Memorie dal sottosuolo

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Fedor Dostoevskij
Memorie dal sottosuolo
Tradotto da Milli Martinelli
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1995
10 righe da pagina 148:

[..]Siamo arrivati al punto che l’autentica “vita viva” la consideriamo quasi una fatica, quasi un impegno, e tutti siamo intimamente convinti che è meglio una vita costruita, “letteraria”. […] Ormai noi non sappiamo neppure dove vive ciò che è vivo, e che cos’è, e come si chiama. Lasciateci soli senza libri e noi ci confondiamo subito, ci smarriamo, non sappiamo dove dirigerci, a cosa aggrapparci: cosa amare e cosa odiare; cosa apprezzare e cosa disprezzare. Noi sentiamo il peso perfino del nostro essere uomini, uomini con corpo e sangue nostri, autentici. Ce ne vergogniamo, lo consideriamo disdicevole e ci intestardiamo ad essere in-esistenti uomini-sociali. Noi, nati-morti ormai da molto tempo nasciamo non da padri vivi, e questo ci piace sempre di più. Ci stiamo prendendo gusto.

inviato il 08/01/2019
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Commenti

Grazie :))

Ciao Francesca, sei nella finale di gennaio, 10righe scelte da Voi utenti.

Vero.

grazie Francesca concordo con il tuo commento, perfetto !

Consiglio a tutti di leggere o, anche, rileggere questo libro perché il testo è talmente attuale e moderno che per un momento ho stentato a credere che fosse stato scritto nel 1864! Un genio!

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