Il racconto dell'ancella

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Margaret Atwood
Il racconto dell'ancella
Tradotto da Camillo Pennati
Ponte alle Grazie 2018

Ricordo le regole, regole che non
venivano mai enunciate apertamente ma che ogni donna conosceva: non aprire la
porta a un estraneo, anche se dice che è un agente della polizia. Fargli
infilare sotto la porta il suo tesserino di riconoscimento. […] Se qualcuno
fischia, non voltarsi a guardare. Non entrare in una lavanderia a gettoni, da
sola, la notte. Le lavanderie a gettoni. Ci andavo in pantaloni corti, jeans,
mutandine da jogging. Portavo con me la biancheria, il sapone, i soldi, soldi
che avevo guadagnato. Penso a quello che significa subire questo controllo
continuo. Ora camminiamo per la stessa strada, a due per due, vestite di rosso,
e nessun uomo ci grida oscenità, ci parla, ci tocca. Nessuno fischia. Esiste
più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da.
Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà
da. Non sottovalutatelo.

inviato il 20/03/2019
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P. 25

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