LA STORIA DI NAPOLI
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La cultura a Napoli in epoca sveva, però, si avvantaggiò soprattutto per la fondazione dell’università, che fu decisa dal sovrano sia per difendere lo studio che per divulgarlo fra quelli che non erano religiosi, in quanto effettivamente sino allora avevano avuto il monopolio della cultura letteraria il clero e i monasteri. Federico di Svevia con una nuova ideologia politica fu il primo sovrano a pensare che bisognava fare in modo che la dottrina potesse essere accessibile a tutti. L’università fu chiamata lo «Studio Generale» in contrapposizione agli Studi di Bologna e di Padova sui quali si voleva che primeggiasse.
I napoletani non apprezzarono pienamente quanto Federico aveva loro concesso con l’istituzione dell’università in quanto non riuscivano ancora a mandar giù la perdita di alcuni privilegi che avevano avuti per il passato e, inoltre, la massa non era in grado di comprendere l’importanza di questo provvedimento.


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