Il malinteso

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Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 108:

Nell'appartamento deserto l'orologio batteva come un cuore. Yves ripensò a quanto gli piaceva, da giovanotto, la pace delle stanze da cui erano andati via tutti; la solitudine, allora, lo inebriava come un liquore amaro e fortissimo; ora, invece, gli suscitava un sentimento confuso, simile alla paura; a volte, suo malgrado, immaginava un malore notturno e si prefigurava la scena di lui che non riusciva a respirare, che rantolava e chiedeva invano aiuto, mentre Jeanne dormiva al sesto piano. Si vergognava della vigliaccheria, ma non poteva fare a meno di rabbrividire guardando le ombre che si addensavano negli angoli della stanza e tra le pieghe delle tende. Era in momenti come quelli che capiva con chiarezza perché ci si sposa: per avere una presenza accanto, un fruscio di gonne intorno, qualcuno a cui raccontare cose insignificanti, qualcuno con cui prendersela senza motivo quando si è di malumore, qualcuno che c'è anche se si sta in silenzio. Che strano, però: non gli veniva mai in mente Denise... La loro relazione, insomma, gli rendeva solo la vita più faticosa.

inviato il 21/02/2016
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