L'innocenza rubata

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Elissa Wall
L'innocenza rubata
Tradotto da Rocco Minerva
Piemme 2010
10 righe da pagina 149:

Ero in camera mia e a un tratto avvertii la presenza di mia madre alle mie spalle mentre stavo per scrivere interrogativi e preoccupazioni.
"Lesie, dovresti fare attenzione a quello che scrivi" mi avvertì, interrompendo il mio flusso di coscienza. "Le tue parole non sono un fatto privato."
Alzai sorpresa il viso verso di lei. "Che cosa intendi dire? Chi potrebbe andara a curiosare sul mio diario?"
"Bè, quello che scrivi su questo momento importante della tua vita resterá in ereditá ai tuoi figli e dovrebbe essere solo qualcosa di cui sei orgogliosa, per non dovertene poi pentire."
Le parole di mamma erano sconvolgenti. Mi stava dicendo che non dovevo esprimere quello che sentivo! Ed ero terrorizzata all'idea che i miei sentimenti non fossero un fatto privato e che scrivere delle riflessioni potesse essere condiserato un fatto d'insubordinazione. L'invito a scrivere solo quello che secondo loro avrei dovuto sentire mi lasció sbigottita.

inviato il 27/10/2014
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