Il giorno della civetta

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Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Corriere della Sera su licenza Adelphi Edizioni 2002
10 righe da pagina 39:

Il confidente di S. rischiava la vita: una cosca o l’altra, con un colpo doppio a lupara o con una falciata di mitra (anche nell’uso delle armi le due cosche facevano differenza), un giorno lo avrebbe liquidato. Ma tra mafia e carabinieri, le due parti tra cui muoveva il suo azzardo, la morte poteva venirgli da una sola parte. Da questa parte non c’era la morte, c’era quest’uomo biondo e ben rasato, elegante nella divisa; quest’uomo che parlava mangiandosi la esse, che non alzava la voce e non gli faceva pesare disprezzo: e pure era la legge, quanto la morte paurosa; non, per il confidente, la legge che nasce dalla ragione ed è ragione, ma la legge di un uomo, che nasce dai pensieri e dagli umori di quest’uomo, dal graffio che si può fare sbarbandosi o dal buon caffè che ha bevuto, l’assoluta irrazionalità della legge, ad ogni momento creata da colui che comanda, dalla guardia municipale o dal maresciallo, dal questore o dal giudice; da chi ha la forza, insomma.

inviato il 06/04/2014
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Commenti

;) no problem!

Hai ragione, ho confuso il post :)

L'avevo pubblicato sotto al post del gioco alle 14.58. Comunque l'ho ripubblicato.

Grazie Massimo ;)
Staff, a me compare tutto perfettamente, l'avevo scritto appena pubblicato. Sono appena dopo natalina maio che ha postato il gattopardo.

Vera devi scrivere il link delle tue 10 righe nel giuoco http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-56-righe-siciliane

bellissimo... il finale e' molto amaro, e molto diverso dal film! ciao!

Partecipo al Giuoco domenicale #56: Righe siciliane http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-56-righe-siciliane

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