La figlia del capitano

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Aleksandr Sergeevič Puškin
La figlia del capitano
Tradotto da Bruno Osimo
Edizioni San Paolo 1999
10 righe da pagina 42:

Svegliandomi, chiamai Savél’ič e al suo posto vidi davanti a me Màr’ja Ivànovna; la sua voce angelica mi salutava. Non posso esprimere il dolce sentimento che si impadronì di me in quel momento. Le presi la mano e la strinsi a me, versando lacrime di commozione. Màŝa non la ritirava… e d’un tratto le sue labbra sfiorarono la mia guancia e io sentii il loro bacio ardente e fresco. Fui percorso dal fuoco.
“Cara, buona Màri’ja Ivànovna” le dissi. “Sii mia moglie, fammi felice.”

inviato il 31/08/2018
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Aleksandr Sergeevič Puškin (Mosca 1799, San Pietroburgo 1837)

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