Il mistero di re Artù

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Elizabeth Jenkins
Il mistero di re Artù
Tradotto da Galassi V.
Eco 2000
10 righe da pagina 27:

Nel 1220, un abate, nel rivolgersi ai monaci nella sala capitolare, vide che molti, specialmente tra i chierici, erano addormentati, e alcuni addirittura russavano, perciò gridò: "Sveglia, confratelli, sveglia! Vi racconterò qualcosa di nuovo e di grande. C'era una volta un potente re, il cui nome era Artù!". L'effetto fu elettrizzante. Allora l'abate disse: "E' proprio grave, se non riuscite a star svegli per le cose di chiesa, mentre vi mettete ad ascoltare a bocca aperta non appena viene menzionato Artù!".
Da più di cent'anni la fama di Artù si era divulgata in tutta la Cristianità. Il Padre Priore di Tewkesbury aveva scritto nel 1179: "Esiste forse un luogo... che le alate lodi di Artù non abbiano raggiunto? Esiste qualcuno, dico io, che non parli di re Artù il bretone, essendo egli solo un po' meno noto ai popoli d'Asia che hai bretoni, come ci informano i pellegrini di ritorno dalle terre d'oriente? Ne parlano le genti dell'est come dell'ovest, benché separate dalla vastità della terra. [...]

inviato il 17/11/2013
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