L'ombra del vento

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immagine copertina
Carlos Ruiz Zafòn
L'ombra del vento
Tradotto da Lia Sezzi
Oscar Mondadori 2009
10 righe da pagina 284:

Scesi un gradino dopo l'altro sino in fondo. La candela illuminava fiocamente una sala rettangolare, dalle nude pareti di pietra ricoperte di crocefissi. Faceva un freddo terribile, lì sotto. In mezzo alla sala, su una lastra di marmo, mi parve di notare due oggetti simili, entrambi bianchi ma di dimensioni diverse. Poichè riflettevano il chiarore della candela con maggiore intensità rispetto al resto degli oggetti della stanza, immaginai che fossero smaltati. Ma fu solo dopo aver fatto un passo avanti che compresi: erano due bare. Una misurava poco più di mezzo metro. Un brivido gelido mi corse lungo la schiena. Era la bara di un bambino. Mi trovavo in una cripta.
Quasi senza rendermi conto di quello che facevo, mi diressi verso la lastra di marmo e mi fermai solo quando fui abbastanza vicino da poterla toccare. Le due bare erano coperte da un manto di polvere grigia. Posai la mano sulla cassa più grande e, lentamente, tolsi la cenere che si era depositata sul coperchio. Nella luce della candela lessi: Penélope Aldaya 1902-1919.

inviato il 24/08/2011
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E chi se lo dimentica più questo momento!

In fondo anche i librai sono dei pusher!

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