L’opera al nero

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Marguarite Yourcenar
L’opera al nero
Tradotto da Marcello Mongardo
Universale Economica Feltrinelli 1994
10 righe da pagina 203:

Si meravigliava di aver acconsentito a rinchiudersi per quasi sei anni nell'ospizio di San Cosma, insabbiato nella monotona esistenza conventuale, peggiore dello stato ecclesiastico, che egli aveva fatto orrore a vent'anni, ingigantendo l'importanza dei piccoli intrighi, degli scandali inevitabili a porte chiuse. Gli sembrava quasi di aver insultato le infinite possibilità dell'esistenza rinunciando per tanto tempo all'invito del mondo. Il movimento dello spirito che si apre una via in senso inverso alle cose conduceva certamente a sublimi profondità, ma rendeva impossibile l'esercizio che consiste nell'essere. Per troppo tempo si era privato del piacere di procedere diritto davanti a sé, immerso nell'immediato presente, lasciando che il fortuito ridivenisse il suo destino, ignorando ove avrebbe passato la notte […].

inviato il 22/04/2019
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Marguerite Yourcenar 8 giugno 1903 Bruxelles

guadagnato da vivere fra otto giorni. Il cambiamento era stato una rinascita e quasi una metempsicosi.
Il moto alternativo delle gambe bastava a soddisfargli l'anima. Gli occhi si limitavano appena a dirigere la marcia, benché gioissero del verde intenso dell'erba. L'udito registrava con soddisfazione il nitrire d'un puledro al galoppo lungo una siepe viva e il cigolio insignificante d'un carretto. Dalla partenza scaturiva una libertà totale.

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