Libri in camicia

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Libri in camicia
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Libri in camicia!
Alcuni libri sono nati con la camicia indipendentemente dalla qualità dei contenuti (pessimi).
Scrivete i titoli dei libri che secondo voi sono nati con la camicia e scrivete anche una riga del perché...

inviato il 09/02/2012
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Commenti

A mio avviso ci sono libri nati con la camicia e libri nati in mutande. L'elenco è lunghissimo in entrambe le categorie. Solo due esempi, direi storici.
Tra quelli con la camicia: "Gli indifferenti". Moravia ha fatto centro con il primo libro ed ha vissuto di rendita con gli altri.
Tra quelli in mutande: "Accadimenti nell'irrealtà immediata" (uscito nel 1936 ma pubblicato in Italia in questi giorni). Max Blecher non ha avuto successo all'epoca, in Romania, e non lo avrà neppure ora per la complessità del suo mondo letterario. Eppure è un libro sublime.

Infatti, io consiglierei Glenn Cooper, anche se alcuni libri di Dan Brown li ho letti.
i libri di Cooper hanno più qualità

Libri nati con la camicia.. credo che ogni libro per quanto il contenuto sia trito scadente, noioso, o - pessimo- comunque, apporti qualcosa al lettore. SEmpre. Perché ci siano dei libri che inevitabilmente entrino nel cuore di molti nonostante siano "leggerini" è un mistero. Credo che il risultato sia dato un po' il gusto strettamente personale un po' dovuto all'onda" creata ad ok dal marketing -quando lavora bene e rende un libro "di moda" e vendutissimo (vedi i libri di moccia e della serie twilight e tutta quella vampiresca ceh ne segue ultimamente). Io "boccerei" (sempre tenendo a mente la mia premessa) va dove ti porta il cuore, per me il del libro non è uguale alla qualità del libro , la Tamaro ha fatto di meglio. Poi alcuni libri di cohelo (quasi tutti) moccia.. in entrambi gli autori per me vale la massima letto uno letti tutti. Nella "la solitudine dei numeri primi", ho trovato un contenuto che non è scontato - anche se lento in alcune parti - lma ricco di "spunti interessanti che potrebbero essere a loro volta l'incipt di altre storie. Ah.. Dan Brown.. tutto.

E' vero @mel va, questione di gusti. Concordo con te per quanto riguarda i libri di Zafon.

in merito a "La solitudine dei numeri primi" dissento fermamente, avendolo trovato uno dei libri più intensi letti negli ultimi tempi. Questione di gusti...Trovo invece ormai triti e ritriti gli argomenti dei libri di Zafòn, del quale salverei solo il primo pubblicato, "L'ombra del vento".

Sono pienamente d'accordo con la solitudine dei numeri primi e le considerazioni fatte da Greta Marras. che dire invece di "3 metri sopra il cielo" e in genere di tutta la letteratura "mocciana"? Moccia ha avuto la enorme fortuna di vivere in un contesto storico in cui tutto è decadenza in Italia...

Grata sono d'accordo con te, non mi è piaciuto neanche a me

La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano. Un libro permeato di tristezza e senso d'impotenza. I due protagonisti soffrono dall'inizio alla fine e non c'è alcun colpo di scena che dia una scossa alla storia, che procede piatta e lascia al lettore solo un senso d'angoscia.

Grazie...

io l'ho conosciuto di persona, è molto simpatico. Allora, buona lettura!

Elena, ancora non leggo nessun libro di D'Avenia, una buona occasione questa per conoscerlo. Grazie

Violet, hai proprio ragione, anche se devo ammetterlo ho letto i primi due libri:
E' Alessandro D'Avenia che scrive molto bene sugli adolescenti

I libri di Moccia (tutti) perchè gli adolescenti vengono descritti in modo mesto, quando nella realtà, nella loro realtà la vita non è assolutamente vissuta così... é quasi un'insulto alla gioventù...

Rachele, lo vorrei leggere, allora me lo sconsigli

"Il cimitero di Praga" di Umberto Eco, perché, è noioso, pretenzioso e senza un filo logico

La setta degli alchimisti di Fabio Delizzos, molto pubblicizzato ma molto poco documentato sull'argomento e un finale deludente

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