Le ultime lettere di Jacopo Ortis

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Ugo Foscolo
Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Mondadori - Oscar classici

Da' colli Euganei, 11 Ottobre 1797

Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia. Il mio nome è nella lista di proscrizione, lo so: ma vuoi tu che io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi m'ha tradito? Consola mia madre: vinto dalle sue lagrime le ho ubbidito, e ho lasciato Venezia per evitare le prime persecuzioni, e le più feroci. Or dovrò io abbandonare questa mia solitudine antica, dove, senza perdere dagli occhi il mio sciagurato paese, posso ancora sperare qualche giorno di pace?
Tu mi fai raccapricciare, Lorenzo; quanti sono, dunque, gli sventurati? E noi pur troppo, noi stessi italiani, ci laviamo le mani nel sangue degli italiani!
Per me segua che può. Poichè ho disperato, e della mia patria, e di me, aspetto tranquillamente la prigione e la morte.

inviato il 14/08/2012
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[..] Il mio cadavere almeno non cadrà tra le braccia straniere; il mio nome sarà sommessamente compianto da pochi uomini buoni, compagni delle nostre miserie; e le mie ossa poseranno sulla terra de' miei padri.

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