Il pomeriggio di un piastrellista

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Lars Gustafsson
Il pomeriggio di un piastrellista
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 2017
10 righe da pagina 37:

Torsten rabbrividì. Gli dava una sensazione inquietante vedere un lavoro che era stato iniziato con le migliori intenzioni e che poi, Dio sa per quale motivo, era stato lasciato naufragare nel più grottesco e precario raffazzonamento.
Si sentiva a disagio. La cosa strana non era solo che il suo predecessore aveva così palesemente perso la voglia di lavorare (...) ma anche che (lui, o loro?) non sembravano essersi minimamente resi conto di quanto il lavoro fosse man mano cambiato e deteriorato. E lo colpì il pensiero che non di rado era proprio quello che succedeva a molte esistenze. O forse non era in realtà quello che succedeva a tutte le esistenze, se si puntava la lampada e le si osservava abbastanza da vicino? Esisteva una vita che si potesse dire migliorata col passare del tempo? Non era forse vero che le cattive abitudini diventavano sempre più radicate, i compromessi più vischiosi, le incoerenze più grandi? Non era, in poche parole, la vita un costante e lento declino da un certo ordine a un sempre crescente disordine?

inviato il 29/08/2017
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Commenti

Bellissima idea, la vostra!

Grazie

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Benvenuta Francesca :)

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