Lettera a un bambino mai nato

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immagine copertina
Oriana Fallaci
Lettera a un bambino mai nato
Rizzoli 2009

…Me ne rimasi ferma a guardare la mia mano coperta di Luna. Avevo la Luna in mano e non sapevo dove appoggiarla, come conservarla: al minimo contatto sarebbe sparita. Il mio cervello cercava invano una soluzione, uno stratagemma che offrisse la via di salvare il salvabile, ma trovava solo una nebbia, e dentro la nebbia una frase:”sarebbe come togliere la cipria. Ovunque la spalmi è perduta”. Ed era questo il momento più grande, la sevizia che Tantalo non aveva mai conosciuto. Tantalo si vedeva sfuggire il frutto nell’attimo in cui stava per afferrarlo non se lo vedeva svanire dopo averlo afferrato. Poi detti un’ultima occhiata alla mia mano d’argento, spalancata in un gesto di supplica assurda, inghiottii un desiderio di lacrime, sorrisi con amarezza. Da lontananze infinite la Luna era giunta ame, s’era posata sulla mia pelle, ed io mi accingevo a buttarla via. Per sempre.....

inviato il 13/01/2011
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