Il lupo della steppa

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Hermann Hesse
Il lupo della steppa
Tradotto da Ervino Pocar
Mondadori 1996
10 righe da pagina 41:

A ogni scossa della vita avevo finito, non nego, col guadagnare qualche cosa, un pò di libertà, di spirito, di profondità ma anche di solitudine, di incomprensione, di freddezza.
Vista dal lato borghese, la mia vita era da una scossa all'altra una costante discesa, un continuo allontanarmi dal normale, dal lecito, da ciò che è sano.
Con l'andar degli anni avevo perduto il lavoro, la famiglia, la patria, ero fuori da ogni raggruppamento sociale,ero solo, non amato da nessuno, da molti sospettato,in continuo amaro conflitto con la pubblica opinione e con la morale, e quantunque vivessi ancora nell'ambiente borghese ero tuttaviia un estraneo con il mio modo di sentire e di pensare.
La religione, la patria, la famiglia, lo stato avevano perduto ogni valore e non mi riguardavano più, la presuntuosità della scienza,delle corporazioni,delle arti mi nauseava; le mie vedute,il mio gusto, tutto il mio pensiero che una volta mi avevano circondato con l'aureola della persona intelligente erano ormai trascurati, inselvatichiti e divenuti sospetti al prossimo.

inviato il 05/06/2013
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