Il rumore dei tuoi passi

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Valentina D'Urbano
Il rumore dei tuoi passi
Longanesi 2012
10 righe da pagina 137:

Non c'erano tante cose da dire, non avevo tutti i suoi argomenti. Ma a lei non fregava niente. Era come stregata dal mio quartiere. Le sembrava romantico, voleva venirci con me. Voleva vedere da vicino i palazzi occupati, conoscere la gente che ci viveva.
Io non ci trovavo niente di poetico nel degrado in cui abitavo, però non glielo dicevo. Ero felice che Marta ammirasse qualcosa che mi apparteneva, mi faceva sentire importante.
Pensavo davvero di poter cambiare, ma poi ogni tanto mi capitava sotto gli occhi la ferita che avevo sulla spalla e ricordandomi chi ero sentivo un nodo in gola. Io non ero come Marta. Non avrei mai potuto essere come lei, nemmeno in un milione di anni. Aveva fatto un bel lavoro, Alfredo. Aveva fatto in modo che io non potessi dimenticarmi che, come lui, certi istinti ce li avevo nel sangue.

inviato il 30/06/2012
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