L'amore ai tempi del colera

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Gabriel García Márquez
L'amore ai tempi del colera
Tradotto da Angelo Morino
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 97:

Fermina Daza era in cucina ad assaggiare la minestra per la cena, quando udì il grido di orrore di Digna Pardo e il baccano della servitù e poi quello del vicinato. Buttò via il cucchiaio per assaggiare e cercò di correre come poteva col peso invincibile della sua età, gridando come una pazza senza sapere ancora cosa stava accadendo sotto le fronde del mango, e il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte affinché lei avesse il tempo di arrivare.
Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita comune, e riuscì a dirle con l'ultimo respiro:
“Solo Dio da quanto ti ho amata.”
Fu una morte memorabile, e non senza motivo.

inviato il 02/10/2017
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Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo (Aracataca, 6 marzo 1927)

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