La zattera di pietra

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Josè Saramago
La zattera di pietra
Tradotto da Rita Desti
Universale Economica Feltrinelli 1986
10 righe da pagina 88:

Giunsero a Lisbona sul far della sera, all'ora in cui la dolcezza del cielo infonde nell'anima un tenero struggimento, notate come aveva ragione quel sorprendente intenditore di sensazioni e di impressioni quando ha detto che il paesaggio è uno stato d'animo, anche se non è riuscito a dirci come erano i panorami ai tempi in cui non esistevano al mondo altro che pitecantropi, ancora con poca anima e, oltre che poca, confusa. Dopo tanti millenni, e grazie ai perfezionamenti, ormai Pedro Orce può riconoscere nella malinconia apparente della città l'immagine fedele della propria tristezza interiore. Si era abituato alla compagnia di questi portoghesi che sono andati a pescarlo nei luoghi inospitali in cui era nato e vissuto, fra poco dovevano separarsi, ognuno per la sua strada, neppure le famiglie resistono all'erosione della necessità, che cosa potrebbero mai fare semplici conoscenti, amici di fresca data e tenere radici.

inviato il 30/03/2014
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