I fiori del male

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Charles Baudelaire
I fiori del male
Tradotto da L. Frezza
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Classici) 1980
10 righe da pagina 195:

Lungo il vecchio sobborgo, dove pendono da le catapecchie le persiane, riparo a le segrete lussurie, quando il sole crudele sferza a dardi raddoppiati la città e i campi, i tetti e le biade, io vado esercitandomi solo a la mia fantastica scherma, fiutando in tutti li angoli le accidentalità de la rima, inciampando ne le parole come nei selciati, urtando talvolta in versi da molto tempo sognati. Questo padre che tutto nutre, nemico della clorosi, sveglia nei campi i vermi come le rose; fa svaporare li affanni verso il cielo, e riempie i cervelli e li alveari di miele. È lui che ringiovanisce quelli che portano le gruccie e li rende allegri e dolci come giovanette, è lui che comanda a le messi di crescere e di maturare ne l'immortale cuore che vuol sempre fiorire! Quando, come un poeta, discende ne le città, nobilita la sorte de le cose più vili, e s'introduce regalmente, senza rumore e senza valletti, in tutti li ospedali e in tutti i palazzi.

inviato il 17/07/2014
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