La ferrovia sotterranea

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immagine copertina
Colson Whitehead
La ferrovia sotterranea
Tradotto da Martina Testa
SUR (collana BIGSUR) 2016
10 righe da pagina 145:

Alla piantagione dei Randall Cora aveva sentito tante volte Michael recitare la Dichiarazione d'Indipendenza. Non capiva le parole, o quantomeno ne capiva una minima parte, ma quel creati uguali non le sfuggiva. Gli uomini bianchi che avevano scritto quel testo non lo capivano neanche loro, se tutti gli uomini per loro non significava davvero tutti gli uomini. Se rubavano ciò che apparteneva ad altri, che fosse qualcosa che si poteva tenere in mano, come la terra, o qualcosa di immateriale, come la libertà. I terreni che Cora dissodava e lavorava un tempo erano appartenuti agli indiani. […]
Corpi rubati che lavoravano terra rubata. Era un motore che non si fermava, la sua caldaia mai sazia si alimentava a sangue.

inviato il 01/01/2018
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Commenti

:)

Grazie! :)

Appena inserito! ;)

Grazieee! Puoi scrivere nei commenti i metadati in della vesione inglese (titolo, editore ecc.)? Oppure meglio scrivi un altro post così quando avremo finito il nuovo sito appariranno nell'area "10 righe in lingua" :)

Nel 2017, con "La ferrovia sotterranea", Colson Whitehead ha vinto il premio Pulitzer e il National Book Award.

Sono tratte dalla versione inglese del libro. Colgo l'occasione per precisare che, nella versione inglese come in quella italiana, ci sono della parole scritte in corsivo. Nello specifico:
- "created equal" e "all men";
- "creati uguali" e "tutti gli uomini".

Donatella, hai tradotto le 10 righe o le hai tratte dalla versione inglese del libro?

Colson Whitehead (New York, 6 novembre 1969)

Cora had heard Michael recite the Declaration of Independence back on the Randall plantation many times, his voice drifting through the village like an angry phantom. She didn’t understand the words, most of them at any rate, but created equal was not lost on her. The white men who wrote it didn’t understand it either, if all men did not truly mean all men. Not if they snatched away what belonged to other people, whether it was something you could hold in your hand, like dirt, or something you could not, like freedom. The land she tilled and worked had been Indian land. […]
Stolen bodies working stolen land. It was an engine that did not stop, its hungry boiler fed with blood.

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