L'oscura immensità della morte

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Massimo Carlotto
L'oscura immensità della morte
E/O 2004
10 righe da pagina 17:

In libertà le notti non saranno più così. Potrò passeggiare in riva al mare, scopare e divertirmi, forse anche dormire come un sasso. In galera, sempre se ci riesci, dormi a intermittenza. Qui il buio ti ricorda che sul tuo fascicolo c'è un timbro rosso con scritto “fine pena: mai”. Che sei fottuto. E allora pensi a quanto sei stato stronzo a rovinarti in questo modo. E i ricordi ti impediscono di riposare. Ogni notte penso alla donna e al bambino. Non so davvero come ho potuto tirare il grilletto. Ma ormai è fatta e non posso fare nulla per loro. Mi dispiace tanto però. Per sopravvivere in galera faccio il duro ma dentro di me sono pentito di aver buttato via la mia vita con il crimine. Potevo avere una vita diversa. Ho avuto tutte le possibilità.

inviato il 17/03/2019
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Massimo Carlotto
Padova, 22 luglio 1956

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