorgio suggerì che Gallo e io costruissimo una cappella a Macellum da dedicare a san Mamele, un pastore locale le cui reliquie erano considerate particolarmente prodigiose: applicando sulla parte malata la tibia del santo, le malattie della pelle guarivano all'istante. Il vescovo Giorgio riteneva che sarebbe stato un gesto edificante se Gallo e io avessimo costruito un ossario per quei resti di pastore morto. E così, per tutta un'estate, Gallo e io lavorammo al progetto. A me piaceva molto mettere un mattone sopra l'altro. Ma Gallo detestava gli sforzi prolungati di qualsiasi genere e temo che abbia ampiamente maledetto san Mamete mentre sudavamo sotto il sole. Appena terminata la cappella, venne giù il tetto. Mi dicono che oggi i galilei sostengono che a crollare fu solo la parte di edificio costruita da me, perché sono colpevole di apostasia. Non è vero. È crollato tutto, perché il progetto era sbagliato.


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Mar, 24/07/2012 - 09:58