I CANTI DI MELITTA

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GIUSEPPE LIPPARINI
I CANTI DI MELITTA
Nicola Zanichelli 1925
10 righe da pagina 45:

Sopra il giaciglio amoroso il sole improvviso ci colse.
Già trionfava nel cielo il cocchio dai roggi cavalli
né sulle nostre pupille il sonno per anco scendea
ma tutta notte Cébete aveva gridato d'amore
sopra il mio candido ventre,dentro queste mie braccia
[furenti.
Rapida giunse l'aurora e noi seguitammo a morire;
ma quando venne il sole io diedi in un pianto dirotto,
mentre Cébete al sonno cedeva in un nimbo di raggi

Piansi, celando la faccia tra i lunghi capelli: e mi parve
che mi fluisse la vita, al par di una fonte, dagli occhi.
Ecco: io aveva pensato di uccidere il fulvo Cébete
sopra le morbide coltri per un folle eccesso d'amore

inviato il 02/06/2018
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Grazie

Complimenti! Ottima scelta! Ogni tanto fa piacere rileggere anche nella poesia italiana il ritmo armonioso del caro vecchio esametro greco e latino.

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