Le braci

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Sandor Marai
Le braci
Adelphi
10 righe da pagina 89:

Ma la cosa peggiore è soffocare in sé le passioni che la solitudine gli ha accumulato dentro.Chi fa così non fugge da nessuna parte,non ammazza nessuno.Allora cosa fa?Vive, aspetta,mantiene l'ordine nella sua esistenza.Vive come un monaco,però segue una strana regola laica, anzi, pagana.Ma per un monaco è tutto più semplice,perchè crede in qualcosa.L'uomo in questione,che ha consegnato la sua anima e il suo destino alla solitudine,non crede a niente.Aspetta e basta.Aspetta il giorno e l'ora in cui potrà discutere ancora una volta di tutto ciò che lo ha costretto alla solitudine con colui o coloro che lo hanno ridotto in quella condizione.Si prepara a tale momento per dieci o per quarant'anni, diciamo pure,per l'esattezza, quarant'un anni,così come ci si prepara ad un duello.Sistema tutte le sue faccende per non restare in debito con nessuno casomai dovesse perire nello scontro.E si allena tutti i giorni,come fanno gli spadaccini di professione.In che modo si allena?Mediante i ricordi,facendo si che la solitudine e il tempo che scorre non leniscano quello che si porta nel cuore.

inviato il 14/05/2012
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Commenti

che libro stupendo. aggiunto segnalibro

aggiungo segnalibro

Segnalibro! :-)

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