Ieri

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Ágota Kristóf
Ieri
Tradotto da Marco Lodoli
Einaudi 2002

Nella mia testa un sentiero di sassi porta all'uccello morto.
Seppelliscimi, mi chiede, e negli angoli delle sue membra spezzate i rimproveri si muovono come vermi.
Avrei bisogno di terra.
Terra nera e pesante.
Una pala.
Non ho che gli occhi.
Due occhi velati e tristi che si inzuppano come un'acqua glauca.
Li ho avuti al mercato delle pulci in cambio di qualche moneta straniera, senza valore. Non mi hanno offerto nient'altro.
Io li curo, li strofino, li asciugo con il fazzoletto, sulle ginocchia. Prudentemente, per non perderli.
A volte strappo una penna dal piumaggio dell'uccello e disegno venuzze color porpora su questi occhi che sono il mio solo bene. Mi accade anche di annerirli completamente. Allora il cielo si copre e comincia a cadere la pioggia.

inviato il 02/10/2017
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Commenti

Grazie Staff! Ho appena inviato la mail con i dati :)

Ciao Francesca, sei la finalista del mese di ottobre, 10 righe scelte dalla redazione, per te un libro incentivo. Manda i tuoi dati a :
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Tuzza! Questo libro è notevole, con qualche passaggio davvero bello. Ma La trilogia è un capolavoro! Della quale, peraltro, si ode più di un'eco..

Ciao Tuzza! Questo libro è notevole, con qualche passaggio davvero bello, ma La Trilogia è un capolavoro! Della quale peraltro, qui si ode più di un'eco..

Ciao, non conoscevo questo libro di Kristof Agota, ho letto solo "trilogia della città di k"....sicuramente da leggere anche questo...

Grazie, Staff! :)

Ciao Francesca sei nella finale di Ottobre, 10 righe scelte dalla redazione.

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