Le avventure di Hcklebery Finn

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Mark Twain
Le avventure di Hcklebery Finn
Tradotto da Enzo Giachino
A. MONDADORI 2004
10 righe da pagina 21:

Be?, poco alla volta tre o quattro mesi passano anche loro, e ormai si era nel cuore dell'inverno.
Io ero quasi sempre andato a scuola, e sapevo compitare, e leggere, e scrivere anche un poc, e recitavo la tavola della moltiplicazione fino a sei volte sette fa trentacinque, e credo che non potevo andare più in là, anche se andavo a scuola tutta la vita.
Non sono fatto per i conti io.
In principio non potevo soffrire la scuola, ma poi, poco alla volta, mi abituo, tanto che quasi la sopportavo.
Tutte le volte che non ne potevo più la salavo, e le vergate che mi davano, il giorno dopo, mi facevano bene e in certo modo mi rallegravano.
Così che più andavo a scuola, più mi abituavo.
Cominciavo anche ad abituarmi alle maniere della vedova, che non mi davano più tanto fastidio.
Certo che vivere in una casa, e dormire in un letto, era un tormento, ma prima che cominciasse a far freddo, ogni tanto scappavo , e andavo a dormire nei boschi, e così potevo riposarmi e riprendere coraggio.

inviato il 30/11/2012
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titolo esatto : Le avventure di Huckleberry Finn

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