Il tuffo

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Jonathan Lee
Il tuffo
Tradotto da Sara Reggiani
Sur 2017
10 righe da pagina 45:

Certi giorni in cui l'ambizione e il rimpianto avevano la meglio, quando le opportunità sprecate gli restavano appiccicate alle scarpe come gomma da masticare gettata a terra i cui schifosi e pigri filamenti rallentavano il passo, diceva a se stesso che dentro l'albergo c'era tutta la vita umana. D'accordo, le relazioni clandestine. La tipica domanda che ti fanno tutti. Certo, ce n'erano eccome. Ma lì la gente si fidanzava anche, si sposava. Riceveva telefonate in cui le veniva comunicata la morte di un genitore. Concepiva figli. Spegneva candeline.
Moose era l'uomo più felice del mondo quando parlava con i clienti. Non fosse stato per la costante pressione delle scadenze e delle liste di cose da fare, avrebbe tranquillamente trascorso giornate intere ad ascoltarli disquisire delle loro idee su come arricchirsi e dei tanto lamentati acciacchi, dell'ideale platonico di cuscino, con la sua consumata sofficità e pienezza. Gli piaceva conoscere i nomi di tutti gli ospiti e poi dar corpo, pian piano, alle vite che c'erano dietro.

inviato il 31/01/2018
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Ciao Francesca, sei nella classifica settimanale del mese di febbraio.

Jonathan Lee è nato nel Surrey (Regno Unito) il 24 aprile 1981 e vive a New York, dove lavora come editor per la casa editrice Catapult e collabora con la rivista letteraria Guernica. Il tuffo è il suo terzo romanzo, e il primo a essere pubblicato in Italia.

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