Il sorriso eterno

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Pär Lagerkvist
Il sorriso eterno
Tradotto da G. Prampolini
Mondadori 1968
10 righe da pagina 26:

Aveva conosciuto gli uomini solo in quanto scendevano da lui, e nello stesso tempo aveva imparato ad amarli e capirli. Scendevano e cercavano di lui, non per eseguire grandi imprese, per vivere intensamente, per essere uomini nel significato più alto; venivano soltanto per compiere un atto umile, che era comune a tutti gli esseri viventi. In esso però non vi era nulla di basso né di degradante; perciò li amava. E in particolare amava una specie di uomini: quella dei forti, dei risoluti, che – si sentiva – la vita aveva presi e teneva ben saldi per adoperarli, costringerli ai suoi scopi. Anche laggiù serbavano una calma, una serenità talmente diginitosa, che egli si empiva di fiducia e di pace.

inviato il 16/04/2016
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